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Voli low cost a lungo raggio, la rivoluzione è già iniziata

Europa e America del Nord più vicine grazie ai voli low cost a lungo raggio. Andrea Giuricin, docente di management dei trasporti di Milano-Bicocca, ci spiega quali saranno gli effetti del nuovo modello di business del trasporto aereo e come cambierà il modo di viaggiare.  Aereo

Oggi si parla molto delle tariffe low cost a lungo raggio, cosa cambierà?
Il modello di business del trasporto aereo è stato rivoluzionato nel corto e medio raggio da parte delle compagnie low cost. Oggi tutti viaggiamo a prezzi molto bassi in Europa. Un processo simile si sta iniziando a vedere nel settore a lungo raggio.
L’arrivo di nuove tipologie di aeromobili permetterranno di viaggiare a prezzi molto contenuti in tutto il mondo. Volare per meno di 100 euro dall’Europa agli Stati Uniti è già una realtà e presto lo sarà anche in Italia. L’apertura dei mercati è l’altro elemento essenziale. È possibile avere il low cost dove c’è concorrenza.

La compagnia Norwegian ha già proposto delle tariffe competitive per i voli dall’Europa al Nord America, quando si vedranno concretamente i primi effetti di questa rivoluzione?
I primi effetti in realtà iniziano già a vedersi. È già possibile comprare voli dall’Irlanda alla Costa Est degli Stati Uniti anche per 70 euro, e l’arrivo di nuovi aerei a lungo raggio per la compagnia norvegese permetterà di ampliare l’offerta. Dal 2013 al 2018 la flotta di Norwegian a lungo raggio cresce da 3 a 28 aeromobili. La rivoluzione non sarà tuttavia immediata, anche se i primi vettori tradizionali stanno lanciando nuove compagnie low cost a lungo raggio. È il caso di FlyLevel di Iberia, che offre voli low cost da Barcelona o Scoop, di Singapore Airlines che collega da poco Atene al Sud Est asiatico.

Cosa permette di abbattere i costi, anche del 50 per cento rispetto alle tariffe attuali?
In primo luogo ci sono i nuovi aerei più efficienti, quali il Boeing 787 o l’Airbus A350. Questi aerei fatti all’80 per cento con materiali compositi, sono più piccoli e permettono di collegare anche città “secondarie”, dato che hanno bisogno di una domanda inferiore.
L’arrivo del B737 Max permette inoltre di collegare la Costa Est degli Stati Uniti da alcune città europee con un aereo a corridoio singolo, ancora più efficiente. Minori costi e necessità di domanda inferiore sono due degli elementi essenziali: esiste dunque anche una minore necessità di dover creare un sistema di hub & spoke come in passato. C’è poi il revenue management che gioca un ruolo sempre più importante. Una maggiore discriminazione di prezzo permette di raggiungere load factor molto elevati (anche superiori al 90%). Infine l’offerta low cost non prevede i “fronzoli” e quindi quelli che prima erano dei costi (si pensi al catering) diventano dei ricavi ancillary.

In Italia quali compagnie giocheranno la carta delle tariffe low cost a lungo raggio?
Per adesso è entrata Norwegian su Roma Fiumicino, ma non è escluso che nei prossimi 12-24 mesi altre compagnie possano entrare. Scoop ha collegato Singapore ad Atene con offerte anche a 99 euro e potrebbe essere interessata al mercato italiano. Sicuramente entreranno altre low cost a lungo raggio sul mercato, ma anche le compagnie tradizionali con le loro filiali low cost, quale ad esempio Fly Level, potrebbero entrare nel mercato italiano.

Sempre in ambito di trasporti, il 13 giugno è previsto un incontro per fare il punto sulla situazione Alitalia (qui tutti i dettagli). Il seminario è organizzato dal professor Ugo Arrigo, docente di Scienza delle finanze di Milano-Bicocca.

In archivio dal: 22/06/2017


  

  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 23/10/2017