Specifiche sul corso

Area del corso: 
Dipartimento: 
DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE PER LA FORMAZIONE "RICCARDO MASSA"
Tipo di corso: 
Corso di Laurea Magistrale
Anno accademico: 
2017/2018
Durata in anni: 
2
Crediti: 
120
Sede: 
MILANO
Lingua: 
Italiano
Modalita' didattica dell'ordinamento: 
Convenzionale

Norme per l'accesso

Le conoscenze in ingresso richieste riguardano la conoscenza degli elementi fondamentali alla base del sapere antropologico ed etnologico, e delle sue connessioni con il sapere delle altre scienze umane e sociali, con particolare attenzione alla filosofia, alla pedagogia, alla psicologia, alla sociologia, ala linguistica. Tali conoscenze devono sapersi tradurre in competenze relativamente alla capacità di leggere le realtà socio-culturali, individuando metodologie e strumeti. La verifica della preparazione personale verrà prevista con modalità che saranno definite nel regolamento didattico del corso di studio.

Modalità di ammissione

Per accedere al Corso di laurea magistrale occorre essere in possesso di una Laurea o di Diploma universitario triennale o altro titolo di studio conseguito all'estero e riconosciuto idoneo. Inoltre, per essere ammesso al Corso di laurea, lo studente dovrà essere in possesso di almeno 50 crediti complessivi nei seguenti ambiti disciplinari: discipline demoetnoantropologiche; discipline sociologiche, statistiche, pedagogiche e psicologiche; discipline storiche, geografiche e filosofiche; lingue e civiltà. Una commissione apposita procederà alla
valutazione della lettera di motivazione e del curriculum vitae presentato dagli studenti che avranno fatto domanda secondo le modalità e le scadenze indicate dall'Ateneo. La lettera di motivazione conterrà indicazioni sulle ragioni che hanno portato il candidato a presentare domanda, le sue esperienze (anche lavorative) a contatto con la diversità culturale, la formazione nel settore demo-etno antropologico (anche attraverso la coltivazione di interessi personali), e le sue aspettative future. Per i candidati in possesso dei requisiti richiesti e di un voto di laurea inferiore a 95/110 l'ammissione al Corso è condizionata alla valutazione dell'adeguatezza della personale preparazione mediante colloquio davanti alla Commissione. I laureati con elevata preparazione, provenienti da percorsi non perfettamente coerenti con i requisiti richiesti, potranno essere ammessi previo colloquio di valutazione con la commissione.
Oltre all'iscrizione annuale (tempo pieno), lo studente potrà effettuare una iscrizione a crediti (CFU) optando per un impegno a tempo parziale, con le modalità definite nell'art. 9 del Regolamento degli studenti

Obiettivi formativi e competenze attese

Il Corso di Studio in Scienze antropologiche ed etnologiche prepara figure professionali in grado di operare con funzioni di responsabilità in strutture e contesti in cui si affrontino aspetti centrali del mondo contemporaneo: convivenza interculturale, migrazioni e processi d’integrazione, cittadinanza e diritti, cooperazione e sviluppo, salvaguardia e valorizzazione dei patrimoni culturali, risorse e ambiente, forme di famiglia e trasformazione sociale, dialogo interreligioso, rapporti economici con i mercati emergenti di regioni del mondo fino a pochi anni fa considerate marginali e che oggi sono diventate motori dell’economia mondiale (Cina, Giappone, India, mondo arabo, Africa meridionale, Africa Occidentale, America Latina).
Il percorso formativo è articolato in un’area di attività “caratterizzanti” (AREA 1: formazione di base), seguita da un’area di attività “a scelta” (AREA 2: percorsi di approfondimento). Una parte dei crediti è dedicata allo svolgimento di attività utili per il mondo del lavoro e un’altra alla prova finale.
I risultati di apprendimento attesi per le due aree fanno riferimento ai "descrittori di Dublino", un sistema adottato in sede europea per facilitare la comparazione dei titoli a livello comunitario. I descrittori di Dublino sono cinque. I primi due sono stati declinati secondo le diverse esigenze delle due aree di apprendimento; gli ultimi tre sono comuni a entrambe le aree poiché riguardano competenze trasversali.

AREA 1 – FORMAZIONE DI BASE

1. Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)
ACQUISIRE conoscenze solide e sistematiche nell’ambito delle scienze antropologiche e delle scienze umane.
INDIVIDUARE le specificità teoriche e metodologiche di ciascun sapere e la possibilità di tracciare connessioni interdisciplinari.
COMPRENDERE le specificità di ciascun ambito e oggetto di ricerca (religione, politica, parentela, genere, educazione, economia, sviluppo, sistemi di pensiero ecc.) e il loro livello di integrazione e interdipendenza nella complessità delle realtà sociali e culturali.

2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
ARTICOLARE il dialogo fra letteratura scientifica e ricerca in modo innovativo.
APPLICARE in modo efficace le competenze acquisite a problemi, situazioni e contesti concreti.
SAPER TRASMETTERE il senso di apertura mentale e la capacità di dialogo interculturale che sono a fondamento delle scienze antropologiche ed etnologiche.

AREA 2 – PERCORSI DI APPROFONDIMENTO

1. Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)
ACQUISIRE conoscenze solide e sistematiche nei diversi ambiti delle scienze antropologiche, delle scienze sociali e delle lingue extra-europee che si è scelto di approfondire.
INDIVIDUARE le specificità teoriche e metodologiche di ciascun sapere e la possibilità di tracciare connessioni interdisciplinari.
COMPRENDERE le specificità di ciascun ambito (aree culturali e linguistiche) e oggetto di ricerca (per es. sviluppo, migrazioni, salute e malattia, arte, cultura materiale, linguistica e comunicazione) e il loro livello di integrazione e interdipendenza nella complessità delle realtà sociali e culturali.

2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
ARTICOLARE il dialogo fra letteratura scientifica e ricerca in modo innovativo.
INDIVIDUARE in modo efficace le aree critiche e progettare interventi utilizzando le competenze acquisite.
TRASMETTERE conoscenze specifiche che facilitino la convivenza, la mediazione e lo sviluppo di ambienti socialmente, economicamente e culturalmente produttivi.

Obiettivi trasversali a tutte le aree di apprendimento

3. Autonomia di giudizio (making judgements)
COGLIERE la complessità dei processi culturali, elaborando prospettive che tengano conto e valorizzino il punto di vista dei soggetti coinvolti.
SAPER considerare una questione da molteplici punti di vista, superando i propri stereotipi ed etnocentrismo.
FORMULARE giudizi attendibili e fondati sulla base di informazioni limitate o incomplete, combinando rigore e immaginazione.
VALUTARE le conseguenze delle proprie prese di posizione e decisioni in modo eticamente e socialmente responsabile.

4. Abilità comunicative (communication skills)
COMUNICARE con efficacia le proprie conoscenze, riflessioni e la logica che le orienta, sia a partner professionali (colleghi, dirigenti, committenti, amministratori ecc.) sia a partner non professionali (utenti, società, mezzi di comunicazione, ecc.).

5. Capacità di apprendimento (learning skills)
SVILUPPARE la capacità di “apprendere ad apprendere” in modo attivo, creativo, autoriflessivo e contestualizzato.
INDIVIDUARE e costruire in modo autonomo oggetti e temi di studio e ricerca.
RICERCARE e utilizzare fonti e strumenti di ricerca.
USARE le conoscenze e competenze acquisite nel percorso universitario come risorse per risolvere in modo creativo problemi in ambiti non familiari e per valorizzare la propria specificità professionale nel mondo del lavoro.

Insegnamenti

Prova finale

Per il conseguimento della Laurea Magistrale in Scienze Antropologiche ed Etnologiche è obbligatorio lo svolgimento di una tesi sotto la guida di un relatore su tematiche corrispondenti agli obiettivi del Corso. Questo elaborato può approfondire questioni d'ordine teorico, di storia delle discipline demo-etno-antropologiche o può consistere in una riflessione empirica, saldamente ancorata alle teorie di riferimento, che nasca dalle attività di ricerca svolte dal candidato. Gli studenti sono incoraggiati a focalizzarsi su un tema e un'area di ricerca fin dall'inizio del percorso formativo, così da poter acquisire gradualmente le necessarie competenze di ricerca bibligorafica, etnografica e d'archivio. La prova finale consiste nella presentazione e discussione della tesi, in seduta pubblica, davanti ad una commissione di docenti che esprimerà in centodecimi la valutazione complessiva. Le attività relative alla prova finale comportano l'acquisizione di 20 CFU.

Sbocchi occupazionali

Il profilo professionale formato dal corso di Laurea Magistrale in Scienze Antropologiche ed Etnologiche è quello dell’antropologo (antropologo culturale, etnoantropologo, etnografo; codice ISTAT 2.5.3.2.2 ). Esso rientra fra le “Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione”, e più in particolare fra gli “Specialisti in scienze umane, sociali, artistiche e gestionali”. Possiede quelle competenze antropologico-etnologiche, linguistiche ed epistemologiche che lo mettono in condizione di svolgere attività di ricerca e assumere funzioni di esperto in strutture relative alla cooperazione internazionale, alla comunicazione interculturale, all’orientamento nella gestione delle imprese produttive, nonché ai servizi sociali, educativi, sanitari e scolastici e relativi alla pianificazione territoriale. Può inoltre operare in strutture preposte alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale delle comunità locali e straniere e all'apprendimento, allo sviluppo e diffusione delle conoscenze etno-antropologiche in ambito nazionale ed internazionale e nel campo dell'insegnamento.

funzione in un contesto di lavoro:
Nell’ambito della comunicazione interculturale il laureato in Scienze Antropologiche ed Etnologiche può operare in ambito locale internazionale con funzione di formatore, consulente, mediatore e facilitatore in progetti educativi, d’integrazione sociale, di creazione e divulgazione culturale attraverso una molteplicità di media. In questi diversi ambiti fa uso delle conoscenze e delle competenze comunicative che gli derivano dall’acquisizione del metodo etnografico, da esperienze di campo, dalla pratica e riflessione sulla scrittura, dall’apprendimento di lingue straniere ed eventualmente extra-europee, dall’uso di codici comunicativi diversi (verbali, visuali, corporei) e culturalmente differenziati.

Nell’ambito delle politiche sociali concernenti i migranti e i progetti di sviluppo il laureato in Scienze Antropologiche ed Etnologiche può operare in ambito locale internazionale con funzione di formatore, consulente, mediatore e facilitatore in progetti di integrazione dei cittadini stranieri, di assistenza ai migranti, di sviluppo sostenibile, di promozione dei diritti sociali e culturali. In questi diversi ambiti fa un uso critico, socialmente responsabile delle conoscenze e delle competenze linguistiche, comunicative e relazionali che gli derivano dall’acquisizione del metodo etnografico, da esperienze di campo, dalla capacità di mettere in relazione persone e contesti socioculturali diversi.

Nell’ambito socio-sanitario il laureato in Scienze Antropologiche ed Etnologiche può operare con funzione di formatore, consulente, mediatore e facilitatore nelle strutture socio-sanitarie, sia nei progetti di ricerca che nell’ambito dell’accesso e dell’educazione alla salute. Egli/ella è in grado di lavorare criticamente sul carattere culturale del sapere biomedico e delle istituzioni sanitarie, sul pluralismo medico e sulla dimensione culturale della relazione medico-paziente. Con studi sul territorio può inoltre far emergere i fattori sociali, economici, culturali e di genere che limitano l’accesso alle strutture sanitarie per alcune fasce di popolazione e può individuare i fattori che condizionano l’efficacia delle strutture socio-sanitarie offrendo strumenti per favorire l’inclusione socio-sanitaria (anche per le fasce più deboli della popolazione). Può inoltre contribuire in modo competente con attività di progettazione e di formazione in ambiti sensibili quali: violenza nei rapporti di intimità e di genere o prevenzione e salute delle nuove generazioni.

Nell’ambito museale, artistico e del patrimonio culturale e ambientale il laureato in Scienze Antropologiche ed Etnologiche può operare in ambito locale internazionale con funzione di formatore, consulente, conservatore, mediatore, facilitatore, creatore di eventi, con musei, enti, associazioni e privati che si occupano della tutela e promozione del patrimonio culturale materiale e immateriale e della creazione artistica. In quest’ambito porta le sue competenze critiche di tipo museologico ed estetico evidenziando il carattere culturalmente sensibile dell’eredità culturale e gli scarti fra usi sociali, cornici normative e sfruttamento commerciale e turistico della cultura.

Nell’ambito imprenditoriale, il laureato in Scienze Antropologiche ed Etnologiche può operare oltre che con funzioni di gestione delle risorse umane, anche come formatore, consulente, mediatore e facilitatore offrendo conoscenze di natura sociale, storica e culturale sulla diversità dei mondi ‘altri’ in cui le imprese operano o intendono operare e il modo migliore per entrare in un’efficace comunicazione con gli interlocutori locali rispettandone prospettiva e sensibilità.

Nell’ambito della ricerca e della creazione del sapere il laureato in Scienze Antropologiche ed Etnologiche può operare in ambito nazionale internazionale in università ed enti di ricerca pubblici o privati. In quest’ambito fa uso delle competenze e conoscenze apprese e delle sue esperienze di campo per elaborare e partecipare in modo autonomo e collaborativo a progetti di ricerca scientifica.

competenze associate alla funzione:
Oltre che dotato di competenze specialistiche e settoriali relative al carattere culturale e interculturale delle relazioni sociali, alla valorizzazione della diversità culturale ma anche delle difficoltà comunicative che ne possono derivare, della loro applicazione in contesti sociali specifici (ambito educativo, delle politiche sociali, sanitarie, culturali e dello sviluppo) l'antropologo culturale è dotato di una preparazione metodologica di base, di una capacità di apprendere ad apprendere, che gli consente di operare in ambiti lavorativi e professionali molto diversi. Combinando riflessione teorica e autoriflessività, capacità di decentramento del proprio punto di vista e di valorizzazione di quelli altrui, visione olistica e aderenza a situazioni particolari e concrete, che sono tipiche del metodo etnografico, è figura dotata di quella versatilità, flessibilità e spirito critico, che un mondo del lavoro sempre più globalizzato e in rapido cambiamento richiede. In quest’ottica la Laurea in Scienze Antropologiche ed Etnologiche può costituire una solida base formativa su cui innestare i successivi percorsi professionalizzanti in relazione a contesti lavorativi specifici e multiformi.

sbocchi professionali:
In relazione al percorso triennale, e agli approfondimenti formativi che gli studenti decideranno di intraprendere in relazione a contesti lavorativi specifici dopo la laurea magistrale, il corso di studi prepara alla seguenti professioni: Antropologi, Professori di scuola secondaria superiore, Ricercatori, tecnici laureati e assimilati, Professori di scuola secondaria inferiore, Curatori e conservatori di musei, Tecnici del reinserimento e dell’integrazione sociale, Guide ed accompagnatori specializzati, Giornalisti.

Valutazione degli studenti

Docenti di riferimento
DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE (M-DEA/01)
DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE (M-DEA/01)
STORIA MODERNA (M-STO/02)
DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE (M-DEA/01)
DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE (M-DEA/01)
DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE (M-DEA/01)