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Summer School, il diario di viaggio degli studenti

Sono tornati e hanno molto da raccontare gli studenti dell’Università di Milano-Bicocca che hanno partecipato alle Summer School 2010, nel periodo luglio-agosto. I soggiorni di studio della durata di due settimane organizzati dall’ateneo quest’anno hanno contato 59 partecipanti, i quali hanno potuto scegliere la meta del proprio viaggio tra Cina, Russia e India.

I ragazzi che hanno partecipato alle tre Summer School hanno affidato ai blog Italy to China, Italy to Mosca e Italy to India il racconto del viaggio, descrivendo gli avvenimenti della giornata e cercando di trattenere luoghi visitati, persone incontrate, impressioni e sensazioni, a partire dalle emozioni e dalle tante aspettative prima della partenza. Scrive a questo proposito Martina, studentessa di Psicologia: «L’India è, per me, tutto ciò che è accaduto prima, durante, e dopo... Prima è la curiosità che è sempre più grande, e la voglia di andare che cresce sempre più.»

Cosa hanno trovato i nostri studenti durante queste due settimane di viaggio? E qual è il bagaglio di esperienza che hanno portato con sé al ritorno? L'impressione, leggendo i loro resoconti, è che l'esperienza abbia superato le pur grandi aspettative iniziali. Quasi per tutti, l'impatto con i paesi ospitanti è stato fortissimo: «Ciò che mi ha colpito della Cina è la profonda diversità che si avverte appena si mette piede all'aeroporto di ChonQing. E' l'impatto che incuriosisce e affascina: ogni giorno si resta sorpresi, meravigliati, sconcertati, infastiditi o irritati, ma mai indifferenti» scrive Federica, studentessa di Marketing; Antonella, iscritta ad Economia e di ritorno da Bangalore, India, afferma: «Posso dire una cosa: non c’è niente che non abbia superato le mie aspettative, stupendomi. Devi essere pronto ad affrontare due settimane di docce ghiacciate, cibo piccante, ritmi serrati, lezioni in inglese ma con pronuncia indiana, pullman che perdono il liquido dei freni o che si bloccano in mezzo al nulla». Un'esperienza forte, (per molti il primo vero viaggio da adulti), vissuta intensamente, anche dal punto di vista delle attività quotidiane: sveglia presto per seguire le lezioni, e poi visite guidate, escursioni e un assaggio di vita notturna, il tutto a ritmo serrato.

La formula della Summer School sembra funzionare davvero molto bene. Prima della partenza, gli studenti hanno seguito un ciclo di lezioni preparatorie (fondamentali: impossibile altrimenti evitare gaffes, spiegano i ragazzi); una volta giunti nei paesi di destinazione, sono stati alloggiati presso le strutture dei campus ospitanti, dove hanno affrontato storia, cultura e aspetti giuridici ed economici del paese ospitante attraverso lezioni frontali in lingua inglese e visite ad aziende ed enti culturali. Uno dei maggiori obiettivi didattici della Summer School è infatti quello di mostrare nella realtà pratica ciò che viene affrontato in aula, in particolare in materia di sviluppo economico; per molti studenti, inoltre, il viaggio ha rappresentato un primo importante contatto con il mondo del lavoro, in vista di un futuro professionale. Alcuni hanno colto l’occasione al volo, come Chiara, studentessa di Marketing, che in autunno tornerà  a ChonQing per svolgere uno stage. «Uno degli sviluppi che ci auguriamo per le Summer School è proprio quello di favorire la collaborazione tra università e aziende straniere, per permettere agli studenti di svolgere esperienze lavorative all’estero. Siamo ancora all’inizio, ma è un progetto a cui teniamo molto: per l’Università di Milano-Bicocca sarebbe una bella novità» afferma il professor Fabio Corno, docente di Economia Aziendale nella facoltà di Sociologia e coordinatore delle Summer School.

Un altro aspetto particolarmente apprezzato dai partecipanti è la sistemazione presso le università ospitanti. Vivere all’interno dei campus universitari infatti offre l’occasione di fare conoscenza con i coetanei del posto e quindi di trasformare il viaggio di studio in uno scambio culturale e umano, «una finestra su un nuovo universo», dice Stefano, studente di Statistica. Questo aspetto è molto sentito dai ragazzi, i quali sottolineano nei loro resoconti come l’esperienza delle Summer School, grazie al contatto con la gente del posto, offra uno sguardo del paese molto diverso da quello del semplice turista. Secondo il professor Corno è proprio la conoscenza tra studenti di paesi diversi la chiave del successo delle Summer School: «Lo scambio aiuta a capire che la realtà è complessa, e per leggerla servono tante lenti: bisogna avere una vista multidimensionale, come quella delle mosche». Intercultura e interdisciplinarietà: queste le parole d’ordine del progetto Summer e Winter School, partito in sordina (solo 4 partecipanti nel 2006, contro gli 80 di quest’anno) ma sempre più ambizioso. Oltre alla promozione di stage e tirocini all’estero, tra i prossimi obiettivi c’è la creazione di percorsi didattici per classi internazionali, il coinvolgimento di tutte le facoltà dell’ateneo  e il rafforzamento dell’interazione a due vie, che vedrebbe l’Università di Milano-Bicocca ospitare studenti provenienti dai paesi oggi meta dei progetti di scambio.

La prossima partenza è in occasione della Winter School, destinazione Brasile: il progetto sarà pubblicato entro il mese di ottobre.

Per informazioni rivolgersi a:

Fabio Corno, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale fabio.corno@unimib.it

 

Di seguito riportiamo i resoconti di viaggio dei ragazzi

 

 

 

 


  

  
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redazioneweb@unimib.it - ultimo aggiornamento di questa pagina 03/05/2012