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Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità - TITOLO I - NORME GENERALI

Emanato D.R. n° 1235/2017 del 20/03/2017

Indice
ART. 1 - Ambito di applicazione

1. Il presente Regolamento viene adottato in attuazione degli art. 6 e 7 della Legge 9 maggio 1989, n. 168 e successive modifiche, dell’art. 5, comma 4 lettera a), della Legge 30 dicembre 2010, n. 240, e successive modifiche, e dei suoi decreti attuativi, del Decreto Legislativo 27 gennaio 2012, n. 18, nonché ai sensi dell’art. 48 dello Statuto di Ateneo. Esso disciplina la gestione amministrativa, finanziaria e contabile e il sistema dei controlli dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca e dei Centri di Gestione in osservanza della normativa vigente e dello Statuto.

2. A tal fine il Regolamento detta le norme per una corretta rilevazione e rappresentazione dei fatti di gestione e stabilisce le procedure amministrative e le modalità per la formazione dei documenti di Bilancio, allo scopo di realizzare l’efficiente ed efficace amministrazione delle risorse nel pieno rispetto e per il perseguimento dei compiti istituzionali di ricerca e di didattica dell’Università.

3. Le procedure operative del sistema contabile e del sistema di controllo di gestione sono descritte nei Manuali di contabilità e di controllo di gestione ai quali il presente Regolamento rinvia.

4. Il Manuale di contabilità definisce:
a. la struttura del piano dei conti di contabilità economico - patrimoniale generale e analitica in coerenza con gli schemi ministeriali di cui al Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2014, n. 19 e successivi;
b. i principi contabili cui fare riferimento nelle registrazioni contabili, nonché le procedure amministrativo-contabili relative;
c. le procedure della gestione economica, patrimoniale e finanziaria.

5. Il Manuale del Controllo di Gestione definisce il piano dei centri di responsabilità e dei centri di costo, le procedure di assegnazione dei budget, le modalità di gestione degli stessi, le procedure di controllo concomitante e consuntivo nonché le procedure di riprogrammazione.

6. Il Manuale di contabilità e il Manuale di controllo di gestione sono proposti dal Direttore Generale e approvati dal Consiglio di Amministrazione.

ART. 2 - Principi Generali

1. L’attività amministrativa dell’Ateneo si informa ai seguenti principi:

a. legalità;
b. pubblicità degli atti, trasparenza e imparzialità;
c. equilibrio economico, finanziario e patrimoniale;
d. individuazione delle competenze e delle responsabilità dei Centri di gestione;
e. autonomia gestionale e amministrativa dei centri autonomi di gestione;
f. annualità, unità, universalità e integrità del Bilancio;
g. utilizzazione degli stanziamenti finalizzati nel rispetto del vincolo di destinazione;
h. piena autonomia negoziale nel rispetto dei fini istituzionali dell'Università;
i. preferenza per la scelta concorrenziale del contraente,
j. controllo sull'efficienza e sui risultati di gestione.

ART. 3 - Centri di gestione

1. La gestione amministrativo-contabile e finanziaria dell’Università si realizza mediante Centri di gestione.

2. I Centri di gestione sono unità organizzative formalmente definite che utilizzano risorse umane, finanziarie e strumentali messe a loro disposizione per il raggiungimento di determinati obiettivi; il responsabile del Centro, operando secondo principi di autonomia e in base ai criteri di gestione fissati dai Regolamenti d’Ateneo, risponde della corretta gestione delle risorse e del raggiungimento degli obiettivi programmati.

3. I Centri di Gestione dell’Ateneo sono:
a. le Aree dell’Amministrazione Centrale;
b. i Dipartimenti e i Centri di Ricerca dotati di autonomia amministrativa e gestionale.

4. Il Direttore/Dirigente è responsabile della gestione e dei risultati derivanti dall’impiego delle risorse finanziarie, umane e strumentali assegnate alla struttura per il perseguimento dei propri fini, nel rispetto dell’autonomia didattica, scientifica e di gestione dei fondi assegnati ai docenti eventualmente afferenti alla struttura stessa.

ART. 4 - Aree dell'Amministrazione Centrale

1. L’Amministrazione Centrale è suddivisa in unità di budget corrispondenti alle strutture organizzative di primo livello come definite nell’Organigramma di Ateneo. Le strutture organizzative dell’Amministrazione Centrale sono individuate dal Direttore Generale. Il Responsabile di struttura è individuato dal Direttore Generale.
2. Ciascuna Area dell’Amministrazione Centrale formula una proposta di budget annuale e triennale, nel rispetto degli indirizzi programmatici dell’Ateneo e sulla base degli obiettivi concordati.
3. Le Aree sono autonome nella gestione delle risorse messe loro a disposizione. Le risorse loro assegnate rientrano nella contabilità sezionale di bilancio dell’Amministrazione Centrale.

ART. 5 - Dipartimenti e Centri di Ricerca

1. I Dipartimenti hanno autonomia amministrativa e gestionale. Ciascun Dipartimento predispone e approva la proposta di budget economico e degli investimenti, annuale e triennale.

2. L’attività amministrativo contabile del Dipartimento è coordinata dal Responsabile del Centro Servizi che assicura, tra l’altro, un efficace collegamento tra l’attività dei Dipartimenti e le linee generali dell’attività di gestione dell’Ateneo.

3. Con delibera del Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico, possono essere istituiti Centri di Ricerca la cui gestione amministrativo-contabile è, di norma, affidata al Centro Servizi che gestisce il Dipartimento dove il centro ha sede amministrativa. Il Centro di Ricerca concorre alle attività di programmazione del Dipartimento di riferimento.

4. Ciascuna struttura di cui ai commi 1 e 3 gestisce e amministra il budget di propria competenza, redige i relativi documenti contabili e contabilizza i fatti amministrativi, relativi alla propria contabilità sezionale confluente nel bilancio unico di Ateneo di esercizio, nel rispetto dei principi contabili e delle procedure di Ateneo.

5. Il budget e le risultanze delle contabilità sezionali approvati da ciascuna struttura concorrono a formare rispettivamente il bilancio unico di previsione e il bilancio unico di Ateneo d’esercizio approvati dal Consiglio di Amministrazione.

ART. 6 -Centro Servizi dipartimentali

1. Con delibera del Consiglio di Amministrazione, i Dipartimenti e i Centri di Ricerca dell’Ateneo sono aggregati in Centri Servizi.

2. Il Centro Servizi si occupa di tutte le problematiche legate alla gestione amministrativa e finanziaria dei Dipartimenti e dei Centri ad esso riconducibili.

3. Il Responsabile del Centro Servizi è nominato dal Direttore Generale.

4. Il Responsabile del Centro Servizi esercita le attribuzioni previste dalle leggi e dai Regolamenti, assicura lo svolgimento delle attività amministrativo-contabili dei Dipartimenti afferenti al Centro stesso e si assume la responsabilità dei conseguenti atti.

5. Il Responsabile del Centro Servizi verifica la corretta gestione del budget dei Dipartimenti. Riceve tutti gli atti comportanti oneri a carico dei fondi dei Dipartimenti e provvede alla registrazione e alla imputazione contabile delle spese nel limite della disponibilità di budget.

6. Il Responsabile del Centro Servizi controlla la regolarità e la conformità dei documenti contabili di cui al successivo articolo 35, provvede alla corretta tenuta dei registri contabili e inventariali ed alla conservazione dei documenti amministrativi e contabili. Nei limiti della normativa vigente e dei regolamenti interni disciplinanti le acquisizioni sotto la soglia comunitaria, firma gli ordini d’acquisto ed è punto ordinante sul Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione nonché sulle altre piattaforme istituite ai sensi dell’art. 328 del D.P.R. n. 207/2010 e successive modifiche ed integrazioni.

7. Il Responsabile del Centro Servizi gestisce, per quanto di competenza, le operazioni sulla “Piattaforma per la certificazione dei crediti” del Ministero dell’Economia e delle Finanze. E’ responsabile degli adempimenti connessi al servizio di fatturazione elettronica.

8. Il Responsabile del Centro Servizi è responsabile di tutte le rendicontazioni finanziarie dei progetti riguardanti i Dipartimenti e i Centri di ricerca che afferiscono al Centro Servizi stesso.

Art 7 - Obbligo di denunzia di danni erariali

1. I Dirigenti, i Capi Area, i Direttori di Dipartimento, i Presidenti delle Scuole e gli agenti contabili dell'Ateneo, che, per ragioni del proprio ufficio, vengano a conoscenza, diretta o su segnalazione di collaboratori, di fatti che producano danno patrimoniale all'Università ovvero possano comportare l'applicazione di sanzioni pecuniarie nella competenza della Corte dei conti, debbono farne tempestiva denuncia scritta alla Procura regionale della Corte dei conti nella Regione Lombardia ai sensi degli articoli 52 e 53 del Decreto Legislativo 26 agosto 2016, n. 174, nonché al Rettore e al Direttore Generale.

2. Quando la conoscenza dei summenzionati fatti illeciti sia acquisita, per ragioni del loro ufficio, da funzionari e dipendenti dell'Ateneo diversi dai responsabili delle strutture burocratiche indicate nel comma precedente, essi hanno l'obbligo di farne tempestiva e documentata segnalazione scritta ai responsabili delle strutture in cui operano, nonché in ogni caso al Rettore e al Direttore Generale.

3. Quando i fatti di cui al comma 1 siano accertati, nell'esercizio delle rispettive funzioni istituzionali, dal Collegio dei Revisori dei conti, dal Nucleo di valutazione, dal Presidio della qualità, dal Collegio di disciplina, dal Comitato etico o dal Comitato unico di garanzia, gli organi in questione hanno l'obbligo di trasmettere, senza indugio, denunzia scritta alla competente Procura regionale della Corte dei conti, dandone informazione al Rettore e al Direttore Generale. Ad analoghi obblighi sono tenuti, in relazione ai fatti accertati nell'esercizio delle loro funzioni, i funzionari investiti di compiti ispettivi.

4. La denunzia di danno deve riportare, sulla base degli atti in possesso dell'Ateneo:
a. la descrizione dei comportamenti dannosi o illeciti, nonché dei procedimenti amministrativi condotti nella circostanza, evidenziandone le illegittimità e/o illiceità, nonché le diseconomie gestionali da essi originate;
b. gli importi dei presunti danni o i fatti in base ai quali sia possibile effettuarne una quantificazione, sia pure di tipo equitativo;
c. se disponibili, i nominativi ed i recapiti dei presunti responsabili.

5. I competenti organi dell’Ateneo pongono in essere le iniziative necessarie ad evitare l’aggravamento del danno accertato, intervenendo, ove possibile, in via di autotutela o comunque adottando gli atti amministrativi necessari ad evitare la continuazione dell’illecito e a determinarne la cessazione.

6. Fermi restando gli incombenti istruttori disposti dalla competente Procura, l’Amministrazione ha l’obbligo di trasmettere, successivamente alla denunzia, la documentazione relativa all’accertamento amministrativo effettuato, nonché ogni ulteriore elemento utile ad integrazione di quanto già prodotto.

7. Sono fatti salvi gli obblighi di denunzia in sede penale nei casi in cui il fatto dannoso costituisca reato.

ART. 8 - Rappresentanza e difesa in giudizio

1. Nelle controversie in cui è parte l'Università, la rappresentanza e la difesa in giudizio sono assunte:
a. dagli avvocati, incardinati nell’Ufficio legale di Ateneo, iscritti alla sezione speciale dell’albo degli avvocati;
b. dall'Avvocatura dello Stato, tranne nei casi di conflitto di interessi con lo Stato o con gli Enti il cui patrocinio risulti obbligatoriamente demandato alla stessa Avvocatura;
c. da avvocati del libero Foro, qualora lo richieda la specificità della controversia e con le modalità e nei limiti di cui alla legge e al Regolamento per il conferimento a terzi, estranei all'università, di incarichi di prestazione d'opera autonoma.

2. Nei giudizi arbitrali, il Rettore designa l'arbitro dell'Università.

3. Per le attività professionali di cui ai commi 1 e 2 sono dovuti i compensi sulla base dei parametri stabiliti con decreto ministeriale nel rispetto dei principi, criteri e modalità previsti dalle leggi, dal CCNL e dai Regolamenti interni.

4. Nei procedimenti giurisdizionali in cui la parte può stare in giudizio personalmente, l'Università è rappresentata dagli avvocati incardinati nell’Ufficio legale di Ateneo o da funzionari all’uopo individuati e muniti di apposita delega.

5. L'autorizzazione a costituirsi in giudizio compete al Rettore.

ART. 9 - Limiti di importo

1. Tutti i limiti di importo previsti dal presente Regolamento devono intendersi "al netto" della eventuale imposta sul valore aggiunto.

2. Tali importi possono essere modificati con delibera del Consiglio di Amministrazione e con decorrenza degli effetti dal 1 gennaio dell'anno successivo.


  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 30/05/2017