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Tutti i segreti di uno Stradivari

Antonio Stradivari è universalmente considerato il più noto fabbricante di Violini della storia, le sue creazioni non sono semplici strumenti musicali: sono vere e proprie opere d'arte ammirate in tutto il mondo.

violino stradivariUno studio congiunto delle Università di Pavia, Milano-Bicocca e Statale di Milano (M. Malagodi, C. Canevari, L. Bonizzoni, A. Galli, F. Maspero, M. Martini, A multi-technique chemical characterization of a Stradivari decorated violin top plate) pubblicato sulla rivista Applied Physics A, fa luce sulla composizione e le caratteristiche dei materiali utilizzati per la tavola armonica di un violino originale Stradivari.

La parte di ricerca realizzata in Bicocca ha impiegato diverse tecniche di indagine, tutte assolutamente non distruttive, ed è stata condotta dal professor Marco Martini, direttore del dipartimento di Scienza dei Materiali e dai suoi collaboratori Anna Galli (ricercatore CNR-IFN) e Francesco Maspero (tecnico del CuDaM, il Centro Universitario per le Datazioni di Milano-Bicocca).

In particolare, mediante la tecnica EDXRF, basata sull’irraggiamento dell’opera con raggi X, sono stati studiati i materiali e le decorazioni della tavola armonica ed è stato possibile caratterizzare i materiali delle strisce decorative, rivelando l’utilizzo di un particolare inchiostro, chiamato ferro gallico, noto per essere utilizzato all’epoca come inchiostro da scrittura.

Applicando, inoltre, la tecnica della dendrocronologia sulla tavola, la stessa tecnica che si usa per datare i tronchi degli alberi, il gruppo di lavoro dell’Università di Milano-Bicocca ha potuto confermare che il periodo di fabbricazione dello strumento corrisponde al periodo di attività del famoso liutaio cremonese. Questa tecnica di datazione assolutamente non distruttiva lega lo spessore degli anelli degli alberi al loro periodo di crescita: confrontando le misure sperimentali con opportuni database è possibile risalire alla collocazione storica dell’oggetto ligneo in esame.

«L’utilizzo di tecniche scientifiche sofisticate e non invasive – dicono Martini e i suoi collaboratori - contribuisce sempre più alla conoscenza del patrimonio culturale, permettendo di studiare i manufatti senza lasciare traccia dell’intervento».

Per maggiori informazioni consultare il comunicato stampa.


*Didascalia alla foto:

La tavola analizzata e le curve dendrocronologiche che ne hanno permesso la datazione. (Crediti immagine: Università di Pavia e Università degli Studi di Milano-Bicocca)

In archivio dal: 15/08/2013


  

  
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