L’applicazione del D.Lgs 152/2006 per la gestione rifiuti speciali

Il servizio di gestione dei rifiuti speciali garantisce il corretto smaltimento di particolari rifiuti prodotti negli insediamenti dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca nel rispetto di quanto previsto dal Testo Unico sui rifiuti, il D.Lgs 152/2006. I prossimi paragrafi forniscono un breve riassunto della legislazione in merito alla gestione rifiuti che risulta molto complessa e dettagliata.

Chi volesse ulteriori informazioni può richiederle tramite service desk

Obiettivi principali del D.Lgs 152/2006 sono:

  • la differenziazione dei materiali per ridurre i costi di recupero, riciclo e smaltimento
  • la tracciabilità del rifiuto, per evitare la dispersione nell’ambiente
  • la riduzione delle quantità di materiali che devono essere termodistrutti o inviati in discarica
  • attribuire i costi di smaltimento a chi effettivamente produce rifiuti, soprattutto per quelli inquinanti e non riciclabili

 

I rifiuti speciali sono definiti dall’Art 183 del D.lgs 152/2006; rientrano in questa categoria i materiali elencati nelll’allegato A alla parte IV del D.Lgs 152/2006.

Ogni tipologia di materiali, deve essere raccolta separatamente e consegnata per lo smaltimento differenziato attraverso una procedura molto dettagliata prevista sempre dal D.Lgs 152/2006. Ogni rifiuto viene classificato con un singolo Codice Europeo dei Rifiuti (CER) definito dall’Elenco Europeo dei Rifiuti (di cui alla decisione 2014/995/UE).

I CER sono caratterizzati da un codice a sei cifre (ad esempio 080318) e da una breve descrizione (per lo 080318 – Toner esausti).

Se il codice è seguito da un asterisco si identifica come rifiuto pericoloso (ad esempio per i monitor 160213* - Apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci 160209 e 160212) e la procedura di smaltimento deve seguire un percorso di tracciabilità a livello nazionale (SISTRI) mediante informatizzazione dei flussi di entrata e di uscita dai produttori, ai trasportatori fino ai destinatari finali controllato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dall’Arma dei Carabinieri.

Qualora decidiate di disfarvi di qualunque bene, questi diventano rifiuti e ne deriva l’obbligo per il produttore di avviarli allo smaltimento attraverso le vie previste dal D.Lgs 152/2006.

Potrà apparire strano, poiché alcuni tipi di rifiuti, se prodotti dal privato cittadino, sono considerati assimilabili ai rifiuti urbani (ad esempio i pc, i monitor, i frigoriferi e le batterie) e quindi consegnabili in discarica.

Nel caso invece di un’impresa o di un ente pubblico sussiste l’obbligo di raccolta del materiale e la consegna a trasportatori specializzati che li conferiscano in centri di raccolta autorizzati. Tutte le operazioni di raccolta in deposito, trasporto e conferimento devono essere tracciate attraverso la compilazione di registri e formulari cartacei e/o elettronici.

Anche le modalità di gestione finale sono definite dal D.Lgs 152/2006, i materiali destinati al recupero vengono classificati con destinazione R13, mentre i materiali destinati all’incenerimento o alla discarica sono classificati come D15. A seconda delle caratteristiche merceologiche del materiale lo stesso codice CER può essere destinato a due trattamenti finali differenti, è questo ad esempio il caso dei rifiuti toner

Attenzione: la presente procedura è stata formulata per rispondere a specifiche esigenze di gestione dei rifiuti all'interno dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca, nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari interne, Questa può non corrispondere a quanto diversamente previsto per la gestione dei rifiuti in altre imprese o per la gestione dei rifiuti provenienti da attività domestiche.

Per approfondire - Chi è il responsabile per lo smaltimento dei rifiuti?

Chi è il responsabile della gestione rifiuti

Non esiste un solo responsabile per la gestione rifiuti, più figure collaborano per la buona riuscita delle operazioni. Il regolamento per la gestione rifiuti di Ateneo può essere scaricato qui

Rettore e Consiglio di Amministrazione (Art. 9 regolamento rifiuti)

Il Rettore e il Consiglio di Amministrazione sono responsabili della buona organizzazione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Nominano il Responsabile del Servizio di Gestione Rifiuti e ne verficano l’attività. Stabiliscono inoltre lo stanziamento di fondi per la copertura finanziaria delle Attività di raccolta, trasporto e smaltimento.

Responsabile del Sistema di Gestione Rifiuti di Ateneo (RSGRA) (Art. 11 regolamento rifiuti)

Il RSGRA ha il compito dell’organizzazione di tutti i servizi di smaltimento dei rifiuti prodottiin Ateneo. Definisce le modalità di separazione e codifica dei rifiuti, stabilisce le procedure e l’informazione/formazione dell’utenza. Gestisce i contratti per il trasporto e lo smaltimento rifiuti per tramite del RUP. Verifica l’osservanza delle disposizioni.

Responsabile Unico del Procedimento (RUP) dei contratti diappalto per i servizi di trasporto e smaltimento rifiuti (art. 31 D.Lgs. 50/2016)

È il soggetto previsto dal cosidetto Codice degli Appalti (D.Lgs. 50/2016) per le fasi di progettazione, affidamento ed esecuzione dell’appalto. È il responsabile dei contatti con le imprese a cui sono affidati i servizi di trasporto e smaltimento e del buon andamento degli stessi. È il soggetto al quale spetta inoltre l’incarico di verifica delle autorizzazioni degli operatori economici in appalto con l’Ateneo.

Responsabile del Deposito Temporaneo (art. 14a regolamento rifiuti)

Il Responsabile del Deposito Temporaneo è il soggetto a cui spetta l’organizzazione dei servizi di raccolta, stoccaggio temporaneo ed invio al trasporto e smaltimento dei rifiuti presso le Strutture Organizzative (Aree o i Dipartimenti) dell’Ateneo e coincide con il responsabile della Stuttura Organizzativa stessa. È il soggetto a cui competono le attività di gestione del deposito temporaneo (raggruppamento per tipologie omogenee, accertamento delle quantità in entrata ed in uscita, accertamento della corretta etichettatura dei rifiuti e compilazione dei formulari e del registro di carico e scarico) e di informazione dell’utenza. Le attività di gestione del deposito temporaneo possono essere affidate ad un delegato.

Produttore/detentore del rifiuto (art. 8 regolamento rifiuti)

Il Responsabile dell’attività di Didattica e Ricerca in Laboratorio (RDRL), o il soggetto equiparabile delle strutture di ricerca che hanno sede in Ateneo (Spin-off, centri di ricerca, ecc...) è identificato come produttore o detentore del rifiuto al quale competono le responsabilità di corretta separazione, identificazione, etichettatura, avvio al trasporto e smaltimento dei rifiuti. Per produttore/detentore di rifiuti, nell’organizzazione dell’Università, deve intendersi non soltanto il soggetto Responsabile della Didattica e Ricerca in Laboratorio (RDRL) dalla cui attività materiale sia derivata la produzione di rifiuti, ma qualora questa figura non fosse identificabile, anche il soggetto (Dirigente dell’Amministrazione e/o Responsabile di Struttura) al quale sia giuridicamente riferibile detta produzione ed a carico del quale sia quindi configurabile, quale titolare di una posizione definibile come di garanzia, l’obbligo di provvedere allo smaltimento di detti rifiuti nei modi prescritti per legge.

a cura di Area infrastrutture e approvvigionamenti, ultimo aggiornamento il 28/10/2020