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Ricerca, le sfide del prossimo futuro

Puntare sui grandi temi di ricerca che stanno caratterizzando la società a livello globale: energia, ambiente e salute continuando, allo stesso tempo, a investire sui settori specialistici che sono stati punti di forza della ricerca del nostro Ateneo in questi anni. È questo, secondo il professor Francesco Archetti, delegato del Rettore alla Ricerca e all’Innovazione, lo scenario col quale si confronteranno nei prossimi mesi e anni i nostri ricercatori. 

Il trend positivo che ha riguardato le attività di ricerca svolte nei diversi dipartimenti in questi anni, che ha permesso di raggiungere importanti risultati (ottavo posto tra le prime 20 università italiane per progetti finanziati nell’ambito del VII° Programma Quadro, sesto posto nella graduatoria Miur per la ripartizione del 7 per cento del fondo di finanziamento 2009 in base ai progetti di ricerca approvati e finanziati nel VI° Programma Quadro, aumento del 9 per cento nel 2009 dei finanziamenti ottenuti da contratti di ricerca su commissione e in collaborazione con imprese e enti pubblici), si è confermato anche nella prima parte di quest’anno. Il primo semestre del 2010 ha fatto registrare esiti particolarmente positivi per i progetti di ricerca presentati dai diversi dipartimenti in risposta ai bandi pubblicati dalla Regione Lombardia. I fondi raccolti grazie ai progetti approvati hanno superato la soglia dei 7 milioni di euro, portando Milano-Bicocca al primo posto fra gli atenei lombardi. 

Tuttavia, la crisi economica e, soprattutto, i tagli ai bilanci delle università incideranno sempre di più sul mix di fonti attraverso le quali vengono finanziate le attività di ricerca (finanziamenti nazionali, finanziamenti europei, regionali, da fondazioni e da privati). 

Professor Archetti a quali partner si rivolge l’Università di Milano-Bicocca per finanziare le proprie attività di ricerca? 

La Regione Lombardia sta diventando un partner sempre più importante per noi. La Regione finanzia i rapporti con l’industria, l’internazionalizzazione e i network tra le università lombarde. Ma è molto forte anche il ruolo delle fondazioni, in particolare Cariplo. Negli ultimi tempi Cariplo ha finanziato diversi progetti in campo biomedico che si sono affiancati a linee di finanziamento già consolidate come quelle in Scienza dei Materiali, Biotecnologie e Scienze Ambientali. Tuttavia, il ruolo del ministero dell’Università e della Ricerca,  resta insostituibile,  per la ricerca sia di base sia industriale, anche se il numero dei bandi si è ridotto parecchio. La recessione sta pesando, invece, sul contributo dei privati. 

I settori di interesse strategico per l'Ateneo sono materiali, biotecnologie, salute, ambiente, scienze sociali, psicologia, statistica. Quali sono i vantaggi competitivi che abbiamo conseguito in queste aree e come vanno mantenuti? 

I settori che cita sono prevalentemente early start coi quali Milano-Bicocca ha iniziato la propria attività. Per alcuni di questi, penso ad esempio a Scienza dei Materiali, siamo stati i primi in Italia a costituire un dipartimento. È necessario continuare a mantenere, nei limiti del possibile, le risorse destinate a questi settori ed essere selettivi nella scelta dei progetti sui quali impegnare risorse umane e materiali. È quindi  importante  continuare a  supportare finanziariamente  gruppi di ricerca validi individuando e chiamando i ricercatori migliori anche dall’esterno. 

Quali sono le sfide che attendono la ricerca del nostro Ateneo nei prossimi anni? 

Da una parte dobbiamo continuare a essere validi a livello specialistico in ambito internazionale, dall’altra è importante acquistare maggior peso nei grandi temi che caratterizzano il cambiamento della nostra società partecipando a progetti cooperativi con enti pubblici e aziende private. Si tratta di favorire una modulazione dell’impegno, in modo non tradizionale, su quegli aspetti che coinvolgono stati, organizzazioni e individui oggi, come ambiente, salute e energia. Una sfida specifica è  proseguire sulla strada di una  gestione efficace della proprietà intellettuale e della valorizzazione industriale dei risultati della ricerca attraverso la cessione di brevetti e il contributo alla creazione di nuove aziende. 

Cosa va migliorato per conseguire questi obiettivi? 

È necessario potenziare le strutture di coordinamento per facilitare  e migliorare i processi di attivazione e dispiegamento delle risorse sulle grandi tematiche.


  

  
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redazioneweb@unimib.it - ultimo aggiornamento di questa pagina 03/05/2012