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Statuto - Capo III - Organi rappresentativi, consultivi e di controllo
Art. 14 - Consiglio degli studenti

1. Il Consiglio degli studenti è la struttura preposta all’organizzazione autonoma degli studenti dell’Università, nonché alla diffusione delle informazioni di interesse degli stessi.

2. Il Consiglio esprime parere:
a) sul Regolamento didattico d’Ateneo;
b) sul Regolamento degli Studenti;
c) sul Regolamento dei corsi di dottorato di ricerca;
d) sulla determinazione dei contributi e delle tasse a carico degli studenti;
e) sulla determinazione delle borse di studio a favore dei dottorandi;
f) sugli interventi di attuazione del diritto allo studio;
g) su questioni relative agli interventi per la qualità della didattica, l’orientamento, il job placement e i servizi agli studenti dell’Ateneo, su richiesta degli organi di governo o del Presidio di qualità.

3. Il Consiglio designa la rappresentanza studentesca negli organi esterni all’Ateneo se non diversamente previsto dalla normativa vigente.

4. Il Consiglio può fare proposte e sollecitare inchieste conoscitive a tutti gli organi accademici su argomenti inerenti l’attività didattica, i servizi per gli studenti e il diritto allo studio.

5. Il Consiglio degli studenti è composto:
a) da ventuno rappresentanti, di cui almeno un rappresentante per ogni Dipartimento, eletti in un collegio composto dagli iscritti ai corsi di laurea e di laurea magistrale dell’Università;
b) dai rappresentanti degli iscritti ai corsi di dottorato eletti nel Consiglio della Scuola di Dottorato.

6. Il Consiglio elegge al proprio interno il presidente e il segretario.

7. Il Consiglio resta in carica due anni e i componenti sono nominati con Decreto del Rettore.

8. Il Rettore garantisce al Consiglio le risorse e le strutture necessarie all’espletamento dei propri compiti.

 

Art. 15 - Consiglio del personale tecnico-amministrativo

1. Il Consiglio del personale tecnico-amministrativo è un organo collegiale con funzioni consultive e propositive, fatte salve le prerogative del Direttore generale e delle rappresentanze sindacali, sulle materie a quest’ultime affidate dalla contrattazione collettiva.

2. Il Consiglio può formulare proposte su specifiche problematiche concernenti le attività tecniche e amministrative da trasmettere al responsabile di riferimento.
Il Consiglio in particolare:
a) esprime parere sui regolamenti di interesse per il personale tecnico-amministrativo di competenza degli organi di governo e li trasmette al Direttore generale;
b) esprime pareri e formula proposte sui piani generali di aggiornamento e formazione professionale e sulle qualità delle attività formative erogate e li trasmette al Direttore generale;
c) può formulare proposte inerenti le attività nei settori della cultura, dello sport e del tempo libero da inoltrare all’ufficio competente;
d) può formulare proposte al Comitato unico di garanzia sul tema del benessere organizzativo;
e) esercita inoltre ogni altra attribuzione che gli sia demandata dalle leggi, dal presente Statuto e dai regolamenti.

3. Il Consiglio, per lo svolgimento delle funzioni propositive dell’organo, può:
a) presentare al Rettore il piano della attività con indicazione delle risorse necessarie all’espletamento dei propri compiti istituzionali;
b) collaborare con altre istituzioni su progetti inerenti il personale tecnico-amministrativo;
c) presentare proposte di progetti di sviluppo al Rettore, al Consiglio di amministrazione e al Senato accademico;
d) proporre l’organizzazione di eventi istituzionali di divulgazione delle risultanze delle attività svolte.

4. Le strutture amministrative e tecniche dell’Ateneo sono tenute a fornire i dati e le informazioni necessarie al Consiglio per lo svolgimento delle proprie attività.

5. Il Consiglio è composto da un numero di rappresentanti non superiore a quindici, in modo tale che siano rappresentate l’area funzionale amministrativa e l’area funzionale tecnico – scientifica elaborazione dati e socio sanitaria.
Il numero dei rappresentanti per ogni area funzionale è indicato nel Regolamento generale di Ateneo.

6. Il Consiglio resta in carica tre anni accademici e i componenti sono nominati con Decreto del Rettore.

7. Il Consiglio, nella prima seduta, elegge a maggioranza assoluta dei componenti al proprio interno il presidente e il segretario. Il vice presidente è eletto a maggioranza assoluta dei componenti fra gli eletti di un’altra area funzionale, diversa da quella a cui appartiene il presidente. Il ruolo e le funzioni del presidente, del vice presidente e del segretario sono disciplinati nel regolamento di funzionamento adottato dal Consiglio.

 

Art. 16 - Nucleo di valutazione

1. Il Nucleo di valutazione è l’organo dell’Università preposto alla valutazione delle attività di didattica, di ricerca e amministrative.

2. Il Nucleo è nominato dal Consiglio di amministrazione su proposta del Rettore, sentito il Senato accademico.

3. Il Nucleo è formato da sette componenti, compreso il Coordinatore, almeno quattro esterni all’Ateneo, di cui:
a) sei componenti in possesso di elevata qualificazione scientifica e professionale, almeno due dei quali esperti nel campo della valutazione anche in ambito non accademico;
b) uno studente eletto secondo la normativa vigente.

4. Il Coordinatore del Nucleo è individuato tra i professori di ruolo dell’Ateneo.

5. La scelta dei componenti del Nucleo avviene, ove possibile, nel rispetto del principio costituzionale delle pari opportunità tra i generi.

6. Il Nucleo resta in carica tre anni accademici a eccezione della rappresentanza studentesca che resta in carica due anni. I suoi componenti possono essere confermati consecutivamente nell’incarico una sola volta.

7. Ai fini dello svolgimento delle proprie attività, il Nucleo adotta idonei parametri di riferimento, ivi compresi quelli fissati dagli organi nazionali deputati alla valutazione del sistema universitario.

8. Il Nucleo dispone di piena autonomia operativa. A tal fine l’Università garantisce il supporto amministrativo e logistico, il diritto di accesso ai dati e alle informazioni necessarie, nonché la pubblicità e la diffusione degli atti, nel rispetto della normativa a tutela della riservatezza. Il Nucleo può convocare per audizioni i responsabili delle diverse strutture dell’Università, i quali sono tenuti a fornire le informazioni richieste.

9. Il Nucleo in particolare:
a) verifica la qualità e l’efficacia dell’offerta didattica, anche sulla base degli indicatori individuati dalle Commissioni paritetiche ai sensi dell’articolo 33;
b) verifica l’attività di ricerca svolta dalle strutture dell’Ateneo;
c) verifica la congruità del curriculum scientifico o professionale dei titolari dei contratti di insegnamento;
d) redige annualmente una relazione sulle attività formative e di ricerca dell’Ateneo anche sulla base delle relazioni predisposte dai Dipartimenti, dalle Scuole e dalle Commissioni paritetiche e le trasmette al Rettore, al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione;
e) valuta gli interventi e il corretto utilizzo delle risorse pubbliche;
f) valida la relazione sulla performance;
g) propone al Consiglio di amministrazione la valutazione annuale dei dirigenti e l’attribuzione della loro retribuzione di risultato;
h) verifica i risultati e le buone pratiche di promozione delle pari opportunità;
i) esprime parere vincolante sull’attivazione dei corsi di studio;
j) esprime parere sul bilancio di previsione;
k) monitora il funzionamento complessivo del sistema della valutazione, della trasparenza e dell’integrità dei controlli interni;
l) garantisce la correttezza dei processi di misurazione e valutazione nel rispetto del principio di valorizzazione del merito e della professionalità;
m) cura annualmente la realizzazione di indagini sul personale dipendente volte a rilevare il livello di benessere organizzativo;
n) acquisisce periodicamente, tramite il Presidio della qualità, le opinioni degli studenti frequentanti sulle attività didattiche, redige e trasmette una apposita relazione annuale al Ministero e ai competenti organi di valutazione nazionale;
o) esercita tutte le altre competenze previste dalla legge e dai regolamenti d’Ateneo.

Art. 17 - Presidio della qualità

1. Il Presidio della qualità è una struttura dell’Ateneo che organizza, monitora, e supervisiona lo svolgimento delle procedure di assicurazione della qualità (AQ). Assolve inoltre un ruolo di consulenza verso gli organi di governo per lo sviluppo e l’implementazione di politiche di miglioramento della qualità delle attività formative e di ricerca. Il Presidio supporta i corsi di studio e i loro referenti, e i Direttori di Dipartimento per le attività comuni di monitoraggio della qualità della formazione e della ricerca, e per le attività di implementazione di interventi per il miglioramento della qualità della formazione e della ricerca.

2. Nell’ambito delle attività formative, il Presidio della qualità:
a) organizza e verifica il continuo aggiornamento delle informazioni contenute nelle schede uniche annuali dei corsi di studio (SUA-CdS) di ciascun corso di studio dell’Ateneo;
b) sovraintende al regolare svolgimento delle procedure di AQ per le attività didattiche in conformità a quanto programmato e dichiarato;
c) organizza e monitora le rilevazioni dell’opinione degli studenti, dei laureandi e dei laureati, mantenendone l’anonimato;
d) regola e verifica le attività periodiche di riesame dei corsi di studio;
e) svolge un ruolo di consulenza verso gli organi di governo, e di consulenza, supporto e monitoraggio per i corsi di studio e i loro referenti, per lo sviluppo e l’implementazione di interventi di miglioramento delle attività formative, anche alla luce della relazione redatta annualmente dal Nucleo di valutazione;
f) valuta l’efficacia degli interventi di miglioramento e le loro effettive conseguenze;
g) assicura il corretto flusso informativo da e verso il Nucleo di valutazione e le commissioni paritetiche.

3. Nell’ambito delle attività di Ricerca, il Presidio della Qualità:
a) verifica il continuo aggiornamento delle informazioni contenute nelle schede uniche annuali della ricerca dipartimentale (SUA-RD) di ciascun Dipartimento;
b) sovraintende al regolare svolgimento delle procedure di AQ per le attività di ricerca in conformità a quanto programmato e dichiarato;
c) svolge un ruolo di consulenza verso gli organi di governo, e di consulenza, supporto e monitoraggio per i Dipartimenti, per lo sviluppo di interventi di miglioramento delle attività di ricerca;
d) valuta l’efficacia degli interventi di miglioramento, e le loro effettive conseguenze;
e) assicura il corretto flusso informativo da e verso il Nucleo di valutazione.

4. L’articolazione e la composizione del Presidio della qualità sono proporzionate alla numerosità e alla complessità delle attività di formazione e di ricerca dell’Ateneo, e sono specificate nel Regolamento generale di Ateneo.

5. La scelta dei componenti del Presidio della qualità avviene, ove possibile, nel rispetto del principio costituzionale delle pari opportunità tra i generi.

Art. 18 - Collegio dei revisori dei conti

1. Il Collegio dei revisori dei conti è l’organo, composto da esperti in materia giuridica e contabile, cui spetta il controllo sulla regolarità della gestione amministrativa, finanziaria, contabile e patrimoniale dell’Università.

2. Il Collegio, in particolare:
a) esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione e attesta la corrispondenza del rendiconto con le risultanze della gestione stessa, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione del conto consuntivo;
b) esprime parere sul bilancio preventivo e sulle variazioni di bilancio;
c) compie tutte le verifiche necessarie per assicurare il regolare andamento della gestione amministrativa, finanziaria, contabile e patrimoniale dell’Università, sottoponendo al Consiglio di amministrazione gli eventuali rilievi in ordine alla gestione stessa;
d) accerta la regolarità della tenuta dei libri e delle scritture contabili;
e) effettua almeno ogni trimestre verifiche di cassa e sull’esistenza dei valori e dei titoli in proprietà, deposito, cauzione o custodia;
f) svolge funzioni ispettive sulla gestione dei centri di spesa dell’Università, sia collegialmente sia mediante incarichi individuali affidati dal presidente ai componenti del Collegio;
g) effettua il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e di legge;
h) esercita tutte le altre attribuzioni stabilite dalla normativa vigente.

3. Il Collegio è composto da tre componenti effettivi e due supplenti, di cui un componente effettivo, con funzioni di presidente, scelto dal Senato accademico su proposta del Rettore, tra i magistrati amministrativi e contabili e gli avvocati dello Stato; uno effettivo e uno supplente designati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze; uno effettivo e uno supplente designati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; almeno due componenti effettivi devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili.

4. I componenti del Collegio sono nominati con Decreto del Rettore e durano in carica tre anni solari; possono essere confermati consecutivamente nell’incarico una sola volta.

5. Il Collegio opera validamente nel plenum dei suoi componenti.

6. Ai componenti del Collegio è assegnato il compenso stabilito con il Decreto di nomina, previa delibera del Consiglio di amministrazione, mediante la corresponsione di un’indennità e di eventuali gettoni di presenza.

7. I componenti del Collegio, anche singolarmente, hanno diritto di accesso agli atti e documenti dell’Università e dei centri autonomi di spesa.

8. Non possono essere componenti del Collegio i dipendenti dell’Università, i componenti del Consiglio di amministrazione, chi sia coniuge, parente o affine entro il quarto grado di dipendenti dell’Università o di componenti del Consiglio di amministrazione, chi abbia in corso o abbia ricevuto, entro i dodici mesi precedenti la nomina, incarichi di docenza, professionali o di consulenza dall’Università e chi abbia liti pendenti ovvero attività contrattuali in corso con l’Università.

 

Art. 19 - Collegio di disciplina

 

1. L’Università istituisce un Collegio di disciplina competente a svolgere la fase istruttoria dei procedimenti disciplinari a carico di professori e ricercatori e a esprimere in merito parere conclusivo in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente.

2. Il Collegio opera secondo il principio del giudizio tra pari, nel rispetto del contraddittorio.

3. Il Collegio è costituito da tre sezioni effettive e da tre sezioni supplenti. Ciascuna sezione è costituita da tre componenti effettivi e da un componente vicario. Le prime sezioni, di cui una effettiva e una supplente, sono composte da professori ordinari con competenza a operare solo nei confronti dei professori ordinari; le seconde sezioni, di cui una effettiva e una supplente, sono composte da professori associati con competenza a operare solo nei confronti dei professori associati; le terze sezioni, di cui una effettiva e una supplente, sono composte da ricercatori di ruolo con competenza a operare solo nei confronti dei ricercatori.

4. I componenti del Collegio sono scelti dal Senato accademico, con votazione riservata ai soli docenti e nominati con Decreto del Rettore, devono essere in regime di tempo pieno, restano in carica per tre anni e sono immediatamente rinnovabili una sola volta.

5. La scelta dei componenti del Collegio di disciplina avviene, ove possibile, nel rispetto del principio costituzionale delle pari opportunità tra i generi.

6. Qualora il procedimento disciplinare riguardi professori di fascia diversa o professori e ricercatori il Collegio si riunisce in seduta a sezioni riunite. Esaurita la discussione la seduta a sezioni riunite si scioglie e le sezioni coinvolte deliberano separatamente sul procedimento disciplinare di propria competenza.

7. Il docente più anziano nel ruolo di ciascuna sezione assume le funzioni di presidente.
In caso di seduta a sezioni riunite presiede il professore più anziano in ruolo nella fascia più elevata.
In caso di assenza di un componente effettivo subentra il vicario della medesima sezione.

8. Le delibere del Collegio sono assunte a maggioranza assoluta dei componenti e, in caso di parità dei voti, prevale il voto del presidente.

9. Le sezioni supplenti del Collegio operano qualora il procedimento disciplinare riguardi uno o più componenti delle sezioni effettive del Collegio.

10. Qualora il procedimento disciplinare riguardi componenti di sezioni effettive del Collegio diverse, le corrispondenti sezioni supplenti operano a sezioni riunite.
Esaurita la discussione, la seduta a sezioni riunite si scioglie e le sezioni coinvolte deliberano separatamente sul procedimento disciplinare di propria competenza.

11. Qualora il procedimento disciplinare riguardi docenti appartenenti a categorie diverse, di cui almeno uno componente di una sezione effettiva del Collegio, la sezione supplente corrispondente alla fascia del docente componente di sezione effettiva sottoposto a procedimento disciplinare e la sezione effettiva corrispondente alla fascia del docente, non componente di sezione sottoposto a procedimento disciplinare, operano a sezioni riunite. Esaurita la discussione la seduta a sezioni riunite si scioglie e le sezioni coinvolte deliberano separatamente sul procedimento disciplinare di propria competenza.

12. All’atto dell’assunzione della delibera, le sezioni supplenti terminano il proprio compito e le sezioni effettive vengono reinsediate, con l’eccezione del componente o dei componenti oggetto della procedura disciplinare e per il quale o per i quali sia stato emanato un provvedimento sanzionatorio.

13. Il provvedimento sanzionatorio determina la decadenza dall’incarico di componente del Collegio.

14. Il procedimento disciplinare si svolge in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente.

15. In caso di cessazione anticipata dall’incarico e decadenza di componente del Collegio ai sensi del comma 13 del presente articolo si procede alla sostituzione con altro componente effettivo scelto nei modi di cui al comma 4 del presente articolo. Il sostituto non può essere scelto né tra i componenti vicari, né tra i componenti delle sezioni supplenti.

Art. 20 - Comitato etico

1. Il Comitato etico ha il compito di tutelare i diritti, la dignità, l’integrità, il benessere fisico e psicologico di esseri umani coinvolti in ricerche, nonché di evitare che vengano arrecate inutili sofferenze agli animali nello svolgimento di sperimentazioni. A tale fine, il Comitato esprime pareri motivati su richiesta di singoli ricercatori o di strutture didattiche e scientifiche. Il Comitato può promuovere inoltre la riflessione, la formazione e la discussione pubblica per favorire lo sviluppo di una sensibilità etica.

2. Il Comitato si ispira ai criteri di valutazione specifici per le diverse aree disciplinari, accettati in sede internazionale e condivisi dalla comunità scientifica internazionale.

3. Il Comitato ha composizione multidisciplinare ed è costituito da sette esperti, di cui almeno uno in bioetica e uno in scienze giuridiche. Almeno un componente deve essere esterno all’Ateneo. I componenti del Comitato sono nominati con Decreto del Rettore. Il Comitato resta in carica tre anni accademici. I suoi componenti possono essere riconfermati nell’incarico.

4. La scelta dei componenti del Comitato etico avviene, ove possibile, nel rispetto del principio costituzionale delle pari opportunità tra i generi.

5. Il Comitato elegge al proprio interno il presidente e il segretario.

6. I componenti del Comitato sono tenuti alla segretezza sugli atti connessi alla propria attività.

 

Art. 21 - Comitato unico di garanzia

1. L’Università istituisce il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, allo scopo di favorire e dare concreta attuazione ai principi di uguaglianza e di parità per tutti coloro che lavorano e studiano nell’Università.

2. Il Comitato esercita compiti di tutela e promozione della dignità della persona nel contesto lavorativo e di garanzia e miglioramento della qualità delle condizioni di lavoro. A tal fine promuove le pari opportunità mediante misure volte a prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione o di violenza morale o psichica per i lavoratori, in particolare quelle connesse al genere, all’orientamento sessuale, all’origine etnica, alla religione, alle convinzioni personali e politiche, alle condizioni di disabilità, all’età.

3. Il Comitato suggerisce le opportune iniziative per la rimozione di tali fattori discriminanti, promuovendo attività di informazione e formazione finalizzate a costruire, all’interno dell’Università, un clima culturale garante dei principi e dei valori delle pari opportunità. Contribuisce all’ottimizzazione della produttività del lavoro, migliorando l’efficienza delle prestazioni favorendo il rispetto dei principi di pari opportunità e di benessere organizzativo. A tali fini il Comitato può presentare al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione documenti e proposte in materia.

4. Le modalità di costituzione del Comitato devono tenere conto della specifica composizione del personale contrattualizzato e in regime di diritto pubblico e assicurare, nel complesso, la presenza paritaria di entrambi i generi. I componenti sono scelti tra soggetti con adeguata preparazione, esperienza e attitudine maturate anche in organismi analoghi e nominati con Decreto del Rettore.

5. Le norme di designazione dei componenti del Comitato, la durata del mandato, i compiti specifici e le procedure per il suo funzionamento sono definiti, ai sensi della normativa vigente, dal Regolamento generale d’Ateneo.

Art. 22 - Comitato per lo sport universitario

1. Il Comitato per lo sport universitario:
a) coordina e promuove le attività sportive a vantaggio degli studenti e del personale universitario;
b) sovrintende agli indirizzi di gestione degli impianti sportivi e delle risorse economico-finanziarie a esso assegnate;
c) esercita le altre competenze previste dalla normativa vigente.

2. I componenti del Comitato sono nominati con Decreto del Rettore.

3. Il Comitato è composto:
a) dal Rettore o da un suo delegato con funzioni di presidente;
b) da due rappresentanti degli enti sportivi universitari legalmente riconosciuti;
c) da due rappresentanti eletti degli studenti;
d) dal Direttore generale, o da un suo delegato, con funzioni di segretario;
e) da un rappresentante eletto del personale tecnico-amministrativo.

4. Il Comitato resta in carica tre anni accademici a eccezione delle rappresentanze studentesche che restano in carica due anni.

5. I suoi componenti eletti possono essere confermati consecutivamente nell’incarico una sola volta.

6. La gestione degli impianti sportivi e lo svolgimento delle altre attività è affidata, mediante convenzione, agli enti sportivi legalmente riconosciuti che perseguono come finalità la pratica e la diffusione dello sport universitario e l’organizzazione di manifestazioni sportive universitarie a carattere nazionale e internazionale. Tali enti presentano annualmente una relazione sulle attività svolte e sulla gestione delle risorse messe a disposizione dall’Università.

7. Il Comitato dovrà presentare ogni anno una relazione sulle attività svolte e sulla gestione delle risorse messe a disposizione dall’Università.

8. Alla copertura delle spese per l’attività sportiva si provvede mediante i fondi stanziati secondo la normativa vigente, mediante apposite altre specifiche entrate di bilancio, nonché mediante altri eventuali finanziamenti a carico del bilancio universitario.

Art. 23 - Regolamento di funzionamento

1. Ciascun organo di cui al presente Capo adotta un proprio regolamento di funzionamento che deve essere approvato dal Senato accademico.


  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 09/04/2015