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Regolamento per l' attivazione degli assegni per l'attività di ricerca
Art. 1. ATTIVAZIONE ASSEGNI DI RICERCA
  1. L'Università degli Studi di Milano - Bicocca conferisce assegni per la collaborazione ad attività di ricerca ai sensi del comma 6 dell'art. 51 della legge 27 dicembre 1997 n. 449 e secondo le disposizioni del D. M. 11 febbraio 1998, legge e decreto, ai quali si fa riferimento per quanto non esplicitamente prescritto nelle norme che seguono.
  2. L'Università attiva gli assegni in questione:
    a) annualmente, su fondi a ciò destinati dal Consiglio di Amministrazione nell'ambito delle disponibilità di bilancio universitario;
    b) quando ve ne sia disponibilità, potendo contare per la relativa copertura su fondi a carico di progetti di ricerca in corso, anche co-finanziati dall'Ateneo, ovvero derivanti da convenzioni e contratti di ricerca con enti esterni, approvati dal Consiglio di Amministrazione, che prevedano stanziamenti a ciò finalizzati.
Art. 2. ASSEGNI DI TIPO A

1. Ogni anno il Senato Accademico suddivide assegni di collaborazione ad attività di ricerca di durata biennale, eventualmente rinnovabili, istituiti ai sensi del precedente comma 2, punto a), tra le aree scientifico-disciplinari, sulla base della disponibilità finanziaria deliberata dal Consiglio di Amministrazione.

2. Ai fini della presentazione delle domande di partecipazione alle procedure per il conferimento degli assegni di cui al punto 1, i Dipartimenti e gli Istituti interessati indicano le tematiche di ricerca nell’ambito delle quali ritengono opportuno inserire i fruitori degli assegni.

Per ciascuna tematica di ricerca i Dipartimenti e gli Istituti devono fornire, utilizzando l’apposito modulo predisposto dagli uffici, un titolo sintetico, specificare il nominativo del docente o ricercatore confermato responsabile e l’area scientifico - disciplinare di riferimento.

L’elenco delle tematiche in questione con le relative specificazioni, approvato dal Consiglio di Dipartimento o Istituto proponente, deve essere trasmesso dal Direttore della struttura stessa al Rettore di norma entro il 21 giugno di ogni anno ed esposto all’albo del Dipartimento o Istituto in questione.

3. Il Rettore provvede ad emanare, di norma entro il 30 giugno di ogni anno, il bando per il conferimento degli assegni di cui al punto 1. Il bando è affisso all’Albo dell’Università e a quelli dei Dipartimenti e degli Istituti. La notizia del bando è pubblicata su almeno 2 quotidiani a tiratura nazionale.

Il bando indicherà, per ciascuna area scientifico - disciplinare, la durata, l’importo, i limiti di rinnovabilità degli assegni da conferire, le tematiche nell’ambito delle quali potranno svolgersi le attività di collaborazione alla ricerca, i Dipartimenti e gli Istituti presso i quali dovranno svolgersi le stesse.

4. Possono presentare domanda per la partecipazione alle procedure per il conferimento degli assegni di cui al punto 1 dottori di ricerca italiani e stranieri in possesso di curriculum scientifico - professionale idoneo per lo svolgimento di attività di ricerca. Possono partecipare anche i laureati con un’anzianità di laurea magistrale / laurea specialistica (o quadriennale/quinquennale ante DM 509/99) di almeno tre anni alla data di scadenza del bando, nel rispetto di quanto previsto al successivo art. 4.

I candidati possono presentare un solo programma di ricerca per ogni area scientifico - disciplinare.

La domanda, diretta al Magnifico Rettore, Ufficio Post - Laurea, redatta su modulo da ritirarsi presso il medesimo ufficio e firmata dal candidato, dovrà pervenire entro il 30 settembre di ogni anno. Sulla busta contenente domanda e allegati devono essere riportati chiaramente il nome del candidato e l’area scientifico - disciplinare di riferimento.

5. Per ciascuna area scientifico - disciplinare la Commissione giudicatrice è costituita dal corrispondente Comitato d’Area ed è presieduta dal Presidente del Comitato stesso. Le Commissioni giudicatrici sono tenute a concludere i propri lavori entro il 30 novembre di ogni anno. Ciascuna Commissione giudicatrice effettua una valutazione comparativa dei candidati che hanno presentato domanda per l’area scientifico – disciplinare corrispondente sulla base dei titoli, delle pubblicazioni e del programma di ricerca presentati e di un colloquio.

Ciascun commissario attribuisce a ogni candidato:

 

  •  fino a 15 punti per i titoli
  •  fino a 15 punti per le pubblicazioni
  •  fino a 10 punti per il progetto di ricerca
  •  fino a 10 punti per il colloquio.

 

I candidati che non hanno conseguito almeno il 50% del punteggio complessivamente attribuibile dalla Commissione per i titoli e le pubblicazioni, non sono ammessi alla valutazione del progetto di ricerca ed al colloquio e pertanto si intendono esclusi dalla graduatoria. Conclusi i colloqui, la Commissione giudicatrice formula per ciascun candidato ammesso un giudizio complessivo che viene registrato a verbale e compila una graduatoria di merito sulla base della somma dei punteggi ottenuti, designando il candidato o i candidati, quando gli assegni da attribuire siano più di uno,

che, in base alla graduatoria finale e agli assegni a disposizione, siano risultati vincitori. Costoro decadono qualora non stipulino il conseguente contratto entro i termini richiesti dall’amministrazione.

In tal caso subentrano il candidato o i candidati immediatamente successivi nella graduatoria. Lo stesso accade in caso di recesso entro 90 giorni dalla stipula. Non si dà luogo a dichiarazioni di idoneità.

I verbali, sottoscritti da tutti i componenti la Commissione, sono pubblici.

 

Art. 3. ASSEGNI DI TIPO B

1. L'istituzione di un assegno di cui all'Art. 1, comma 2, punto b), del presente regolamento è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, previa delibera del Consiglio del Dipartimento o Istituto titolare dei fondi con il quale è finanziato l'assegno di ricerca, su richiesta di un responsabile di ricerca.
La deliberazione del Consiglio di Istituto o Dipartimento proponente deve necessariamente indicare:
- il tema di ricerca
- la durata prevista dell'attività, che non deve essere inferiore ad un anno
- la definizione dell'importo corrisposto al vincitore dell'assegno che dovrà essere di misura non inferiore a quanto previsto dalla normativa vigente
- l'effettiva disponibilità dei fondi
- l'indicazione di cat. cap e fondo su cui graverà la spesa.
Entro 30 giorni dalla delibera del Consiglio di Amministrazione, l'Università provvede all'emanazione del bando per la selezione. La scadenza del bando non può essere inferiore a 20 giorni dalla data di pubblicazione, che si realizza mediante l'affissione all'albo dell'Ateneo.
La Commissione giudicatrice è nominata dal Consiglio di Dipartimento.

2. Possono presentare domanda per la partecipazione alle procedure per il conferimento degli assegni di cui al punto 1 dottori di ricerca o laureati italiani e stranieri in possesso di curriculum scientifico - professionale idoneo per lo svolgimento di attività di ricerca e comunque con un'anzianità di laurea magistrale / laurea specialistica (o quadriennale/quinquennale ante DM 509/99) di almeno tre anni alla data di scadenza del bando.

3. L'eventuale rinnovo del contratto allo stesso soggetto, nei limiti di cui all'art. 4, dovrà essere proposto dalla struttura interessata, sentito il titolare del contratto e il responsabile della tematica di ricerca, con relazione motivata che tenga conto della qualità della ricerca svolta dal fruitore dell'assegno, dei risultati conseguiti e del permanere della validità del progetto in questione. La concessione del rinnovo sarà inoltre condizionata dalla valutazione di merito degli organi competenti, dall'effettiva disponibilità finanziaria e dall'esigenza di assicurare un adeguato numero di nuovi assegni.

Art. 4 DURATA E RINNOVO

Gli assegni di ricerca hanno durata compresa tra uno e quattro anni e possono essere rinnovati una sola volta con lo stesso soggetto, per un uguale periodo, nel limite massimo complessivo di otto anni, ovvero, nel caso il titolare abbia usufruito della borsa per il dottorato di ricerca, nel limite corrispondente alla differenza tra otto anni e il periodo di effettiva fruizione della borsa.

Lo stesso soggetto non può cumulare più assegni di ricerca, presso questo o altro Ateneo, la cui durata complessiva superi gli otto anni.

 

Art 5. NORME GENERALI

1. I compiti dei titolari degli assegni di ricerca di cui al presente Regolamento sono definiti dal contratto individuale di collaborazione stipulato tra il vincitore dell’assegno e il Rettore. Il contratto si ritiene stipulato con l’apposizione della firma da parte dell’ultimo contraente.

I contratti di collaborazione ad attività di ricerca decorrono dal 1° Gennaio di ogni anno e comunque dopo la stipula del contratto.

2. Il contratto individuale non costituisce un rapporto di lavoro dipendente e non dà luogo a trattamento previdenziale e assistenziale, fatta salva l’applicazione delle norme stabilite dall’art. 2, commi 26 e seguenti, della legge n. 335/1995 e successive modificazioni e integrazioni. Gli importi sono esenti da prelievo fiscale, applicandosi ad essi le disposizioni di cui all’art. 4 della legge n. 476/1984 e successive modificazioni ed integrazioni.

Il trattamento economico del titolare dell’assegno di cui al presente regolamento è comprensivo di tutti gli oneri a carico dell’Amministrazione con la sola esclusione dell’assicurazione e delle somme eventualmente dovute per il rimborso di spese di missione, da imputarsi sui pertinenti fondi della struttura. Il predetto importo è erogato in rate mensili posticipate.

3. Per il rimborso delle spese di missione si fa riferimento al relativo regolamento; in attesa la misura delle stesse è deliberata dal Consiglio di Amministrazione.

Per quanto riguarda i rischi da infortuni e responsabilità civile, l’Università provvede alla copertura assicurativa.

4. I compiti dei titolari degli assegni, determinati dal contratto individuale, sono svolti sotto la direzione del responsabile della tematica di ricerca, il quale verificherà l’attività svolta. I compiti assegnati devono prevedere una specifica attività di ricerca e non dovranno essere di mero supporto tecnico. Il titolare dell’assegno è tenuto a presentare al Consiglio della struttura di riferimento una relazione annuale sulle attività svolte, previa approvazione del responsabile della tematica di ricerca, e a presentare i risultati conclusivi della propria attività in un apposito seminario o nelle forme definite dalla struttura di riferimento.

5. I titolari di assegno hanno libero accesso a tutte le strutture dell’Ateneo; una loro rappresentanza partecipa alle riunioni degli organi della struttura di riferimento secondo quanto stabilito dal Regolamento della struttura stessa.

6. L’attività deve essere svolta continuativamente; sono fatte salve le eventuali interruzioni per astensione facoltativa e obbligatoria così come previsto dal Testo Unico sulla maternità e paternità – Legge 151/2001 unitamente a un periodo pari a quattro giorni al mese utilizzabili anche in forma cumulativa. L’interruzione dell’attività di ricerca per maternità, provoca l’interruzione della corresponsione economica dell’assegno di ricerca con contestuale rinvio della scadenza del contratto per un periodo corrispondente alla sospensione stessa. La proroga avviene automaticamente se si tratta di assegni di ricerca di tipo A, mentre è subordinata al parere del Responsabile scientifico e alla durata effettiva del progetto di ricerca se si tratta di assegni di ricerca di tipo B.

Ogni altro tipo di interruzione dell’attività di ricerca, compreso l’eventuale assolvimento degli obblighi di leva, provoca la sospensione dell’assegno con il rinvio della scadenza del contratto così come previsto al comma 6. Nel caso in cui tale rinvio impedisca il raggiungimento degli obiettivi indicati nel progetto di ricerca o comporti il venir meno della validità del progetto in questione, può essere disposta la conclusione anticipata dell’assegno, su motivato parere del responsabile della tematica di ricerca e parere conforme del Consiglio della struttura di riferimento.

7. Il titolare dell’assegno di ricerca che intenda recedere dal contratto è tenuto a darne comunicazione al Rettore, al Responsabile della tematica di ricerca e al Direttore della struttura di riferimento con almeno 30 giorni di preavviso. La mancata comunicazione comporterà la trattenuta di un mese di assegno.

8. I titolari di assegni di ricerca possono far parte delle commissioni d’esame di profitto in qualità di cultori della materia, nonché collaborare a attività di tutorato e di supporto alla didattica e partecipare a seminari in relazione al loro ambito di ricerca, purché tali attività non interferiscano con il proficuo svolgimento della attività di ricerca.

9. L'assegno non è cumulabile con alcuna altra borsa di studio o forma di sussidio, tranne quelle previste per le integrazioni dei soggiorni all'estero, né con altri contratti di collaborazione di ricerca o con proventi derivanti da attività libero - professionali.

10. L'assegno è compatibile con proventi derivanti da attività di supporto alla didattica presso l'Ateneo, con attività temporanee e saltuarie di tipo occasionale purché questa non interferisca con l'attività primaria di ricerca per un importo massimo fino a 5.000,00 euro l’anno.

Sono inoltre compatibili con l'assegno le attività extra - ateneo di relatore in seminari, convegni e conferenze e quelle pubblicistiche.

11. Possono usufruire di assegni per la collaborazione alla ricerca, secondo quanto disposto dal presente Regolamento, i dipendenti pubblici che si pongono in aspettativa senza assegni presso l’amministrazione di appartenenza, ai sensi della normativa in vigore.

 


  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 22/12/2011