CONSULENZA FAMILIARE: TEORIE E PRATICHE

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2016/2017
Anno di corso: 
1
Anno accademico di erogazione: 
2016/2017
Tipo di attività: 
Obbligatorio
Lingua: 
Italiano
Crediti: 
8
Ciclo: 
Primo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
56
Prerequisiti: 

Conoscenze generali di educazione e pedagogia; sono utili alla comprensione del corso nozioni base di filosofia, epistemologia, psicologia, sociologia e una generica conoscenza dei servizi. Per gli studenti che non hanno frequentato la triennale in Bicocca si richiede la lettura di “Re-inventare la famiglia” (v. bibliografia). Abilità cognitive, comunicative e relazionali di base. Capacità di sostenere la frustrazione e l’incertezza. Competenze auto-riflessive, di pensiero astratto e applicato, alta motivazione alla messa in gioco personale.

Moduli

Metodi di valutazione

Modalita' di verifica dell'apprendimento: 

All'esame orale si accede dopo aver consegnato l'elaborato riflessivo, un testo scritto di 8-10 pagine (circa metà per il progetto e metà per le riflessioni personali) che mette in luce che cosa è stato appreso e come; da consegnare entro i 10 giorni precedenti l'appello; viene valutato con un giudizio e un voto.
L’esame orale consiste in una discussione approfondita e ragionata degli apprendimenti realizzati dallo studente/essa e documentati nell’elaborato. Lo studente dovrà portare con sé i materiali che ha prodotto (diario, progetto, altro).
La mattina dell'esame orale vengono comunicate le valutazioni degli elaborati, dunque è necessario presentarsi e in caso di forza maggiore segnalare l'assenza. Se la valutazione è sufficiente, l'esame viene effettuato in giornata; in caso contrario sarà effettuato un breve colloquio di chiarimento per la revisione dello scritto. Non c'è salto d'appello.
Altre informazioni relative agli esami
Elaborato riflessivo: non è una tesina né un saggio, ma deve avere le caratteristiche di un testo accademico (fonti accreditate, citazioni, argomentazioni, bibliografia).
Caratteristiche dell'elaborato riflessivo
8-10 pagine, font libero, grandezza 12, interlinea 1 e 1/2, margini 2,5 su tutti i lati. Le pagine di intestazione e bibliografia non sono conteggiate.
La pagina di intestazione deve contenere le seguenti informazioni: corso di laurea, nome del corso e docente, anno accademico, nome, cognome e matricola dello studente/essa, titolo dell'elaborato, eventuale immagine, specificare se frequentante o non frequentante.
Il testo può essere personalizzato con immagini e altro, in ogni caso deve essere accurato.
Dove si consegna:
Copia cartacea - stampata, non rilegata, solo pinzata. Evitare i folder del tipo listino, con un foglio in ogni pagina! Nella casella di posta della prof.ssa Formenti (IV piano U6, stanza posta). Anche spedito per posta regolare 2 gg. prima della scadenza.
Termini per la consegna: al più tardi 10 gg. prima dell’appello d’esame al quale si è iscritti. Non sono ammessi ritardi né invio di copie elettroniche.

Valutazione: 
Voto Finale

Obiettivi formativi

Al termine del corso, lo studente dovrà dimostrare di possedere le seguenti
Conoscenze:
- teoria dei sistemi (concetti principali), cibernetica del primo e del secondo ordine, processi di comunicazione e interazione e loro applicazioni nella formazione e nella consulenza;
- apprendimento in chiave sistemica: livelli logici, trasformazione, accoppiamento strutturale, mente collettiva, ecc.; ricadute operative;
- elementi di analisi del contesto: mandato, domanda, compiti, posture e relazioni del pedagogista in relazione agli individui e le loro famiglie, ai professionisti, alle istituzioni, alla comunità professionale e al sapere;
- approfondimento di almeno una questione o pratica specifica, di interesse dello studente (v. progetto per l’esame).
Capacità
- leggere una situazione/interazione con le lenti concettuali e i metodi della sistemica: ipotizzazione, relazionalità, metafore, mappe.;
- condurre un colloquio individuale o un incontro a più voci usando domande e altre azioni che favoriscano l’apertura di possibilità (riconoscimento, apprendimento trasformativo, composizione dei conflitti.);
- progettare un laboratorio o percorso generativo usando le pratiche estetiche e riflessive (spirale della conoscenza complessa);
- usare metodi e strumenti propri della ricerca (documentazione, raccolta dati, analisi, scrittura) per sostenere e arricchire il lavoro pedagogico (v. progetti);
- lavorare con altri per ipotizzare, analizzare in modo critico, sfidare reciprocamente le premesse, progettare (v. progetti).
Competenze
- saper agire in modo responsivo in relazione agli altri e al contesto;
- autoconsapevolezza emozionale e di posizionamento autoriflessivo in relazione all’esperienza;
- apprendere ad apprendere (apprendimento trasformativo);
- cura del contesto e cura di sé/dell’altro;
- competenze trasversali (linguistiche, di scrittura, etiche, relazionali, comunicative, proattive.).

Contenuti

Il corso mette a fuoco la relazione tra pedagogista, famiglie e operatori nei contesti e nelle istituzioni educative in senso lato, interrogandosi sulla differenza tra lavoro educativo con la famiglia e lavoro formativo-pedagogico del consulente, sia direttamente con le famiglie sia con gli operatori che le incontrano (insegnanti, educatori, personale sanitario, ecc.) e nei relativi luoghi/contesti (scuola, servizi). Si insisterà in particolare sul rapporto tra teorie e pratiche che possono fare la differenza nella consulenza familiare.
I contenuti del corso trattano: la complessità della famiglia come sistema, come rete primaria di relazioni di cura e luogo di formazione in gran parte implicita e inconsapevole; il contesto come elemento costitutivo del lavoro pedagogico; l’apprendimento trasformativo come opportunità per l’adulto (utente, operatore, pedagogista, ricercatore) nell’andare oltre le proprie premesse, convinzioni, cornici di senso; la bellezza e la speranza come esperienze di apertura di possibilità. Si cercheranno insieme le condizioni di possibilità che consentono di valorizzare l’incertezza, l’errore, la tensione e i dilemmi tra vita familiare ed educazione, nella relazione tra privato e pubblico, tra libertà e regole, tra cura e creatività, e nella consapevolezza dello scarto tra culture diverse e della necessità di prendersene cura.
L’organizzazione complessa del lavoro pedagogico sarà analizzata alla luce del paradigma sistemico, con riferimenti a Bateson, alla cibernetica di primo e secondo ordine, alla terapia familiare, alla teoria dell’apprendimento trasformativo di Mezirow, alle metodologie e tecniche che ne derivano. Il corso è impostato sull’idea di ricerca, individuale e collettiva, con la quale si intendono sfidare le prospettive di significato, spesso banalizzanti, che sono utilizzate dal senso comune, per favorire un pensiero concreto e critico, argomentativo e immaginativo, radicato nell’esperienza e nell’incontro con la realtà.

Programma esteso

Processi trans-formativi: il professionista riflessivo, le famiglie e i contesti istituzionali.

Incontrare le famiglie nei servizi significa essere preparati ad affrontare la loro irriducibile complessità e unicità. Non sono solo concetti teorici, ma caratteristiche che sfidano le nostre capacità operative, di azione efficace. La famiglia non è una sommatoria di individui, ma una rete di interazioni interconnesse (un dispositivo) che sviluppa pratiche/esiti di cura, comunicazione, gestione del tempo, dei problemi, dei conflitti, attraverso la formazione implicita di identità, ruoli, copioni, culture locali, aspettative, soluzioni creative... insomma, non si può lavorare con qualcuno senza prendere in esame la sua appartenenza a un mondo di relazioni che educano, quindi vincolano ma anche (potenzialmente) liberano quell’individuo. Il pedagogista incontra i componenti della rete familiare in determinati contesti istituzionali, che devono essere compresi, attraverso la capacità professionale posizionarsi, leggere, riconoscere, interpretare e - almeno in qualche misura - influenzare le interazioni e comunicazioni. Un professionista di secondo livello, come è il pedagogista, deve sapersi posizionare consapevolmente in un contesto complesso, a volte nel ruolo di mediatore, altre di consulente, di coordinatore, altre ancora di co-progettatore e valutatore dei processi.
Il corso intende sviluppare competenze teoriche e pratiche nel lavoro con gli utenti e le loro famiglie, e con gli operatori, in diversi contesti istituzionali, dai servizi socio-educativi alla scuola, dalle situazioni formali a quelle più informali. Le lezioni sono costruite su un'ipotesi di ricerca, alla quale partecipano per tutta la durata del corso gli studenti e studentesse, in qualità di ricercatori. L'obiettivo è usare i metodi propri della ricerca pedagogica per osservare e analizzare i mondi familiari e istituzionali, per sviluppare insieme una teoria soddisfacente e predisporre azioni deliberate.
Progetti: Possono essere di gruppo o individuali; l’elaborato riflessivo invece è individuale e contiene una descrizione sintetica del progetto (domanda/interesse di partenza, metodologia, risultati), che può essere integrata con allegati. Il progetto non viene valutato di per sé, ma per il processo di apprendimento che ha generato (riflessione critica a posteriori, focus sul percorso/processo).
Frequentanti o non frequentanti?
Il programma è lo stesso per i frequentanti e non frequentanti, ma lavorare in solitudine rende più difficile il raggiungimento degli obiettivi legati a capacità e competenze, per i quali non basta leggere i libri. La postura riflessiva, attiva e co-operativa viene favorita dall’uso intelligente dell'aula virtuale (consiglio: darsi dei tempi settimanali di frequenza online!) e unendo le forze con altri colleghi. Partire dall’esperienza (per chi lavora in ambiti educativi) è utile, a patto di riuscire ad analizzarla in modo nuovo, critico e riflessivo (progetti basati sull’esperienza lavorativa: ad esempio uno studente non frequentante con 2 frequentanti). L'obiettivo è sviluppare pensiero, analizzare criticamente le proprie prospettive di significato rispetto alle famiglie e al lavoro educativo con le stesse, per costruire una buona teoria e immaginare forme di intervento/azione innovative. Gli studenti/esse non frequentanti possono trarre vantaggio dagli esercizi del libro Re-inventare la famiglia (alla fine di ogni capitolo).
Anche i non frequentanti devono quindi impegnarsi a fare qualcosa di pratico (progetto) e a consegnare l'elaborato riflessivo. Il progetto per l’esame può essere individuale o di gruppo, anche tra studenti/esse frequentanti e non frequentanti.
Che cosa è un elaborato riflessivo?
Un testo che risponda alla domanda "che cosa ho imparato e come?", cioè che mostri chiaramente e in modo argomentato che c'è stato apprendimento. L'esperienza (del corso, del progetto, professionale o altro) deve essere rielaborata in chiave p

Bibliografia consigliata

Lo studente/essa dovrà portare all’esame 3 testi. Di seguito una lista parziale (la lista completa sarà pubblicata nella piattaforma Moodle):
Bateson G., Mente e natura, Adelphi, Milano 1984.
Formenti L. (a cura di) Re-inventare la famiglia. Guida teorico-pratica per i professionisti dell’educazione, Apogeo, Milano 2012 (obbligatorio per chi viene da fuori Bicocca o non ha dato l’esame di PedGen II/Formenti in triennale).
Formenti L. et al. Il diciottesimo cammello. Cornici sistemiche per il counselling, Raffaello Cortina, Milano 2008.
Lakoff G. e Johnson M., Metafora e vita quotidiana. Bompiani, Milano 1998.
Manghi S., La conoscenza ecologica. Attualità di Gregory Bateson, Raffaello Cortina, Milano, 2004.
Pasini B. Palpitare di menti. Il laboratorio formativo: stili, metafore, epistemologie, Apogeo, Milano 2016.
Sclavi M., Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Bruno Mondadori, Milano 2003.
Telfener U., Apprendere i contesti. Strategie per inserirsi in nuovi ambiti di lavoro. Raffaello Cortina, Milano 2011.
White M., La terapia come narrazione. Proposte cliniche. Astrolabio, Roma 1992.
E' possibile concordare con la docente altre letture, purché pertinenti, per favorire l'individualizzazione del percorso formativo.

Metodi didattici

Il corso si basa su un’idea di ricerca cooperativa e usa il metodo della spirale della conoscenza complessa: esperienze degli studenti, rappresentazioni/narrazioni, conversazioni generative, azioni concrete e progetti. Le lezioni intrecciano teoria e pratica, riflessione epistemologica e metodologica, momenti di esercitazione e dialogo. Gli studenti dovranno sviluppare un progetto da portare all’esame.
Tutto ciò richiede un investimento da parte dello studente/essa, perché possa sviluppare capacità osservative, immaginative, critiche e progettuali. Fin dalla prima lezione gli studenti/esse sono invitati ad assumere una postura attiva e collaborativa; dovranno sviluppare progetti in gruppo e tenere un diario riflessivo per poter ricostruire a posteriori i loro apprendimenti (v. prova d’esame). I testi d’esame - da studiare fin dall'inizio del corso - sono usati per riflettere, problematizzare e sistematizzare i saperi.
Gli studenti/esse - frequentanti e non frequentanti - dovranno usare attivamente e costantemente la piattaforma e-learning per scambiarsi idee e domande, caricare i materiali (compresi i verbali delle lezioni) e leggere gli avvisi.

Contatti/Altre informazioni

NOTA BENE: i testi devono essere studiati approfonditamente con spirito critico e usati in modo attivo, discutendone con i compagni e la docente, scrivendo nel diario le riflessioni suscitate dalla lettura e dalle discussioni.