«Lavorare con gli studenti è sempre un piacere, è quello che faccio tutti i giorni anche nella mia università». Esordisce così Kizhakeyil Lukose Sebastian, professore di chimica teorica all’Università di Bangalore, in India. Sebastian è arrivato nel nostro Ateneo all’inizio di ottobre e si è trattenuto per tutto il mese lavorando gomito a gomito con gli studenti del dottorato e coi laureandi in Scienza dei Materiali.
L’occasione del lungo soggiorno è nata da un’idea del professor Gianpaolo Brivio, coordinatore del dottorato, che grazie ai finanziamenti di Fondazione Cariplo ha pensato di invitare scienziati e ricercatori di livello internazionale e metterli a disposizione degli studenti, con una formula diversa rispetto a quella classica del visiting professor basata solo su lecture e seminari.
«In questo modo – spiega Brivio - i giovani possono lavorare ‘gomito a gomito’ con lo scienziato e superare quella barriera di soggezione che può impedire domande e discussioni dopo una lezione o un seminario. Essi possono inoltre ‘sentire’ come opera quotidianamente un ‘grande’ davanti a problemi scientifici simili ai loro».
«Questa esperienza all’Università di Milano-Bicocca – dice Sebastian nel “suo” ufficio in U5, circondato dai giovani dottorandi impegnati a scrivere le loro tesi – è molto stimolante perché c’è uno scambio continuo con giovani gruppi di ricerca e l’arricchimento è reciproco. Io, ad esempio, non sono un asso col computer mentre questi ragazzi lo usano molto bene. Inoltre, Milano è una bella città e a me piace la cucina italiana».
A vederlo impegnato alla lavagna, mentre scrive lunghe formule chimiche e si scambia impressioni con gli studenti si capisce che il professor Sebastian si trova a suo agio tra gli studenti. «Il valore aggiunto – dice – è il contatto diretto che si crea con gli studenti, molto più intenso di quando si va in un’altra università come visiting professor. Lo scambio avviene in tutti e due i sensi, perché anche un professore ha molto da imparare dagli studenti».
Tra gli studenti che stanno “approfittando” della presenza di Sebastian ci sono Carlo, Gloria e Ramona, dottorandi in Scienza dei Materiali e tutti sotto i 26 anni. Sono tutti colpiti dalla disponibilità, affabilità e gentilezza di Sebastian che descrivono pronto ad ascoltare ogni studente che gli si rivolge.
«Il professor Sebastian non si occupa direttamente del mio ambito di ricerca – dice Carlo Motta che sta lavorando a una tesi di dottorato sul trasporto elettronico di molecole organiche – ma mi ha dato ugualmente spunti molto utili per il mio lavoro ai quali non avevo pensato. Soprattutto, averlo a disposizione per un periodo di tempo lungo permette di non limitarsi a discutere un singolo problema ma di creare una vera e propria collaborazione».
«È una grossa opportunità poter interagire con un professore che magari ha un punto di vista diverso», gli fa eco Gloria Preda, impegnata in una ricerca sull’ossido di cerio finalizzata alla realizzazione di un catalizzatore che possa bruciare il particolato dei motori diesel a temperature più basse di quelle ora necessarie. Mentre Ramona Gironda, che pure sta lavorando alla sua tesi di dottorato, dice entusiasta che «la cosa positiva di avere uno scienziato a disposizione per lungo tempo è che spesso le idee non vengono al momento ma dopo averci ragionato su un po’».
A questi giovani che iniziano a lavorare nella scienza il professor Sebastian dice che «è fondamentale interagire di più con chi fa ricerca non solo in Italia ma anche all’estero, ad esempio in l’India, che è il mio paese, o negli Stati Uniti o in Germania, che è per voi più vicina. L’interazione fra le persone e i contatti tra le università sono la via maestra per conoscere cosa si sta facendo in un determinato laboratorio o cosa si studia in una università».
Sullo scenario prossimo venturo degli studi nel suo campo, la chimica-fisica, Sebastian non ha dubbi, «le nanotecnologie hanno sempre più rilevanza nei processi chimici e in modo particolare in quelli biologici. Ciò che sta succedendo è che la biologia sta diventando sempre più una scienza quantitativa, in questo senso una delle cose che stiamo facendo nei miei laboratori è la costruzione di modelli basati sulla fisica che ci permettano di interpretare i processi biologici».
Chi è K. L. Sebastian
K. L. Sebastian è professore di chimica presso il dipartimento di Chimica Inorganica e Chimica Fisica dell’Indian Institute of Science di Bangalore. È uno dei maggiori studiosi di chimica teorica e lavora sulle applicazioni della meccanica quantistica e della meccanica statistica in chimica e fisica chimica. Di recente ha sviluppato con il suo team di Bangalore un modello teorico che prevede il “rotolamento” di alcune molecole sulle superfici proprio come se fossero delle ruote, come primo passo per la creazione di un motore molecolare.
Sebastian ha ricevuto dal governo indiano il premio Shanti swarup Bhatnagar in Scienze Chimiche e il J. C. Bose National Fellowship dal Dipartimento indiano di Scienza e Tecnologia.
I prossimi ospiti del programma saranno Rugian Wu, professore di fisica alla University of California, Irvine e Yi Cui professore di Scienza dei materiali alla Stanford University.