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Siamo 7 miliardi: come ci contano?
foto Giancarlo Blangiardo
Giancarlo Blangiardo, professore di Scienze statistiche, Università di Milano-Bicocca

Il 31 ottobre scorso è venuto al mondo il 7miliardesimo abitante del pianeta. Il conteggio parte dai censimenti e si sviluppa con funzioni matematiche. Ce lo spiega Giancarlo Blangiardo, docente di demografia presso la Facoltà di Scienze statistiche dell’Università degli studi Milano-Bicocca.

Secondo l’Onu siamo appena diventati 7 miliardi. E’ così?
Parliamo sempre di una stima, che si basa su un assunto fondamentale: la conoscenza di quanti siamo al mondo in un dato momento. L’iniziativa del 7miliardesimo è stata del Sistema ONU, ma ci sono anche altri enti che seguono il controllo della popolazione (Neodemos). Si tratta di unire in una funzione matematica le seguenti variabili: il censimento del punto di partenza, il fattore tempo e il livello di accrescimento della popolazione (saldo nati-morti). Su internet si trovano siti nei quali ci si può divertire con questo gioco matematico. Dietro alla variabile dell’accrescimento della popolazione ci sono poi leggi che derivano dal comportamento della gente nel fare figli, la capacità di vivere a lungo, le cause esterne.

Come è possibile fare previsioni a lungo termine?
I fenomeni demografici seguono leggi di inerzia, proprio perché legati ai comportamenti delle persone, che cambiano lentamente nel tempo. Quel che può cambiare in maniera imprevedibile i dati sono le cause traumatiche esterne, come disastri naturali o guerre.

Se le chiedessi di calcolare quando nascerà l’8miliardesimo?
C’è un sistema veloce: eravamo 6 miliardi nel 1999, abbiamo raggiunto i 7 miliardi nel 2011, cioè 12 anni dopo, raggiungeremo gli 8 miliardi tra altri 12 anni, quindi nel 2023. Se vogliamo un calcolo meno approssimativo, che tenga conto anche di eventuali cambiamenti nei comportamenti della popolazione, guardiamo invece le previsioni dell’Onu, che aggiorna ogni due anni nel suo data base le tendenze della fecondità  per ogni Paese e pubblica le previsioni per gli anni multipli di 5: saremo 8 miliardi e 2 milioni nel 2025. Confrontando i due risultati, si intuisce che è previsto un abbassamento della fecondità.

Qual è il margine di errore?
E’ ragionevole ritenere che sia nell’ordine del 10%. Tutti i calcoli sulla popolazione mondiale, infatti, partono da un piccolo “tarocco” di base, rappresentato dai censimenti di alcuni Paesi, per esempio quelli dell’Africa sub sahariana, che non offrono censimenti particolarmente capaci di garantire una buona copertura esaustiva della popolazione.

Contarsi e fare previsioni: a che pro?
Contarsi è importante, serve a creare l’occasione per riflettere sul giusto equilibrio tra lo sviluppo della popolazione e quello di quanto ci sta intorno. La futura crescita sarà determinata in gran parte dall’Africa sub-sahariana. in questi ultimi anni proprio in quella zona la popolazione è cresciuta in maniera proporzionale mentre il PIL pro-capite lo ha fatto in maniera più che proporzionale. Questo il motivo per cui io tendo personalmente a vedere più il bicchiere mezzo pieno che quello mezzo vuoto…


  

  
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redazioneweb@unimib.it - ultimo aggiornamento di questa pagina 03/05/2012