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Statuto - Capo IV - Organizzazione didattica e scientifica
Art. 24 - Dipartimento

1. Il Dipartimento è la struttura organizzativa della ricerca scientifica e delle attività didattiche e formative nell’ambito dell’Università.

2. Il Dipartimento è costituito dai professori di ruolo e dai ricercatori appartenenti a settori scientifico-disciplinari omogenei per fini e/o per metodo e dal personale tecnico-amministrativo a esso assegnato.

3. Fanno parte inoltre del Dipartimento i titolari degli assegni di ricerca, gli iscritti alle Scuole di specializzazione, gli studenti dei corsi di dottorato di ricerca, i professori a contratto, i visiting professor e i visiting researcher.

4. Ogni professore di ruolo e ogni ricercatore afferisce a un solo Dipartimento.

5. Il Dipartimento promuove e coordina le attività di ricerca, così come indicate nel proprio progetto scientifico, gestisce i mezzi e le risorse a disposizione e ne assicura la razionale utilizzazione, nel rispetto della libertà e dell’autonomia scientifica dei singoli e dei gruppi eventualmente costituitisi; promuove l’attivazione di strutture di servizio comuni e ne cura il funzionamento.

6. Il Dipartimento sovrintende alle attività didattiche svolte dai propri professori e ricercatori nell’ambito dei corsi di studio ad esso affidati dal Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico.

7. Il Dipartimento, su delibera del Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico, gestisce i corsi di studio ad esso attribuiti.

8. Ogni Dipartimento è tenuto a soddisfare, compatibilmente con le risorse disponibili e in collaborazione con gli altri Dipartimenti e strutture dell’Università, le esigenze di docenza e di servizi riguardanti i corsi di studio e le attività formative dell’Ateneo.

9. Presso ogni Dipartimento è costituita una Commissione paritetica di docenti e studenti.

10. L’istituzione, attivazione, modifica o disattivazione di un Dipartimento avviene con Decreto del Rettore, su delibera del Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico.

11. La proposta d’istituzione di un Dipartimento, motivata dai proponenti in conformità ad un progetto d’attività di ricerca e di didattica, anche interdisciplinari, deve offrire garanzie di coerenza e funzionalità rispetto ai fini scientifici indicati e ai potenziali obiettivi formativi e rispecchiare criteri d’economicità e d’uso razionale dei servizi e delle risorse.

12. Al Dipartimento devono afferire, all’atto della nuova costituzione, almeno cinquanta tra professori di ruolo e ricercatori, dei quali almeno venti professori di ruolo. Successivamente alla sua istituzione, ad ogni Dipartimento devono afferire almeno trentacinque tra professori e ricercatori, di cui almeno quindici professori di ruolo.

13. I professori di ruolo e i ricercatori afferiscono, al momento della presa di servizio, al Dipartimento che ha formulato la proposta di chiamata.

14. Le domande di cambiamento di afferenza, che possono essere presentate solo dopo che siano trascorsi almeno tre anni di permanenza presso lo stesso Dipartimento, sono indirizzate al Rettore e deliberate dal Consiglio di amministrazione sentito il Senato accademico e i Dipartimenti interessati.

15. In caso di istituzione di un nuovo Dipartimento, il Consiglio elegge il Direttore entro trenta giorni dalla sua costituzione.

16. Qualora venga a mancare il numero minimo di afferenze o non sussistano più le condizioni per il funzionamento di un Dipartimento in relazione ai suoi fini istitutivi, il Consiglio di amministrazione, acquisito il parere obbligatorio del Senato accademico, assume le opportune deliberazioni o ne delibera la disattivazione.

17. Il Dipartimento può costituire delle sezioni, corrispondenti a particolari ambiti disciplinari o funzionali a specifiche esigenze di ricerca. I professori di ruolo e i ricercatori che vi aderiscono, designano un coordinatore. Le eventuali sezioni sono organizzate secondo le modalità definite dal Regolamento del Dipartimento.

18. Il Dipartimento è un centro di responsabilità dotato di autonomia gestionale ai sensi dello Statuto, del Regolamento generale d’Ateneo e del Regolamento di amministrazione e contabilità. Il Dipartimento dispone dei locali attribuitigli dal Consiglio di amministrazione, dei beni avuti in uso all’atto della sua costituzione o acquisiti successivamente nonché delle risorse di personale assegnate.

19. Il Dipartimento, con autonomia negoziale secondo le norme stabilite dal Regolamento di amministrazione e contabilità, svolge attività di ricerca e consulenza stipulando contratti e convenzioni, nonché attività di formazione per conto terzi nei campi disciplinari a esso propri.

20. A ogni Dipartimento compete una dotazione finanziaria annua a carico del bilancio universitario stabilita dal Consiglio di amministrazione, nei limiti delle risorse disponibili, mediante parametri definiti dal Senato accademico, che tengano conto del numero dei professori e dei ricercatori afferenti, della natura delle aree scientifico-disciplinari caratterizzanti il Dipartimento, di specifici indicatori riguardanti la produttività e qualità dell’attività scientifica e didattica svolta, e del parere espresso dai diversi organi di valutazione. La dotazione finanziaria è integrata da eventuali contributi e stanziamenti diretti specificamente al Dipartimento e dalle quote sui proventi delle eventuali prestazioni a pagamento effettuate per conto terzi.

21. L’utilizzazione dei fondi attribuiti con destinazione specifica compete all’assegnatario o agli assegnatari, fatto salvo quanto previsto dal Regolamento di amministrazione e contabilità e detratti eventuali contributi per spese generali, secondo le modalità definite dal Regolamento del Dipartimento.

22. Al Dipartimento sono assicurate le funzioni di un referente amministrativo. I suoi compiti sono definiti nel Regolamento di amministrazione e contabilità.

23. Le norme sull’organizzazione e sul funzionamento del Dipartimento sono contenute in un apposito regolamento predisposto dal Consiglio del Dipartimento, in conformità con quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento generale d’Ateneo, votato a maggioranza assoluta dei suoi componenti, approvato dal Senato accademico e, per quanto di sua competenza, dal Consiglio di amministrazione ed emanato con Decreto del Rettore.

24. Sono organi del Dipartimento:
a) il Direttore;
b) il Consiglio di Dipartimento;
c) la Giunta;
d) i Consigli di coordinamento didattico o il Coordinatore di corso di studio;
e) la Commissione paritetica.

 

Art. 25 - Direttore di Dipartimento

1. Il Direttore ha la rappresentanza del Dipartimento, convoca e presiede il Consiglio e la Giunta, e cura l’esecuzione dei rispettivi deliberati; promuove e coordina le attività didattiche e di ricerca che fanno capo al Dipartimento. Ha la responsabilità della gestione finanziaria e amministrativa del Dipartimento; è responsabile della gestione dei locali, dei beni inventariali e dei servizi del Dipartimento; assicura il rispetto delle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. Adotta, in situazioni di comprovata urgenza, provvedimenti di competenza del Consiglio di Dipartimento, sottoponendoli allo stesso per la ratifica nella prima seduta utile. Vigila negli ambiti di sua competenza sull’osservanza della normativa vigente ed esercita tutte le attribuzioni che la stessa e i regolamenti dell’Ateneo gli conferiscono.

2. Il Direttore predispone annualmente, in collaborazione con il referente amministrativo, e sottopone all’approvazione del Consiglio di Dipartimento, il budget economico e il budget di investimento accompagnati da una relazione programmatica e una relazione sulle spese sostenute e sugli obiettivi raggiunti.

3. Il Direttore firma contratti e convenzioni riferiti a prestazioni a pagamento per conto terzi con committenti esterni pubblici o privati nei limiti delle deleghe rettorali; adotta gli atti e stipula i contratti sulla base della normativa interna di Ateneo.

4. Il Direttore verifica, secondo modalità previste dal Regolamento generale d’Ateneo e dal Regolamento didattico d’Ateneo, e coadiuvato dai Presidenti di Consiglio di coordinamento didattico o dai Coordinatori del corso di studio di riferimento, l’assolvimento dei compiti didattici dei professori e dei ricercatori.

5. Il Direttore verifica il corretto assolvimento dei compiti assegnati al personale tecnico-amministrativo in accordo con le direttive formulate dal Direttore generale.

6. Il Direttore è eletto a scrutinio segreto dal Consiglio di Dipartimento ad eccezione della componente prevista dall’articolo 26, comma 2, lettera f), tra i professori ordinari del Dipartimento, che abbiano optato o che optino per il regime di impegno a tempo pieno in caso di elezione, ed è nominato con Decreto del Rettore. Il mandato dura tre anni accademici e può essere rinnovato consecutivamente una sola volta. L’elezione del Direttore avviene a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto nella prima votazione; a maggioranza assoluta dei presenti a partire dalla seconda votazione. Nel caso di indisponibilità di un professore ordinario o nel caso che nella seconda votazione non si raggiunga il quorum richiesto, l’elettorato passivo è esteso ai professori associati che abbiano optato o che optino, in caso di elezione, per il regime di impegno a tempo pieno. Le sedute del Consiglio di Dipartimento per l’elezione del Direttore sono convocate e presiedute dal Decano del Dipartimento.

7. Il Direttore designa un Vicedirettore tra i professori di ruolo a tempo pieno. Il Vicedirettore, nominato con Decreto del Rettore, supplisce tutte le funzioni del Direttore in caso di assenza o di impedimento temporaneo. Resta in carica per la durata del mandato del Direttore salvo la facoltà del Direttore stesso di revocare l’incarico in qualsiasi momento.

8. In caso di cessazione anticipata del Direttore, il Decano esercita le funzioni di normale amministrazione fino alla nomina del nuovo Direttore.

9. Il Direttore, nell’espletamento dei suoi compiti, è coadiuvato da un referente amministrativo, il cui incarico è conferito, all’interno del personale dell’Università, dal Direttore generale, sentito il Direttore del Dipartimento.

 

Art. 26 - Consiglio di Dipartimento

1. Il Consiglio di Dipartimento è l’organo di programmazione, di gestione e di controllo delle attività didattiche e di ricerca facenti capo al Dipartimento ed esercita a tal fine tutte le attribuzioni che gli sono conferite dalla normativa vigente e in accordo con gli orientamenti generali definiti dal Consiglio di amministrazione e dal Senato accademico.

2. Il Consiglio è costituito:
a) dai professori di ruolo e dai ricercatori che afferiscono al Dipartimento;
b) dal referente amministrativo;
c) da una rappresentanza del personale tecnico-amministrativo;
d) da una rappresentanza degli iscritti alle scuole di specializzazione e ai corsi di dottorato di ricerca di competenza del Dipartimento;
e) da una rappresentanza dei titolari di assegno di ricerca operanti presso il Dipartimento;
f) da una rappresentanza degli studenti iscritti ai corsi di laurea e di laurea magistrale del Dipartimento di riferimento.
I rappresentanti degli studenti sono eletti per due anni in numero non inferiore, di norma, al quindici per cento dei componenti complessivi del Consiglio di Dipartimento.

3. Il numero dei rappresentanti, la durata del mandato e le modalità di elezione sono fissate dal Regolamento del Dipartimento.

4. Il Consiglio, in particolare:
a) delibera il Regolamento del Dipartimento che, approvato dal Senato accademico, è emanato con Decreto del Rettore;
b) approva la proposta di budget economico e di investimento e la relazione sulle spese sostenute e sugli obiettivi raggiunti;
c) tenuto conto della programmazione triennale, approva annualmente il piano da sottoporre agli organi di governo, anche ai fini della predisposizione del documento di programmazione dell’Ateneo, riguardante le linee di sviluppo delle attività di ricerca e delle attività didattiche, indicando le richieste di personale docente, ricercatore e tecnico-amministrativo, di finanziamenti e di spazi;
d) avanza proposte ed esprime parere sulla stipula di contratti, convenzioni, accordi e consorzi, riguardanti la ricerca e la didattica;
e) propone al Rettore, sulla base delle risorse allo scopo assegnate e di quanto previsto dal piano di programmazione triennale, i bandi per l’avvio di procedure di valutazione comparativa per l’assunzione di professori e ricercatori;
f) propone al Consiglio di amministrazione la chiamata di professori di ruolo e di ricercatori;
g) propone modalità o strutture di coordinamento tra più Dipartimenti, anche interateneo, atte a potenziare le attività di ricerca;
h) distribuisce gli assegni di ricerca secondo le modalità previste in apposito Regolamento dell’Ateneo;
i) istituisce i Consigli di coordinamento didattico;
j) avanza al Senato accademico le proposte di previsione dei Coordinatori di corso di studio;
k) dà pareri, trasmettendoli al Rettore, in merito alla richiesta di professori e ricercatori di fruizione di periodi di esclusiva attività di ricerca e di collocamento in aspettativa senza assegni;
l) propone l’istituzione, l’attivazione, la modifica e la soppressione, per quanto di sua competenza, di corsi di laurea, laurea magistrale, master, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione, corsi di perfezionamento e corsi di tirocinio formativo attivo, anche in collaborazione con altri Dipartimenti, interni ed esterni all’Ateneo;
m) predispone l’offerta formativa annuale dei corsi di studio di cui è responsabile da sottoporre al Senato accademico per l’approvazione;
n) predispone, sentiti i Consigli di coordinamento didattico o i Coordinatori di corso di studio, il calendario delle lezioni, degli esami di profitto e delle prove finali;
o) propone agli organi di governo, acquisito il parere dei Consigli di coordinamento didattico o dei Coordinatori di corso di studio di riferimento, il numero di posti disponibili per i corsi di studio ad accesso localmente programmato;
p) propone agli organi di governo, acquisito il parere dei Consigli di coordinamento didattico o dei Coordinatori di corso di studio di riferimento, i contenuti e le modalità delle prove di selezione per i corsi ad accesso localmente programmato, e delle prove di valutazione per i corsi ad accesso non programmato;
q) promuove e sostiene attività formative atte a favorire l’internazionalizzazione e la mobilità di studenti e docenti;
r) propone al Senato accademico modifiche del Regolamento didattico d’Ateneo, secondo quanto disposto dallo Statuto;
s) determina annualmente, acquisiti i pareri dei Consigli di coordinamento didattico o dei Coordinatori di corso di studio di riferimento, e, qualora sussista, acquisito il parere obbligatorio anche di merito della Scuola, gli impegni didattici dei professori e dei ricercatori, in ottemperanza al Regolamento per i carichi didattici dell’Ateneo. Dispone altresì i compiti organizzativi dei professori e dei ricercatori, assicurandone un’equa ripartizione;
t) provvede a richiedere al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione ed entro i limiti di budget indicati dall’Ateneo l’attivazione di affidamenti e contratti per la copertura di insegnamenti vacanti o per far fronte a specifiche esigenze didattiche, anche integrative. Predispone commissioni per la valutazione comparativa dei candidati, secondo procedure previste dai regolamenti di Ateneo e nel rispetto del Codice etico;
u) propone, nei casi previsti dalla normativa vigente, il rilascio di nulla osta ai professori e ai ricercatori per lo svolgimento di attività didattiche presso altre sedi;
v) approva, con delibera motivata, le relazioni triennali dell’attività didattica, di ricerca e gestionale predisposte dai professori e dai ricercatori;
w) approva, e trasmette al Rettore, un rapporto annuale sulle attività svolte dal Dipartimento;
x) può proporre al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione, di concerto con altri Dipartimenti cui è accomunato da ampie collaborazioni per l’erogazione delle attività formative, la richiesta di costituzione di una Scuola.
Qualora il Dipartimento afferisca ad una Scuola, le deliberazioni previste nella lettera c) del presente comma, per quanto riguarda l’offerta formativa, e nelle lettere dalla k) alla u) sono assunte una volta acquisito il parere della Scuola. Gli studenti del Consiglio di Dipartimento partecipano alle sole deliberazioni previste nella lettera a), nella lettera d) relativamente a contratti, convenzioni, accordi e consorzi riguardanti esclusivamente l’attività didattica, nelle lettere dalla i) alla r) del presente comma, ad eccezione della lettera k).

5. Nel caso in cui alle funzioni didattiche e di ricerca del Dipartimento si affianchino funzioni assistenziali, e il Dipartimento non afferisca ad una Scuola, il Dipartimento se ne assume i compiti secondo le modalità e i limiti concertati con la Regione Lombardia, nell’ambito delle disposizioni statali in materia.

6. Le deliberazioni riguardanti le questioni relative alle persone dei professori di ruolo e dei ricercatori, e le deliberazioni concernenti la proposta di chiamata di personale docente, sono prese in sedute con partecipazione limitata ai ruoli corrispondenti e superiori, e con le modalità previste dalla normativa vigente.

7. La rappresentanza studentesca non viene considerata ai fini del computo delle presenze necessarie per la validità delle sedute.

 

Art. 27 - Giunta di Dipartimento

1. La Giunta coadiuva il Direttore nell’esercizio delle sue funzioni e svolge i compiti previsti dal Regolamento del Dipartimento.

2. Fanno parte della Giunta: il Direttore, che la convoca e la presiede, il Vicedirettore, i professori afferenti al Dipartimento che presiedono i Consigli di coordinamento didattico, i Coordinatori dei corsi di studio del Dipartimento, da tre a sei rappresentanti dei professori di ruolo e dei ricercatori, un rappresentante del personale tecnico-amministrativo ove sia presente e il referente amministrativo del Dipartimento.

3. Il numero e la qualifica dei rappresentanti, le modalità di elezione e di funzionamento della Giunta sono fissati dal Regolamento del Dipartimento.

4. Il mandato della Giunta è triennale. I componenti elettivi possono essere rieletti consecutivamente una sola volta.

 

Art. 28 - Scuola

 

1. La Scuola è una struttura di raccordo tra più Dipartimenti, raggruppati per affinità disciplinare, con funzioni di coordinamento e razionalizzazione delle attività didattiche e di gestione di servizi comuni, con il fine di assicurare alti livelli di qualità dell’offerta formativa e di efficienza ed efficacia nella sua erogazione.

2. La Scuola è istituita o modificata con Decreto del Rettore, acquisito il parere del Senato accademico e con delibera del Consiglio di amministrazione. L’istituzione avviene su proposta di tutti i Dipartimenti interessati; la modifica, su proposta di almeno un Dipartimento interessato. La Scuola può essere soppressa con Decreto del Rettore, acquisito il parere del Senato accademico e con delibera del Consiglio di amministrazione.

3. In caso di istituzione di una nuova Scuola, il Consiglio elegge il Presidente entro trenta giorni dalla sua costituzione.

4. Nel caso in cui alle funzioni didattiche e di ricerca dei Dipartimenti si affianchino funzioni assistenziali, e i Dipartimenti afferiscano a una Scuola, i compiti relativi alle funzioni assistenziali sono assunti dalla Scuola secondo le modalità e i limiti concertati con la Regione Lombardia, nell’ambito delle disposizioni statali in materia. È garantita l’inscindibilità delle funzioni assistenziali dei docenti di materie cliniche da quelle di insegnamento e di ricerca.

5. Ogni Dipartimento può afferire a una sola Scuola.

6. La Scuola adotta un proprio regolamento che, approvato dal Senato accademico, è emanato con Decreto del Rettore.

7. Sono organi della Scuola:
a) il Presidente;
b) il Consiglio della Scuola.

Art. 29 - Consiglio della Scuola

1. Il Consiglio della Scuola ha il compito di programmare, coordinare e gestire le attività didattiche dei corsi di studio affidati dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione ai Dipartimenti afferenti alla Scuola.

2. Il Consiglio della Scuola, in particolare:
a) propone ai Dipartimenti l’istituzione, la modifica o la soppressione di corsi di studio, dopo aver acquisito, solo per la proposta di modifica o di soppressione, i pareri dei Consigli di coordinamento didattico o dei Coordinatori dei corsi di studio di riferimento;
b) coordina le attività formative volte al conseguimento dei titoli di studio assicurandone l’efficacia, l’efficienza e la funzionalità, anche sulla base delle relazioni predisposte dagli organi di valutazione dell’Ateneo;
c) segnala ai Consigli dei Dipartimenti afferenti alla Scuola, al fine di consentire una corretta erogazione dell’attività didattica e per permettere il soddisfacimento dei requisiti richiesti dalle norme di legge, eventuali carenze di personale docente relative a specifici settori scientifico-disciplinari;
d) coordina la programmazione dell’offerta formativa dei Dipartimenti, acquisendo pareri dai Consigli di coordinamento didattico e dai Coordinatori di corso di studio, e formulando a sua volta pareri ai Dipartimenti;
e) esprime pareri ai Dipartimenti interessati, sentiti i Consigli di coordinamento didattico o i Coordinatori di corso di studio relativi, per la definizione dei piani didattici;
f) valuta la congruità complessiva degli affidamenti ai docenti dei compiti didattici effettuati dai Dipartimenti; in caso di rilievi, motivando l’istanza, può chiedere un riesame degli stessi;
g) sentiti i Consigli di coordinamento didattico o i Coordinatori di corsi di studio, esprime pareri ai Dipartimenti sulle loro proposte di attivazione di affidamenti e contratti per la copertura di insegnamenti vacanti, o per far fronte a specifiche esigenze didattiche, anche integrative;
h) sentiti i Consigli di coordinamento didattico o i Coordinatori di corsi di studio di riferimento, esprime pareri ai Dipartimenti sulle attivazioni e le disattivazioni degli insegnamenti, anche a seguito della valutazione dei piani di studio e degli insegnamenti espressa dagli studenti;
i) gestisce i servizi comuni alle attività didattiche della Scuola stessa e organizza attività formative propedeutiche e di sostegno;
j) esprime pareri ai Dipartimenti, sentiti i Consigli di coordinamento didattico o i Coordinatori di corso di studio di riferimento, sul numero di posti disponibili per i corsi di studio ad accesso localmente programmato;
k) promuove e sostiene attività formative atte a favorire l’internazionalizzazione e la mobilità di studenti e docenti;
l) formula proposte sulle attività didattiche dei corsi di studio assegnati ai Dipartimenti afferenti alla Scuola;
m) acquisisce pareri o proposte dei Consigli di coordinamento didattico o dei Coordinatori dei corsi di studio di riferimento. Spetta ai singoli Dipartimenti il potere di delibera, o di formulazione di proposte agli organi di governo, una volta acquisiti i pareri del Consiglio della Scuola;
n) propone al Senato accademico modifiche del Regolamento didattico d’Ateneo;
o) predispone il Regolamento della Scuola che, approvato dal Senato accademico, è emanato con Decreto del Rettore.

3. Il Consiglio della Scuola è composto:
a) dal Presidente della Scuola;
b) dai Direttori dei Dipartimenti interessati;
c) dai Presidenti dei Consigli di coordinamento didattico e dai Coordinatori dei corsi di studio assegnati ai Dipartimenti della Scuola purché il numero di tali componenti non sia superiore al dieci per cento dei componenti dei Consigli dei Dipartimenti interessati. Qualora il numero superasse il dieci per cento, la Scuola, con proprio regolamento, determinerà il numero e le modalità di scelta delle componenti di cui alla presente lettera;
d) da una rappresentanza dei responsabili delle attività assistenziali, ove previste;
e) da una rappresentanza degli studenti iscritti ai corsi di laurea, ai corsi di laurea magistrale e ai corsi di dottorato di ricerca della Scuola. I rappresentanti degli studenti sono eletti per due anni in numero non inferiore, di norma, al quindici per cento dei componenti complessivi del Consiglio della Scuola.
Il Regolamento della Scuola disciplina la modalità di scelta dei componenti di cui alle lettere c) e d) del presente comma.

Art. 30 - Il Presidente della Scuola

1. Il Presidente della Scuola:
a) rappresenta la Scuola, convoca e presiede, predisponendo l’ordine del giorno, il Consiglio della Scuola e trasmette ai Dipartimenti i pareri e le proposte della Scuola;
b) sovrintende al corretto svolgimento delle attività didattiche e di servizio agli studenti coordinate e gestite dalla Scuola;
c) è responsabile in ordine al funzionamento dei servizi organizzativi della Scuola;
d) esercita tutte le altre funzioni che gli sono attribuite dagli organi di governo e dai regolamenti dell’Ateneo.

2. Il Presidente è eletto a scrutinio segreto dal Consiglio della Scuola tra i professori ordinari a tempo pieno afferenti alla Scuola salvo quanto previsto dall’articolo 52, comma 4, ed è nominato con Decreto del Rettore.

3. L’elezione del Presidente avviene a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto nella prima votazione; a maggioranza assoluta dei presenti a partire dalla seconda votazione. Il mandato dura tre anni e può essere rinnovato consecutivamente una sola volta.

 

Art. 31 - Consiglio di coordinamento didattico

1. Il Consiglio di Dipartimento, al fine di procedere al coordinamento didattico dei propri corsi di laurea e/o di laurea magistrale, può istituire uno o più Consigli di coordinamento didattico.

2. L’istituzione di un Consiglio di coordinamento didattico è obbligatoria laddove l’offerta formativa di un corso di studio non sia erogata prevalentemente da docenti afferenti ad un solo Dipartimento.

3. Il Consiglio di coordinamento didattico coordina:
a) uno o più corsi di laurea della medesima classe o di classi affini per finalità formative;
b) uno o più corsi di laurea magistrale della medesima classe o di classi affini per finalità formative;
c) corsi di laurea e di laurea magistrale di classi affini per finalità formative.

4. Il Consiglio di coordinamento didattico, in particolare:
a) svolge compiti istruttori e di supporto nei confronti del Consiglio della Scuola e/o del Consiglio di Dipartimento di riferimento del corso o dei corsi coordinati per l’organizzazione del corso o dei corsi stessi dei quali ha la responsabilità;
b) coordina le attività didattiche dei corsi che vi fanno capo, sovraintendendo al loro funzionamento e verificandone annualmente l’efficienza e la funzionalità anche sulla base delle relazioni sulla valutazione predisposte dalla Commissione paritetica e dal Nucleo di valutazione;
c) esprime pareri sulla modifica degli ordinamenti didattici;
d) esprime pareri sui regolamenti e sui piani didattici dei corsi di studio;
e) esprime pareri sull’attivazione o disattivazione degli insegnamenti di pertinenza;
f) organizza, su indicazione del Dipartimento di riferimento del corso di studio coordinato e qualora non vi provveda direttamente il Dipartimento, le prove di accertamento delle conoscenze richieste per l’accesso ai corsi di studio;
g) delibera, su richiesta degli interessati, il riconoscimento dei titoli conseguiti e il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti;
h) esamina e approva i piani di studio presentati dagli studenti;
i) propone l’istituzione di attività didattiche integrative agli insegnamenti ufficiali e di attività di orientamento agli studenti;
j) formula proposte per la copertura, mediante affidamenti o contratti, degli insegnamenti vacanti;
k) formula proposte relative alle esigenze per il funzionamento della didattica e per l’organizzazione e il potenziamento dei servizi a essa connessi;
l) adotta il proprio regolamento che è emanato con Decreto del Rettore;
m) svolge ogni altra funzione a esso attribuito dai regolamenti dell’Ateneo.

5. Il Consiglio è costituito dai professori di ruolo, dai ricercatori e dai professori a contratto responsabili di un insegnamento o di un modulo di insegnamento riguardante il corso o i corsi facenti capo al Consiglio, nonché da una rappresentanza degli studenti.

6. Per quanto riguarda i professori, anche a contratto, e i ricercatori, l’appartenenza al Consiglio è limitata all’anno accademico o agli anni accademici durante i quali svolgono il loro compito didattico per il corso o i corsi coordinati dal Consiglio stesso.

7. I rappresentanti degli studenti iscritti al corso o ai corsi che fanno capo al Consiglio, sono eletti per due anni in numero pari al quindici per cento dei componenti del Consiglio stesso. Nel caso in cui partecipi alla votazione meno del dieci per cento degli aventi diritto, il numero dei rappresentanti è ridotto proporzionalmente. Esso non può comunque essere inferiore a cinque.

8. I professori di ruolo e i ricercatori non appartenenti all’Ateneo, i professori a contratto e i rappresentanti degli studenti concorrono ai fini del computo delle presenze necessarie per la validità delle sedute solo se presenti.

9. Il Consiglio è presieduto da un Presidente che sovrintende le attività del corso o dei corsi che fanno capo al Consiglio.

10. Il Presidente è eletto a scrutinio segreto tra i professori del Consiglio, in un collegio costituito da tutti i componenti dello stesso, a maggioranza assoluta dei votanti purché abbia partecipato almeno un terzo degli aventi diritto al voto.

11. Il Presidente è nominato con Decreto del Rettore, dura in carica tre anni accademici ed è rieleggibile.

12. Il Regolamento del Consiglio definisce a quale tipo di deliberazione può partecipare con diritto di voto ciascuna delle categorie componenti il Consiglio stesso; in ogni caso, gli studenti partecipano con diritto di voto a tutte le deliberazioni, salvo quelle concernenti le persone dei professori e dei ricercatori.

13. Il Senato accademico può autorizzare la costituzione di Consigli di coordinamento didattico interateneo per i quali valgono, per quanto applicabili, le norme di cui ai commi precedenti del presente articolo.

Art. 32 - Coordinatore di corso di laurea e di laurea magistrale

1. Salvo quanto previsto dall’articolo 31, laddove l’offerta formativa di un corso di studio sia erogata prevalentemente da docenti afferenti ad un unico Dipartimento, il Consiglio di Dipartimento di riferimento del corso può proporre al Senato accademico che il corso sia coordinato da un Coordinatore. Il Coordinatore sovrintende all’organizzazione dell’attività didattica.

2. Il Coordinatore di un corso viene eletto dal Consiglio del Dipartimento di riferimento a scrutinio segreto a maggioranza assoluta dei presenti fra i professori di prima e seconda fascia titolari di insegnamenti del corso, appartenenti al Dipartimento di riferimento.

3. Il Coordinatore non può assumere contemporaneamente l’incarico di Coordinatore di altri corsi di studio.

4. Il Coordinatore, in particolare:
a) svolge compiti istruttori e di supporto nei confronti del Consiglio della Scuola e/o del Consiglio di Dipartimento di riferimento del corso per l’organizzazione del corso dei quali ha la responsabilità;
b) coordina le attività didattiche sovraintendendo al loro funzionamento e verificandone annualmente l’efficienza e la funzionalità anche sulla base delle relazioni sulla valutazione predisposte dalla Commissione paritetica e dal Nucleo di valutazione;
c) esprime pareri sulla modifica degli ordinamenti didattici;
d) esprime pareri sui regolamenti e sui piani didattici dei corsi di studio;
e) esprime pareri sull’attivazione o disattivazione degli insegnamenti di pertinenza;
f) propone al Consiglio di Dipartimento, anche su richiesta degli interessati, il riconoscimento dei titoli conseguiti e il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti;
g) esamina e approva i piani di studio presentati dagli studenti;
h) propone al Consiglio di Dipartimento l’istituzione di attività didattiche integrative agli insegnamenti ufficiali e di attività di orientamento agli studenti;
i) formula proposte al Consiglio di Dipartimento per la copertura, mediante affidamenti o contratti, degli insegnamenti vacanti;
j) formula proposte al Consiglio di Dipartimento relative alle esigenze per il funzionamento della didattica e per l’organizzazione e il potenziamento dei servizi a essa connessi;
k) svolge ogni altra funzione attribuitagli dai regolamenti dell’Ateneo.
Ogni altra competenza riconosciuta, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 31, ai Consigli di coordinamento didattico spetta al Consiglio di Dipartimento di riferimento del corso, anche su proposta del Coordinatore.

5. Il Coordinatore è nominato con Decreto del Rettore, dura in carica tre anni accademici ed è rieleggibile.

6. Le elezioni del Coordinatore sono indette con anticipo di almeno tre mesi rispetto alla scadenza del mandato.

Art. 33 - Commissione paritetica

1. Presso ogni Dipartimento è istituita una Commissione paritetica di docenti dell’Università titolari di insegnamenti o moduli nei corsi di studio interessati e studenti iscritti agli stessi corsi di studio competente a:
a) svolgere attività di monitoraggio dell’offerta formativa e della qualità della didattica nonché dell’attività di servizio agli studenti da parte dei professori e dei ricercatori;
b) individuare indicatori per la valutazione dei risultati delle stesse;
c) formulare parere sull’attivazione e la soppressione di corsi di studio;
d) formulare pareri sull’ordinamento e il regolamento dei corsi di studio;
e) esprimersi in merito alla congruità tra il numero di crediti assegnati alle attività formative e gli obiettivi formativi previsti dagli ordinamenti didattici; esprimersi in merito al carico didattico complessivo dei corsi di studio;
f) redigere annualmente un documento di valutazione delle attività formative da trasmettere al Senato accademico, al Presidio di qualità e al Nucleo di valutazione;
g) esercitare ogni altro compito a essa assegnato dalle norme vigenti e dal Regolamento generale d’Ateneo.

2. La Commissione è composta da una rappresentanza paritaria di docenti e di studenti in numero complessivo compreso fra sei e dieci secondo quanto deliberato dal Consiglio di Dipartimento. I docenti sono nominati dal Consiglio di Dipartimento. Gli studenti sono eletti dai rappresentanti degli studenti in Consiglio di Dipartimento, al loro interno.

3. Il Presidente della Commissione è nominato dai rappresentanti dei docenti al loro interno e il Vicepresidente è nominato, in maniera analoga, dai rappresentanti degli studenti.

4. I rappresentanti dei docenti durano in carica tre anni accademici, i rappresentanti degli studenti durano in carica due anni.

5. Il funzionamento della Commissione paritetica è disciplinato nel Regolamento generale d’Ateneo.

Art. 34 - Fondo per la premialità

1. Per incentivare e incrementare la qualità dell’offerta didattica, la ricerca scientifica e le attività gestionali oggetto di specifico incarico, è istituito un Fondo di Ateneo per la premialità di professori e ricercatori a tempo pieno.

2. Il Fondo è alimentato secondo le norme di legge e regolamentari e in particolare:
a) con fondi attribuiti dal Ministero all’Università in base alla valutazione dei risultati raggiunti effettuata dagli organismi nazionali a ciò deputati;
b) con la quota di scatti non attribuiti ai docenti in seguito a valutazione negativa.

3. Il Fondo può essere integrato anche con una quota dei proventi delle attività conto terzi o con altri finanziamenti pubblici e privati. In tal caso con apposito regolamento possono essere previsti compensi aggiuntivi per il personale docente e tecnico-amministrativo che partecipano alle attività citate.

4. I criteri per il funzionamento del Fondo sono contenuti in un apposito regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione previo parere del Senato accademico.

5. Il Consiglio di amministrazione delibera la distribuzione sulla base dei criteri stabiliti dal Regolamento.

 

Art. 35 - Scuole di specializzazione

1. L’Università può istituire scuole di specializzazione con l’obiettivo di favorire la formazione di specialisti in settori professionali specifici, in conformità alla normativa vigente.

2. Le scuole di specializzazione sono istituite e attivate dal Consiglio di amministrazione previo parere del Senato accademico, su proposta dei Consigli di Dipartimento o dei Consigli delle scuole interessati.

3. Organi della scuola di specializzazione sono il Direttore e il Consiglio della scuola di specializzazione.

4. Il Direttore è eletto a scrutinio segreto in un collegio costituito da tutti i componenti del Consiglio della scuola di specializzazione, tra i professori di ruolo che ne fanno parte, a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto nella prima votazione; a maggioranza assoluta dei votanti a partire dalla seconda votazione, purché abbia votato almeno un terzo degli aventi diritto al voto. Il Direttore dura in carica tre anni accademici ed è nominato con Decreto del Rettore. Il Direttore ha la responsabilità del funzionamento della scuola di specializzazione; non può essere contemporaneamente Direttore di altre scuole ed è rieleggibile.

5. Il Consiglio è composto da tutti i titolari di insegnamento, dai professori a contratto e da una rappresentanza degli specializzandi. I titolari di insegnamento e i professori a contratto della scuola di specializzazione sono designati dal Consiglio del Dipartimento o dal Consiglio della Scuola di riferimento.

6. Il Consiglio detta le linee generali della formazione e individua le strutture, pubbliche o private, da utilizzare, mediante atti convenzionali, per gli aspetti più propriamente professionalizzanti del corso di studi.

7. L’Università, nel caso di scuola di specializzazione dell’area sanitaria, si conforma, con appositi atti, alla normativa nazionale e regionale che disciplina i rapporti con il sistema sanitario nazionale.

8. Il Consiglio della scuola di specializzazione adotta un proprio regolamento di funzionamento interno, approvato dal Senato accademico, ed emanato con Decreto del Rettore.

 

Art. 36 - Dottorato di ricerca

1. L’Università istituisce e organizza corsi di dottorato di ricerca, finalizzati a fornire le competenze necessarie per esercitare, anche a livello internazionale, presso università, enti pubblici o soggetti privati, attività di ricerca e attività professionali di elevata qualificazione.

2. I corsi di dottorato sono istituiti con delibera del Consiglio di amministrazione, previo parere obbligatorio del Senato accademico, su proposta di uno o più Dipartimenti anche in collaborazione con altre Università o Enti di ricerca pubblici o privati di elevata qualificazione scientifica, anche esteri.

3. Il Consiglio di amministrazione affida la gestione del dottorato di ricerca, all’atto della sua istituzione, al Dipartimento o a uno dei Dipartimenti proponenti.

4. Al fine di una migliore organizzazione dei corsi di dottorato di ricerca, anche su proposta dei Dipartimenti interessati, previa delibera del Consiglio di amministrazione e parere del Senato accademico, più corsi di dottorato possono essere strutturati in Scuole di dottorato.

5. La Scuola di dottorato ha il compito di coordinare e supportare le attività didattiche di dottorati affini, appartenenti a una macroarea scientifica. Salvaguardando le tematiche e le finalità specifiche di ciascun dottorato, organizza attività formative comuni ai differenti corsi, privilegiando gli aspetti interdisciplinari, l’acquisizione di competenze professionalizzanti e l’implementazione di processi di internazionalizzazione.

6. Le modalità di funzionamento dei dottorati di ricerca e delle Scuole di dottorato, la composizione degli organi di gestione e le loro competenze, le procedure per la designazione dei coordinatori dei Dottorati e dei presidenti delle Scuole di dottorato e le durate dei rispettivi mandati sono definiti dal Regolamento generale d’Ateneo.

 

Art. 37 - Alta formazione

1. L’Università ritiene proprio compito istituzionale promuovere strumenti formativi di alta qualificazione scientifica e professionale in stretto coordinamento con la ricerca avanzata.

2. L’Università intende favorire l’alta formazione, oltre che con l’attivazione di scuole di specializzazione e di corsi di dottorato di ricerca, operando secondo la normativa vigente, anche mediante le seguenti forme:
a) master universitari di primo e secondo livello, finalizzati a fornire ai laureati competenze e approfondimenti utili all’inserimento in ambito professionale e lavorativo di alta specializzazione;
b) corsi di perfezionamento, indirizzati all’apprendimento di nuove competenze e tecniche utili all’attività professionale e lavorativa di alta specializzazione e altre attività didattiche anche su richiesta di terzi;
c) corsi di formazione permanente e ricorrente, intesi a fornire specifiche competenze e aggiornamenti professionali;
d) corsi di tirocinio formativo attivo per l’ottenimento dell’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria;
e) scuole di studi superiori.

3. Il Senato accademico, anche sulla base delle richieste avanzate dai Consigli di Dipartimento o dai Consigli delle Scuole, propone al Consiglio di amministrazione:
a) l’istituzione, l’organizzazione e la durata dei corsi;
b) l’istituzione e i criteri per l’assegnazione di eventuali borse di studio;
c) l’attivazione, gli specifici obiettivi formativi e il programma degli studi.

4. I corsi sono promossi anche in collaborazione con altre Università e Centri di ricerca italiani o stranieri e con il contributo di soggetti pubblici o privati.

5. Al fine della migliore organizzazione delle attività di alta formazione, l’Università può istituire eventuali idonee strutture amministrative.

 

Art. 38 - Esami

1. Le normative riguardanti le prove di profitto degli studenti, la composizione delle relative commissioni e le modalità di attribuzione dei voti sono stabilite dal Regolamento didattico d’Ateneo.

2. La votazione degli esami di profitto è espressa in trentesimi, qualunque sia il numero dei componenti la commissione.

3. La votazione finale degli esami di laurea e di laurea magistrale è espressa in centodecimi.

4. La votazione finale degli esami di diploma di specializzazione è espressa in settantesimi.

5. L’Università garantisce la pubblicità delle prove orali e l’accesso, su richiesta, della valutazione di quelle scritte.

 

Art. 39 - Sedi all’estero

1. L’Ateneo, per le proprie iniziative didattiche e di ricerca, può costituire sedi all’estero anche in collaborazione e con il supporto di altri soggetti pubblici e privati. Il Consiglio di amministrazione, sentito il Senato accademico, delibera le modalità organizzative e gestionali.

2. Il responsabile di ciascuna sede, individuato tra i professori dell’Ateneo, è nominato con Decreto del Rettore.

 

Art. 40 - Federazioni e fusioni

1. L’Università può valutare l’opportunità di attivare accordi con altri Atenei anche allo scopo di pervenire a forme di federazione, seppure limitatamente ad alcuni settori di attività o strutture, ovvero fondersi, secondo le modalità della normativa vigente.

2. Il progetto di federazione o di fusione deve essere approvato dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione in seduta congiunta con la maggioranza dei due terzi degli aventi diritto.

 

Art. 41 - Partecipazione dell’Università a forme associative

1. Il Consiglio di amministrazione, sentito il Senato accademico, può deliberare l’istituzione o l’adesione dell’Università a:
a) Centri di ricerca interuniversitari, finalizzati a svolgere attività di ricerca che si esplichi mediante progetti permanenti o di durata pluriennale in collaborazione tra docenti di Università diverse;
b) Centri di ricerca interdipartimentali, finalizzati a svolgere attività di ricerca di rilevante impegno su progetti permanenti o di durata pluriennale che coinvolgano più Dipartimenti dell’Università;
c) Centri di studio e di ricerca sovvenzionati, finalizzati a svolgere attività di ricerca e studio su specifiche tematiche, che fruiscano di finanziamenti provenienti da soggetti pubblici o privati mediante convenzione;
d) Centri di servizio di Ateneo, finalizzati a sviluppare, promuovere, integrare e coordinare i servizi di supporto all’attività didattico-scientifica dell’Università, di particolare complessità e di interesse per più Dipartimenti, Scuole o strutture amministrative;
e) Centri di servizio interuniversitari, aventi come finalità l’erogazione di servizi tecnico-scientifici utilizzati da più Università.

2. L’Università, nel rispetto delle proprie finalità istituzionali, può partecipare a forme associative quali quelle di seguito elencate:
a) associazioni;
b) comitati;
c) fondazioni;
d) consorzi;
e) società consortili;
f) società di capitale;
g) enti di diritto pubblico.

3. La costituzione delle forme associative di cui al comma 2 del presente articolo e la partecipazione alle stesse è consentita solo qualora sia strumentale al perseguimento delle finalità istituzionali. Le modalità di costituzione delle forme associative di cui al presente articolo sono disciplinate dal Regolamento generale d’Ateneo.

 

Art. 42 - Rapporti con il sistema sanitario

1. Per il conseguimento delle finalità didattiche e scientifiche, l’Università svolge attività sanitarie assistenziali.

2. L’Università si avvale di appositi accordi e convenzioni che disciplinino i rapporti tra i Dipartimenti interessati e le strutture socio-sanitarie pubbliche o private, per assicurare la più ampia e completa formazione degli studenti, la specializzazione e l’aggiornamento permanente dei medici, dei laureati non medici, delle figure professionali sanitarie e di tutti coloro che operano nell’area sanitaria. Tali accordi e convenzioni non possono prevedere obblighi che pregiudichino le attività istituzionali universitarie, e devono garantire l’inscindibilità delle funzioni assistenziali dei docenti di materie cliniche da quelle di insegnamento e di ricerca.

3. La Scuola di area medica, se costituita, nonché altri Dipartimenti interessati, partecipano all’elaborazione dei piani sanitari regionali attraverso proposte deliberate dai rispettivi Consigli.

4. È prevista la possibilità di istituire Dipartimenti universitari clinici, comprendenti anche unità operative ospedaliere, nei quali l’assistenza sanitaria sia attività istituzionale.

5. Per soddisfare specifiche esigenze formative del sistema sanitario, l’Università stipula convenzioni con gli enti legittimati, secondo quanto disciplinato dal Regolamento generale d’Ateneo.


  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 09/04/2015