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Regolamento per l'attivazione di assegni per la collaborazione ad attività di ricerca ai sensi dell’art. 22 della legge 30 dicembre 2010, n. 240
Articolo 1 - Oggetto, requisiti e finalità

Il presente regolamento disciplina il conferimento di assegni per lo svolgimento di attività di ricerca attribuiti dall'Università di Milano Bicocca, d'ora in poi denominata "Università" o "Ateneo", ai sensi dell'art. 22 della legge 30.12.2010 n. 240 a seguito di pubbliche selezioni.

Possono essere titolari di assegni i dottori di ricerca, i possessori di laurea specialistica/magistrale o di laurea magistrale a ciclo unico o di laurea vecchio ordinamento (ante D.M. 509/99), i possessori di specialità medica, o equipollente titolo straniero, che presentino un curriculum scientifico professionale idoneo allo svolgimento dell’attività di ricerca, con esclusione del personale di ruolo presso le Università, le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca e sperimentazione, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile ENEA e l’Agenzia spaziale italiana (ASI) e le istituzioni il cui diploma di perfezionamento scientifico è stato riconosciuto equipollente al titolo di dottore di ricerca ai sensi dell'articolo 74, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.

I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di selezione per la presentazione della domanda di ammissione.

I requisiti generali di ammissione alle selezioni pubbliche per il conferimento degli assegni sono indicati specificamente nei relativi bandi, in conformità alle disposizioni contenute nel presente regolamento.

Non sono ammessi alle selezioni coloro che abbiano un grado di parentela o affinità, fino al quarto grado compreso, oppure coniugio, con un professore appartenente al Dipartimento ovvero con il Rettore, il Direttore Generale o con un componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo.

Articolo 2 - Durata, rinnovo e proroga

Gli assegni possono avere una durata da uno a tre anni e sono rinnovabili.

Gli assegni di tipo A1 o A2, di durata biennale, possono essere rinnovati solo una volta e al massimo per la stessa durata.

Gli assegni di tipo B possono essere rinnovati più volte.

La durata complessiva dei rapporti instaurati come assegnista di ricerca (tipo A1, A2 e B), compresi gli eventuali rinnovi, non può essere superiore a quanto stabilito dalla normativa vigente, ad esclusione del periodo in cui l’assegno sia stato fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo della durata legale del relativo corso.

Alla scadenza, l’assegno può essere rinnovato su richiesta del titolare, sentito il Responsabile scientifico, con approvazione da parte del Consiglio di Dipartimento, che dovrà certificare l’attività di ricerca svolta, nonché la qualità delle pubblicazioni prodotte dall’assegnista.

Per gli assegni finanziati sul bilancio di Ateneo (tipo A1 e A2) il rinnovo dovrà essere autorizzato anche dal Consiglio di Amministrazione.

Articolo 3 - Importo

L'importo degli assegni di cui al presente articolo è determinato dall’Ateneo (tipo A1 e A2), ovvero dal soggetto che intende conferire gli assegni medesimi (tipo B).

L’importo minimo ai sensi dell’art. 22, comma 7 della Legge 30.12.2010 n. 240, è stabilito in euro 19.367,00 così come previsto con decreto del Ministro n. 102 del 9 marzo 2011. L’importo dell’assegno è erogato al beneficiario in rate mensili posticipate.

Articolo 4 - Diritti e doveri dei titolari degli assegni

Gli assegnisti afferiscono ai Dipartimenti per i quali l’assegno era stato posto a bando, e sono utilizzati esclusivamente o prevalentemente nelle attività di ricerca previste nel contratto.

Gli assegnisti possono prendere parte a tutte le attività programmate dal Dipartimento per la promozione della ricerca e la
diffusione dei risultati.

Il Dipartimento è tenuto a fornire annualmente al singolo titolare di assegno i supporti necessari alla realizzazione del suo programma di ricerca, garantendone l’accesso alle attrezzature, alle risorse necessarie e alla fruizione dei servizi tecnico -amministrativi.

L'attività di ricerca del titolare di assegno viene svolta all'interno del Dipartimento in base al programma di ricerca.

Gli assegnisti possono svolgere attività anche presso strutture esterne all’Università su proposta dal Responsabile scientifico previa approvazione del Consiglio di Dipartimento.

Al termine del contratto il titolare dell’assegno è tenuto a presentare al Consiglio del Dipartimento una relazione sulle attività svolte, previa approvazione del Responsabile scientifico, e a presentare i risultati conclusivi della propria attività in un apposito seminario o comunque nelle forme definite dal Consiglio di Dipartimento.

E’ consentito un periodo di soggiorno all’estero presso una o più qualificate università o enti di ricerca, autorizzato dal Consiglio del Dipartimento.

Per la durata del periodo trascorso all'estero l'ammontare dell'assegno, anche se di tipo A1 o A2, su richiesta del Responsabile scientifico può essere aumentato del cinquanta per cento a carico del bilancio del Dipartimento o di fondi di ricerca specifici.

Compatibilmente con le attività di ricerca loro assegnate e previa autorizzazione del Consiglio del Dipartimento, i titolari di assegni possono partecipare alla esecuzione di ricerche e consulenze per conto terzi commissionate all'Università ai sensi dell'art. 66 del D.P.R. 382/80 e alla ripartizione dei relativi proventi secondo le modalità stabilite dalle vigenti norme regolamentari.

I titolari degli assegni che intendono svolgere, ovvero continuare a svolgere, un'attività lavorativa comportante prestazioni rese a titolo gratuito presso società di qualsiasi tipo, associazioni divolontariato o cooperative a carattere socio-assistenziale senza scopo di lucro, possono espletarla, fermo restando l'integrale assolvimento dei propri compiti di ricerca.

Ad eccezione di quanto previsto dall’art.6 comma 2, fermo restando l'integrale assolvimento dei propri compiti, i titolari di assegni di ricerca possono chiedere, in via eccezionale, di svolgere incarichi interni o esterni all’Ateneo, inclusa l’attività libero-professionale, per un importo massimo totale di 25.000,00 euro di reddito lordo annuo, a condizione che l'attività:

-  non comporti un conflitto di interessi con la specifica attività di ricerca svolta dal titolare di assegno;

-  non rechi alcun pregiudizio all'immagine o agli interessi dell’Ateneo.

Fino all’importo complessivo di 15.000,00 euro, gli incarichi dovranno essere preventivamente autorizzati dal Responsabile Scientifico.

Per importi superiori e fino all’importo massimo di 25.000,00 è necessaria la preventiva autorizzazione del Rettore.

Tutte le richieste di autorizzazione per lo svolgimento di incarichi interni o esterni all’Ateneo dovranno essere inoltrate agli uffici dell’Area del Personale.

I titolari di assegni di ricerca, se in possesso di idoneo curriculum scientifico dal quale si evinca che abbiano svolto comprovata attività didattica, possono partecipare a bandi per il conferimento di incarichi di insegnamento fino ad un massimo di 54 ore, previa autorizzazione del Responsabile scientifico.

Gli assegnisti di ricerca sprovvisti dei requisiti di cui al comma precedente potranno partecipare a bandi per il conferimento di incarichi per lo svolgimento di attività didattica integrativa per un massimo di 72 ore, previa autorizzazione del Responsabile scientifico.

I relativi compensi vanno fatti rientrare nel limite di reddito di cui sopra.

Articolo 5 - Divieto di cumulo, aspettative e interruzioni

La titolarità di un assegno di ricerca comporta il collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in servizio presso amministrazioni pubbliche.

La durata complessiva dei contratti degli assegni di ricerca di cui al presente regolamento e dei contratti di ricercatore a tempo determinato di cui all'articolo 24 della Legge 240/2010, intercorsi anche con atenei diversi, statali, non statali o telematici, nonché con gli enti di cui all’art. 1, comma 2 del presente regolamento, instaurati con il medesimo soggetto, non possono in ogni caso superare i dodici anni, anche non continuativi. Ai fini della durata dei predetti rapporti non rilevano i periodi trascorsi in aspettativa per maternità o per motivi di salute secondo la normativa vigente.

Gli assegni non possono essere cumulati con altre borse di studio a qualsiasi titolo conferite ad eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all’estero l’attività di ricerca dei titolari. A tal fine è ammesso da parte di soggetti terzi anche il rimborso delle spese di soggiorno all’estero.

L'attività di ricerca e l'assegno, ai sensi della vigente normativa, devono essere obbligatoriamente sospesi per gravidanza e puerperio per un periodo di cinque mesi (maternità obbligatoria). Inoltre è facoltà dell’assegnista di ricerca richiedere un ulteriore periodo di sospensione di massimo tre mesi entro il primo anno di vita del figlio/a (congedo parentale). La scadenza del contratto sarà conseguentemente prorogata di un periodo pari alla sospensione di cui si è usufruito.

L'attività di ricerca e l'assegno devono essere sospesi per assenze per malattia superiori a 30 giorni consecutivi in un anno, fermo restando la normale scadenza del contratto.

Non costituisce sospensione un periodo complessivo di assenza giustificata non superiore a trenta giorni in un anno. Gli eventuali giorni di assenza per motivi diversi dalla malattia devono essere in qualsiasi caso concordati con il Responsabile scientifico del progetto.

Articolo 6 - Incompatibilità

La titolarità dell’assegno non è compatibile con la partecipazione, in Italia o all’estero, a:

a)   corsi di laurea;

b)   corsi di laurea specialistica o magistrale;

c)   corsi di dottorato di ricerca con borsa;

d)   scuole di specializzazione medica;

e)   master universitari;

f)    titolarità di altro assegno di ricerca.

A precisazione di quanto indicato alla lettera c), il titolare di assegni può frequentare corsi di dottorato di ricerca nei settori disciplinari affini alle attività di ricerca connesse all'assegno, anche in deroga al numero determinato, per ciascuna Università, ai sensi del Regolamento di Ateneo per l’istituzione e il funzionamento dei corsi di dottorato di ricerca e delle scuole di dottorato, fermo restando il superamento delle prove di ammissione. Il contratto di assegno di ricerca è comunque incompatibile con la fruizione della borsa di dottorato.

Per tutta la durata dell'assegno è inibito lo svolgimento in modo temporaneo o continuativo di rapporti di lavoro dipendente o assimilato.

Articolo 7 - Trattamento fiscale, previdenziale e assicurativo

Agli assegni si applicano, in materia fiscale, le disposizioni di cui all'articolo 4 della legge 13 agosto 1984, n. 476, nonché, in materia previdenziale, quelle di cui all'articolo 2, commi 26 e seguenti, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, in materia di astensione obbligatoria per maternità, le disposizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 luglio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 247 del 23 ottobre 2007, e, in materia di congedo per malattia, l'articolo 1, comma 788, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. Nel periodo di astensione obbligatoria per maternità, l'indennità corrisposta dall'INPS ai sensi dell'articolo 5 del citato decreto 12 luglio 2007 è integrata dall'Università fino a concorrenza dell'intero importo dell'assegno di ricerca. Tutti gli importi aggiuntivi saranno a carico delle strutture di ricerca per gli assegni di tipo B o assegni cofinanziati, mentre per gli assegni di tipo A1 o A2 saranno a carico dei fondi di Ateneo.

L'Università annualmente provvede alle coperture assicurative per infortuni, e per responsabilità civile verso terzi a favore di titolari degli assegni nell'ambito dell'espletamento della loro attività di ricerca.

Articolo 8 - Trattamento di missione

Il trattamento di missione del titolare dell’assegno ricade sui fondi del Responsabile scientifico o su quelli del Dipartimento, secondo le modalità previste dalla normativa di Ateneo in materia di missioni.

Articolo 9 - Tipologie e finanziamento degli assegni

Gli assegni di ricerca sono distinti in tre categorie:

A1: assegni con tematica e Responsabile scientifico indicati dal Dipartimento su fondi destinati dagli organi di governo dell’Università;

A2: assegni di Dipartimento con tematica e possibili Responsabili scientifici indicati dal candidato su fondi destinati dagli organi di governo dell’Università;

B:    assegni di Dipartimento su fondi  provenienti da progetti di ricerca finanziati da enti terzi pubblici e privati.

Le procedure di conferimento degli assegni di ricerca avvengono con le seguenti modalità, differenziate per le tre diverse categorie, come di seguito indicato:

-      Per gli assegni di tipo A1, pubblicazione di un unico bando disposto per Dipartimenti, con indicata l’area scientifica (ovvero il o i settori scientifico disciplinari), la tematica di ricerca, e il docente di riferimento associati a ciascun assegno. Il progetto proposto dal candidato dovrà essere pertinente alla tematica indicata.

-      Per gli assegni di tipo A2, pubblicati in un unico bando disposto per Dipartimenti, il candidato dovrà presentare un proprio progetto di ricerca attinente a uno o più SSD presenti nel Dipartimento di interesse, con la possibilità di specificare uno o più docenti di riferimento afferenti al Dipartimento stesso. Qualora il candidato non indichi alcun docente di riferimento, il Dipartimento stabilirà il docente di riferimento. Qualora il candidato indichi più di un docente di riferimento, il Dipartimento stabilirà il docente di riferimento tra quelli indicati dal candidato.

-      Per gli assegni di tipo B la pubblicazione di singoli bandi aventi ad oggetto specifici programmi di ricerca, dotati di propri finanziamenti, attenendosi, per quanto riguarda l’importo, la durata e le procedure, alle disposizioni stabilite dall’Università, e comunque in conformità con i limiti stabiliti dalla normativa vigente.

Per le tipologie A1 e A2, gli assegni si distinguono in ragione dei requisiti richiesti ai candidati, come segue:

-      assegni di ricerca di tipo Junior: riservati a candidati che abbiano conseguito uno dei titoli indicati all’articolo 1 da non più di quattro anni e non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età.

-      assegni di ricerca di tipo Senior: riservati a candidati che, oltre ad aver conseguito il titolo di dottore di ricerca (o equipollente titolo straniero) o di specialità medica, abbiano svolto almeno due anni di attività scientifica pertinente alla tematica dell’assegno oppure, in mancanza del dottorato di ricerca, abbiano maturato almeno sei anni di esperienza di cui due di attività pertinente alla tematica dell’assegno. L’esperienza dovrà essere comprovata da uno o più rapporti o contratti di collaborazione di ricerca, documentata anche da pubblicazioni scientifiche.

Per le tipologie di Assegni A1 o A2, ogni Dipartimento dovrà riservare ad assegni Junior almeno il 20% (arrotondato per eccesso) del totale degli assegni ricevuti annualmente dall’Ateneo.

Articolo 10 - Assegni di ricerca su fondi di Ateneo

Il Consiglio di Amministrazione, tenuto conto delle linee strategiche di Ateneo, determina annualmente, all’atto dell’approvazione del Bilancio di Previsione, lo stanziamento da destinare al finanziamento diretto degli assegni di ricerca di tipo A1 o A2.

Una quota di assegni può essere riservata a studiosi italiani e stranieri che abbiano conseguito il dottorato di ricerca, o titolo equivalente all’estero, ovvero a studiosi stranieri che abbiano conseguito il dottorato di ricerca in Italia.

Il Senato Accademico, tenuto conto delle indicazioni del Consiglio di Amministrazione e applicando criteri di valutazione riguardanti la produttività scientifica dei Dipartimenti, predispone una proposta di ripartizione degli assegni finanziati dall’Ateneo tra i Dipartimenti. Il Consiglio di Amministrazione entro il 31 luglio delibera sulla proposta presentata dal Senato Accademico.  

Ai fini della presentazione delle domande di partecipazione alle procedure per il conferimento degli assegni di tipo A1 o A2, il Consiglio di Dipartimento delibera la tipologia di ogni assegno (Tipo A1 o A2) e del candidato (Senior o Junior), i requisiti curriculari richiesti all’assegnista, e le modalità del colloquio.

Per gli assegni di tipo A1, il Consiglio di Dipartimento delibera altresì:

a)   la tematica di ogni assegno attribuito, nell’ambito della quale dovrà svolgersi l’attività di ricerca;

b)   l’area scientifica, ovvero il o i settori scientifico disciplinari di pertinenza dell’assegno;

c)   il nominativo del docente Responsabile Scientifico dell’attività.

La delibera del Consiglio di Dipartimento deve essere trasmessa dal Direttore di Dipartimento al Rettore tempestivamente.

Verrà redatto un unico bando di Ateneo disposto per Dipartimenti.

Il bando indicherà:

a)   il numero degli assegni per ciascun Dipartimento;

b)   per ciascun assegno, se si tratti di tipo A1 o tipo A2, e se preveda candidati Juniores o Seniores;

c)   la durata degli assegni;

d)   l’importo contrattuale previsto al netto degli oneri a carico dell’amministrazione;

e)   i limiti di rinnovabilità degli assegni da conferire;

f)    i requisiti curriculari richiesti all’assegnista;

g)   per i soli assegni di tipo A1, la tematica dell’assegno, il Responsabile Scientifico e il o i settori scientifico disciplinari di riferimento;

h)   eventuale richiesta del titolo del dottore di ricerca quale requisito per l’ammissione al bando;

i)    limitatamente agli assegni di ricerca di tipo Senior che non richiedono il dottorato ai sensi della lettera h), la macroarea scientifica nella quale il candidato dovrà aver maturato sei anni di esperienza.

Per gli assegni di tipo A1, ciascun Dipartimento indica un’unica Commissione giudicatrice, composta da tre o cinque membri, di cui almeno uno afferente al Dipartimento, scelti tra professori e ricercatori universitari di ruolo inquadrati nei settori scientifico-disciplinari di pertinenza degli assegni. La commissione, deve essere composta in maggioranza di professori di ruolo. I docenti indicati come Responsabili scientifici di assegni posti a bando possono far parte della commissione.

Per gli assegni di tipo A2, ciascun Dipartimento indica un’unica commissione giudicatrice formata da tre a sette componenti, almeno uno dei quali afferente al Dipartimento, avendo cura di comprendere entro la commissione professori o ricercatori che offrano la massima copertura agli SSD indicati nei progetti pervenuti.

Le commissioni sono nominate dal Rettore, sentite le indicazioni dei Dipartimenti.

I candidati possono presentare una sola domanda di assegno per ciascun Dipartimento.

La commissione giudicatrice redige una prima graduatoria parziale dopo aver valutato i titoli e le pubblicazioni dei candidati secondo i criteri e le modalità previste degli art. 12 e 13 del presente regolamento. La graduatoria finale è affissa all’albo di ateneo dopo aver effettuato la valutazione dei progetti e il colloquio finale, entro i termini previsti dal bando.

Nel caso di mancata attribuzione di un assegno l’importo non utilizzato resta nella disponibilità dell’Università per gli stessi fini.

L’assunzione degli assegnisti di ricerca avviene con il 1° di gennaio dell’anno successivo.

Articolo 11 - Assegni di ricerca di tipo B

I Dipartimenti deliberano i conferimenti di assegni per lo svolgimento di attività di ricerca, relativi a specifici programmi di ricerca autofinanziati. Le delibere devono:

a)   indicare il programma o i programmi di ricerca alla cui realizzazione è finalizzata l’attività, il Responsabile scientifico del progetto;

b)   specificare la data di inizio del programma e quella presunta della sua conclusione;

c)   indicare l’importo e la durata dell’assegno;

d)   specificare gli estremi delle fonti di finanziamento su cui far gravare l'intero costo del contratto. Se l’assegno è attivato utilizzando gli stanziamenti resi liberi a seguito di recesso di una delle parti da un contratto individuale che regola l’assegno di ricerca precedentemente attivato, è necessario indicarlo;

e)   stabilire i requisiti curriculari minimi che l’assegnista deve possedere per svolgere l’attività di ricerca;

f)    indicare la commissione giudicatrice composta da 3 membri di cui almeno due professori di ruolo e al massimo 2 supplenti, che sarà nominata con Decreto del Rettore all’atto della predisposizione del bando. La commissione non potrà essere composta dai membri degli organi di governo di Ateneo;

g)   modalità e contenuto del colloquio.

La richiesta di attivazione unitamente alla delibera dovrà essere trasmessa al Rettore che redigerà il bando nel rispetto delle norme previste dal presente regolamento, in ordine alle procedure di selezione e di valutazione, alla pubblicità dei bandi e degli atti relativi.

Il bando di selezione indica il numero degli assegni, la durata, l’importo, il dipartimento interessato, il Responsabile scientifico, l’indicazione della tematica o del programma di ricerca, le modalità e il contenuto del colloquio.

Articolo 12 - Valutazione

Assegni di tipo A1.

Per gli assegni dedicati a candidati Juniores ogni Commissione esaminatrice ha a disposizione 100 punti, da ripartire secondo i seguenti criteri:

-     fino a 5 punti per tesi di laurea, master e corsi di perfezionamento post-laurea;

-     fino a 20 punti tesi di dottorato, giudizio e attinenza al progetto del dottorato di ricerca e/o scuola di specializzazione in area medica;

-     fino a 20 punti per pubblicazioni;

-     fino a 20 punti per altri titoli collegati al servizio prestato a seguito di contratti, borse di studio e incarichi in enti di ricerca nazionali, esteri o internazionali, debitamente attestati, ove compaia la decorrenza e la durata dell'attività svolta;

-     fino a 10 punti per il progetto presentato, a specificazione della tematica già indicata dal Dipartimento;

-     fino a 25 punti per il colloquio.

Per gli assegni dedicati a candidati Seniores ogni Commissione esaminatrice ha a disposizione 100 punti, da ripartire secondo i seguenti criteri:

-     fino a 20 punti per tesi, giudizio e attinenza al progetto del dottorato di ricerca e/o scuola di specializzazione in area medica oppure per esperienza professionale. L’esperienza dovrà essere comprovata da uno o più rapporti o contratti di collaborazione di ricerca inerenti l’area scientifica oggetto del bando;

-     fino a 50 punti per pubblicazioni;

-     fino a 10 punti per altri titoli collegati al servizio prestato a seguito di borse di studio e incarichi in enti di ricerca nazionali, esteri o internazionali, debitamente attestati, ove compaia la decorrenza e la durata dell'attività svolta;

-     fino a 10 punti per il progetto presentato, a specificazione della tematica già indicata dal Dipartimento;

-     fino a 10 punti per il colloquio.

 

Assegni di tipo A2.

Per gli assegni dedicati a candidati Juniores ogni Commissione esaminatrice ha a disposizione 100 punti, da ripartire secondo i seguenti criteri:

-     fino a 5 punti per tesi di laurea, per master e corsi di perfezionamento post-laurea;

-     fino a 10 punti, tesi di dottorato, giudizio e attinenza al progetto del dottorato di ricerca e/o scuola di specializzazione in area medica;

-     fino a 20 punti per pubblicazioni;

-     fino a 10 punti per altri titoli collegati al servizio prestato a seguito di contratti, borse di studio e incarichi in enti di ricerca nazionali, esteri o internazionali, debitamente attestati, ove compaia la decorrenza e la durata dell'attività svolta;

-     fino a 35 punti per il progetto presentato;

-     fino a 20 punti per il colloquio.

Per gli assegni dedicati a candidati Seniores ogni Commissione esaminatrice ha a disposizione 100 punti, da ripartire secondo i seguenti criteri:

-     fino a 5 punti per master e corsi di perfezionamento post-laurea;

-     fino a 5 punti per la tesi di dottorato e/o attinenza al progetto del dottorato di ricerca e/o scuola di specializzazione in area medica oppure per esperienza professionale. L’esperienza dovrà essere comprovata da uno o più rapporti o contratti di collaborazione di ricerca inerenti l’area scientifica oggetto del bando;

-     fino a 30 punti per pubblicazioni;

-     fino a 5 punti per altri titoli collegati al servizio prestato a seguito di contratti, borse di studio e incarichi in enti di ricerca nazionali, esteri o internazionali, debitamente attestati, ove compaia la decorrenza e la durata dell'attività svolta;

-     fino a 35 punti per il progetto presentato;

-     fino a 20 punti per il colloquio.

 

Assegni di tipo B.

Ogni Commissione esaminatrice ha a disposizione 100 punti, da ripartire secondo i seguenti criteri:

-     fino a 5 punti per master e corsi di perfezionamento post-laurea;

-     fino a 20 punti per tesi di laurea, tesi di dottorato, giudizio e attinenza al progetto del dottorato di ricerca e/o scuola di specializzazione in area medica;

-     fino a 30 punti per pubblicazioni;

-     fino a 10 punti per altri titoli collegati al servizio prestato a seguito di contratti, borse di studio e incarichi in enti di ricerca nazionali, esteri o internazionali, debitamente attestati, ove compaia la decorrenza e la durata dell'attività svolta;

-     fino a 35 punti per il colloquio.

Il bando può determinare il numero massimo di pubblicazioni da presentare. Per gli assegni di tipo A1 Junior, il numero massimo non può eccedere 10.  

Per gli assegni di tipo A1 o A2, i risultati della valutazione dei titoli, ove previsto, devono essere resi noti agli interessati prima della valutazione del progetto di ricerca e del colloquio, mediante affissione all’Albo di Ateneo.

Il giudizio della Commissione è insindacabile nel merito.

Articolo 13 - Colloquio e graduatoria di merito

La Commissione stabilisce esplicitamente i criteri di valutazione dei titoli e del colloquio nel rispetto di quanto previsto dal bando.

Sono ammessi alla valutazione del progetto di ricerca, ove previsto, e al colloquio i candidati che abbiano raggiunto almeno il 50% dei punti previsti per la valutazione dei titoli.

Nel corso del colloquio la Commissione dovrà verificare la capacità di trattare gli argomenti riguardanti le materie del settore in almeno una lingua straniera.

Il bando di selezione potrà prevedere che per i candidati residenti all’estero sarà possibile effettuare il colloquio in videoconferenza.

Al termine del colloquio sarà redatto il verbale con i punteggi conseguiti da ciascun candidato.

Sono ritenuti idonei i candidati che abbiano ottenuto un punteggio minimo totale di 50 punti.

Al termine dell’intera procedura di selezione la Commissione redige, per ciascun candidato ammesso, un giudizio complessivo che viene registrato a verbale e la graduatoria di merito sulla base della somma dei punteggi ottenuti, designando il candidato o i candidati vincitori.

Per il bando di tipo A1 verrà redatta una graduatoria divisa per dipartimento e per ogni singola tematica.

La graduatoria finale e i giudizi di merito saranno resi pubblici.

A parità di merito è preferito il candidato in possesso del dottorato di ricerca e/o specializzazione medica.

Ad ulteriore parità di merito è preferito il candidato di età anagrafica più giovane.

Il vincitore sarà nominato con decreto del Rettore e pubblicato all’Albo di Ateneo.

Articolo 14 - Pubblicità

Del bando di selezione verrà data pubblicità mediante affissione all'Albo Ufficiale dell'Università di Milano Bicocca (www.unimib.it). E’ prevista inoltre la pubblicazione sui siti web del Ministero e dell'Unione Europea.

Articolo 15 - Presentazione delle domande

Le modalità di partecipazione alla selezione pubblica sono definite nel bando di selezione.

Articolo 16 - Decadenza, risoluzione del rapporto e recesso dal contratto

Decadono dal diritto all'assegno per la collaborazione ad attività di ricerca coloro che, entro il termine fissato dal bando, non dichiarino di accettarlo o non assumano servizio nel termine stabilito, salvo ragioni di salute o cause di forza maggiore debitamente e tempestivamente comprovate.

Decadono altresì dall’attribuzione dell’assegno di ricerca coloro che forniscono false dichiarazioni o che omettano le comunicazioni così come previsto dai singoli bandi, fatte salve le ulteriori sanzioni previste dalle norme vigenti.

Il titolare dell’assegno di ricerca che intenda recedere dal contratto è tenuto a darne comunicazione al Rettore, Responsabile scientifico e al Direttore con almeno 15 giorni di preavviso.

Il pagamento dell’ultima mensilità sarà commisurato al periodo di attività svolta.

La mancata o tardiva comunicazione comporterà la trattenuta di un mese di assegno.

Nei casi di gravi inadempienze segnalate dal Responsabile scientifico e/o dal Consiglio di Dipartimento, il contratto può essere risolto con atto del Rettore, sentito l'interessato.

E’ prevista la risoluzione automatica del rapporto nei seguenti casi:

- ingiustificato mancato inizio o ritardo dell’attività;

- termine anticipato delle attività di ricerca;

- sospensione e/o assenza anche non continuativa che si protrae per un periodo superiore a un sesto
  della durata stabilita nel contratto;

- grave violazione del regime delle incompatibilità stabilito dal precedente articolo 5;

- valutazione negativa espressa dal Consiglio di Dipartimento sull’attività di ricerca;

- violazione degli obblighi derivanti dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici di cui al D.P.R. 62/2013 e dal Codice di comportamento dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Articolo 17 - Stipulazione del contratto con il vincitore della selezione e validità delle graduatorie

Il vincitore della selezione instaura un rapporto di lavoro autonomo di diritto privato. Il contratto è sottoscritto dall’assegnista e dal Rettore. L’assegno è individuale. Tale contratto non configura in alcun modo un rapporto di lavoro subordinato e non dà luogo a diritti in ordine all'accesso ai ruoli delle Università delle istituzioni e degli enti pubblici di ricerca e sperimentazione, dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e dell'Agenzia spaziale italiana (ASI), nonché delle istituzioni il cui diploma di perfezionamento scientifico è stato riconosciuto equipollente al titolo di dottore di ricerca ai sensi dell'articolo 74, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.

Tale rapporto non rientra nella configurazione istituzionale della docenza universitaria e del ruolo dei ricercatori universitari e quindi non può avere effetto utile ai fini dell’assunzione nei ruoli del personale delle università e istituti universitari italiani.

Il contratto decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui vi è stata l’approvazione degli atti. Nel caso di vincitore straniero la decorrenza è posticipata al perfezionamento del permesso di soggiorno.

Nel caso di rinuncia degli assegnatari o di risoluzione per mancata accettazione entro il termine fissato dal bando, gli assegni possono essere conferiti ai candidati che siano risultati idonei secondo l'ordine delle rispettive graduatorie. Le graduatorie cessano di validità decorsi 120 giorni naturali successivi e continuativi dall’approvazione degli atti.

Articolo 18 - Disciplina sulla proprietà intellettuale

L’assegnista ha diritto di pubblicare i risultati della propria attività di ricerca, salvo che la pubblicazione non pregiudichi il diritto dell’università alla tutela dei risultati. L’assegnista è inoltre obbligato a depositare in B.O.A. copia delle pubblicazioni prodotte. L’assegnista è inoltre obbligato a comunicare senza ritardo l’avvenuto conseguimento dei risultati al Responsabile scientifico al quale spetta la verifica della sussistenza dell’eventuale pregiudizio. In ogni caso con la sottoscrizione del contratto sarà richiesto all’assegnista di firmare apposito accordo di riservatezza con la struttura che ha attivato l’assegno.

Articolo 19 - Norma transitoria

Agli assegni di ricerca conferiti ai sensi dell’art. 51 c. 6 della Legge 449/97 si applicano le presenti disposizioni regolamentari salvo quanto previsto dalla normativa vigente.


  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 24/07/2017