TEORIE E MODELLI DELLA CONSULENZA PEDAG.

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2014/2015
Anno di corso: 
2
Anno accademico di erogazione: 
2015/2016
Tipo di attività: 
Obbligatorio
Lingua: 
Italiano
Crediti: 
8
Ciclo: 
Primo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
56
Prerequisiti: 

Buona formazione culturale.

Moduli

Metodi di valutazione

Tipo di esame: 
Orale
Modalita' di verifica dell'apprendimento: 

Esame Orale

Valutazione: 
Voto Finale

Obiettivi formativi

-Comprendere i principali modelli di consulenza e i loro riferimenti epistemologici
-Sviluppare competenze di lettura dei bisogni e delle domande di cura che si sviluppano all’interno dei servizi
-Sviluppare un approccio al gruppo e alle sue dinamiche
-Fare esperienza del lavoro di gruppo
-Sviluppare capacità meta-cognitive e auto-consapevolezza nei confronti dei propri preconcetti culturali
-Sviluppare competenze di consulenza, come ascolto e auto-ascolto

Contenuti

Dall’equipe al gruppo di lavoro: la consulenza come sostegno alla crescita culturale ed emotiva dei gruppi professionali nelle organizzazioni.

Programma esteso

La consulenza pedagogica è un modello di intervento sfuggente, quando la si paragona ad altri e più “accreditati” modelli che, svolgono questo lavoro di secondo livello di accompagnamento dei professionisti che operano nelle organizzazioni ; un consulente formato a uno sguardo pedagogico è in grado di mettere a fuoco i vari livelli del dispositivo di un servizio e di tematizzarne l’intreccio tra i diversi piani. La proposta del corso parte dall’idea che il pedagogico risieda in uno sguardo processuale che pensa insieme il consulente e il luogo in cui si trova a operare. Essi non si possono, artificiosamente, separare; occorre invece coglierne le contaminazioni reciproche, le zone di contatto e il processo di mutua implicazione tra un consulente che vive e riflette nel contesto e il contesto che interagisce e si modifica con (e grazie) alla presenza del consulente. Reputiamo, perciò, che un consulente pedagogico debba ricomprendere nel suo ruolo la lettura e il supporto ai gruppi di lavoro. La formazione di un consulente che voglia contribuire al processo di innovazione globale di un’organizzazione viene arricchita dallo sviluppo di uno sguardo capace di cogliere il funzionamento mentale di un gruppo di lavoro e di orientarlo alla realizzazione del compito e alla sua capacità di mantenersi vivo nel tempo.

Bibliografia consigliata

E. Schein, (2010) Le forme dell’aiuto, Cortina

S. Ulivieri Stiozzi (2014), Il counseling formativo, Franco Angeli

R. De Polo (2007), La bussola psicoanalitica tra individuo, gruppo e società, Franco Angeli

Per gli studenti non frequentanti è obbligatorio lo studio del seguente testo:

Perini, M. L’oganizzazione nascosta, Franco Angeli, 2015

Metodi didattici

Lezioni frontali, lavori di gruppo, analisi di casi.

Contatti/Altre informazioni

Gli studenti frequentanti e non frequentanti dovranno studiare i materiali forniti durante il corso e scaricabili dalla piattaforma on-line.