SISTEMI DI PENSIERO E STORIA DELLA MENTALITÀ

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2016/2017
Anno di corso: 
1
Anno accademico di erogazione: 
2016/2017
Tipo di attività: 
Obbligatorio
Lingua: 
Italiano
Crediti: 
8
Ciclo: 
Secondo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
56
Prerequisiti: 

Nessuno

Moduli

Metodi di valutazione

Modalita' di verifica dell'apprendimento: 

Esame orale

Valutazione: 
Voto Finale

Obiettivi formativi

Conoscenza e comprensione
Gli studenti affineranno la capacità di riconoscere e problematizzare in termini filosofici le modalità interpretative e le distinzioni concettuali che orientano, nei contesti di vita, la comprensione del mondo, nonché, a un livello diverso, le decisioni teoriche che strutturano i saperi e specificano i campi disciplinari ai quali si rivolge il corso di laurea.
Esercitandosi su testi classici della filosofia o delle scienze umane, acquisiranno familiarità con categorie, dottrine, paradigmi, stili riflessivi e argomentativi che hanno caratterizzato lo sviluppo del pensiero occidentale. Per questa via, l’insegnamento contribuirà a migliorare, in termini ermeneutici, le capacità di auto- ed etero-comprensione, a livello sia individuale che collettivo.

Applicazione di conoscenze e comprensione
Le ricadute attese riguardano il miglioramento dell’attitudine ad operare in contesti culturali differenziati, riconoscendo con sufficiente sicurezza le semantiche in gioco, nonché le strutture cognitive e normative che regolano le aspettative reciproche. L’attenzione per gli aspetti espliciti e latenti delle forme di esperienza e delle modalità comunicative, contribuirà ad accrescere le capacità di interazione feconda, sia nel lavoro sul campo che nel rapporto con le istituzioni.

Contributo agli obiettivi trasversali alle diverse aree di apprendimento
La frequentazione di testi, filosofici e non, concettualmente e argomentativamente anche complessi, fornirà l’occasione per migliorare la capacità di rielaborazione e organizzazione delle conoscenze, consolidando al contempo la propria autonomia di giudizio. La lezione in aula, aperta al dialogo e alla controversia, favorirà l’esposizione ragionata di tesi, resoconti, obiezioni, aiutando lo studente ad affrontare situazioni comunicative tipiche della ricerca scientifica, ma anche della vita professionale esterna. L’attenzione per gli apparati categoriali, per i vincoli logici legati alle diverse assunzioni teoriche e per la reciproca problematizzazione di teoria ed esperienza affinerà la capacità di apprendere a ripensare i contesti culturali a livelli di astrazione differenziati, scorgendo così aspetti non immediatamente evidenti e connessioni inedite fra i diversi saperi.

Contenuti

L’insegnamento di “Sistemi di pensiero e storia della mentalità” ha carattere filosofico. Da un punto di vista generale si innesta nel curriculum della LM in Scienze antropologiche ed etnologiche allo scopo di affrontare e approfondire, di norma attraverso corsi monografici, lo studio:
1. di questioni di teoria ed epistemologia delle scienze umane e sociali;
2. dei modelli di autocomprensione dell’uomo – inteso sia come singolarità che in rapporto alle diverse formazioni sociali – sviluppati all’interno della tradizione filosofica occidentale, con particolare riferimento alle variabili ontologiche, etiche, politiche, religiose e culturali in genere che strutturano i campi di esperienza e si sedimentano nelle mentalità collettive;
3. dei processi di costituzione e di trasformazione delle rappresentazioni del tempo e della storia, delle memorie collettive e delle identità culturali;
4. delle forme e delle metamorfosi dell’idea di razionalità.
Nel far questo, il corso si propone altresì di contribuire all’affinamento delle capacità di descrizione e di interpretazione dei contesti culturali attraverso la familiarizzazione con stili di analisi filosofica quali la genealogia, la fenomenologia, l’ermeneutica, la storia dei concetti, la teoria dei sistemi.

Programma esteso

Titolo del corso:
Memoria e identità. Costituzione del ricordo e autorappresentazioni culturali.

Una solidarietà profonda sembra legare assieme memoria e identità, sul piano individuale così come su quello collettivo. Custodia o minaccia della memoria si ritiene vadano di pari passo – in un rapporto di implicazione reciproca – con il rafforzamento o l’indebolimento dell’identità. Non a caso, lo sfaldarsi delle identità produce spesso, come reazione, la sollecitazione a ricordare; e lo sfumare della memoria viene drammatizzato come perdita di identità. Per questa via, però, accade anche che memoria e identità finiscano per assumere valenza strategica, alimentino retoriche e dogmatiche a volte ambigue, spesso intransigenti, divengano insomma posta in gioco di conflitti difficilmente sanabili. Di qui l’inevitabile interrogativo sugli usi e gli abusi sia della memoria che dell’identità. Ma a quali condizioni soggiace la memoria della società e quale funzione svolge? Come entra in gioco nelle descrizioni di sé operate dagli individui e dalle culture? Come si struttura, si organizza, si afferma o deperisce?
Il corso intende mettere a tema tali quesiti, dapprima misurandosi con due classici scritti di Nietzsche, quindi approfondendo l’argomento in chiave sistematica e storica attraverso un confronto con la proposta interpretativa formulata in anni recenti da J. Assmann.

Bibliografia consigliata

F. Nietzsche, Sull’utilità e il danno della storia per la vita, Adelphi, Milano;
F. Nietzsche, Genealogia della morale, Rizzoli (BUR), Milano 2000;
Jan Assmann, La memoria culturale, Einaudi, Torino 1997.

Metodi didattici

Lezione frontale.
Analisi guidata e discussione di testi filosofici