DIRITTO PENALE TRIBUTARIO

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2015/2016
Anno di corso: 
2
Anno accademico di erogazione: 
2016/2017
Tipo di attività: 
Obbligatorio a scelta
Crediti: 
6
Ciclo: 
Primo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
42
Prerequisiti: 

Non sono previsti prerequisiti

Moduli

Metodi di valutazione

Tipo di esame: 
Orale
Modalita' di verifica dell'apprendimento: 

E' previsto un esame orale

Valutazione: 
Voto Finale

Obiettivi formativi

 Conoscenza e comprensione: lo studente acquisirà la conoscenza, oltre che dei principi generali che debbono guidare le scelte di criminalizzazione del legislatore, in particolare con riferimento all’ambito tributario (principi che, quindi, dovrebbero essere alla base della scelta, da parte del legislatore, tra “illeciti amministrativi” e “reati tributari”), delle linee fondamentali dello sviluppo della legislazione in ambito penal-tributario dal 1929. Tali preliminari conoscenze permetteranno un esame critico dell’oggetto principale di studio, rappresentato dalla disciplina di cui a d.lgs. 10.3.2000, n. 74: al termine del corso, lo studente avrà infatti acquisito la conoscenza delle fattispecie incriminatrici (nonché delle previsioni relative a tematiche di “parte generale”) introdotte da tale decreto legislativo, nonché delle modifiche allo stesso progressivamente apportate dal legislatore, e delle ragioni di politica criminale sottese agli interventi legislativi succedutisi nel corso degli anni in ambito-penal-tributario.
Le conoscenze acquisite ed il livello di comprensione saranno oggetto di verifica attraverso un esame orale al termine del corso, mentre durante lo svolgimento dello stesso si opererà una costante verifica del livello di comprensione stimolando gli studenti a prendere parte attiva alle lezioni.
Per quanto concerne il diritto fallimentare, gli studenti avranno la possibilità di acquisire un’ottima padronanza dell’istituto del fallimento non solo da un punto di vista teorico ma, anche, pratico, in relazione a possibili futuri coinvolgimenti professionali per coloro che si dedicheranno, nell’esercizio della professione di dottore commercialista, a ricoprire incarichi da curatore fallimentare.
La verifica dell’apprendimento sarà effettuata con un esame orale basato anche sulla risoluzione di casi pratici.

 Capacità di applicare conoscenza e comprensione: al termine del corso, lo studente dovrà essere in grado di applicare le conoscenze acquisite nella concreta attività economica, e quindi di valutare adeguatamente i rischi di incorrere in reati tributari connessi allo svolgimento di molteplici attività, sia nella diretta gestione delle imprese, sia nello svolgimento della consulenza, in uno con la capacità prognostica di valutare i prodromi dello stato di decozione dell’imprenditore commerciale e le conseguenze dell’eventuale fallimento.

 Autonomia di giudizio: il corso si propone l’obiettivo di sviluppare l’autonomia di giudizio dello studente, e ciò sia fornendo allo stesso i “principi generali” che dovrebbero presiedere alle scelte d’incriminazione in ambito tributario (e verificando la coerenza rispetto agli stessi dei quadri normativi succedutisi nel tempo), sia mediante l’esame di pronunce giurisprudenziali, che consentirà di comprendere l’importanza del percorso argomentativo posto a sostegno delle soluzioni offerte alle fattispecie concrete esaminate, e di meglio apprezzare, “in concreto”, i rischi di incorrere in reati tributari connessi allo svolgimento di attività d’impresa, valutando, altresì, le conseguenze, in termini economici, personali ed aziendali del dissesto.

 Abilità comunicative: la crescita delle abilità comunicative verrà perseguita principalmente stimolando gli studenti a prendere parte in modo attivo alle lezioni - in particolare partecipando alle discussioni relative a pronunzie giurisprudenziali -, e così fornendo agli stessi l’occasione, durante lo svolgimento del corso, di discutere con il docente e fra di loro, applicando a fattispecie concrete i principi appresi, e sottoponendo ad esame critico gli orientamenti giurisprudenziali.

 Capacità di apprendimento: il percorso seguito nello svolgimento del corso (attraverso il costante riferimento ai “principi generali” e mediante la frequente analisi delle applicazioni operate in sede di pronunce giurisprudenziali) si propone di assicurare una progressiva crescita delle capacità di apprendimento degli student

Contenuti

Il modulo di diritto penale tributario ha ad oggetto gli illeciti penali in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, disciplinati dal d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74.
L’obiettivo che si prefigge il corso è quello di fornire, oltre ad un quadro completo ed approfondito degli attuali reati tributari (cioè degli illeciti ritenuti, per la loro gravità, tali da necessitare la previsione della più grave fra le “sanzioni punitive” contemplate dall’ordinamento), gli strumenti per comprendere e valutare le scelte di politica criminale (in particolare nel settore tributario) del legislatore: a tal fine saranno oggetto di studio anche i principi costituzionali che debbono orientare le scelte di criminalizzazione (in particolare, il “principio di offensività” e quello di “sussidiarietà”), e verranno esaminati, per linee generali, alla luce dei principi in parola, i sistemi sanzionatori che si sono succeduti nel tempo (in particolare, la L. 4/1929 e la L. 516/82).

Programma esteso

Il modulo di diritto penale tributario ha ad oggetto gli illeciti penali in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, disciplinati dal d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74.
L’obiettivo che si prefigge il corso è quello di fornire, oltre ad un quadro completo ed approfondito degli attuali reati tributari (cioè degli illeciti ritenuti, per la loro gravità, tali da necessitare la previsione della più grave fra le “sanzioni punitive” contemplate dall’ordinamento), gli strumenti per comprendere e valutare le scelte di politica criminale (in particolare nel settore tributario) del legislatore: a tal fine saranno oggetto di studio anche i principi costituzionali che debbono orientare le scelte di criminalizzazione (in particolare, il “principio di offensività” e quello di “sussidiarietà”), e verranno esaminati, per linee generali, alla luce dei principi in parola, i sistemi sanzionatori che si sono succeduti nel tempo (in particolare, la L. 4/1929 e la L. 516/82).

Bibliografia consigliata

A. Lanzi, P. Aldrovandi, Diritto penale tributario, Cedam, 2014

Metodi didattici

Lezione frontale in aula