Anno di corso: 1

Crediti: 6
Crediti: 12
Crediti: 6
Crediti: 6
Crediti: 6
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 3
Tipo: Altro
Crediti: 3
Tipo: Altro

Anno di corso: 2

Anno di corso: 3

Crediti: 6
Crediti: 6
Crediti: 12
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 2
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 3
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 1
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 3
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 3
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 6
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 6
Tipo: Lingua/Prova Finale
Crediti: 3
Tipo: Altro
Crediti: 3
Tipo: Altro
Crediti: 6
Tipo: Altro

DIRITTO REGIONALE

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2016/2017
Anno di corso: 
3
Anno accademico di erogazione: 
2018/2019
Tipo di attività: 
Obbligatorio
Lingua: 
Italiano
Crediti: 
6
Ciclo: 
Primo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
48
Prerequisiti: 

La conoscenza del linguaggio giuridico come lin-guaggio differente da quello comune; la cono-scenza del fenomeno giuridico; la conoscenza del concetto e della teoria delle istituzioni; la conoscenza basilare delle fonti del diritto.

Moduli

Metodi di valutazione

Valutazione: 
Voto Finale

Obiettivi formativi

Il corso ha l’obiettivo di fornire gli strumenti nozionistici e metodologici fondamentali per comprendere la ratio, lo sviluppo storico e comparato e le forme di organizzazione del de-centramento, ed è pensato per studenti di un corso di laurea non specificamente rivolto a formare operatori del diritto.
Una volta compresi i termini storici e comparati di raffronto, il corso si propone di analizzare il funzionamento e l’organizzazione, nonché i principi costituzionali che li sovrintendono, delle regioni e degli enti locali della Repubblica ital-iana, sia con riferimento alle funzioni e ai poteri esercitati nei confronti dei loro cittadini, sia con riferimento a quelli esercitati nei rapporti con lo Stato e le istituzioni straniere, sovranazionali e internazionali.
L’obiettivo ultimo del corso è dunque quello di consentire agli studenti di potersi orientare nella corretta comprensione e interazione con le isti-tuzioni infrastatali, non solo secondo come sono organizzate nel territorio italiano, ma più in generale secondo i modelli tipici del decen-tramento.

Contenuti

1. L’organizzazione regionale come forma di or-ganizzazione istituzionale. La forma di Stato nella prospettiva storica e comparata della divisione territoriale del potere: dalle origini teoriche e storiche ai vari modelli di decen-tramento.
2. Il regionalismo come modello tipicamente ita-liano e la differenza con gli altri modelli. Il regionalismo italiano nella sua dimensione storica, dall’Unità d’Italia a oggi.
3. I principi costituzionali del regionalismo italia-no.
4. L’organizzazione fondamentale delle regioni a statuto ordinario: potestà statutaria; potestà normativa; funzioni amministrative; autono-mia finanziaria.
5. L’organizzazione fondamentale delle regioni a statuto speciale: differenze con quelle a sta-tuto ordinario.
6. I rapporti con lo Stato: strumenti di raccordo e strumenti risolutivi di controversie.
7. Il potere estero e i rapporti con l’Unione eu-ropea

Programma esteso

1. L’organizzazione regionale come forma di organizzazione istituzionale:

La sovranità una e indivisa dello Stato moderno - Le prime riflessioni sulla divisione della sovra-nità - Dalle prime esperienze confederali al federalismo - Il contributo italiano alla nascita del modello regionale - Cenni di esperienze comparate: USA, Svizzera, Repubblica federale tedesca, Spagna, Belgio, UK, Francia - Il decentramento dagli anni Novanta a oggi: un processo senza soluzione di continuità dallo Stato unitario allo Stato federale.

2. Le vicende del regionalismo italiano:

L’organizzazione del potere politico sul territorio, dall’unità d’Italia alla caduta del fascismo - Le regioni nella Carta del ’48 - Regioni a statuto speciale - Regioni a statuto ordinario - L’avvio ri-tardato del regionalismo - L’estensione per via legislativa delle funzioni degli enti territoriali - La riforma costituzionale del 1999/2001 - L’attuazione della riforma: profili critici e tentativi di mo-difica.

3. I principi del regionalismo italiano:

Unità - Autonomia - Leale collaborazione - Sussidiarietà e adeguatezza - Differenziazione - Pote-re sostitutivo.

4. L’organizzazione fondamentale delle regioni a statuto ordinario:

4.1 Autonomia statutaria - I contenuti essenziali ed eventuali dello Statuto - I limiti dello Statuto - La procedura di approvazione dello Statuto - Lo Statuto nel sistema delle fonti;

4.2 La forma di governo regionale - Gli organi della regione - Gli strumenti di partecipazione po-polare;

4.3 La potestà legislativa regionale - La potestà regolamentare;

4.4 I poteri amministrativi degli enti locali e delle regioni - I principi regolativi della titolarità delle funzioni - Funzioni fondamentali, proprie, attribuite, conferite - Il potere sostitutivo dello Stato e delle regioni;

4.5 L’autonomia finanziaria delle regioni - I vincoli di bilancio delle regioni - Tributi propri e addi-zionali - La perequazione - L’autonomia di spesa - Il coordinamento finanziario - Il patrimonio delle regioni.

5. Le regioni a Statuto speciale:

L’organizzazione delle regioni a statuto speciale: differenze con quelle a statuto ordinari - Gli Statuti speciali e le leggi statutarie - Le potestà legislative e amministrative - L’autonomia finan-ziaria - L’autonomia dopo la riforma del titolo V.

6. Le regioni e lo Stato: strumenti di raccordo e strumenti risolutivi di controversie:

6.1 Gli strumenti della collaborazione in Parlamento e nel governo - Ulteriori strumenti e mo-menti di collaborazione;

6.2 Gli strumenti di risoluzione del conflitto: il giudizio di legittimità in via principale; l’impugnazione degli statuti regionali; i conflitti di attribuzione tra Stato e regioni; il contenzioso fra Stato e regioni speciali; il ruolo della Corte e della giurisprudenza costituzionale.

7. Le regioni e le altre istituzioni politiche:

L’integrazione europea e il ruolo delle regioni - Poteri e ruolo delle regioni nella fase ascendente e la fase discendente delle politiche dell’Unione europea - I rapporti internazionali e il potere estero delle regioni.

Bibliografia consigliata

R. Bin, G. Falcon, Diritto regionale, il Mulino, Bologna 2018; Publius, Federalist Paper n. 51 (on line); artt. 5 e 114 de F. Clementi, L. Cuocolo, F. Rosa, G.E. Vigevani (a cura di), La Costituzione italiana, il Mulino, Bologna 2018.
Per gli studenti frequentanti, alcune parti del programma potranno essere studiate anche solo attraverso le spiegazioni in aula del do-cente.

Metodi didattici

Lezioni frontali. Il testo suggerito per la prepa-razione dell’esame sarà affiancato da letture snelle ma fondamentali per capire l’organizzazione decentrata del potere politico, sia in generale che nel contesto repubblicano italiano.