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Versione precedente del regolamento Didattico di Ateneo

 

Emanato il 13/12/2001 con Decreto n. 3231
Integrato il 13/12/2001 con Decreto n. 3232
Modificato il 7/05/2008 con Decreto n. 0220443


Parte I - Norme Generali
Art. 1 - Autonomia didattica
  1. Il presente Regolamento disciplina, ai sensi delle norme di legge, delle disposizioni ministeriali e delle direttive statutarie, gli ordinamenti didattici e i criteri di funzionamento dei Corsi di Laurea, di Laurea Magistrale e di Specializzazione, dei Dottorati di Ricerca e dei Master universitari attivabili dall'Università degli Studi di Milano - Bicocca.
    Esso disciplina inoltre le attività e i servizi di orientamento, di sostegno, di aggiornamento, di perfezionamento e di formazione permanente e ricorrente, stabilendo altresì le norme generali alle quali le strutture didattiche dell'Ateneo devono attenersi nei rispettivi regolamenti ai fini dell'applicazione di quanto disposto dal punto 2 dell'art. 11 della legge 19.11.1990, n. 341.
  2. Gli ordinamenti didattici di riferimento dei Corsi di Laurea, di Laurea Magistrale e di Specializzazione attivabili dall'Università, deliberati dal Senato Accademico su proposta delle Facoltà ai sensi della normativa in vigore, nel rispetto del Regolamento di cui all'art. 11 del decreto del Ministro dell'Università e della Ricerca 22 ottobre 2004, n. 270 sono stabiliti nella parte II del presente Regolamento.
  3. I Regolamenti delle singole Facoltà disciplinano l'organizzazione didattica dei Corsi di studio e i servizi didattici integrativi che fanno ad esse capo, nonché le modalità di definizione degli obiettivi, dei tempi e dei modi con cui le competenti strutture didattiche provvedono collegialmente alla programmazione, al coordinamento e alla verifica dei risultati delle attività formative.
    Le Facoltà che abbiano costituito Consigli di coordinamento didattico possono prevedere che nei propri Regolamenti specifiche funzioni consultive siano loro delegate.
    Le Facoltà approvano i Regolamenti didattici dei singoli Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale con le procedure previste dai propri Regolamenti.
  4. I Corsi di studio e i servizi didattici organizzati da più Facoltà sono disciplinati da Regolamenti specifici, predisposti d'intesa tra le Facoltà interessate ed approvati con le modalità previste dallo Statuto per i Regolamenti di Facoltà.
  5. I Regolamenti delle Scuole di Specializzazione sono disposti ed emanati nel rispetto delle norme in vigore e ai sensi di quanto previsto dallo Statuto. Essi costituiscono appendice ai Regolamenti delle Facoltà alle quali fanno capo.
  6. Le modalità di regolamentazione di eventuali strutture speciali di apprendimento, perfezionamento e aggiornamento post-lauream, che non siano di pertinenza di singole Facoltà o di più Facoltà, sono determinate dal Senato Accademico all'atto della loro istituzione, sentite le Facoltà interessate.
  7. L'Università garantisce adeguate forme di pubblicità dei procedimenti e delle decisioni assunte in materia didattica. In tutti i casi in cui si attivino procedure che richiedano l'intervento di più organi collegiali, il responsabile di ciascuno di essi dispone affinché le proprie proposte vengano opportunamente rese note anche attraverso la rete informatica dell'Ateneo.
    Per ogni attività didattica promossa dall'Ateneo viene resa pubblica, nelle forme di cui al precedente comma, la struttura o la persona alla quale è attribuita la responsabilità dell'attività stessa.
  8. L'Università provvede con la periodicità stabilita dal Senato Accademico, ovvero su richiesta delle singole Facoltà, alla revisione dei Regolamenti didattici dei Corsi di studio, con particolare riguardo al numero dei crediti assegnati ad ogni attività formativa.
Art. 2 - Titoli di studio
  1. L'Università rilascia i titoli di studio di cui all'art. 1 del DM n. 270/2004, e precisamente:
    - la laurea (L)
    - la laurea magistrale (LM)
    - il diploma di specializzazione (DS)
    - il dottorato di ricerca (DR).
  2. L'Università rilascia, altresì, i master universitari di primo e di secondo livello a conclusione di corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente successivi alla laurea o alla laurea magistrale, ai sensi della normativa in vigore.
  3. I titoli previsti dal presente articolo possono essere rilasciati anche congiuntamente con altri atenei italiani o stranieri. Il conferimento dei titoli congiunti è regolamentato dalle convenzioni stipulate con gli atenei interessati.
  4. Ai sensi della normativa in vigore, l'Università rilascia, come supplemento al diploma di ogni titolo di studio, un certificato che riporta, anche in lingua inglese e secondo modelli conformi a quelli adottati dai Paese europei, le principali indicazioni relative al curriculum specifico seguito da ogni studente per conseguire il titolo.
Art. 3 - Corsi di laurea
  1. La laurea è conseguita al termine del corso di laurea. A coloro che conseguono la laurea compete la qualifica accademica di dottore.
    La durata normale dei corsi di laurea è di tre anni.
  2. I corsi di laurea sono istituiti nell'ambito delle classi individuate dal DM 16 marzo 2007 e hanno l'obiettivo di assicurare agli studenti un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, anche nel caso in cui siano orientati all'acquisizione di specifiche conoscenze e competenze professionali.
  3. L'acquisizione delle conoscenze e competenze professionali, di cui al precedente comma, è preordinata all'inserimento dei laureati nel mondo del lavoro anche ai fini dell'esercizio di attività professionali regolamentate nell'osservanza delle disposizioni nazionali e dell'Unione europea.
  4. I corsi di laurea aventi gli stessi obiettivi formativi qualificanti e le conseguenti attività formative indispensabili sono istituiti nella medesima classe. Tali corsi hanno identico valore legale. I corsi istituiti nella stessa classe, ovvero quelli appartenenti a gruppi definiti dagli specifici ordinamenti didattici sulla base di criteri di affinità, condividono attività formative di base e caratterizzanti comuni per un minimo di 60 crediti prima della eventuale differenziazione dei percorsi formativi in curricula. Sono comuni le attività formative che presentano la stessa denominazione, o denominazioni dichiarate equipollenti, e che afferiscono al medesimo settore scientifico-disciplinare con uguale numero di crediti. L'eventuale non affinità tra corsi di laurea afferenti alla stessa classe viene deliberata dal Senato accademico. I diversi corsi di laurea afferenti alla stessa classe devono differenziarsi per almeno 40 crediti. La differenziazione è calcolata come somma dei valori assoluti delle differenze dei crediti per ciascun settore scientifico-disciplinare. Nel caso in cui i corsi di studio siano articolati in curricula, la predetta differenziazione deve essere garantita tra ciascun curriculum di un corso di studio e tutti i curricula dell'altro.
  5. L'Università può istituire un corso di laurea nell'ambito di due diverse classi, qualora il relativo ordinamento soddisfi i requisiti di entrambe le classi.
    Nel caso di corsi interclasse, gli studenti indicano al momento dell'immatricolazione la classe entro cui intendono conseguire il titolo di studio, fermo restando che possono modificare le loro scelte, purché queste diventino definitive al momento dell'iscrizione al terzo anno.
  6. Per conseguire la laurea lo studente deve aver acquisito 180 crediti comprensivi di quelli relativi alla conoscenza obbligatoria, oltre che della lingua italiana, di una seconda lingua dell'Unione europea, indipendentemente dal numero di anni di iscrizione all'Università.
Art. 4 - Corsi di laurea magistrale
  1. La laurea magistrale è conseguita al termine del corso di laurea magistrale. A coloro che conseguono la laurea magistrale compete la qualifica accademica di dottore magistrale.
    La durata normale dei corsi di laurea magistrale è di due anni.
  2. I corsi di laurea magistrale sono istituiti nell'ambito delle classi individuate dal D.M. 16 marzo 2007 e hanno l'obiettivo di fornire agli studenti una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici.
  3. I corsi di laurea magistrale aventi gli stessi obiettivi formativi qualificanti e le conseguenti attività formative indispensabili sono istituiti nella medesima classe. Tali corsi hanno identico valore legale.
    I diversi corsi di laurea magistrale afferenti alla stessa classe devono differenziarsi per almeno 30 crediti. La differenziazione è calcolata come somma dei valori assoluti delle differenze dei crediti per ciascun settore scientifico-disciplinare. Nel caso in cui i corsi di studio siano articolati in curricula, la predetta differenziazione deve essere garantita tra ciascun curriculum di un corso di studio e tutti i curricula dell'altro.
  4. L'Università può istituire un corso di laurea magistrale nell'ambito di due diverse classi, qualora il relativo ordinamento soddisfi i requisiti di entrambe le classi.
    Nel caso di corsi interclasse, gli studenti indicano al momento dell'immatricolazione la classe entro cui intendono conseguire il titolo di studio, fermo restando che possono modificare le loro scelte, purché queste diventino definitive al momento dell'iscrizione al secondo anno.
  5. Per conseguire la laurea magistrale, fatti salvi i corsi di studio a ciclo unico regolati da specifiche disposizioni in materia, lo studente, comunque già in possesso di laurea, deve aver acquisito 120 crediti come da ordinamento e regolamento didattico del corso di studio cui è iscritto, indipendentemente dal numero di anni di iscrizione all'Università.
  6. Sono definiti corsi di laurea magistrale a ciclo unico i corsi di studio per i quali nell'ambito dell'Unione europea non sono previsti titoli universitari di primo livello, nonché i corsi di studio finalizzati all'accesso alle professioni legali. Ai corsi a ciclo unico si accede con il diploma di scuola secondaria superiore. La loro durata normale è di cinque o sei anni.
    Per conseguire la laurea magistrale nei corsi a ciclo unico, lo studente deve aver maturato 300 o 360 crediti, a seconda della durata del corso, indipendentemente dal numero di anni di iscrizione all'Università.
Art. 5 - Corsi di specializzazione
  1. Il diploma di specializzazione è conseguito al termine del corso di specializzazione.
  2. Il corso di specializzazione può essere istituito esclusivamente in applicazione di specifiche norme di legge o di direttive dell'Unione europea e ha l'obiettivo di fornire allo studente conoscenze e abilità per funzioni richieste nell'esercizio di particolari attività professionali.
  3. Per essere ammessi a un corso di specializzazione occorre essere in possesso almeno della laurea, ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero riconosciuto idoneo.
    Gli specifici requisiti di ammissione ai corsi di specializzazione istituiti e attivati dall'Università sono indicati nei relativi ordinamenti didattici, formulati in conformità alle classi cui afferiscono i singoli corsi.
  4. Per conseguire il diploma di specializzazione lo studente deve aver maturato il numero di crediti previsti dalla classe di appartenenza del corso di specializzazione, come specificato dal relativo ordinamento didattico.
Art. 6 - Dottorati di ricerca
  1. I corsi di dottorato di ricerca e il conseguimento del corrispondente titolo sono disciplinati dalle pertinenti norme legislative e regolamentari nazionali e dallo specifico Regolamento d'Ateneo in materia.
    Il suddetto Regolamento disciplina altresì l'organizzazione delle Scuole di dottorato che raggruppano i corsi di dottorato di ricerca ai sensi della normativa in vigore.
  2. Per essere ammessi a un corso di dottorato di ricerca occorre essere in possesso della laurea magistrale o di altro titolo di studio conseguito all'estero e riconosciuto idoneo.
  3. A coloro che conseguono il dottorato di ricerca compete la qualifica accademica di dottore di ricerca.
Art. 7 - Crediti formativi universitari
  1. Le attività formative che fanno capo ai Corsi di studio attivati dall'Università danno luogo all'acquisizione da parte degli studenti che ne usufruiscono di crediti formativi universitari, ai sensi della normativa in vigore.
    I crediti formativi corrispondenti a ciascuna attività formativa sono attribuiti allo studente previo il superamento dell'esame o a seguito di altra forma di verifica della preparazione o delle competenze acquisite stabilita nel regolamento didattico del Corso di studio, fermo restando che la valutazione del profitto, ove prevista in voti, è espressa secondo le modalità stabilite al successivo articolo 19.
  2. La frazione dell'impegno orario complessivo riservata allo studio personale o ad altre attività formative di tipo individuale è determinata, per ciascun corso di studio, dal relativo regolamento didattico. Tale frazione non può comunque essere inferiore al 50%, tranne nel caso in cui siano previste attività formative ad elevato contenuto sperimentale o pratico.
  3. Gli ordinamenti didattici di ciascun Corso di Laurea e di Laurea Magistrale di cui alla parte II del presente Regolamento determinano i crediti corrispondenti alle varie attività previste per il conseguimento del titolo, nel rispetto di quanto disposto dalle pertinenti classi di Corsi di studio ed entro gli standard di impegno orario stabiliti per ciascun credito dalle disposizioni ministeriali.
  4. I Regolamenti di Facoltà disciplinano l'istituzione e la composizione delle Commissioni paritetiche, costituite da almeno 4 componenti, ai sensi e per gli effetti della legge 19 ottobre 1999, n. 370, art.6, comma 5, ai fini, in particolare, dell'attuazione della disposizione di cui all'art. 12, comma 3, del D.M. 270/04.
  5. Le Facoltà, tenuto conto di quanto previsto dal proprio Regolamento e dalle disposizioni del Senato Accademico, operano il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti da uno studente proveniente da altro corso dell'Università o da altra Università che ne abbia fatto richiesta, anche sulla base di specifici accordi interateneo e comunque sulla base di un documentato accertamento dei contenuti didattici e formativi corrispondenti ai crediti dei quali si chiede il riconoscimento.
  6. I Regolamenti didattici di ciascun Corso di Laurea e di Laurea Magistrale possono prevedere forme di verifica periodica dei crediti acquisiti, di cui informare gli interessati con un preavviso di almeno sei mesi, al fine di valutarne la non obsolescenza dei contenuti conoscitivi; possono inoltre stabilire il numero minimo di crediti da acquisire in tempi determinati anche come condizione per l'iscrizione all'anno di corso successivo.
  7. Le conoscenze e abilità professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario alla cui progettazione e realizzazione abbia concorso l'Università, possono essere riconosciuti come crediti formativi universitari, secondo criteri approvati dal Senato Accademico e dai Consigli di Facoltà.
  8. I Regolamenti di Facoltà disciplinano, in relazione agli ordinamenti didattici vigenti, gli obblighi di frequenza agli insegnamenti dei Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale. Nel caso in cui consentano deroghe, ne stabiliscono le condizioni e gli obblighi sostitutivi, da commisurare in crediti formativi.
Art. 8 - Istituzione e modificazione dei corsi di laurea e di laurea magistrale
  1. L'Università progetta e adegua i propri corsi di studio tenendo conto dell'evoluzione scientifica e tecnologica e delle esigenze economiche e sociali, e assicurando adeguati livelli di qualità, efficienza ed efficacia dei corsi stessi.
  2. I corsi di laurea e di laurea magistrale sono istituiti e modificati nel rispetto dei criteri e delle procedure dettati dal DM n. 270/2004, dai correlati provvedimenti ministeriali e dal presente Regolamento, nonché nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di programmazione del sistema universitario.
    I corsi sono disciplinati dai rispettivi ordinamenti e regolamenti didattici.
  3. I corsi di studio possono essere istituiti con denominazione formulata in lingua straniera e prevedere che le relative attività formative si svolgano nella medesima lingua.
  4. L'istituzione di un corso di studio con il relativo ordinamento didattico è deliberata dal Senato Accademico, su proposta di una o più Facoltà ovvero su propria iniziativa, sentite le Facoltà interessate, e il Consiglio di Amministrazione, per quanto di competenza.
  5. In merito alle nuove iniziative didattiche devono essere acquisiti il parere di competenza del Nucleo di valutazione dell'Ateneo, che stende un'apposita relazione tecnica, e il parere favorevole del Comitato regionale di coordinamento universitario.
  6. Le determinazioni relative agli ordinamenti didattici, di cui al successivo art. 8, sono assunte previa consultazione con organizzazioni e rappresentanze delle professioni, dei servizi e della produzione, con particolare riferimento alla valutazione dei fabbisogni formativi e degli sbocchi professionali.
  7. Acquisita l'approvazione del Ministero dell'Università e della Ricerca ai sensi dell'art. 11, comma 1, della legge 341/1990, l'istituzione con modifica del presente Regolamento è disposta con decreto del Rettore.
Art. 9 - Ordinamenti didattici dei corsi di laurea e di laurea magistrale
  1. Gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea e di laurea magistrale, deliberati contestualmente alla istituzione dei corsi secondo le modalità indicate al precedente art. 8, sono approvati dal Ministero dell'Università e della Ricerca ai sensi dell'art. 11 della legge 19 novembre 1990, n. 341 e sono emanati con decreto del Rettore. La loro entrata in vigore è stabilita dal predetto decreto di emanazione.
    Con le stesse procedure sono approvate le modifiche agli ordinamenti.
  2. L'ordinamento didattico di ciascun corso di studio, nel rispetto di quanto previsto dalla classe cui il corso afferisce, determina:
    a) la denominazione, individuata coerentemente sia con la classe di appartenenza del corso sia con le caratteristiche specifiche del percorso proposto;
    b) la classe o le classi di appartenenza e la Facoltà o le Facoltà a cui il corso sarà annesso;
    c) gli obiettivi formativi e i risultati di apprendimento attesi, formulati descrivendo il corso di studio, il relativo percorso formativo e gli effettivi obiettivi specifici; indicando i risultati di apprendimento dello studente secondo il sistema di descrittori dei titoli di studio adottato in sede europea (conoscenza e capacità di comprensione, capacità di applicare conoscenza e comprensione, autonomia di giudizio, attività comunicative, capacità di apprendimento); indicando il significato del corso di studio sotto il profilo occupazionale e individuando gli sbocchi professionali anche con riferimento alle attività classificate dall'ISTAT;
    d) il quadro generale delle attività formative da inserire nei curricula;
    e) i crediti assegnati alle attività formative e a ciascun ambito, riferendoli, quando si tratti di attività relative alla formazione di base, caratterizzante, affine o integrativa, a uno o più settori scientifico-disciplinari nel loro complesso;
    f) le conoscenze richieste per l'accesso, ai sensi di quanto previsto dall'art. 6, commi 1 e 2, del DM 270/2004 e dall'art. 16 del presente Regolamento;
    g) il numero massimo di crediti riconoscibili a norma dell'art. 5, comma 7, del DM n. 270/2004, dell'art. 4, comma 3, dei DD.MM. 16 marzo 2007 e dell'art. 28 del presente Regolamento;
    h) le caratteristiche della prova finale per il conseguimento del titolo di studio, stabilendo se questa possa essere discussa in lingua straniera e se nella medesima lingua straniera possa essere redatto l'eventuale elaborato scritto richiesto per la laurea e la tesi.
  3. L'ordinamento didattico è accompagnato da una scheda informativa corredata di una breve sintesi del parere del Comitato regionale di coordinamento universitario e della relazione tecnica del Nucleo di valutazione, nonché delle motivazioni alla base della proposta di istituzione o di modifica.
  4. In caso di corsi di studio interfacoltà o interateneo, il relativo ordinamento determina, altresì, le modalità di organizzazione e di funzionamento.
  5. Ciascun ordinamento didattico può disporre che il corso si articoli in più curricula, fermo restando che né la denominazione del corso né il titolo di studio rilasciato possono farvi riferimento.
    Una pluralità di curricula può essere, in particolare, prevista nei corsi di laurea magistrale, al fine di favorire l'ammissione di laureati provenienti da più corsi di laurea, anche afferenti a classi diverse, garantendo comunque il raggiungimento degli obiettivi formativi del corso di studio. All'articolazione in curricula deve in ogni caso corrispondere un'ampia base comune in modo da garantire l'omogeneità e la coerenza culturale nei laureati o laureati magistrali di una stessa classe.
Art. 10 - Attività formative dei corsi di laurea
  1. I percorsi formativi di ciascun corso di laurea sono finalizzati al raggiungimento degli obiettivi definiti nel relativo ordinamento didattico e comprendono:
    a) attività formative negli ambiti disciplinari di base previsti per la classe di appartenenza del corso;
    b) attività formative negli ambiti disciplinari caratterizzanti la classe;
    c) attività formative in uno o più ambiti disciplinari affini o integrativi rispetto a quelli di base e caratterizzanti, anche con riguardo alle culture di contesto e alla formazione interdisciplinare;
    d) attività formative autonomamente scelte dallo studente, purché coerenti con il suo progetto formativo;
    e) attività relative alla preparazione della prova finale per il conseguimento del titolo di studio;
    f) attività relative alla conoscenza di almeno una lingua dell'Unione europea diversa dall'italiano;
    g) attività formative non previste dalle lettere precedenti, volte ad acquisire ulteriori conoscenze linguistiche, nonché abilità informatiche e telematiche, relazionali, o comunque utili per l'inserimento nel mondo del lavoro, nonché attività formative volte ad agevolare le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del settore lavorativo cui il titolo di studio può dare accesso, tra cui, in particolare, i tirocini formativi e di orientamento disciplinati dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale;
    h) nell'ipotesi di corsi orientati all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali e, pertanto, all'inserimento dei laureati nel mondo del lavoro, attività formative relative a stages e tirocini formativi presso imprese, pubbliche amministrazioni, enti pubblici o privati, ivi compresi quelli del terzo settore, studi professionali e collegi professionali, sulla base di apposite convenzioni.
  2. Gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea devono assicurare agli studenti una solida preparazione sia nelle discipline di base sia in quelle caratterizzanti, garantendo loro la possibilità di un approfondimento critico degli argomenti, anche evitando la dispersione del loro impegno su un numero eccessivo di discipline, di insegnamenti o dei relativi moduli.
  3. Relativamente alle attività di cui alla lettera b) del comma 1, qualora nelle classi di riferimento dei corsi di laurea siano indicati più di tre ambiti disciplinari per ciascuno dei quali non sia specificato il numero minimo dei relativi crediti, gli ordinamenti didattici individuano i settori scientifico-disciplinari afferenti ad almeno tre ambiti, funzionali alla specificità del corso stesso, ai quali riservare un numero adeguato di crediti.
  4. Per quanto riguarda le attività di cui alla lettera c) del comma 1, il numero minimo di crediti attribuibili è pari a 18 (art. 3, comma 4, del DM 16 marzo 2007). Per tali attività possono essere utilizzati settori scientifico-disciplinari non previsti nelle classi per le attività di base e/o caratterizzanti. L'utilizzo come affini o integrativi di settori già inclusi nelle classi deve essere adeguatamente motivato.
  5. Per quanto concerne le attività di cui alla lettera d) del comma 1, il numero minimo di crediti attribuibili è pari a 12 (art. 3, comma 4, del DM 16 marzo 2007). Agli studenti deve essere garantita la libertà di scelta tra tutti gli insegnamenti attivati nell'Ateneo, consentendo anche l'acquisizione di ulteriori crediti formativi nelle discipline di base e caratterizzanti.
Art. 11 - Attività formative dei corsi di laurea magistrale
  1. I percorsi formativi di ciascun corso di laurea magistrale sono finalizzati al raggiungimento degli obiettivi definiti nel relativo ordinamento didattico e comprendono:
    a) attività formative negli ambiti disciplinari di base previsti per la classe di appartenenza per i corsi a ciclo unico;
    b) attività formative negli ambiti disciplinari caratterizzanti la classe;
    c) attività formative in uno o più ambiti disciplinari affini o integrativi rispetto a quelli caratterizzanti, e a quelli di base e caratterizzanti per i corsi a ciclo unico, anche con riguardo alle culture di contesto e alla formazione interdisciplinare;
    d) attività formative autonomamente scelte dallo studente, purché coerenti con il suo progetto formativo;
    e) attività relative alla preparazione della prova finale per il conseguimento del titolo di studio. Per conseguire la laurea magistrale è richiesta la predisposizione e presentazione di una tesi elaborata in modo originale sotto la guida di un relatore;
    f) attività relative alla conoscenza di almeno una lingua dell'Unione europea diversa dall'italiano per i corsi a ciclo unico;
    g) attività formative non previste dalle lettere precedenti, volte ad acquisire ulteriori conoscenze linguistiche, nonché abilità informatiche e telematiche, relazionali, o comunque utili per l'inserimento nel mondo del lavoro, nonché attività formative volte ad agevolare le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del settore lavorativo cui il titolo di studio può dare accesso, tra cui, in particolare, i tirocini formativi e di orientamento disciplinati dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale.
  2. Gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea magistrale devono assicurare agli studenti una solida preparazione nelle discipline caratterizzanti, e in quelle di base e caratterizzanti per i corsi a ciclo unico, garantendo loro la possibilità di un approfondimento critico degli argomenti, anche evitando la dispersione del loro impegno su un numero eccessivo di discipline, di insegnamenti o dei relativi moduli.
  3. Relativamente alle attività di cui alla lettera b) del comma 1, qualora nelle classi di riferimento dei corsi di laurea Magistrale siano indicati più di tre ambiti disciplinari per ciascuno dei quali non sia specificato il numero minimo dei relative crediti, gli ordinamenti didattici individuano i settori scientifico-disciplinari afferenti ad almeno tre ambiti, funzionali alla specificità del corso stesso, ai quali riservare un numero adeguato di crediti.
  4. Per quanto riguarda le attività di cui alla lettera c) del comma 1, il numero minimo di crediti attribuibili è pari a 12 (art. 3, comma 4, del DM 16 marzo 2007). Per tali attività possono essere utilizzati settori scientifico-disciplinari non previsti nelle classi per le attività caratterizzanti, e per le attività di base e/o caratterizzanti nel caso di classi riferite a corsi a ciclo unico. L'utilizzo come affini o integrativi di settori già inclusi nelle classi deve essere adeguatamente motivato.
  5. Per quanto concerne le attività di cui alla lettera d) del comma 1, il numero minimo di crediti attribuibili è pari a 8 (art. 3, comma 4, del DM 16 marzo 2007). Agli studenti deve essere garantita la libertà di scelta tra tutti gli insegnamenti attivati nell'Ateneo, consentendo anche l'acquisizione di ulteriori crediti formativi nelle discipline caratterizzanti e di base (nei corsi a ciclo unico).
Art. 12 - Regolamenti didattici dei corsi di laurea e di laurea Magistrale
  1. I regolamenti didattici dei corsi di laurea e di laurea Magistrale, proposti dalle strutture didattiche competenti, sono deliberati dai Consigli delle Facoltà cui fanno riferimento i singoli corsi di studio e dal Senato accademico.
  2. Ai sensi dell'art. 11, comma 2, della legge 341/1990 e dell'art. 12 del DM 270/2004, il regolamento didattico di un corso di studio, specifica gli aspetti organizzativi del corso, secondo il relativo ordinamento, quale definito nella Parte seconda del presente Regolamento, nel rispetto della libertà d'insegnamento, nonché dei diritti-doveri dei docenti e degli studenti.
  3. Nel rispetto del richiamato art. 12 del DM 270/2004 e tenuto conto delle linee guida per l'istituzione e l'attivazione dei corsi di studio, definite con decreto del Ministro dell'Università e della Ricerca 26 luglio 2007, n. 386, i regolamenti didattici dei corsi di studio, anche al fine di migliorare la trasparenza e la comparabilità dell'offerta formativa, determinano:
    a) gli obiettivi formativi specifici, includendo un quadro delle conoscenze e delle competenze e abilità da acquisire e indicando, ove possibile, i profili professionali di riferimento;
    b) gli eventuali curricula offerti agli studenti, e le regole di presentazione, ove necessario, dei piani di studio individuali;
    c) i requisiti per l'ammissione e le modalità di verifica;
    d) l'elenco degli insegnamenti con l'indicazione dei settori scientifico-disciplinari di riferimento e l'eventuale articolazione in moduli;
    e) i crediti assegnati ad ogni insegnamento e le eventuali propedeuticità;
    f) la frazione dell'impegno orario complessivo riservata allo studio personale o ad altro impegno di tipo individuale, per ciascuna categoria di attività formativa;
    g) la tipologia delle forme didattiche adottate, anche a distanza, e le modalità della verifica della preparazione;
    h) le attività a scelta dello studente e i relativi crediti;
    i) le altre attività formative previste e i relativi crediti;
    l) le modalità di verifica della conoscenza delle lingue straniere e i relativi crediti;
    m) le modalità di verifica di altre competenze richieste e i relativi crediti;
    n) le modalità di verifica dei risultati degli stages, dei tirocini e dei periodi di studio all'estero e i relativi crediti;
    o) i crediti assegnati per la preparazione della prova finale, le caratteristiche della prova medesima e della relativa attività formativa personale;
    p) le altre disposizioni su eventuali obblighi degli studenti;
    q) le modalità per l'eventuale trasferimento da altri corsi di studio;
    r) le forme di verifica di crediti acquisiti e gli esami integrativi da sostenere su singoli insegnamenti qualora ne siano obsoleti i contenuti culturali e professionali;
    s) i docenti del corso di studio con specifica indicazione dei docenti di cui all'art. 1, comma 9, dei DD.MM, 16 marzo 2007, e dei loro requisiti specifici rispetto alle discipline insegnate;
    t) le attività di ricerca a supporto delle attività formative che caratterizzano il profilo del corso di studio.
  4. Le disposizioni dei regolamenti concernenti la coerenza tra i crediti assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati sono deliberate dai Consigli di Facoltà previo parere favorevole della commissione didattica paritetica, da rendersi entro 30 giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine la delibera è adottata prescindendo dal parere. Qualora il parere non sia favorevole, la deliberazione è assunta dal Senato Accademico.
  5. Le modifiche ai regolamenti didattici dei corsi di studio sono approvate dal Senato accademico, su proposta dei Consigli delle Facoltà interessate, non oltre il mese di febbraio dell'anno accademico precedente a quello della loro entrata in vigore.
    Aggiornamenti agli elenchi degli insegnamenti dei corsi di studio possono essere disposti nel manifesto degli studi, previa approvazione dei Consigli di Facoltà di afferenza, purché ciò sia espressamente previsto nei regolamenti didattici.
  6. I regolamenti didattici dei corsi di studio sono sottoposti a revisione (almeno) ogni tre anni, con particolare riguardo numero dei crediti assegnati ad ogni attività formativa.
Art. 13 - Attivazione e disattivazione dei corsi di studio
  1. Ai sensi dell'art. 9, comma 2, del DM 270/2004 e del punto 4 delle Linee guida di cui al DM 386/2007, il Senato Accademico, sulla base delle proposte avanzate dai Consigli di Facoltà, entro il mese di febbraio di ogni anno accademico delibera in merito ai corsi di studio da attivare nell'anno accademico successivo, nel rispetto dei requisiti necessari, determinati con DM 31 ottobre 2007, n. 544, e nell'osservanza degli obiettivi e dei criteri della programmazione del sistema universitario e previa relazione favorevole del Nucleo di valutazione dell'Ateneo.
  2. Si intendono come requisiti necessari per l'attivazione dei corsi di laurea e di laurea Magistrale :
    a) i requisiti di trasparenza e le condizioni necessarie per una corretta comunicazione rivolta agli studenti e a tutti i soggetti interessati alle caratteristiche dei corsi;
    b) i requisiti per l'assicurazione della qualità dei processi formativi;
    c) i requisiti di strutture e di docenza di ruolo che devono essere disponibili per sostenere i corsi in misura almeno pari alla quota minima richiesta dalla normativa in vigore e il grado di copertura dei settori scientifico-disciplinari relativi alle attività formative di base e caratterizzanti in percentuale almeno pari al 50%;
    d) le regole dimensionali relative al numero degli studenti sostenibile per ciascun corso di studio.
  3. Verificato per ciascun corso di studio da attivare il possesso dei requisiti indicati al precedente punto ed acquisito il parere favorevole del Nucleo di valutazione, i corsi, corredati delle informazioni individuate dall'apposito decreto direttoriale, sono inseriti nella banca dati dell'offerta formativa ministeriale.
  4. Nel caso di disattivazione di un corso di laurea o di laurea Magistrale, l'Università garantisce agli studenti già iscritti la conclusione degli studi e il conseguimento del relativo titolo, disciplinando comunque la facoltà per gli stessi studenti di optare per l'iscrizione ad altri corsi di studio attivati.
Art. 14 - Programmazione e attivazione degli insegnamenti
  1. Entro i termini stabiliti da ciascun Regolamento di Facoltà, e comunque non oltre il 31 maggio, i Consigli di Facoltà, con riferimento ai corsi di laurea e di laurea Magistrale per i quali si è deliberata l'attivazione per il successivo anno accademico, programmano le attività didattiche dei Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale del successivo anno accademico. Essi stabiliscono in particolare gli insegnamenti da attivare e le modalità delle relative coperture, provvedendo, secondo criteri di funzionalità, competenza ed equilibrata suddivisione dei carichi, nel rispetto delle norme di legge, statutarie e regolamentari, alla attribuzione delle incombenze didattiche ed organizzative di spettanza dei professori e dei ricercatori, ivi comprese le attività integrative, di orientamento e di tutorato.
    Nel predisporre la programmazione delle attività formative, le Facoltà devono assicurare il coordinamento delle stesse, con particolare attenzione alle mutuazioni e agli insegnamenti comuni a più Corsi di studio.
    Il ricorso per la copertura di insegnamenti a docenti non in servizio presso l'Ateneo o a collaborazioni esterne, da attuarsi con le procedure previste dalla normativa in vigore, deve essere limitato ai casi in cui esso risulti di assoluta necessità ai fini dell'applicazione dei rispettivi ordinamenti didattici.
  2. I Consigli di Facoltà possono prevedere l'organizzazione degli insegnamenti dei Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale in moduli integrati e coordinati, comprensivi di parti della medesima disciplina o di discipline affini, affidate a docenti diversi.
  3. Gli insegnamenti si completano di norma entro un singolo semestre o sull'arco di due semestri, ovvero secondo diverse scansioni, funzionali all'organizzazione didattica. Il numero delle ore settimanali e la loro distribuzione sono determinate in relazione alla programmazione degli insegnamenti e alle esigenze di funzionalità del calendario didattico.
  4. Gli stessi insegnamenti di Corsi di Laurea o di Laurea Magistrale di una Facoltà, appartenenti alla medesima classe, sono di norma sdoppiati quando ricorrano le circostanze previste dal punto 6 dell'articolo 12 della legge n. 341/1990, tenendo conto del numero complessivo di esami e di iscritti.
    Lo sdoppiamento di insegnamenti in presenza di un numero di esami inferiore a quello richiesto può essere proposto dal Consiglio di Facoltà al Senato Accademico quando, per motivate ragioni didattiche e funzionali, si renda necessario un miglior rapporto docenti/studenti.
    I docenti responsabili di insegnamenti sdoppiati sono tenuti a concordare e coordinare i rispettivi programmi d'insegnamento e di esame.
    I criteri per la distribuzione degli studenti tra gli insegnamenti sdoppiati sono definiti dai Regolamenti di Facoltà, disciplinando le possibilità di scelta in modo da assicurare una equilibrata e funzionale suddivisione del carico relativo.
  5. Per gli insegnamenti previsti dall'ordinamento da un Corso di Laurea o di Laurea Magistrale è consentito ricorrere alla mutuazione degli stessi se attivati presso altri Corsi di studio e comunque previo accertamento della loro funzionalità e adeguatezza rispetto agli obiettivi formativi propri del Corso di studio, sentito il docente titolare.
    La mutuazione è deliberata dal Consiglio di Facoltà nel caso in cui l'insegnamento sia attivato presso un altro Corso di Laurea o di Laurea Magistrale della medesima Facoltà. Qualora la mutuazione riguardi un insegnamento che fa capo ad altra Facoltà, è richiesto il nulla osta di quest'ultima, unitamente all'indicazione delle condizioni riservate agli studenti interessati. Si possono deliberare mutuazioni anche su insegnamenti attivati presso altre Università, purché nel quadro di accordi interateneo.
    Ulteriori specificazioni nella disciplina delle mutuazioni possono essere stabilite dai Regolamenti di Facoltà.
Art. 15 - Manifesto annuale degli studi e guide didattiche
  1. Entro il 31 maggio le Facoltà predispongono il proprio Manifesto annuale degli studi relativo al successivo anno accademico. Esso indica i requisiti di ammissione previsti per ciascun Corso di studio, ivi comprese le condizioni richieste per l'accesso, ai sensi dei punto 1 e 2 del successivo articolo 16; i piani di studio ufficiali dei corsi di studio attivati, con le relative attività formative; le indicazioni delle eventuali propedeuticità; le modalità di accesso ai corsi di studio per i quali sia stato fissato un numero massimo di iscritti; le norme relative alle iscrizioni e alle frequenze; i periodi di inizio e di svolgimento delle attività formative; i termini entro i quali presentare le eventuali proposte di piani di studio individuali e ogni altra indicazione ritenuta utile.
  2. Le guide didattiche, da predisporsi a cura dell'Ateneo e delle singole Facoltà e strutture didattiche entro la data di apertura delle iscrizioni al nuovo anno accademico, riportano il Manifesto annuale degli studi, unitamente alle altre norme e notizie utili ad illustrare le attività didattiche programmate.
  3. Le strutture didattiche sono tenute a rendere noti entro l'inizio dell'anno accademico i programmi dettagliati delle attività formative ed in particolare degli insegnamenti attivati, gli orari di ricevimento dei docenti, le indicazioni di quanto richiesto ai fini degli esami di profitto e per il conseguimento del titolo di studio, comunicando per tempo ogni eventuale variazione delle informazioni precedentemente fornite.
Art. 16 - Accessi, iscrizioni, carriera scolastica
  1. Per l'ammissione a un Corso di Laurea occorre essere in possesso del titolo di scuola secondaria superiore richiesto dalla normativa in vigore o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo. Per l'iscrizione ad un corso di laurea sono, altresì, richiesti il possesso o l'acquisizione di un'adeguata preparazione iniziale. Gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea definiscono le conoscenze richieste per l'accesso e ne determinano le modalità di verifica, anche a conclusione di attività formative propedeutiche come indicate al successivo comma 4.
  2. Nel caso in cui la verifica non sia risultata positiva, i competenti Consigli di Facoltà indicano gli specifici obblighi formativi aggiuntivi da soddisfare nel primo anno di corso. I Regolamenti didattici dei corsi di laurea determinano le relative modalità di accertamento e possono condizionare l'iscrizione al secondo anno ai risultati dell'accertamento stesso.
  3. Agli studenti dei corsi di laurea ad accesso programmato che siano stati ammessi agli stessi con una votazione inferiore ad una votazione minima prefissata dalla competente struttura didattica vengono assegnati obblighi formativi aggiuntivi.
  4. Le strutture didattiche promuovono lo svolgimento di attività formative propedeutiche alla verifica della preparazione iniziale degli studenti che accedono ai corsi di laurea e possono eventualmente organizzare attività formative integrative al fine di favorire l'assolvimento degli obblighi formativi aggiuntivi di cui ai commi 2 e 3, operando anche in collaborazione con istituti di istruzione secondaria, sulla base di apposite convenzioni approvate dal Senato Accademico.
  5. Per essere ammessi a un corso di laurea Magistrale occorre essere in possesso della laurea o del diploma universitario di durata triennale, ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo, fatte salve le situazioni disciplinate dal successivo comma 6.
    Per i corsi di laurea Magistrale per i quali non sia previsto il numero programmato dalla vigente normativa in materia di accesso ai corsi universitari, gli ordinamenti didattici indicano specifici criteri di accesso che prevedono, comunque, il possesso di requisiti curriculari e l'adeguatezza della personale preparazione dello studente.
    Gli ordinamenti didattici dei corsi di Laurea Magistrale definiscono i requisiti curriculari indispensabili, facendo di norma riferimento a: classi delle lauree triennali e/o competenze acquisite funzionali al percorso formativo della laurea Magistrale.
    L'adeguatezza della preparazione personale è verificata con procedure definite nel regolamento didattico di ciascun corso di studio. Potrà non essere richiesta la verifica a coloro che abbiano conseguito negli studi pregressi risultati di elevato merito.
  6. Per essere ammessi ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico, occorre essere in possesso del diploma di scuola secondaria superiore, ai sensi dell'art. 6, comma 3, del DM 270/2004.
  7. L'ammissione ai Corsi di studio ad accesso limitato è disciplinata ai sensi della normativa in vigore e, per quanto di competenza, dal Senato Accademico, secondo le proposte delle strutture didattiche competenti.
    L'Università provvede entro il 1° luglio ad indicare le modalità e il calendario delle prove unitamente ai requisiti richiesti per la partecipazione. Le Facoltà interessate nominano le Commissioni responsabili dello svolgimento delle prove. Le graduatorie di tali prove devono essere rese pubbliche entro otto giorni dallo svolgimento delle stesse.
  8. Il Manifesto generale degli studi dell'Università degli Studi di Milano - Bicocca, da pubblicarsi ogni anno entro il 1° luglio, indica le condizioni, le modalità, i termini, gli importi da versare, la documentazione richiesta e ogni altro adempimento necessario all'immatricolazione ai Corsi di studio attivati e al rinnovo delle iscrizioni degli studenti in corso e fuori corso.
  9. Il Senato Accademico stabilisce annualmente la data di apertura delle immatricolazioni e del rinnovo delle iscrizioni. Esse hanno termine il 30 settembre. Il Senato Accademico può concedere proroghe al termine di cui sopra.
    Il Rettore, sentiti i Presidi delle Facoltà interessate, può concedere deroghe ai termini fissati a condizione che le istanze relative siano adeguatamente motivate.
    Nel caso dei Corsi di studio ad accesso limitato, i termini sono stabiliti annualmente dal Senato Accademico su proposta delle Facoltà.
  10. La qualifica di studente è riservata agli iscritti ai Corsi di studio attivati che siano in regola con le procedure di iscrizione e i versamenti relativi.
    I Regolamenti di Facoltà, sulla base delle direttive del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, definiscono le modalità organizzative delle attività formative per gli studenti non impegnati a tempo pieno.
    Non è consentita l'iscrizione contemporanea a più di un Corso di studio. La violazione della norma comporta l'annullamento automatico di ogni immatricolazione successiva alla prima. Coloro che, avendone titolo, intendono iscriversi ad una Scuola di Specializzazione o a un Dottorato di Ricerca, essendo già iscritti ad un Corso di studio, sono tenuti a richiedere la sospensione temporanea della carriera relativa a quest'ultimo.
  11. Lo studente iscritto a un Corso di Laurea o di Laurea Magistrale assume la qualifica di "fuori corso" qualora, pur avendo completato gli anni di iscrizione previsti come normali dagli ordinamenti in vigore, non abbia acquisito tutti i crediti richiesti per il conseguimento del titolo.
    La permanenza nella condizione di studente per gli studenti fuori corso può essere vincolata alle verifiche dei crediti acquisiti nelle forme stabilite dalle competenti Facoltà. Tali verifiche, salvo diverse disposizioni contenute negli ordinamenti didattici, vengono esercitate dopo tre anni trascorsi fuori corso senza aver acquisito crediti per gli studenti dei Corsi di Laurea; dopo due anni trascorsi fuori corso senza aver acquisito crediti per gli studenti dei Corsi di Laurea Magistrale. La verifica consiste nella valutazione della non obsolescenza dei contenuti conoscitivi dei crediti acquisiti, secondo i criteri stabiliti nei Regolamenti di Facoltà.
    Decadono in ogni caso dalla posizione di studente gli iscritti ai Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale che abbiano trascorso, rispettivamente cinque e quattro anni "fuori corso". Gli iscritti ai Corsi di Laurea Magistrale di durata uguale o superiore ai cinque anni decadono dalla posizione di studente dopo che abbiano trascorso 5 anni "fuori corso". Il termine è estensibile di due anni nel caso di studenti contestualmente impegnati in attività lavorative adeguatamente documentate.
    Chi sia incorso nel provvedimento di cui sopra può nuovamente immatricolarsi a qualsiasi Corso di Laurea o di Laurea Magistrale, avendone i titoli, potendo eventualmente usufruire del riconoscimento dei crediti acquisiti nella carriera pregressa ritenuti non obsoleti dalle competenti Facoltà.
    Le norme di cui sopra non si applicano nel caso in cui lo studente iscritto abbia conseguito tutti i crediti richiesti ad eccezione di quelli riservati alla prova finale.
    Parimenti non si applicano nel caso in cui lo studente, prima delle scadenze fissate, chieda ed ottenga il trasferimento ad altro Corso di Laurea o di Laurea Magistrale.
  12. Lo studente in corso nell'anno accademico precedente che, sulla base di norme specifiche del Regolamento didattico del Corso di Laurea o di Laurea Magistrale al quale è iscritto, non abbia acquisito i crediti e/o i requisiti di frequenza alle attività formative esplicitamente richieste per il passaggio all'anno di corso successivo, assume la posizione di "ripetente". Assume la posizione di "ripetente" anche lo studente che al termine del primo anno di Corso non abbia soddisfatto agli eventuali obblighi formativi aggiuntivi a lui assegnati.
    La condizione di "ripetente" dura l'intero anno accademico e viene modificata a partire dall'anno accademico susseguente alla regolarizzazione della posizione.
  13. Lo studente che, essendo stato iscritto ad un Corso di Laurea o di Laurea Magistrale, non rinnovi l'anno seguente l'iscrizione, conserva la possibilità di riaccedere a domanda al medesimo Corso di studi per l'anno di Corso successivo all'ultimo frequentato, purché regolarizzi la propria posizione amministrativa entro i successivi cinque anni accademici, nel caso di Corso di Laurea, entro i successivi quattro anni accademici, nel caso di Corso di Laurea Magistrale, fatte salve le verifiche dei contenuti conoscitivi dei crediti acquisiti di cui sopra. In ogni caso decadono dalla posizione di studente gli iscritti ad un Corso di Laurea o Corso di Laurea Magistrale rispettivamente dopo dieci anni e sette anni trascorsi dalla prima iscrizione a quel corso presso l'Università degli Studi di Milano - Bicocca.
    L'importo della tassa relativa agli anni di interruzione degli studi è stabilito dal Consiglio di Amministrazione, anche tenendo conto delle ragioni dell'interruzione.
  14. Lo studente può richiedere la sospensione degli studi per uno o più anni accademici per iscriversi e frequentare Corsi di studio presso Università estere. La sospensione non può durare più di cinque anni accademici, nel caso di Corso di Laurea, più di quattro, nel caso di Corso di Laurea Magistrale.
    Nel periodo di sospensione lo studente non è tenuto al versamento delle tasse e dei contributi universitari. L'importo da versare all'atto della ripresa degli studi è stabilito dal Consiglio di Amministrazione.
  15. Lo studente può rinunciare in qualsiasi momento al proseguimento della propria carriera manifestando in modo esplicito la propria volontà con un atto scritto.
    La rinuncia è irrevocabile; non esclude la possibilità di una nuova immatricolazione anche al medesimo Corso di studio.
Art. 17 - Calendario didattico
  1. Il periodo ordinario per lo svolgimento di lezioni, esercitazioni, seminari, attività di laboratorio e integrative è stabilito, di norma, per ciascun anno accademico, tra il 1° ottobre e il 30 giugno successivo.
    Attività di orientamento, propedeutiche, di preparazione e sostegno degli insegnamenti ufficiali, nonché corsi intensivi e attività speciali, possono svolgersi anche in altri periodi, purché sia così deliberato dalle strutture competenti, previa approvazione del Senato Accademico.
  2. I Regolamenti di Facoltà stabiliscono, nel rispetto del calendario accademico dell'Ateneo, i periodi di svolgimento degli insegnamenti di propria pertinenza e le modalità di definizione del calendario delle lezioni, degli esami e delle prove finali.
  3. Gli esami di profitto e ogni altro tipo di verifica soggetta a registrazione previsti per i corsi di laurea e di laurea Magistrale possono essere sostenuti solo successivamente alla conclusione dei relativi insegnamenti e si svolgono in un'unica sessione che ha inizio il 1° ottobre e termina il 30 settembre successivo. Le prove finali di Laurea e di Laurea Magistrale devono svolgersi entro il 30 aprile dell'anno accademico successivo. Per coloro che conseguono la Laurea o Laurea Magistrale entro tale data, le prove di verifica delle attività formative devono comunque concludersi prima del 1° marzo dello stesso anno.
    Purché si svolgano entro tali date, le prove in questione possono essere sostenute dagli studenti iscritti all'anno accademico precedente senza necessità di reiscrizione.
    Lo studente in regola con l'iscrizione e i versamenti relativi può sostenere, senza alcuna limitazione numerica, tutti gli esami e le prove di verifica per i quali possieda l'attestazione di frequenza, ove richiesta, e che si riferiscano comunque a corsi conclusi e nel rispetto delle eventuali propedeuticità.
    Il numero annuale degli appelli, comunque non inferiore a sei, e la loro distribuzione entro le sessioni indicate è stabilito per ciascuna Facoltà dal rispettivo Regolamento, evitando di norma la sovrapposizione con i periodi di lezione.
    I Regolamenti di Facoltà stabiliscono le modalità di determinazione del calendario degli esami di profitto e delle prove di verifica per i Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale. Le date relative, da fissarsi tenendo conto delle specifiche esigenze didattiche e delle eventuali propedeuticità, sono comunque stabilite con almeno 45 giorni di anticipo rispetto allo svolgimento delle prove.
    L'intervallo tra due appelli successivi di norma non può essere inferiore alle due settimane.
  4. Le prove finali dei corsi di Laurea e di Laurea Magistrale si svolgono sull'arco di almeno quattro appelli distribuiti su tre periodi: da maggio a luglio; da ottobre a dicembre; da febbraio ad aprile.
Art. 18 - Piano di studio
  1. Il piano di studio è l'insieme delle attività formative scelte individualmente dallo studente in coerenza con l'Ordinamento didattico del corso di studio.
  2. Il piano di studio è presentato dallo studente all'atto dell'iscrizione al primo anno. Le facoltà forniscono tutti i servizi di orientamento necessari all'esercizio di una scelta consapevole, anche mediante l'indicazione di percorsi predefiniti nell'ambito del Regolamento del corso di studio.
  3. Ai fini della programmazione della didattica gli studenti iscritti agli anni successivi al primo sono tenuti a confermare/modificare il proprio piano di studio entro il 30 giugno.
  4. Il piano di studio corrispondente a un percorso è approvato automaticamente.
  5. Il piano di studio è modificabile dallo studente entro il 31 dicembre e diventa efficace dal momento della sua approvazione. L'approvazione garantisce il diritto allo studente di fruire delle attività ancora da erogare.
  6. I piani di studio non conformi ad un percorso formativo sono approvati dal Consiglio di Facoltà in seduta ordinaria, previo esame da parte di specifiche commissioni referenti che fungono da strutture di orientamento in materia.
  7. Il piano di studio può permettere il riconoscimento di crediti già acquisiti dallo studente anche al di fuori delle attività erogate nell'ambito del corso di laurea di appartenenza.
  8. Il diritto dello studente di fruire delle attività formative previste nel suo piano di studio è vincolato dalla pianificazione definita dai Regolamenti didattici di corso di studio attivi.
  9. Il piano di studio può prevedere una durata e una distribuzione temporale delle attività formative diverse da quelle indicate nel regolamento didattico di riferimento, fermo restando il principio di cui al punto 8.
  10. Il diritto dello studente di sostenere prove di verifica relative a una attività formativa è subordinato alla presenza dell'attività stessa nell'ultimo piano di studio approvato.
  11. Gli studenti iscritti a un Corso di Laurea o Laurea Magistrale possono includere nel proprio piano di studio insegnamenti aggiuntivi rispetto a quelli richiesti per il conseguimento del titolo. L'ammontare massimo dei relativi crediti è fissato in 9 CFU. Qualora lo studente superi le prove di verifica di questi insegnamenti aggiuntivi, le valutazioni ottenute non rientrano nel computo della media dei voti degli esami di profitto. I crediti così acquisiti rimangono registrati nella carriera e possono dare luogo a successivi riconoscimenti ai sensi della normativa in vigore.
  12. L'ammissibilità alla prova finale per il conseguimento del titolo è subordinata alla corrispondenza tra l'ultimo piano di studio approvato e le attività formative per le quali sono stati acquisiti i crediti.
Art.19 - Verifiche del profitto
  1. I Regolamenti di Facoltà disciplinano le modalità di verifica del profitto dirette ad accertare l'adeguata preparazione degli studenti iscritti ai Corsi di studio ai fini della prosecuzione della loro carriera scolastica e della acquisizione dei crediti corrispondenti alle attività formative seguite. Tali accertamenti, sempre individuali, devono avere luogo in condizioni che garantiscano l'approfondimento, l'obiettività e l'equità della valutazione in rapporto con l'insegnamento o l'attività seguita e con quanto esplicitamente richiesto ai fini della prova.
    Gli accertamenti possono dare luogo a votazione (esami di profitto) o a un semplice giudizio di approvazione o riprovazione.
    Gli esami di profitto possono essere orali e/o scritti.
    La valutazione non può basarsi esclusivamente su domande a risposta multipla.
    Si possono prevedere forme articolate di accertamento, eventualmente composte di prove successive, anche scritte, da concludersi comunque con un controllo finale.
    Sia nel caso di prove uniche sia in quello di prove successive, devono essere garantite la pubblicità delle stesse, se orali, e la possibilità di verifica, se scritte.
  2. In ciascun corso di laurea non possono essere previsti in totale più di 20 esami o valutazioni finali di profitto; in ciascun corso di laurea Magistrale non possono essere previsti in totale più di 12 esami o valutazioni finali di profitto; in ciascun corso di laurea Magistrale a ciclo unico non possono essere previsti in totale più di 30 esami, nel caso di corsi della durata di cinque anni, più di 36 esami, nel caso di corsi della durata di sei anni.
    Nel conteggio degli esami o valutazioni finali di profitto vanno considerate le attività formative di base, caratterizzanti, affini o integrative e autonomamente scelte dallo studente. Gli esami o valutazioni di profitto relativi a queste ultime attività possono essere considerati nel conteggio come corrispondenti ad una unità. Le valutazione relative alle attività formative di cui alle lettere e), f), g) ed h) dell'art. 10, nonché quelle relative alle attività di cui alle lettere e), f) e g) dell'art. 11 del presente Regolamento non sono considerate ai fini del conteggio degli esami.
  3. I regolamenti didattici dei corsi di studio possono prevedere prove di esame integrate per più insegnamenti o moduli coordinati. In questi casi i docenti titolari degli insegnamenti o moduli coordinati partecipano collegialmente alla valutazione complessiva del profitto dello studente che non può, comunque, essere frazionata in valutazioni separate su singoli insegnamenti o moduli.
  4. Fatti salvi i casi di iterazione eventualmente consentiti dagli ordinamenti didattici, non è consentita la ripetizione, con eventuale modifica della valutazione relativa, di un esame già superato. Lo studente non può sostenere presso un altro Corso di studio esami di insegnamenti attivati presso il Corso di studio al quale è iscritto.
  5. Le Commissioni per gli esami di profitto sono nominate dal Preside, su proposta dei professori ufficiali della materia per i Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale; su proposta dei direttori delle Scuole di Specializzazione con riguardo a queste ultime.
    Ai sensi di quanto previsto dallo Statuto, le Commissioni sono composte da almeno due membri. Quando il carico didattico lo richieda, esse possono articolarsi in sottocommissioni.
    Le Commissioni esaminatrici sono presiedute dal professore ufficiale della materia o, nel caso di corsi a più moduli, dal professore indicato nel provvedimento di nomina. In caso di assenza o di impedimento del Presidente, questi è sostituito da un altro professore ufficiale (di ruolo nel caso di Commissioni articolate in più sottocommissioni).
    Compongono la Commissione, in aggiunta al Presidente, professori e/o ricercatori del medesimo settore scientifico - disciplinare o di settori affini, nonché, nei casi in cui non si possa disporre in maniera sufficiente di docenti di ruolo e nei limiti stabiliti dal Regolamento di Facoltà, cultori della materia dotati della necessaria qualificazione, riconosciuta annualmente dal Consiglio di Facoltà.
  6. E' preliminare allo svolgimento delle prove d'esame e condizione per la loro validità la verifica da parte della Commissione esaminatrice dell'identità del candidato, che dovrà esibire il proprio libretto universitario, in mancanza del quale non potrà essere ammesso all'esame.
  7. Ai fini del superamento dell'esame è necessario conseguire il punteggio minimo di 18 punti. L'eventuale attribuzione della lode, in aggiunta al punteggio massimo di 30 punti, è subordinata alla valutazione unanime della Commissione o sottocommissione esaminatrice.
  8. I verbali degli esami di profitto sono validi se firmati dal Presidente e da almeno un altro componente della Commissione.
    La votazione è riportata, a cura della commissione esaminatrice e a firma di uno dei suoi componenti, sul libretto universitario dello studente.
    Lo studente è tenuto a firmare il verbale alla conclusione della prova.
    L'esame viene registrato nella carriera dello studente, con la relativa votazione, nel caso in cui sia stato superato.
    La valutazione di insufficienza non è corredata da votazione.
    Nel caso di prove scritte è consentito allo studente di ritirarsi prima della conclusione della prova stessa.
    Nel caso di prove orali è consentito allo studente di ritirarsi fino al momento antecedente la verbalizzazione della valutazione finale di profitto.
    Qualora lo studente si sia ritirato o non abbia conseguito una valutazione di sufficienza, la relativa annotazione sul verbale, utilizzabile a fini statistici, non è trascritta sul libretto universitario dello studente e non è riportata nella sua carriera scolastica.
    I Regolamenti di Facoltà possono prevedere che allo studente che si sia ritirato, o che non abbia conseguito una valutazione di sufficienza, sia fatto divieto di ripetere la prova nell'appello successivo, stabilendo i termini per la ripresentazione.
    Nel caso di adozione di modalità automatiche e informatizzate di verbalizzazione e di registrazione degli esami, le competenti strutture didattiche e amministrative sono tenute ad adottare procedure coerenti con le norme di cui sopra.
    Gli accertamenti delle attività formative che non danno luogo a valutazione di profitto devono essere certificati dal Consiglio di Facoltà.
  9. Il Presidente della Commissione esaminatrice per le prove di profitto è responsabile dei relativi verbali, da restituire alle Segreterie studenti o alle Segreterie didattiche di Facoltà o di Corso di Laurea o di Laurea Magistrale immediatamente dopo la conclusione di ogni appello.
  10. Il calendario degli appelli è stabilito per ciascun insegnamento con le modalità previste all'articolo 17 del presente Regolamento.
    Una volta fissata, la data d'inizio dell'appello non può essere comunque anticipata.
Art. 20 - Periodi di studio effettuati all'estero da studenti dell'Ateneo
  1. Le attività svolte all'estero da studenti iscritti all'Ateneo, nell'ambito di programmi di scambio con istituzioni universitarie straniere, sono riconosciute valide ai fini della carriera scolastica e possono dare luogo all'acquisizione di crediti formativi, purché compiute nel rispetto delle norme di cui al presente articolo e delle determinazioni specifiche delle competenti strutture didattiche interessate.
  2. Possono essere riconosciute come attività di studio svolte all'estero:
    - la frequenza di corsi di insegnamento;
    - il superamento di esami di profitto, eventualmente da completare con prove integrative;
    - le attività formative relative alla preparazione della prova finale per il conseguimento del titolo, e della tesi nel caso di Corso di Laurea Magistrale, eventualmente usufruendo dell'assistenza di un
    docente straniero;
    - le attività di laboratorio, quelle di tirocinio, la frequenza dei reparti di degenza e le ricerche compiute per la predisposizione delle tesi di Specializzazione e di dottorato, secondo le determinazioni dell'organo collegiale che coordina il Corso di studio al quale fa capo lo studente interessato.
  3. La determinazione dei crediti acquisibili a seguito dello svolgimento delle predette attività svolte all'estero è di competenza dell'organo collegiale che coordina il Corso di studio al quale fa capo lo studente interessato al riconoscimento.
  4. Gli organi collegiali che coordinano il Corso di studio al quale fa capo lo studente interessato possono limitare il riconoscimento all'attribuzione del credito o estenderlo al voto conseguito, sulla base di tabelle di equiparazione proposte dagli organi collegiali stessi.
  5. E' condizione per il riconoscimento del programma di studio effettuato all'estero e dei relativi crediti che lo stesso sia stato preventivamente approvato dall'organo collegiale che coordina il Corso di studio al quale fa capo lo studente interessato, anche previa delega ad uno o più dei suoi componenti. L'organo è tenuto a deliberare in tempo utile ai fini della attivazione del programma di studio.
  6. Ulteriori e più specifiche disposizioni, applicative delle norme di cui sopra, vengono predisposte annualmente dal Senato Accademico e rese pubbliche nelle forme idonee.
Art. 21 - Ammissione a singoli corsi di insegnamento
  1. E' consentito agli studenti universitari iscritti presso università estere di seguire singoli corsi di insegnamento attivati presso l'Ateneo e di sostenere entro l'anno accademico di competenza i relativi esami, ricevendone regolare attestazione, comprensiva dell'indicazione dei crediti formativi conseguiti. La norma si applica sia nell'ambito di programmi e accordi di mobilità internazionale regolati da condizioni di reciprocità, sia su iniziativa individuale degli studenti, previa eventuale verifica e approvazione da parte delle autorità consolari competenti delle rispettive posizioni.
    La misura del contributo da versare è stabilita dal Consiglio di Amministrazione.
    Sono dispensati dal versamento gli studenti iscritti presso Università con le quali siano in atto specifici accordi o che siano inseriti in programmi interuniversitari di mobilità.
  2. Anche in relazione alle competenze dell'Università in materia di educazione permanente e ricorrente, possono essere ammesse a seguire singoli corsi di insegnamento attivati presso l'Ateneo e a sostenere entro l'anno accademico di competenza i relativi esami, ricevendone regolare attestazione, comprensiva dell'indicazione dei crediti formativi conseguiti, persone interessate a farlo, che non siano iscritte a nessun Corso di studio dell'Università, ma, che avendone i titoli, chiedano di essere iscritte nella prospettiva di una successiva prosecuzione della loro carriera, per aggiornamento culturale o a integrazione delle proprie competenze professionali.
    Sulle relative domande, corredate dall'indicazione del titolo di studio posseduto, da presentare con le modalità e nei termini stabiliti dal Senato Accademico, deliberano i Consigli di Facoltà, tenuto conto della fisionomia e dell'organizzazione didattica degli insegnamenti.
    Non è consentito a chi usufruisce della facoltà di cui al presente punto di seguire con le modalità indicate più di due insegnamenti in ciascun anno accademico, salvo situazioni particolari specificamente disciplinate.
  3. Usufruiscono della medesima norma i laureati i quali abbiano necessità di frequentare i corsi e superare gli esami di discipline non inserite nei piani di studio seguiti per il conseguimento della Laurea ma che, in base alle disposizioni in vigore, siano richieste per l'ammissione a concorsi pubblici o per l'accesso a Scuole di Specializzazione.
    In tali casi non valgono le limitazioni di cui al comma terzo del punto precedente.
  4. La misura del contributo da versare nel caso di ammissione a uno o più corsi è stabilita annualmente dal Consiglio di Amministrazione.
Art. 22 - Conseguimento dei titoli di studio
  1. Il titolo di studio è conferito previo superamento di una prova finale le cui modalità di svolgimento, di norma legate alla presentazione da parte dello studente di un elaborato scritto, sono disciplinate nell'Ordinamento didattico del Corso di studio.
    I crediti relativi alla conoscenza di una lingua dell'Unione Europea sono riconosciuti in base ai regolamenti di Facoltà e nelle forme indicate dagli Ordinamenti didattici dei corsi di studio, sulla base di certificazioni rilasciate da strutture, interne o esterne all'Ateneo, specificamente competenti per ciascuna delle lingue, secondo criteri definiti dal Senato Accademico.
    Per il conseguimento della Laurea Magistrale è comunque richiesta la presentazione di una tesi elaborata dallo studente in modo originale sotto la guida di un relatore.
    Compete alle Facoltà alle quali fanno capo i Corsi di studio disciplinare nei rispettivi Regolamenti, per quanto di competenza, le modalità di organizzazione delle prove finali, ivi comprese le procedure per l'attribuzione degli argomenti degli elaborati scritti e delle tesi e le modalità di designazione dei docenti relatori e dei correlatori, unitamente alle loro responsabilità, definendo i criteri di valutazione per ogni tipo di prova finale anche in rapporto all'incidenza da attribuire al curriculum degli studi seguiti.
  2. La composizione delle Commissioni per la valutazione degli esami finali di Laurea di Laurea Magistrale e per il Diploma di Specializzazione, unitamente al calendario dei loro lavori, è stabilita dal Preside di Facoltà, e comunque sotto la sua responsabilità nel caso di delega dell'incarico ad altri docenti.
    Le Commissioni, composte di norma di undici membri e comunque da non meno di sette per gli esami di Laurea Magistrale, di sette membri e comunque da non meno di cinque per quelli di Laurea e per il Diploma di Specializzazione, sono costituite in maggioranza da professori di ruolo delle Facoltà, tra i quali, di norma, almeno tre di prima fascia per gli esami di Laurea Magistrale; almeno due di prima fascia per quelli di Laurea e per il Diploma di Specializzazione.
    I Regolamenti di Facoltà stabiliscono le modalità per l'eventuale attribuzione dei compiti di correlatore esterno, e quindi di componente aggiunto alla Commissione, a esperti esterni, in qualità di cultori della materia, subordinatamente all'accertamento da parte del Preside della loro qualificazione scientifica e/o professionale in rapporto con la dissertazione oggetto di esame.
    Presidente della Commissione giudicatrice è il professore di prima fascia con la maggiore anzianità di ruolo. A lui spetta garantire la piena regolarità dello svolgimento della prova e l'aderenza delle valutazioni conclusive ai criteri generali stabiliti dagli organi preposti al Corso di studio.
    Segretario della Commissione è un professore di ruolo o un ricercatore di ruolo.
    Il verbale è firmato da tutti i componenti della Commissione presenti alla prova.
  3. Ai fini del superamento dell'esame di Laurea e di Laurea Magistrale è necessario conseguire il punteggio minimo di 66 punti. L'eventuale attribuzione della lode, in aggiunta al punteggio massimo di 110 punti, è subordinata alla accertata rilevanza dei risultati raggiunti dal candidato e alla valutazione unanime della Commissione.
    Ai fini del superamento dell'esame per il Diploma di Specializzazione è necessario conseguire il punteggio minimo di 42 punti. Il punteggio massimo è di 70 punti, ai quali può essere aggiunta la lode subordinatamente a risultati di particolare eccellenza raggiunti in rapporto con il livello del titolo e in seguito a valutazione unanime della Commissione.
    Lo studente può ritirarsi dall'esame fino al momento di essere congedato dal Presidente della Commissione per dare corso alla decisione di voto, che avviene senza la presenza dello studente o di estranei.
    I Regolamenti di Facoltà stabiliscono le procedure alle quali attenersi nel caso in cui il candidato non consegua il punteggio minimo richiesto.
  4. Le modalità di assegnazione degli elaborati scritti e delle tesi finalizzate al conseguimento del titolo e l'assolvimento dei connessi compiti di relatore e correlatore sono definite dai Regolamenti di Facoltà in maniera da garantire il più largo ricorso alle competenze a disposizione ed una equilibrata ripartizione dei carichi relativi.
  5. Lo svolgimento degli esami finali di Laurea, di Laurea Magistrale e di Diploma di Specializzazione è pubblico e pubblico è l'atto della proclamazione del risultato finale.
Art. 23 - Attività di orientamento e tutorato
  1. L'Università promuove attività di orientamento e di informazione della propria offerta formativa dirette agli studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie superiori e rivolte a facilitare l'inserimento di quanti abbiano conseguito titoli di studio presso l'Ateneo nel mondo del lavoro tramite l'Ufficio Orientamento e Stage, che svolge anche funzioni di osservatorio della domanda di formazione.
    Compete a tale Ufficio Orientamento e Stage coordinare l'organizzazione, anche in collaborazione con altri enti e soggetti, pubblici e privati, in accordo con le strutture didattiche e di servizio interessate dell'Ateneo, di ogni iniziativa utile agli scopi indicati, quali la raccolta e la messa a disposizione di informazioni e dati statistici aggiornati sulle situazioni di riferimento, della promozione di corsi ed incontri di orientamento, della produzione e della diffusione di materiale documentario anche audiovisivo sui Corsi di studio dell'Università, dell'utilizzazione per i propri fini di servizio delle reti informatiche.
    L'Ateneo istituisce ed assicura, disciplinandolo con apposito regolamento, un servizio di tutorato volto ad accogliere e sostenere gli studenti in tutte le fasi del loro processo di formazione. Le attività di tutorato sono volte al rispetto dei tempi di studio previsti, con l'intenzione di ridurre il rischio di abbandono.
    Il tutorato è attuato dalle strutture didattiche, eventualmente anche in collaborazione fra di loro, prevedendo anche forme di coinvolgimento degli studenti.
    L'esercizio di dette attività costituisce compito e dovere didattico dei docenti e dei ricercatori.
Art. 24 - Tecnologie per l'innovazione didattica, educazione multimediale e a distanza
  1. L'Università riconosce la primaria importanza per la propria missione delle profonde trasformazioni in corso nelle comunità di apprendimento, derivanti dalla crescente diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e promuove, in particolare, forme di educazione multimediale e a distanza, sia realizzando in maniera autonoma, anche mediante la costituzione di appositi centri, prodotti specifici per l'innovazione didattica, sia partecipando alla ricerca e alla produzione in questo campo, in collaborazione con soggetti pubblici e privati sul piano nazionale e internazionale.
    In relazione alle esigenze dei propri Corsi di studio e delle attività di ricerca nel campo delle tecnologie per l'informazione e la comunicazione, con particolare ma non esclusivo riguardo per l'innovazione didattica, l'Università promuove la realizzazione di aule e di laboratori attrezzati con le strumentazioni necessarie alle applicazioni multimediali e a distanza.
Art. 25 - Corsi di perfezionamento e altri servizi didattici integrativi
  1. Ai sensi della normativa vigente, l'Università promuove, anche in collaborazione con altri enti e soggetti, pubblici e privati, corsi di perfezionamento e di aggiornamento che, senza conferire titolo, per la loro minore durata rispetto ai Master universitari di cui al successivo articolo 26, provvedano comunque allo sviluppo e all'addestramento di competenze e capacità di livello superiore.
  2. L'Università promuove altresì altre attività culturali e formative esterne, nonché ulteriori iniziative per la formazione permanente e ricorrente in aggiunta a quanto previsto all'art. 21 del Regolamento didattico d'Ateneo, rilasciando attestato agli interessati delle competenze acquisite e/o della relativa partecipazione.
  3. Salvo casi regolati in maniera specifica, le proposte di attivazione dei suindicati corsi, comprensive degli obiettivi formativi, del piano finanziario e didattico, dell'indicazione delle modalità di attivazione degli insegnamenti e dell'utilizzo delle strutture, sono indirizzate al Magnifico Rettore e presentate all'Ufficio di coordinamento corsi Master da un docente o da un gruppo di docenti dell'Ateneo. Previo parere delle Facoltà e delle Strutture interessate i progetti sono inviati per l'approvazione, secondo le rispettive competenze, al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione.
  4. Le proposte devono pervenire al Magnifico Rettore almeno quattro mesi prima dell'avvio dell'attività. Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione devono deliberare entro sessanta giorni.
  5. Le attività di cui sopra possono essere organizzate anche in forme consorziate, previe convenzioni ed accordi con enti e soggetti esterni italiani e stranieri.
  6. Esse sono di norma finanziate con i contributi richiesti ai partecipanti e con gli eventuali apporti degli enti e soggetti esterni, secondo le disposizioni previste dal Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, anche prevedendo agevolazioni per i partecipanti meritevoli.
  7. La docenza prestata per le attività di cui al presente articolo, ove non rientri nel monte ore annuo previsto per le attività di insegnamento dei docenti, può dar luogo ad emolumenti specifici, da definire nel piano finanziario unitamente a quelli da riservare ai collaboratori esterni e al personale tecnico e amministrativo dell'Università, ove impegnato in aggiunta agli obblighi di servizio, secondo criteri stabiliti dal Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità.
Art. 26 - Corsi per Master universitari
  1. I master universitari sono corsi di perfezionamento scientifico e di alta qualificazione formativa finalizzati allo sviluppo e all'addestramento di competenze e capacità di livello superiore.
  2. Per conseguire il master universitario lo studente deve aver acquisito almeno 60 crediti oltre a quelli previsti per la laurea o per la laurea magistrale. La durata minima dei corsi finalizzati al conseguimento del master è, di norma, di un anno.
  3. Titolo di ammissione al master di primo livello è la laurea; titolo di ammissione al master di secondo livello è la laurea magistrale.
  4. Le procedure per l'attivazione dei master e le modalità di svolgimento delle relative attività formative - predisposte anche in collaborazione con altri enti sulla base di specifiche convenzioni in rispondenza con specifiche esigenze di qualificazione e alta professionalità nei settori di pertinenza - sono stabilite dall'apposito Regolamento, deliberato dal Senato accademico ed emanato dal Rettore.
Art. 27 - Trasferimenti e passaggi di corso
  1. Lo studente di un Corso di Laurea o di Laurea Magistrale può chiedere in qualunque anno di corso, con domanda inoltrata al Rettore tra il 15 luglio e il 30 settembre, il passaggio ad altro Corso di studio di corrispondente livello attivato presso l'Ateneo, con il riconoscimento totale o parziale del crediti eventualmente già conseguiti ai fini del conseguimento del relativo titolo di studio.
    Il Consiglio di Facoltà, responsabile del Corso di studio al quale lo studente intende trasferirsi, delibera circa il riconoscimento dei crediti conseguiti validi per il nuovo curriculum e indica l'anno di corso al quale lo studente è ammesso secondo i criteri stabiliti al successivo articolo 28.
  2. Lo studente può ottenere a richiesta in qualunque anno di corso il trasferimento ad altro Ateneo, con domanda inoltrata al Rettore entro il 30 settembre. Ove la richiesta sia adeguatamente motivata, il Rettore può concedere deroga fino al 31 ottobre, sempre che l'Università di destinazione rilasci il nullaosta di accoglimento.
    La richiesta di trasferimento può essere inoltrata con le medesime modalità anche da studenti "fuori corso", fatte salve le autonome deliberazioni degli atenei di destinazione.
  3. L'Università accetta i trasferimenti di studenti da altri atenei purché i relativi fogli di congedo, corredati della documentazione riguardante la carriera scolastica e i crediti formativi conseguiti, siano trasmessi entro il 15 ottobre. Il Rettore può concedere deroghe fino al 30 novembre.
    Per gli studenti dei quali sia stato accolto il trasferimento presso l'Ateneo, le strutture didattiche competenti determinano l'ulteriore svolgimento della carriera, previo il riconoscimento totale o parziale dei crediti in precedenza acquisiti.
  4. I trasferimenti a Corsi di studio che prevedano prove di ammissione a numero programmato sono disciplinati dai relativi Regolamenti di Facoltà.
    Il numero di tali trasferimenti è annualmente deliberato dal Senato Accademico, su proposta dei Consiglio di Facoltà interessati.
  5. L'Università è tenuta a dare ampia pubblicità delle proprie norme nella materia di cui al presente articolo.
Art. 28 - Riconoscimento di crediti
  1. Le strutture didattiche competenti, relativamente al trasferimento degli studenti da un corso di laurea ad un altro, ovvero da un'università ad un'altra, deliberano sul riconoscimento del maggior numero possibile dei crediti già acquisiti dallo studente, secondo criteri e modalità previsti dal regolamento didattico del corso, anche attraverso l'adozione di un piano di studi individuale e ricorrendo eventualmente a colloqui per la verifica delle conoscenze effettivamente possedute. Il mancato riconoscimento di crediti deve essere adeguatamente motivato.
    Esclusivamente nel caso in cui il trasferimento dello studente sia effettuato tra corsi di studio appartenenti alla medesima classe, la quota di crediti relativi al medesimo settore scientifico-disciplinare direttamente riconosciuti allo studente non può essere inferiore al 50% di quelli già acquisiti. Nel caso in cui il corso di provenienza sia svolto in modalità a distanza, la quota minima del 50% è riconosciuta solo se il corso di provenienza risulta accreditato ai sensi del regolamento ministeriale di cui all'articolo 2, comma 148, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.
    Le strutture didattiche competenti deliberano altresì sul riconoscimento della carriera pregressa di studenti che abbiano già conseguito il titolo di studio presso l'Ateneo o in altra università italiana e che chiedano, contestualmente all'iscrizione, l'abbreviazione degli studi. Questa può essere concessa previa valutazione e convalida dei crediti formativi considerati riconoscibili in relazione al corso di studio prescelto.
    I crediti eventualmente conseguiti non riconosciuti ai fini del conseguimento del titolo di studi rimangono comunque registrati nella carriera scolastica dell'interessato.
  2. Può essere concessa l'iscrizione ad anni successivi al primo quando il riconoscimento riguardi crediti formativi acquisiti in relazione ad attività di studio e ad esami sostenuti presso università straniere di accertata qualificazione, valutati positivamente a tal fine sulla base della documentazione presentata.
  3. Per i corsi di studio a numero programmato l'iscrizione è subordinata al superamento delle prove di ammissione o secondo le deliberazioni delle Facoltà interessate.
  4. I titoli accademici conseguiti presso università straniere possono essere riconosciuti ai fini della prosecuzione degli studi ai sensi della legge 21 luglio 2002, n. 148.
  5. Lo studente iscritto che, ottenuta la sospensione temporanea degli studi, consegua presso una Università straniera un titolo di studio accademico, può richiedere il riconoscimento dello stesso.
    Nel caso in cui il titolo straniero conseguito corrisponda a quello conclusivo del Corso di studio già frequentato presso l'Ateneo, l'equipollenza, ove concessa, comporta la conclusione della carriera scolastica.
    Nel caso in cui il titolo riguardi un altro ambito di studi e lo studente chieda di riprendere la carriera sospesa, possono essere riconosciuti i crediti formativi acquisiti relativi ad attività didattiche congrue o comunque affini rispetto al percorso che porta al titolo di studio richiesto, con conseguente abbreviazione dell'iter scolastico.
    Il riconoscimento può essere esteso anche ai voti conseguiti, sulla base di criteri formulati dalle Facoltà interessate.
  6. Possono essere riconosciuti come crediti, nella misura stabilita dagli ordinamenti didattici dei corsi di studio e secondo criteri predeterminati nei Regolamenti dei corsi, le conoscenze e abilità professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello post secondario alla cui progettazione e realizzazione l'Ateneo abbia concorso.
    La disciplina di dettaglio del riconoscimento dei crediti è contenuta nei Regolamenti didattici dei corsi di studio.
Art. 29 - Doveri didattici dei docenti
  1. L'attribuzione dei compiti didattici annuali ai professori e ai ricercatori, ivi comprese le attività didattiche integrative, di orientamento e di tutorato, nel rispetto delle norme vigenti, compete ai Consigli di Facoltà, che vi provvedono nell'ambito dei loro compiti di programmazione.
  2. I professori e i ricercatori sono tenuti ad assicurare annualmente, nell'ambito degli obiettivi e delle forme di coordinamento esercitate ai sensi del punto precedente e secondo l'impegno orario stabilito dalle pertinenti norme di stato giuridico, lo svolgimento di lezioni, esercitazioni e seminari, forme di didattica individuale e guidata, attività di orientamento e di tutorato, ricevimento studenti, partecipazione alle commissioni per le valutazioni di profitto e per il conferimento dei titoli di studio, assolvendo ogni altra attività disciplinata nel Regolamento didattico dell'Ateneo e nei regolamenti delle singole strutture.
    Professori e ricercatori sono tenuti a svolgere personalmente le attività didattiche frontali loro attribuite.
    Qualora per ragioni di salute o di ufficio, o per altro legittimo impedimento, il professore o il ricercatore non possa momentaneamente assolvere i compiti di cui sopra, questi dovranno essere assolti, su richiesta del responsabile, da altro docente, o rinviati. In quest'ultimo caso il docente responsabile deve provvedere affinché ne sia data tempestiva comunicazione agli studenti.
    Lo stesso è comunque tenuto a informare il Preside della Facoltà.
  3. I Professori e i ricercatori sono tenuti a certificare le proprie lezioni e attività seminariali, di esercitazione e di eventuale insegnamento in scuole di specializzazione e in programmi di dottorato di ricerca, annotando giornalmente gli argomenti trattati e gli orari di svolgimento, specificando i giorni e gli orari di effettiva presenza per il ricevimento degli studenti e per la partecipazione alle commissioni per il conferimento dei titoli di studio.
    La certificazione - che ha anche il fine di fornire elementi per meglio commisurare la distribuzione del carico didattico tra le varie strutture dell'Università e tra queste e quelle di altri Atenei - è fatta su un apposito registro, disponibile a richiesta del Preside, da consegnare comunque entro 30 giorni dal termine dell'anno accademico al Preside stesso che provvederà a trasmetterlo per le registrazioni statistiche e l'archiviazione agli uffici competenti.
    Nel medesimo registro il docente certificherà altresì, secondo modalità determinate dal Senato Accademico, l'avvenuto assolvimento delle altre incombenze didattiche, di orientamento e dedicate a compiti organizzativi attribuitegli ai sensi delle norme in vigore.
Art. 30 - Valutazione dell'attività didattica
  1. I Regolamenti di Facoltà danno applicazione a quanto stabilito dallo Statuto, assicurando la verifica periodica della funzionalità, dell'efficienza e della rispondenza agli obiettivi delle diverse strutture didattiche e dei connessi servizi.
    I Regolamenti disciplinano altresì i compiti e le modalità di funzionamento delle eventuali Commissioni per la didattica, anche in relazione agli interventi da adottare alla luce delle risultanze dei rilevamenti sulle varie attività.
  2. I risultati complessivi e il livello qualitativo dell'attività didattica dell'Ateneo sono oggetto di periodica analisi da parte del Nucleo di Valutazione dell'Ateneo, anche ricorrendo ad esperti esterni.
  3. Alla raccolta ed alla elaborazione di tutti gli elementi informativi riguardanti le attività didattiche dell'Ateneo, nonché della restante documentazione e dei dati statistici anche comparativi utili, provvede con funzioni di osservatorio permanente a disposizione di tutte le strutture interessate dell'Ateneo, un apposito Ufficio.
Art. 31 - Vigilanza sull'attività didattica
  1. I compiti di vigilanza sulle attività didattiche che fanno capo alle Facoltà sono esercitati dai rispettivi Presidi.
  2. Fatti e comportamenti che vengano ritenuti irregolari o che sembrino configurarsi come inadempienze rispetto alle norme e alle procedure previste dal presente Regolamento vanno segnalate dagli interessati - nel caso degli studenti, anche tramite i loro rappresentanti eletti - ai Presidi di Facoltà. Ad essi spetta verificare in prima istanza, entro 30 giorni, sentite le persone alle quali sono riferiti i fatti e i comportamenti oggetto delle segnalazioni, la fondatezza delle medesime e adottare i conseguenti provvedimenti.
  3. Casi di particolare gravità vanno comunque segnalati al Rettore.
Art. 32 - Norme transitorie e finali
  1. Espletate le procedure richieste, il presente Regolamento entra in vigore a decorrere dalla data di emanazione del relativo decreto rettorale.
    Le strutture interessate sono tenute ad uniformarvisi entro l'anno accademico 2009-2010.
    Il Regolamento si applica in ogni caso, per quanto di pertinenza, ai Corsi di studio istituiti o trasformati e attivati e disciplinati ai sensi del DM n. 270/2004 e dei successivi provvedimenti ministeriali relativi alle classi di corsi di studio.
    Qualora per un corso di laurea o di laurea Magistrale si intenda differire, comunque non oltre l'anno accademico 2010-2011, l'attivazione secondo l'ordinamento riformulato ai sensi del DM 270/2004, rimane transitoriamente vigente l'ordinamento ex DM 509/1999.
  2. L'Università assicura la conclusione dei corsi di studio e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici in precedenza vigenti, agli studenti già iscritti alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici e disciplina altresì la facoltà per questi ultimi di optare, a domanda, per l'iscrizione a corsi di studio organizzati secondo i nuovi ordinamenti.
  3. Agli studenti iscritti a corsi di studio già attivati all'entrata in vigore del presente Regolamento che non optino per un corso di studio disciplinato dai nuovi ordinamenti continuano ad applicarsi, per quanto compatibili, le norme dei previgenti regolamenti didattici d'ateneo.
  4. Delle disposizioni contenute nel presente Regolamento didattico viene data ampia pubblicità all'interno dell'Ateneo con comunicazioni specifiche tramite il sito web dell'ateneo.
Parte II - Ordinamenti didattici

L'efficacia del presente decreto è subordinata all'aggiornamento della banca dati dell'offerta formativa di cui all'art. 9, comma 3, del D.M. n. 270/04, predisposta sul sito internet http://offertaformativa.miur.it.


  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 22/04/2009