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Kyrgyzistan, evitare un nuovo Vajont

Nell'ipotesi di un terremoto, la diga di Toktogul  (situata sulla frattura Talas-Fergana) sarebbe interessata da numerose frane che provocherebbero ondate in grado di superarla, riversando parte del bacino artificiale sul fondovalle, con conseguenze disastrose per l'intera Asia Centrale.

Nelle vicinanze infatti, oltre ai dieci milioni di abitanti, si trovano numerosi depositi di scorie di uranio e rifiuti tossici.

L'Università di Milano-Bicocca fa parte di un progetto internazionale, finanziato dalla NATO nell'ambito del programma "Science for Peace", finalizzato a scongiurare questo grave rischio e indicare possibili accorgimenti per la messa in sicurezza del sito.

rilievo

Nello specifico, il team del professor Alessandro Tibaldi (dipartimento di Scienze Geologiche e Geotecnologiche) coordinerà la ricerca sulla paleosismicità della faglia, ricostruendo la sua storia sismica per calcolare l'energia massima che potrebbe venire rilasciata in un terremoto futuro.

I primi risultati del piano di valutazione del rischio sismico saranno presentati ai governi della regione già nel 2011.

Per maggiori informazioni leggi il comunicato stampa

In archivio dal: 08/11/2009


  

  
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