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I bugiardi "traditi" dall'attività elettrica cerebrale

cervelloCi sono specifiche aree del cervello che si attivano quando si mente, lo rivela una ricerca da poco pubblicata sulla rivista americana Plos One.

Lo studio è stato realizzato da Alice Proverbio, Maria Elide Vanutelli e Roberta Adorni del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca. 

Le aree del cervello più attive dal punto di vista "elettrico" nella costruzione della menzogna sono la regione frontale e pre-frontale dell’emisfero sinistro e la corteccia cingolata anteriore.

«Rispetto alla macchina della verità che si basa sulla misurazione di aspetti fisiologici come sudore e battito cardiaco per individuare chi mente – aggiunge Proverbio – il metodo basato sulla registrazione dell'attività elettromagnetica misura anche l'effetto cerebrale delle emozioni provate durante l’interrogatorio. L'attività mentale, misurata attraverso le variazioni elettriche delle risposte cerebrali è un indicatore molto più affidabile di quella solo periferica».

Per conoscere la metodologia, il disegno sperimentale o per ulteriori informazioni consultare il comunicato stampa

In archivio dal: 20/06/2013


  

  
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