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Inaugurazione Anno Accademico 2000-2001 - Relazione del Magnifico Rettore

Signor Sottosegretario, Autorità, Magnifici Rettori, Chiarissimi Presidi, Illustri Colleghi, Dirigenti, Personale tutto dell'Amministrazione, cari Studenti, gentili Signore e Signori
Siamo qui riuniti per inaugurare il terzo Anno Accademico dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, nata ufficialmente con decreto ministeriale il 10 giugno 1998, ma operante in Bicocca, come polo dell' Università degli Studi di Milano, già a partire dal 1992.

Foto del palco ritraente tutte la autorità presenti

Inaugurazione alquanto "tardiva" rispetto al reale inizio delle attività didattiche dell'anno accademico, avvenuto, come di consuetudine, nei primi giorni di ottobre. Inaugurazione tardiva, legittimata tuttavia dai numerosi e pressanti impegni imposti sia dalla esigenza di perfezionare il funzionamento della nostra struttura, ancora in piena fase di crescita, sia dall'impegno di garantire una didattica di qualità ad un numero di studenti largamente superiore ad ogni previsione, sia dalla necessità di affrontare la complessa problematica legata all'accoglimento del nuovo ordinamento universitario, introdotto dalla legge 509 del 1999, riguardante l'autonomia didattica degli Atenei. Come naturale conseguenza di tali "emergenze", avremmo potuto decidere di soprassedere per l'anno in corso all'organizzazione della cerimonia dell'inaugurazione dell'Anno Accademico, ma su questa giustificata tentazione ha avuto il sopravvento la convinzione di quanto fosse opportuno, anzi doveroso, informare la comunità universitaria, e quanti sono interessati a questa nuova realtà, in merito alle attività e alle problematiche dell'Ateneo.
Tra i compiti che gli Organi di Governo dell'Università hanno dovuto affrontare in quest'ultimo periodo, ha comportato un impegno particolarmente gravoso l'applicazione delle norme sull'autonomia didattica degli Atenei.
La riforma in atto prevede la sostituzione dei tradizionali percorsi formativi della durata di quattro o cinque anni con due cicli didattici successici, uno triennale, la nuova laurea, l'altro biennale, la laurea specialistica .

Schema riassuntivo dell'organizzazione dell'offerta didattica di Milano-Bicocca

La laurea triennale dovrà fornire allo studente una adeguata preparazione di base e inoltre specifiche conoscenze professionali spendibili immediatamente sul mercato del lavoro. La laurea specialistica dovrà invece provvedere a fornire una formazione di livello più avanzato in grado di permettere lo svolgimento di compiti che richiedono una elevata qualificazione in settori specifici. Accanto all'obiettivo più formale che questa riforma si pone e cioè quello di uniformare, almeno per quanto riguarda il primo ciclo, i sistemi universitari dei paesi appartenenti alla Unione Europea, essa persegue altre finalità, senza dubbio di non minor rilevanza, quali quella di mettere rimedio al fenomeno dell'elevato numero di studenti che abbandonano gli studi universitari senza conseguire alcun titolo e quella di ricondurre in limiti ragionevoli la durata dei percorsi formativi che molto spesso risulta oggi di gran lunga maggiore di quanto previsto dai relativi ordinamenti. Problemi questi, attenzione, che non riguardano solo l'Università italiana, ma che certamente nel nostro paese raggiungono un livello di particolare gravità.
Credo di non sbagliare supponendo che tutti i presenti, o quasi tutti, siano a conoscenza dell'animato dibattito che ha accompagnato l'iter di questa riforma e delle diverse argomentazioni pro e contro che hanno preceduto, accompagnato e seguito l'approvazione della legge relativa. Non voglio pertanto annoiarvi riproponendole in questa occasione. Non riesco tuttavia ad evitare di sottoporvi una breve considerazione personale che, secondo quanto ormai è divenuta unanime consuetudine, verrebbe definita una esternazione.
Certamente, come tutte le cose di questo mondo, la legge è perfettibile. Certamente alcune rigidità, come ad esempio l'imposizione di una scansione temporale per i cicli formativi, un triennio più un biennio, identica per tutte le discipline, tranne poche particolari eccezioni quali medicina e architettura, avrebbero potuto essere attenuate. Tuttavia quei colleghi che, al termine dell'iter legislativo, lamentano il fatto che la flessibilità dei nuovi ordinamenti è inferiore a quanto auspicabile e che l'autonomia didattica ne risulta vulnerata, dovrebbero interrogarsi se questo si sia verificato ad opera della classe politica o non piuttosto a seguito dell'intervento del mondo accademico, o di una parte di esso, che, adoperandosi accanitamente per l'introduzione di un numero eccessivo di classi, degli ambiti formativi, dei settori scientifici disciplinari, dei crediti minimi, con l'obiettivo di difendere gli interessi di determinati gruppi disciplinari, ha provocato il tanto deprecato irrigidimento degli ordinamenti a scapito dell'autonomia di scelta delle sedi universitarie.
Tenuto conto che, almeno per il momento, tutto ciò non è modificabile in tempi brevi e che a questo punto sarebbe irresponsabile bloccare l'avvio della riforma, gli Organi Accademici delle Università devono procedere alla sua applicazione avendo tuttavia presente che sono di fronte ad una notevole responsabilità e che dalle loro scelte non dipendono tanto, o non solo, come si soleva dire in un recente passato, i destini del paese ma certamente quelli dell'istituzione universitaria.
Noi viviamo un momento storico in cui le innovazioni tecnologiche, lo sviluppo economico, i cambiamenti sociali e culturali, la facilità di accesso alle conoscenze e la loro rapida diffusione determinano una realtà in continua evoluzione nella quale le diverse componenti del sistema sociale vedono messi in discussione compiti e prerogative. Se l'Università vuole continuare a svolgere un ruolo centrale, di riferimento, nella società moderna, non può sentirsi estranea a questo processo evolutivo, anzi deve accettare la sfida dimostrando di sapere interpretare il cambiamento per poterlo governare senza doverlo subire in maniera acritica e passiva. Deve riuscire a coniugare l'esigenza di fornire conoscenze che rispondano alle specifiche richieste produttive del mercato ad un numero sempre più elevato di utenti con la necessità di conservare la sua natura di centro di cultura per il quale una visione unitaria, integrata, critica e razionale del sapere rappresenta il valore principale.

Nella definizione dei corsi di studio è necessario pertanto procedere operando non tanto una semplice e meccanica applicazione delle nuove norme, quali quelle della diversa struttura temporale e dell'utilizzo dei crediti, ma soprattutto un ripensamento critico delle finalità formative, dei contenuti, delle modalità didattiche. Bisogna inoltre comprendere che l'organizzazione della nuova società richiede sempre più operatori dotati di conoscenze strutturate, quali quelle che l'Università può fornire, ma non tutti provvisti del medesimo livello di approfondimento. Bisogna inoltre avere l'onestà di riconoscere che è senza senso obbligare una gran parte dei giovani a seguire percorsi formativi che richiedono notevole impegno e un lungo periodo di applicazione quando in molti settori occupazionali le conoscenze richieste risultano spesso più delimitate. Bisogna interrogarsi se uno dei motivi di tanti abbandoni non sia anche dovuto ad una didattica che privilegia, fin dai primi approcci, una trattazione troppo astratta e speculativa non recepibile dalla maggior parte degli studenti.
L'ampia articolazione dei corsi di studio previsti dalla riforma, laurea, laurea specialistica, master di primo e di secondo livello, corsi di perfezionamento, corsi di specializzazione e corsi di dottorato di ricerca e l'introduzione dei crediti formativi, usufruibili per tracciare un percorso formativo secondo le personali esigenze, sono una garanzia di poter comunque, in fasi successive, approfondire la propria preparazione e soddisfare le proprie aspirazioni.
Per quanto riguarda il timore che la riforma in atto possa condurre a una dequalificazione e liceizzazione degli studi universitari, a seguito di, come qualcuno sostiene, una "pedestre prospettiva professionalizzante", non credo sia una preoccupazione del tutto giustificata. Fornire competenze professionali nell'ambito di un corso universitario non mi appare come cosa abnorme e comunque motivo di scandalo. Tutto dipenderà dalla capacità, o meglio dalla professionalità, del corpo docente di individuare con chiarezza e concretezza gli obiettivi formativi del corso di studio; di saper dosare, soprattutto nei corsi di primo livello, per i quali il compito è certamente più arduo, le conoscenze di base indispensabili a caratterizzare una formazione universitaria e assicurare la sua validità e durevolezza, e le competenze professionali; di graduare la complessità e la astrazione degli argomenti impartiti; di esercitare una azione di sintesi e di selezione dei temi prescelti che permetta la crescita culturale degli studenti senza produrre un carico didattico non sopportabile dal discente medio.
Se tutto questo sarà garantito, io non credo che la nostra didattica risulterà dequalificata.
Certamente condizione irrinunciabile per mantenere la qualità e la specificità della formazione universitaria è che l'Università possa conservare, come ho già sottolineato, la sua natura di Centro di Cultura consacrato alla promozione e al progresso della conoscenza . Questo potrà avvenire solo se saranno rese disponibili risorse sufficienti a permettere una qualificata attività di ricerca, che rimane la base insostituibile per una formazione di alto profilo. Qualche segnale incoraggiante su questo fronte sembra arrivare dall'incremento per l'anno in corso del Fondo di Finanziamento Ordinario per le Università e dalla presentazione del Programma Nazionale di Ricerca, approvato dal CIPE, che prevede entro sei anni l'adeguamento delle risorse disponibili all'attuale media europea.
Per concludere questo argomento una breve considerazione. La legge del 1933, numero 1592, nel definire i compiti della istituzione universitaria recita: l'istruzione superiore ha per fine "di fornire la cultura scientifica necessaria per l'esercizio degli uffici e delle professioni". In tutti questi anni nei quali ho esercitato la mia funzione di docente non mi sono mai reso conto che quell'accenno agli "uffici e professioni" costituisse un motivo di dequalificazione della mia attività

Organi di governo

Dal momento della sua istituzione, per circa un anno, l'Università di Milano-Bicocca è stata governata da un Comitato Ordinatore nominato dall'allora Ministro dell'Università on. Berlinguer.
Successivamente, nell'ottobre del 1999, si sono svolte le elezioni del Rettore e del Consiglio di Amministrazione. Per il Senato Accademico, in assenza di un proprio Statuto, si è dovuto ricorrere alla composizione prevista dalla precedente normativa che prevedeva una composizione con la sola presenza dei Presidi delle Facoltà.
Proseguendo in questa opera di costituzione degli organi di governo, nel giugno 2000, è stato istituito il Nucleo di Valutazione Interna dell'Ateneo. Il Nucleo di Valutazione, introdotto nell'ordinamento universitario con legge 537 del 1993, svolge un ruolo sempre più significativo rispetto al funzionamento degli Atenei. Ad esso la legge affida il compito di verificare la corretta gestione delle risorse, la produttività della ricerca e della didattica, nonché l'imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa. La relazione che il Nucleo deve predisporre annualmente, costituisce un elemento fondamentale, nei riguardi del Ministero e dell'Osservatorio Nazionale Permanente per la valutazione dei risultati relativi all'efficienza e alla produttività delle attività di ricerca e di formazione anche ai fini delle assegnazioni successive delle risorse da parte del Ministero.
Ma, al di la dei numerosi compiti ad esso affidati dalla legge, la presenza e l'azione del Nucleo di Valutazione costituisce una prezioso strumento per raccogliere e vagliare, in forma indipendente, informazioni sul funzionamento complessivo dell'Ateneo, e per incentivare il miglioramento delle attività didattiche, di ricerca e dell'amministrazione esercitando una azione di stimolo su tutte le strutture per il conseguimento di un sempre più elevato livello di qualità.
Per il lavoro già intrapreso desidero esprimere vivo apprezzamento a tutti i componenti del Nucleo di Valutazione ed in particolare al suo presidente professoressa Nice Terzi.
Nel mese di dicembre dell'anno passato, è stato insediato il Senato Accademico Integrato a cui compete la stesura dello Statuto di Autonomia dell'Università.
Auspico che la formulazione dello Statuto possa avvenire in tempi ragionevoli tenuto conto dell'importanza che esso riveste per il funzionamento dell'Ateneo. Da esso e dai regolamenti attuativi, dipende la possibilità di soddisfare l'aspirazione di tutti di pervenire ad un maggior grado di efficienza e anche di semplificazione degli atti di governo, accogliendo nel migliore dei modi il principio del decentramento e della responsabilizzazione nei confronti delle strutture didattiche e di ricerca e degli incaricati degli atti amministrativi.
In parallelo però all'applicazione del decentramento, è mia opinione che debbano essere approntati strumenti atti a garantire un forte potere di indirizzo e di scelta degli obiettivi strategici da parte degli Organi di Governo.
Decongestionamento e delega delle responsabilità devono inoltre essere accompagnate da validi meccanismi di controllo in itinere e di valutazione a posteriore dei risultati raggiunti.
Auguro buon lavoro a tutti i componenti del Senato Accademico Integrato, sicuro che riusciranno a formulare uno Statuto che possa soddisfare nel migliore dei modi le nostre aspettative.

L'offerta formativa

I Consigli delle Facoltà e il Senato Accademico hanno definito, sulla base della nuova normativa, gli ordinamenti didattici delle lauree triennali: sia di quelle derivanti dall'adeguamento dei corsi di laurea preesistenti sia di quelle di nuova istituzione. Il Senato Accademico ha inoltre provveduto alla approvazione del nuovo Regolamento Didattico di Ateneo.

Gli obiettivi formativi e i contenuti delle lauree triennali sono stati presentati agli ordini professionali, alle associazioni di categoria, alle rappresentanze sindacali, agli enti locali. In alcuni casi sono state stipulate, con associazioni di categoria, interessate a particolari percorsi formativi, convenzioni che prevedono finanziamenti per la realizzazione di laboratori dedicati, collaborazioni per attività didattiche professionalizzanti, disponibilità per stage e tirocini. Vorrei citare quelle con l'Assolombarda, con la Federottica, con l'Associazione degli Orafi.

Il Senato Accademico ha già deliberato per il prossimo anno accademico l'avvio di tutte le lauree di primo livello derivanti dall'adeguamento delle lauree tradizionali e dei diplomi universitari. Sta esaminando inoltre la possibilità di attivare alcune lauree specialistiche in settori per i quali esistono particolari esigenze di formazione superiore.

L'offerta formativa dell'Ateneo di Milano-Bicocca, nell'anno accademico 2000/2001, è costituita da 18 corsi di laurea, 13 diplomi universitari, 18 dottorati di ricerca con sede amministrativa, 28 dottorati consorziati con altre sedi, 30 scuole di specializzazione di cui 28 dell'area medica, 13 corsi di perfezionamento e Master. Inoltre, in collaborazione con la Regione Lombardia, vengono organizzati e gestiti 4 corsi del Fondo Sociale Europeo e 7 corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore. La nostra Università partecipa, insieme alle altre Università lombarde, anche alla organizzazione della scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario, con un contributo importante soprattutto da parte della Facoltà di Scienze della Formazione.
Obiettivo strategico da perseguire, per affermare la presenza del nostro Ateneo in un settore di crescente importanza e favorire un rapporto di maggior collaborazione con le realtà operanti sul territorio, è quello di sviluppare l'offerta di corsi post laurea, professionalizzanti, di aggiornamento e di alta formazione anche di intesa con la regione ( FSE, IFTS ), con aziende e con altri enti.
Queste iniziative rappresentano inoltre, in molti casi, una importante occasione per valorizzare le sinergie tra competenze provenienti da diversi settori disciplinari.
Per garantire a queste attività un sostegno di competenze amministrative e gestionali specifiche verrà costituito un apposito ufficio che assisterà i proponenti delle iniziative a partire dalla fase progettuale, soprattutto per quanto riguarda la formulazione del piano finanziario, fino alla predisposizione dei rendiconti e la liquidazione delle spese.

Per quanto riguarda i servizi agli studenti ricordo che è attivo da due anni uno sportello di consulenza per l'autocertificazione reddituale per l'individuazione della propria fascia di reddito; che sono stati avviati, a seguito di apposita convenzione con il Comune di Milano, corsi per l'approfondimento della conoscenza delle lingue straniere con verifica finale mediante test informatizzati.

Offerta Formativa a.a. 2000/2001
  • 18 Corsi di Laurea
  • 13 Diplomi Universitari
  • 18 Dottorati di Ricerca (sede amministrativa)
  • 28 Dottorati di Ricerca (consorzi con altre sedi)
  • 30 Scuole di Specializzazione (28 nell'area medica)
  • 13 Master e Corsi di Perfezionamento
  • 4 Corsi Fondo Sociale Europeo (FSE)
  • 7 Corsi Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS)
Popolazione studentesca e organici del personale docente e tecnico amministrativo
Grafico riguardante l'entità degli studenti immatricolati ed iscritti, negli ultimi 3 anni accademici

Gli studenti iscritti all'anno accademico 2000/2001 sono 21.281 dei quali circa 7.000 nuovi iscritti, con un incremento del 15% rispetto all'anno precedente.
Se si prendono in considerazione le percentuali di studenti immatricolati e di studenti iscritti all'università di Milano- Bicocca rispetto al numero complessivo di studenti immatricolati e di studenti iscritti alle due università di Milano e di Milano-Bicocca,
si può ipotizzare che la percentuale di immatricolati all'Università di Milano-Bicocca dovrebbe attestarsi nell'immediato futuro tra il 35 e il 40 per cento, mentre la percentuale degli studenti iscritti dovrebbe continuare ad aumentare nei prossimi anni, in considerazione del fatto che per alcuni corsi di studio non si è ancora completato il primo ciclo previsto dall'ordinamento didattico. Se queste previsioni dovessero trovare conferma, sarebbe raggiunto uno degli obiettivi del decongestionamento che si proponeva lo spostamento presso la nuova università di circa un terzo della popolazione studentesca iscritta complessivamente all'università di Milano.

Grafico riguardante l'andamento degli studenti immatricolati ed iscritti, negli ultimi 3 anni accademici
Grafici riguardante la provenienza degli studenti, rispetto alla Lombardia e alla provincia di Milano

Il 93% della popolazione studentesca proviene dalla regione Lombardia, in particolare il 65% proviene dalla provincia di Milano. Le provincie di Varese, Bergamo, Como e Lecco concorrono con una percentuale di iscritti variabile tra il 7% e il 4%.
All'interno della provincia di Milano, a parte il comune di Milano che fornisce, ovviamente, il numero maggiore di studenti ( 21% ), i comuni che si segnalano per un numero significativo di iscritti, Bresso, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Monza, Lissone, Desio si collocano lungo la direzione nord/nord-est, all'incirca coincidente con la linea ferroviaria che, provenendo da Milano, transita in prossimità del nostro insediamento con la stazione di Greco-Pirelli situata a circa 100 metri dagli edifici universitari.

L'organico dei professori di prima e seconda fascia e dei ricercatori, che al momento dell'istituzione dell'Ateneo era costituito da 431 unità di personale, è oggi composto da 480 docenti e ricercatori.
Inoltre sono in corso di espletamento, con vari stadi di avanzamento, 103 nuove procedure di valutazione. L'impegno finanziario complessivo finora assunto per le nuove assunzioni e per i concorsi in essere è dell'ordine di 7.5 miliardi di lire.

Anno accademico I fasciaII fasciaRicercatori
Assistenti
Totali
1998/1999119157155431
2000/2001159151171480
Concorsi in atto172264103

Negli ultimi due anni sono stati assunti 72 idonei di concorso provenienti dall'esterno della nostra Università ( per far tornare i conti è necessario considerare 23 docenti passati ad altra sede ) e 49 idonei già appartenenti all'Ateneo. Il 60% delle nuove assunzioni riguarda pertanto personale non incardinato precedentemente a Milano-Bicocca.

Mobilità organico docenti
121 Chiamate e trasferimenti 1999/2000
72 idonei esterni 60%
49 idonei interni 40%

Grafici riguardante l'andamento dei corsi concorso

Nonostante queste immissioni il rapporto tra studenti e docenti (rapporto uguale a 44 ) risulta troppo elevato e superiore alla media nazionale. Inoltre il rapporto in questione per alcune Facoltà, che non hanno potuto valersi di un ragionevole numero di opzioni di docenti provenienti dall'Università di Milano, è ancora più sfavorevole creando seri problemi a un corretto svolgimento delle attività didattiche. Sarà di conseguenza necessario procedere nel breve periodo a nuove assunzioni.
L'organico del personale tecnico amministrativo, al momento della nascita dell'Ateneo, era costituito da 280 unità. Al momento attuale l'organico consiste di 335 unità di personale ed inoltre sono stati deliberati dal Consiglio di Amministrazione ulteriori 65 concorsi, per un impegno complessivo di 6 miliardi di lire. Va inoltre tenuto conto che l'Università si avvale dell'opera di altre 40 unità di personale a contratto per attività di vigilanza e di custodia.
Devo tuttavia far presente che il personale in servizio non è ancora sufficiente a garantire il pieno funzionamento delle attività amministrative e di quelle didattiche e di ricerca e che pertanto sarà necessario proseguire sulla strada delle nuove assunzioni.
Questa esigenza è tanto più pressante in quanto va ricordato che una parte dei nostri servizi amministrativi è ancora oggi assicurata da personale dell'Università di Milano sulla base di una convenzione sottoscritta dalla due Università. Ho assunto l'impegno con il Rettore Prof. Mantegazza che entro la fine del corrente anno saremo pronti per gestire autonomamente tutte le attività amministrative, o almeno il loro 90%.
Credo sia doveroso riconoscere che senza il sostegno dell'Amministrazione dell'Università di Milano non sarebbe stato possibile avviare le attività di questa Università. Desidero pertanto esprimere il mio ringraziamento al Rettore, al Direttore Amministrativo dr. Sori, ai funzionari e a tutto il personale dell'Università di Milano per questa loro collaborazione svolta tra l'altro in condizioni non facili anche per i numerosi impegni imposti dalle nuove regole sull'autonomia e dalla riforma universitaria.
E' in via di completamento l'operazione dei corsi-concorso per la quale l'amministrazione ha destinato risorse necessarie a finanziare 83 avanzamenti di categoria pari al 30% del personale originariamente in servizio.
Voglio inoltre ricordare con soddisfazione che, dopo lunga trattativa, è stato sottoscritto il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro del personale tecnico amministrativo dell'Università.
Per quanto riguarda l'applicazione in sede del nuovo contratto si è già proceduto al reinquadramento del personale secondo quanto stabilito dallo stesso. Inoltre è stato sottoscritto un primo accordo in sede decentrata sulla determinazione del fondo per l'incentivazione del personale, fondo per il quale l'Università ha destinato risorse aggiuntive rispetto a quanto contrattualmente dovuto incrementandolo del 53%. Si è ritenuto opportuno operare detto incremento per assicurare il mantenimento dei livelli salariali già in godimento e per manifestare un segno tangibile dell'apprezzamento del lavoro svolto in condizioni indiscutibilmente non facili. L'intervento è stato disposto ai sensi dell'articolo 67, 4°, comma del contratto nazionale. Si ritiene che in futuro non sarà necessario intervenire su questo fondo con risorse proprie poiché l'andamento degli introiti derivanti dai contratti per conto terzi appare tale da garantire la necessarie risorse aggiuntive per finanziare adeguatamente l'incentivazione del personale.
Per affrontare la sfida posta dall'autonomia sarà importante non dimenticare le responsabilità che graveranno sulla struttura amministrativa che dovrà rispondere non solo ad esigenze di rendicontazione di bilancio ma sarà chiamata a realizzare efficaci strumenti atti ad operare un controllo budgetario permanente delle scelte.
L'autonomia amministrativa e finanziaria rappresenta inoltre una occasione importante per lo snellimento delle formalità burocratiche mediante la definizione di chiare responsabilità e l'individuazione di percorsi amministrativi certi in termini di procedure e tempi.
Come ho avuto occasione di ricordare nella relazione tenuta in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 1999/2000, il conseguimento di obiettivi di rilievo nell'ambito delle attività amministrative, formative e di ricerca sono strettamente connesse alla presenza di una struttura tecnico amministrativa capace di predisporre strumenti efficaci atti a favorire le attività istituzionali. Perché questo si verifichi è necessario che la componente tecnico amministrativa sia non solo professionalmente qualificata ma anche motivata. Il contributo della componente tecnico amministrativa non consiste solo nel permettere alla comunità universitaria di espletare nel miglior modo possibile le proprie attività istituzionali ma, con il proprio intervento, nel creare un valore aggiunto che riesca a valorizzare l'opera delle altre componenti della comunità universitaria.
Per tutti questi motivi sarà necessario porre mia cura sollecitare gli organi di governo nel definire un piano permanente di qualificazione professionale del personale a premessa del raggiungimento degli obiettivi sopra enunciati.

Sviluppo del sistema informativo

Per una piena ed efficiente applicazione dell'autonomia didattica e amministrativa sarà essenziale disporre di un adeguato sistema informativo di Ateneo. Per poter decidere è necessario conoscere e quindi l'informazione diviene un capitale fondamentale sul quale basare le scelte e impostare le strategie di sviluppo.
L'informazione è anche componente critica per la semplificazione e la razionalizzazione dei processi amministrativi e per consentire più efficienti modalità gestionali. In aggiunta ai tradizionali processi contabili amministrativi, acquisterà un rilievo decisivo la capacità di gestire la complessità dei nuovi percorsi formativi in particolare per quanto riguarda il sistema dei crediti universitari.. La disponibilità di informazioni strutturate e certificate è anche condizione necessaria per la definizione di criteri condivisi di valutazione della efficacia delle azioni e della produttività delle singole strutture. Il sistema informativo deve inoltre garantire l'accessibilità a dati e servizi anche ad utenti remoti.
Non ultimo per importanza la necessità che questo sistema, in una società sempre più attenta alle esigenze del "cliente", sia realizzato anche in base alle necessità di una componenti particolarmente significativa della nostra comunità e cioè degli studenti.
Per il conseguimento di questi obiettivi, l'Ateneo ha avviato un progetto articolato in più fasi per il quale è già stato deliberato un consistente finanziamento.

La ricerca

Abbiamo già accennato all'importanza che all'interno dell'Università venga svolta una attività di ricerca competitiva non solo per fornire un apporto all'accrescimento delle conoscenze ma anche per contribuire al trasferimento dell'innovazione scientifica e tecnologica verso il mondo produttivo e garantire una didattica di qualità elevata.

Reperire le risorse per sostenere questo impegno è compito primario di tutti coloro che operano nell'Università. Posso affermare che questo obiettivo grazie all'impegno di tutto il personale, docente, tecnico e amministrativo è stato raggiunto nel 2000 che ha visto le diverse strutture di ricerca dell'Università acquisire contratti e contributi per circa 20 miliardi di lire dei quali la quota più significativa proviene dai progetti di ricerca della Comunità Europea.

Finanziamenti Progetti di Ricerca di interesse nazionale (in milioni di Lire)
 MURSTMilano - Bicocca
19993.8301.123
20002.713934

Finanziamenti per la Ricerca anno 2000 (in milioni di Lire)
Conto terzi 4.935
Contratti UE 5.417
Contratti CNR 4.059
Totale 14.411

Fatta salva l'esigenza di garantire l'operatività di base delle strutture di ricerca, i risultati conseguiti nel reperimento di risorse esterne costituiranno uno dei criteri da applicare nella ripartizione delle risorse, in particolare di quelle di personale tecnico e amministrativo, per consentire ai gruppi di ricerca più attivi di accrescere la propria competitività.
E' importante sottolineare come tutti i settori scientifico disciplinari presenti nel nostro Ateneo abbiano contribuito, nel rispetto delle proprie specificità culturali e organizzative, al raggiungimento di questo obiettivo.
Due iniziative specifiche vanno citate sia per il loro rilievo scientifico sia perché propongono nuove modalità istituzionali e operative per quanto riguarda il ruolo dell'Ateneo nel campo della ricerca.
E' stata recentemente approvata la costituzione di un consorzio di ricerca tra la società Pirelli e il nostro Ateneo. Il consorzio ha per oggetto l'attività di ricerca e sperimentazione nel settore dei materiali avanzati e la promozione di iniziative congiunte di formazione di giovani ricercatori nelle discipline pertinenti.
E' operante da più di un anno, sulla base di un accordo di programma con la Regione Lombardia, un Centro di Eccellenza per ricerche nel settore delle Biotecnologie. Le linee di ricerca più significative riguardano la Farmacogenomica per lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici e di nuovi principi attivi, la Bioinformatica e le tecnologie chimiche e fermentative. E' in corso anche un ampio programma di trasferimento dei risultati della ricerca al settore industriale.
Nella linea dei tradizionali rapporti di collaborazione è stata recentemente stipulata una convenzione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche per lo svolgimento di attività congiunte, di ricerca e formazione. Al di la dei settori specifici delle scienze ambientali, dell'informatica e delle scienze materiali, il programma delle ricerche riserva una particolare attenzione ad attività di formazione on line con la partecipazione di competenze provenienti anche dai settori di sociologia, psicologia e scienze della formazione che sperimenteranno su piattaforme informatiche multimediali nuove modalità didattiche.
Ritengo interessante citare, come esempi di coinvolgimento nello studio di problematiche di interesse della comunità, due progetti.
Il primo, finanziato dal MURST e dall'ISTAT e svolto sulla base di una convenzione stipulata tra il nostro Ateneo e le Università di Trento e di Bologna, concerne la prima indagine condotta in Italia su "corsi di vita" con particolare attenzione a istruzione e formazione professionale, esiti lavorativi, eventi familiari, episodi di mobilità geografica.
Il secondo, finanziato dalla Regione Lombardia, e svolto in collaborazione con l'Istituto Mario Negri e con l'UNI, riguarda l'efficacia e l'efficienza dei Servizi Sanitari con l'obiettivo di costruire e sperimentare una metodologia di valutazione statistica e di formare specialisti per l'informazione al cittadino e per l'accreditamento di eccellenza.
Accanto alle iniziative sopra ricordate, esiste un insieme di altri contratti, accordi, convenzioni, che non è il caso di citare singolarmente, che attestano i risultati di una strategia dell'Ateneo tesa a promuovere e valorizzare la collaborazione con il mondo produttivo e il sistema delle amministrazioni pubbliche e degli enti locali.
Infine, voglio ricordare con soddisfazione che al collega Giuseppe Mancia, direttore del dipartimento di medicina clinica, prevenzione e biotecnologie sanitarie della nostra università e direttore del dipartimento di medicina interna dell'Ospedale San Gerardo di Monza, è stato attribuito il premio Arrigo Recordati per la sua rilevante attività nel settore dell'ipertensione arteriosa e delle malattie cardiovascolari.

Formazione dei giovani ricercatori

Una particolare attenzione è stata posta, fin dall'avvio dell'Ateneo, alla formazione e perfezionamento di giovani ricercatori. Questo rappresenta senza alcun dubbio uno dei compiti fondamentali per una istituzione di ricerca che voglia assicurarsi un futuro, tanto più per una struttura in via di consolidamento e di crescita come la nostra. La presenza continua dei giovani a fianco dei docenti, e il loro coinvolgimento nelle ricerche, costituisce una delle caratteristiche peculiari dell'istituzione universitaria. L'entusiasmo e l'assenza di consolidati convincimenti, che spesso costituiscono un ostacolo alla scoperta del nuovo, rendono la presenza dei giovani estremamente preziosa per mantenere viva e proficua la ricerca. Anche per questo, una politica che non tendesse a incentivare l'interesse dei giovani per l'attività di studio e ricerca e favorisse, anche solo per scarsa attenzione, il loro passaggio all'estero sarebbe da considerare dissennata e portatrice di gravi conseguenze per lo sviluppo sociale ed economico della società che lo permette.

E' stato posto pertanto un notevole impegno per favorire l'inserimento dei giovani nel sistema universitario con l'istituzione di borse di varia natura e di assegni per la ricerca. Così oggi sono in formazione presso le diverse strutture circa 300 giovani. Parte dei finanziamenti destinati a questo scopo provengono direttamente dal ministero ma una percentuale non indifferente di questi è prelevata dal nostro bilancio e circa il 20% è messa a disposizione da enti esterni. E' nostra intenzione proseguire anche per il futuro con questo indirizzo, sperando che le risorse disponibili permettano anzi di accrescerlo.

Borse ed Assegni di Ricerca
 Bilancio UniversitarioFinanziamenti esterni Totale
Borse Dottorato di Ricerca
(XV e XVI ciclo)
8430114
Borse Scuole di Specializzazione Mediche
(A.A. 1999/2000)
66672
Borse altre Scuole di Specializzazione819
Assegni di Ricerca 7922101
Borse per studenti meritevoli69-69
Situazione logistica

Gli edifici originariamente previsti dal piano di insediamento dell'Università sono tutti terminati, resi operativi e in grado di ospitare le attività didattiche e di ricerca così come era stato programmato.
Lasciatemi innanzitutto sottolineare, in qualità di romano di nascita e milanese di adozione, con vero orgoglio ambrosiano, il fatto che poche realtà universitarie sono riuscite a decollare in termini logistici e organizzativi in tempi così brevi anche se con sano realismo non dobbiamo sottovalutare i notevoli impegni che ancora ci attendono.
Dal punto di vista delle strutture le attività didattiche e di ricerca possono attualmente avvalersi di un patrimonio edilizio di oltre 200.000 metri quadri. Complessivamente l'Ateneo dispone di 112 aule per oltre 15.000 posti.
Il trasferimento del personale docente e del personale tecnico amministrativo che ha optato per il passaggio dall'Università di Milano all'Università di Milano-Bicocca è completato con l'eccezione di alcuni gruppi, nella maggior parte appartenenti all'area biologica della Facoltà di Medicina, per i quali si è reso necessario un rinvio o per non interferire con le attività di ricerca in corso o per predisporre adeguatamente dal punto di vista impiantistico i locali destinati ad accogliere apparecchiature particolarmente complesse.
E' di questi giorni l'inizio dei lavori per la sistemazione definitiva della sede centrale della Biblioteca di Ateneo secondo il progetto predisposto dall'architetto Gregotti che permetterà di usufruire di tutti gli spazi originariamente destinati a questa funzione. La nuova sistemazione della biblioteca, il cui costo complessivo è dell'ordine di tre miliardi di lire con un consistente contributo da parte della Fondazione Cariplo, consentirà l'esposizione di circa 200.000 volumi con il sistema dello scaffale aperto, disporrà di 540 posti studio e consultazione, sarà dotata di 330 punti di collegamento alla rete informatica per la consultazione di cataloghi, banche dati, letteratura elettronica.
Il sistema bibliotecario dell'ateneo si completerà con la messa in funzione di due ulteriori sezioni : quella situata presso l'edificio della Facoltà di Medicina e Chirurgia a Monza e quella situata presso l'edificio U2 di Piazza della Scienza. Presso la sezione di Monza, capace di 120 posti studio, di cui 50 dotati di personal computer offerti dalla associazione Walter Fontana, il personale sta provvedendo alla sistemazione del materiale librario, in gran parte costituito dalle raccolte di riviste messe a disposizione dalla direzione dell'Ospedale San Gerardo. Per quanto riguarda la sezione bibliotecaria dell'U2, nella quale è in fase di ultimazione il montaggio degli arredi e che in parte è già a disposizione degli studenti come sala lettura, sono previsti 250 posti di consultazione di cui 80 dotati di postazioni informatiche.
E' stata bandita la gara, e si prevede di iniziare i lavori nei prossimi mesi, per la sistemazione dei locali, situati in questo edificio, destinati ad accogliere una mensa e i depositi per la biblioteca. Il finanziamento, di un miliardo di lire, per la realizzazione della mensa è stato messo a disposizione dalla Regione Lombardia e il progetto è stato elaborato in collaborazione con l'ISU della Università di Milano, che curerà anche l'acquisizione degli arredi. La mensa dovrebbe entrare in servizio nel primo semestre del prossimo anno accademico, e su una area di 1.600 metri quadri disporrà di 200 posti che permetteranno di fornire su più turni tra 800 e 1.000 pasti al giorno. Qualora, in futuro, questa mensa non dovesse più risultare necessaria, i locali in questione potranno essere destinati a spazi di consultazione per gli studenti associandoli alla biblioteca centrale. Gli spazi destinati ai depositi per la biblioteca si estendono per 1.500 metri quadri e permetteranno di accogliere circa 100.000 volumi.
Sono iniziati i lavori per il sottopasso di via Emanueli che collegherà i settori didattici ubicati negli edifici che circondano la Piazza della Scienza. I lavori, a cura e spese del Comune di Milano per una cifra dell'ordine di 1.5 miliardi di lire, avranno termine nel mese di settembre.
Il comune di Vedàno al Lambro ha destinato un terreno in prossimità dell'insediamento, a Monza, della Facoltà di Medicina e Chirurgia per la realizzazione a sue spese di un parcheggio sotterraneo di 400 posti auto. Inoltre lo stesso comune ha individuato nel suo piano regolatore un'area riservata a Campus universitario per ospitare servizi e nuovi insediamenti didattici e di ricerca con particolare riguardo per le esigenze di crescita della Facoltà di Medicina e Chirurgia., Anche il comune di Lissone ha manifestato la sua disponibilità a dedicare, per le stesse finalità, un'area attigua a quella del comune di Vedàno. E' inoltre in fase di elaborazione, in collaborazione con l'Associazione degli Industriali di Monza e Brianza, uno studio per la definizione di progetti comuni riguardanti la formazione universitaria e la ricerca.
E' stato predisposto il progetto di massima per un edificio, di circa 12.000 metri quadri di slp, che si sviluppa su tre piani interrati e 14 fuori terra, destinato ai servizi per il diritto allo studio. Il finanziamento per questa opera sarà assicurato dalla Regione Lombardia, che ha già stanziato a questo fine 24 miliardi, dall'ISU della Università di Milano e dalla nostra Università. Il progetto prevede la realizzazione di 208 posti letto, una mensa con 312 posti in grado di fornire circa 1.200 pasti al giorno, un'aula con 280 posti, spazi studio per 2.000 metri quadri e altri servizi per gli studenti. L'Università di Milano-Bicocca sarà proprietaria, per una frazione pari al suo intervento finanziario, di quelle strutture utilizzabili per attività didattiche. Se si riuscisse ad ottenere la concessione edilizia prima dell'estate, l'edificio potrebbe essere disponibile entro due anni, per l'inizio dell'anno accademico 2003/2004.
Visto che siamo in argomento, credo sia opportuno accennare al problema della gestione del diritto allo studio per gli studenti della nostra Università.
Alla istituzione della Università di Milano-Bicocca, nel 1998, non ha seguito la creazione del relativo Istituto per il diritto allo studio. La Regione Lombardia, da cui dipende l'attività in questione, in attesa di definire gli opportuni interventi, ha delegato all'ISU dell'Università di Milano, dalla quale ci eravamo separati, la gestione dei servizi del diritto allo studio per gli iscritti alla nostra Università. Devo riconoscere che i servizi forniti ai nostri studenti sono stati della stessa qualità di quelli erogati agli studenti dell'Università di Milano. Tuttavia, tenuto conto dell'importanza che oggi rivestono i servizi prestati agli studenti per la valutazione complessiva del funzionamento di una Università, e del fatto che l'attuale composizione del Consiglio di Amministrazione dell'ISU è espressione della sola Università di Milano, appare quanto mai urgente individuare una soluzione definitiva. Tra le diverse possibili scelte, abbiamo indicato quella, per noi preferibile, di una gestione diretta da parte dell'Università dei servizi per il diritto allo studio. L'assessorato competente, quello per la formazione, sta individuando una soluzione percorribile e ha istituito una commissione, con rappresentanti del Politecnico e delle Università di Milano e di Milano-Bicocca, per un esame delle problematiche relative. Nel riconoscere la disponibilità dell'assessorato a considerare con attenzione le nostre esigenze a ricercare una corretta sistemazione del problema, devo tuttavia insistere perché si pervenga a una decisione in tempi ragionevoli.
Chiuso questo argomento, torniamo ai problemi logistici. La quasi totalità degli stabili nei quali si svolgono le nostre attività sono proprietà di Enti Previdenziali che li hanno messi a nostra disposizione mediante contratti di locazione. Tutto questo discende dalla legge 498 del 1992 e da accordi tra il ministero dell'Università, il ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e il ministero del Tesoro. E' solo per merito di queste disposizioni se è stato possibile realizzare l'Università di Milano-Bicocca in tempi molto brevi, rispetto a quanto avviene normalmente nel nostro paese.
Come conseguenza, oggi dobbiamo sostenere un onere per locazioni di circa 38 miliardi di lire l'anno, il 50% del quale, in base a due accordi di programma, è a carico del Ministero dell'Università.
La legge finanziaria dell'anno 2000 prevede un finanziamento di 60 miliardi di lire per l'accensione di mutui quindicinali destinati all'acquisizione di edifici per il decongestionamento dei megaatenei.
Sono contento di potervi comunicare che 47 miliardi, dei 60 stanziati dalla legge, sono stati assegnati all'Università di Milano-Bicocca. Questo finanziamento permetterà di stipulare, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, mutui per circa 470 miliardi. Sarà possibile pertanto riscattare più della metà del complesso edilizio a nostra disposizione e liberare così risorse, spostandole dalla voce locazioni ad altre voci di spesa determinanti per il nostro ulteriore sviluppo.
Voglio esprimere il mio ringraziamento e quello di tutta la comunità del nostro Ateneo prima di tutto al Ministro Zecchino, che era ancora in carica al momento della approvazione dei decreti relativi, ma in particolare al Sottosegretario Prof. Luciano Guerzoni, che sono felice sia qui con noi in questa occasione, e al Direttore Generale Dr. Giovanni Daddona che hanno sempre seguito con molta disponibilità e comprensione i difficili avvii della nostra Università.
Per affrontare la rapida crescita degli studenti iscritti, per assicurare una idonea sistemazione del corpo docente e del personale tecnico e amministrativo e per provvedere alle esigenze delle attività didattiche e di ricerca e dei servizi, è necessario approntare in tempo utile programmi per consentire un incremento degli spazi a disposizione. In particolare, alcune Facoltà, nonostante l'organico non abbia raggiunto una congrua consistenza, cominciano a soffrire per carenza di spazio.
Per far fronte a questo problema, sono in fase di studio alcuni progetti. Uno di questi prevede l'acquisizione di circa metà dell'edificio oggi a disposizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche e contiguo allo stabile occupato da Scienze dei Materiali. E' in fase avanzata un progetto di massima che prevede la realizzazione di aule per 1.500 posti, spazi studio, laboratori e uffici. Un secondo progetto prende in esame la possibilità di costruire un edificio di circa 10.000 metri quadri di slp da realizzare in prossimità della piazza antistante al Rettorato. Non appena i progetti saranno messi a punto verranno sottoposti al Consiglio di Amministrazione per esaminare l'opportunità di proseguire ulteriormente su questa strada e per individuare i necessari finanziamenti.

Conclusioni

Tra gli obiettivi che ci eravamo prefissati nell'impostare le attività dell'Ateneo alla sua nascita tre erano quelli particolarmente significativi: sviluppare una didattica più attenta alle esigenze e ai mutamenti della realtà sociale; sviluppare il potenziale di ricerca dell'Ateneo anche attraverso forti interazioni con il sistema della produzione e dei servizi; conseguire una maggiore flessibilità ed efficienza nella gestione delle risorse e nel funzionamento delle strutture.
Le considerazioni e i dati esposti in precedenza, credo possano dimostrare che ci si è mossi lungo una direzione coerente con gli obiettivi che ho ricordato, conseguendo risultati significativi anche in presenza di notevoli difficoltà.
Ma è soprattutto la considerazione dimostrata dal mondo esterno verso le nostre iniziative didattiche e di ricerca che ci conforta sulla validità delle scelte finora effettuate.
Nella prima inaugurazione dell'anno accademico, tenuta a dicembre 1999, la mia relazione era dedicata all'avvio dell'Ateneo e ad una ricognizione delle sue componenti e strutture principali e dei suoi programmi.
A poco più di un anno di distanza, l'odierna relazione registra un notevole consolidamento delle attività e alcuni significativi successi pur in presenza di perduranti carenze strutturali e organizzative.
Per eliminare queste carenze e assicurare un pieno sviluppo e una definitiva affermazione del nostro Ateneo, è necessario perseguire le seguenti azioni: potenziamento degli organici del personale docente e tecnico amministrativo;
proseguire nella politica di riscatto degli edifici in locazione programmando contemporaneamente la realizzazione di nuove strutture logistiche per garantire una sede idonea a tutte le iniziative didattiche e di ricerca;
adeguamento dei servizi destinati agli studenti e al personale;
approvazione di uno statuto e di regolamenti che siano funzionali agli obiettivi e alle strategie dell'Ateneo.
Per attuare questo programma è necessario disporre di ulteriori risorse. Bisogna tenere conto che il budget di partenza dell'Università di Milano-Bicocca era del tutto inadeguato, forse perché non si erano valutate in pieno le potenzialità di questa Università.
Abbiamo recuperato rapidamente una parte di questo divario, grazie al sostegno riservatoci dal Ministero, ma siamo ancora lontani dallo standard di una università delle nostre dimensioni.
Questo è dimostrato da alcuni parametri quali: l'alto rapporto tra studenti e docenti; il basso rapporto tra personale tecnico amministrativo e docenti; e la quota di fondo di finanziamento ordinario per studente.
Per la nostra Università, nell'anno finanziario passato, questa quota era di 7.3 milioni di lire per studente in corso rispetto ad un valore medio, per università di dimensioni a noi paragonabili, nettamente superiore a 11.

Prima di terminare questa mia relazione, voglio ringraziare i colleghi e in particolare il personale tecnico amministrativo per il contributo che hanno finora dato per assicurare al meglio il funzionamento dell'Ateneo.
Ringraziando per la gentile e paziente attenzione, dichiaro aperto l'anno accademico 2000/2001.


  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 12/04/2005