CONSULENZA NEL DISAGIO EDUCATIVO: TEORIE E PRATICHE

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2014/2015
Anno di corso: 
2
Anno accademico di erogazione: 
2015/2016
Tipo di attività: 
Obbligatorio
Lingua: 
Italiano
Crediti: 
8
Ciclo: 
Primo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
56
Prerequisiti: 

Conoscere e ri-conoscere la specificità del sapere pedagogico e l’oggetto delle pratiche educative; conoscere i diversi modelli di consulenza in ambito pedagogico. Orientamento nel mondo dei servizi e delle organizzazioni educative, istituzionali e non istituzionali.

Moduli

Metodi di valutazione

Tipo di esame: 
Orale
Modalita' di verifica dell'apprendimento: 

Per gli studenti frequentanti, l'esame consisterà in un colloquio orale, in cui gli studenti e le studentesse che hanno frequentato il corso svilupperanno in maniera autonoma un "prodotto" che, a loro parere, può sintetizzare i passaggi fondamentali del percorso svolto ed esprimere criticamente il guadagno formativo che ognuno ha potuto trarre da esso. Il "prodotto" può essere: una relazione, una presentazione, un oggetto, una raccolta di oggetti, un artefatto, un'immagine, una metafora, una poesia, una canzone, ecc.; qualcosa che aiuti non solo a ricostruire scenari e riflessioni depositate durante il corso, ma anche a strutturare ed esprimere una posizione pedagogica autonoma relativamente all'esperienza vissuta in aula e rielaborata anche attraverso lo studio dei testi.

Per gli studenti non frequentanti, l'esame consisterà in un colloquio orale finalizzato a valutare:
• la conoscenza dei testi;
• la capacità di elaborazione di un discorso autonomo sugli argomenti trasversali ai testi;
• la capacità di argomentazione critica intorno ai nuclei concettuali che i testi mettono in rilievo;
• la capacità di connettere quanto studiato alla propria esperienza professionale o personale;
• la capacità di utilizzare le conoscenze fornite dai testi per individuare, decostruire, comprendere situazioni di disagio educativo;
• la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite per costruire progetti di intervento nel disagio educativo;
• la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite per predisporre contesti e per elaborare strategie di consulenza pedagogica nel disagio educativo.

Valutazione: 
Voto Finale

Obiettivi formativi

Individuare modelli di consulenza pedagogica; comprendere e decostruire le situazioni di “disagio educativo” interrogandosi sulle modalità più opportune di consulenza pedagogica.

Contenuti

L’insegnamento propone una riflessione critica sulla consulenza e sui suoi modelli, per arrivare a collocarsi all’interno di un modello di consulenza pedagogica di tipo critico-riflessivo. Quindi, propone una riflessione critica sul “disagio educativo”, onde mostrare l’intreccio tra rappresentazioni e trattamento di ciò che comunemente si indica come “disagio”. L’ipotesi è che la consulenza stessa (nei suoi presupposti, forme e modalità) risenta del modo in cui si legge e si interpreta il “disagio educativo”.
Più specificamente, si approfondisce il disagio educativo come “costrutto sociale”, mettendone in discussione il significato di “fatto individuale” e cercando di comprenderlo, invece, come situazione educativa.
Inoltre, muovendo dall’ipotesi che l’esperienza del disagio sia intrinseca alla stessa condizione umana, ma che al contempo sia storicamente determinata, ci si chiede come, attualmente, essa influenzi e interroghi l’educazione, in particolare in quanto esperienza istituzionalmente e formalmente predisposta.

Programma esteso

Quale relazione esiste tra crisi sociale e disagio educativo? Di crisi si parla ormai quotidianamente, associata a situazioni di disagio collettive o individuali, urgenti per le modalità stesse con cui si impongono al senso comune. Come si generano queste situazioni e quale responsabilità ha in questo l'educazione, formale, non formale o informale? È sensazione diffusa infatti che le esperienze educative proposte dal mondo della scuola o dei servizi siano di volta in volta complici o vittime della crisi attuale. Ci si chiede però se si possa individuare una posizione alternativa, in grado di mettere il mondo dell'educazione formale e non formale nelle condizioni di agire in maniera propositiva, fuggendo sia illusioni salvifiche che derive autodistruttive. Lo spazio del lavoro di consulenza nel disagio educativo potrebbe aprirsi proprio a partire dalla ricerca di una simile posizione. Ciò richiederebbe anche al consulente di definire una specifica posizione rispetto alla situazione attuale di crisi e disagio educativo: una posizione certo mai definita una volta per tutte, ma caratterizzata al tempo stesso da rischio e creatività.
Coerentemente con queste domande e ipotesi, il corso intende fornire elementi di conoscenza e riflessione sulle dimensioni che strutturano l'esperienza di vita contemporanea portandola ad assumere connotazioni di disagio, e individuare insieme agli studenti e alle studentesse condizioni, caratteristiche, atteggiamenti, strumenti essenziali per la costruzione o il riconoscimento di una posizione pedagogica che si destreggi contemporaneamente tra assunzione di rischio e sviluppo di creatività.
Ogni anno, il corso si focalizzerà su particolari aspetti del disagio educativo e della consulenza nel disagio educativo.

Bibliografia consigliata

Baricco A. (2008), I barbari. Saggio sulla mutazione, Feltrinelli, Milano
Basaglia F., Ongaro Basaglia F., Pirella A. e Taverna S. (2008), La nave che affonda, Cortina, Milano Baudrillard J. (2007), L’illusione dell’immortalità, Armando, Roma
Baudrillard J. (2011), Le strategie fatali, Feltrinelli economica, Milano
Bauman Z. (2002), Il disagio della postmodernità, Bruno Mondadori, Milano
Bauman Z. (2002), La società individualizzata, Il Mulino, Bologna
Benasayag M. e Schmit G. (2004), L’epoca delle passioni tristi, Feltrinelli, Milano
Brambilla L., Palmieri C. (a cura di) (2010), Educare leggermente. Esperienze di residenzialità territoriale in salute mentale, FrancoAngeli, Milano
Dalla Casa G. (1996), Ecologia profonda, Pangea Edizioni, Torino
Galimberti U. (2007), L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano
Iori V. e Rampazi M. (2008), Nuove fragilità e bisogni di cura, Unicopli, Milano.
Latouche S. (2009), La scommessa della decrescita, Feltrinelli economica, Milano
Natoli S. (2010), Il buon uso del mondo. Agire nell’età del rischio, Mondadori, Milano
Palmieri C., a cura di (2012), Crisi sociale e disagio educativo. Spunti per ripensare la forma dell’educazione, FrancoAngeli, Milano, in corso di stampa.
Palmieri C. e Prada G. (2008), Non di sola relazione, Mimesis, Milano
Perniola M. (2010), “La società dei simulacri”, in Agalma, n. 20-21, Mimesis, Milano
Pinto Minerva F. e Gallelli R. (2004), Pedagogia e Post-umano. Ibridazioni identitarie e frontiere del possibile, Carocci, Roma
Tramma S. (2009), Che cos’è l’educazione informale, Carocci, Roma
Žižek S. (2004), L’epidemia dell’immaginario, Meltemi, Roma
Žižek S. (2010), Dalla tragedia alla farsa. Ideologia della crisi e superamento del capitalismo, Ponte alle Grazie, Firenze
Zoja L. (2009), La morte del prossimo, Einaudi, Torino

Metodi didattici

Il corso promuoverà modalità didattiche di tipo riflessivo e partecipativo, proponendo lavori di gruppo su situazioni educative formali e informali.

Contatti/Altre informazioni

Il corso affronterà i seguenti snodi:
• “Disagio” come costrutto sociale: tra rappresentazione e trattamento
• Rappresentazioni di consulenza nelle situazioni di disagio e proposta di una modalità di interpretazione della consulenza nel disagio educativo come lavoro critico, riflessivo e di secondo livello rispetto all’esperienza educativa
• Disagio ed esistenza
• Disagio ed educazione diffusa: la connotazione storico culturale del disagio tra esclusione e inclusione sociale
• Disagio ed educazione intenzionale: la forma attuale del disagio educativo
• Il disagio educativo, oggi
• La posizione del consulente pedagogico nello scenario sociale ed educativo attuale: ipotesi metodologiche e dimensione progettuale.