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La crisi cambia i destini occupazionali dei laureati, per loro mansioni più "concrete"

lavoroUn maggior impiego nelle aree funzionali legate alla Produzione, una flessione in quelle collegate alla Ricerca e Sviluppo, mentre viene dimezzata l’occupazione nelle Risorse Umane: in periodi di crisi le aziende preferiscono dedicare la nuova forza lavoro uscita dall’università a mansioni più “concrete”.
Emerge qualche sorpresa anche nella retribuzione legata alle diverse aree di afferenza.

Una ricerca ha rielaborato i dati delle indagini Stella-Cilea sull’occupazione dei laureati dal 2008 al 2011, confrontandoli con quelli della banca dati Excelsior-Unioncamere che monitora il fabbisogno di personale di oltre 100 mila aziende italiane.

L’analisi, coordinata da Paolo Mariani (professore straordinario di Statistica Economica) con la collaborazione dell’Ufficio di supporto alla valutazione dell’Ateneo, offre un quadro molto completo che spazia tra le aree funzionali in cui le aziende impiegano i laureati oltre che tra le retribuzioni in relazione alle aree stesse.

Per ulteriori informazioni consultare il comunicato stampa

In archivio dal: 29/08/2012


  

  
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