Anno di corso: 1

Crediti: 8
Crediti: 8
Crediti: 6
Crediti: 6
Crediti: 3
Tipo: Lingua/Prova Finale
Crediti: 3
Tipo: Lingua/Prova Finale
Crediti: 3
Tipo: Lingua/Prova Finale
Crediti: 3
Tipo: Lingua/Prova Finale
Crediti: 3
Tipo: Altro

Anno di corso: 2

Anno di corso: 3

Crediti: 6
Crediti: 6
Crediti: 6
Crediti: 8
Crediti: 6
Crediti: 6
Crediti: 12
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 8
Tipo: Lingua/Prova Finale

DIDATTICA E PEDAGOGIA DELL'INCLUSIONE

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2014/2015
Anno di corso: 
3
Anno accademico di erogazione: 
2016/2017
Tipo di attività: 
Obbligatorio
Crediti: 
8
Ciclo: 
Secondo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
56
Prerequisiti: 

Aver vissuto esperienze educative come educatori o tirocinanti; conoscere il linguaggio pedagogico e saperne riconoscere i modelli di orientamento.

Moduli

Metodi di valutazione

Modalita' di verifica dell'apprendimento: 

FREQUENTANTI
La prova finale consisterà in un esame orale. A ogni studente a fine corso verrà chiesto di preparare un proprio discorso nel quale mettere in rilievo gli aspetti a suo parere più significativi del percorso svolto a lezione, argomentandone i motivi attraverso gli approfondimenti disponibili sui testi. A partire da questa presentazione, il colloquio accerterà la conoscenza dei testi e la capacità di utilizzare criticamente le conoscenze acquisite, facendo anche riferimento a situazioni, esempi, casi elaborati a lezione o appartenenti all'esperienza di formazione o professionale degli studenti e delle studentesse.
Durante il colloquio, saranno valutate con opportune richieste di approfondimento e attraverso riferimenti all'esperienza vissuta durante il corso:
- le conoscenze acquisite dagli studenti;
- le capacità argomentative;
- le capacità espressive: l'adeguatezza del linguaggio utilizzato e la capacità di restituire il proprio "guadagno formativo";
- la capacità di riferirsi a situazioni ed esperienze leggendole attraverso la lente delle prospettive e degli strumenti su cui si è lavorato durante il corso;
- la capacità di connettere quanto appreso a lezione e attraverso lo studio dei testi con la propria esperienza personale, di tirocinio ed eventualmente professionale.

NON FREQUENTANTI
L'esame consisterà in un colloquio orale finalizzato a valutare, attraverso domande esplorative e di approfondimento:
- le conoscenze acquisite dagli studenti;
- le capacità argomentazione critica intorno ai nuclei concettuali che i testi mettono in rilievo;
- la capacità di elaborazione di un discorso autonomo sugli argomenti trasversali ai testi;
- le capacità espressive: l'adeguatezza del linguaggio utilizzato e la capacità di restituire il proprio "guadagno formativo" ottenuto dallo studio dei testi;
- la capacità di utilizzare le conoscenze fornite dai testi per individuare, decostruire, comprendere le situazioni educative e la qualità dell'esperienza proposta dal punto di vista dell'inclusione;
- la capacità di connettere quanto appreso attraverso lo studio dei testi con la propria esperienza personale, di tirocinio ed eventualmente professionale.

Valutazione: 
Voto Finale

Obiettivi formativi

- Sviluppare la conoscenza dei fondamenti pedagogici, sociologici, psicologici, antropologici che stanno alla base dell'"inclusione", intesa sia come categoria concettuale sia come pratica educativa e sociale che si abbina, storicamente, alla categoria e alla pratica dell'"esclusione";
- sviluppare la conoscenza delle dinamiche sociali e psicologiche che producono inclusione o esclusione sociale;
- sviluppare una conoscenza critica dei modelli attuali di inclusione, in particolare nei confronti di persone in situazione di disabilità, di disagio mentale, di marginalità sociale;
- riconoscere come gli elementi di conoscenza sulle dinamiche e sulle situazioni inclusive/esclusive proposti dalle diverse Scienze dell'Educazione si collochino nella prospettiva didattico-educativa;
- saper connettere teoria e prassi
- saper analizzare le attività educative assumendo una logica inclusiva
- saper progettare le condizioni e le azioni per generare situazioni di educazione inclusiva
- saper prefigurare e giudicare gli esiti delle azioni educative sulla base di una logica inclusiva.

Contenuti

L’insegnamento esplora i significati, le metodologie, gli strumenti propri della didattica e la pedagogia dell’inclusione. Con “didattica” si intende la riflessione pedagogica che ha come oggetto i processi di apprendimento ed educazione che avvengono in particolare nei contesti extrascolastici. Con “pedagogia dell’inclusione” si intende la riflessione pedagogica che ha per oggetto il significato del concetto e delle pratiche di inclusione sociale, la progettazione, l’istituzione, la valutazione di contesti educativi inclusivi. Il corso intende pertanto avviare percorsi di conoscenza e elaborazione di un pensiero critico sul senso, sull’istituzione, sulla progettazione, sulla valutazione di contesti inclusivi in particolare extrascolastici deputati a sviluppare processi educativi, ovvero di apprendimento individuale e di gruppo.

Programma esteso

Cosa significa "inclusione"? Perché oggi sembra essere così necessario "includere"? Quale relazione c'è tra pedagogia e inclusione? Si può generare inclusione, a quali condizioni? E ancora in che senso la "didattica" può supportare una "pedagogia dell'inclusione"? In che modo gli educatori possono promuovere progetti e contesti di inclusivi?
Sono domande che si possono sviluppare nel momento in cui ci si soffermi a considerare cosa di fatto significhi accostare l'inclusione alla pratica educativa: cosa significhi lavorare nei diversi contesti educativi considerando una prospettiva come quella inclusiva. Sono domande che evidentemente non possono pretendere di ricevere risposte esaustive, ma esigono l'avvio di un processo di ricerca.
Il corso intende approfondire il significato dell'inclusione pensandola come una "pratica", come qualcosa che vive e si alimenta di atteggiamenti, di comportamenti e di un "fare" strettamente intrecciato a un certo modo di "pensare": non quindi come una prospettiva teorica fine a se stessa, come un dovere deontologico delle professioni educative, né come un'ingiunzione morale. Il presupposto è che l'inclusione sia - o non sia - una cifra dell'esperienza che quotidianamente viviamo: che sia un effetto prodotto sulla scorta della presenza di alcune condizioni sociali, materiali, economiche, culturali ed anche educative. E che, se l'educazione è essenzialmente un'esperienza, allora sia necessario chiedersi se e come l'esperienza educativa possa essere "inclusiva": quali condizioni la rendano tale. L'ipotesi, su cui il corso intende lavorare, consiste in questo: comprendere come, in educazione, vengano rappresentate, considerate, significate le "differenze" (di genere, di età, di cultura, di provenienza, a livello di salute, di abilità, di agio o ricchezza, ecc.) e quindi come ci si relazioni, come ci si "muova" in e con le differenze, può permettere di individuare a quali condizioni una situazione educativa - formale, non formale o informale - possa essere inclusiva.
Ulteriore ipotesi è che la didattica, intesa come sapere teorico-pratico criticamente impegnato a individuare le modalità per istituire esperienze educative, possa rappresentare una preziosa risorsa per chi educa di professione: una risorsa cui attingere per comprendere come poter generare situazioni ed esperienze educative inclusive.

Il corso terrà presenti le seguenti domande e lavorerà sui seguenti snodi:
- Cosa significa "saper fare" in educazione?
- Quale relazione esiste tra sapere (dimensione teorica) e fare (dimensione pratica), e come si compone in un "saper fare" educazione?
Cosa qualifica un'esperienza perché sia "educativa"?
Ruolo e significati dell'apprendimento nell'esperienza educativa
- Quale relazione esiste tra "Differenza" e "Inclusione"?
- Cosa intendiamo per "Differenza/e"" e per "Inclusione"?
Differenze e rappresentazioni sociali: il caso della disabilità
Trattare le Differenze: tra esclusione e inclusione
Teorie e modelli per pensare l'inclusione educativa
- Cosa qualifica una relazione come "educativa"?
Quali condizioni?
Quali strategie?
Quali atteggiamenti?
Quali significati?
Quali effetti?
- Cos'è un "contesto educativo inclusivo"? Come generarlo?
La didattica come sapere teorico-pratico per costruire contesti inclusivi
Dispositivi, scene e setting educativi
Strategie di mediazione e finzionalità
Strategie di progettazione

Bibliografia consigliata

• Piero Bertolini e Letizia Caronia (2015), Ragazzi difficili. Pedagogia interpretativa e metodologie di intervento, Nuova edizione a cura di Pierangelo Barone e Cristina Palmieri, FrancoAngeli, Milano
• Loredana Perla e Maria Grazia Riva (a cura di) (2016), L’agire educativo, La Scuola, Brescia.

La bibliografia completa sarà disponibile entro il 30 settembre alla pagina delle docenti.

Metodi didattici

L’insegnamento prevede momenti esperienziali, di attivazione personale e di gruppo, affiancati da momenti di comunicazione e ristrutturazione dei quadri teorici di riferimento.