ANTROPOLOGIA ECONOMICA E SVILUPPO

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2016/2017
Anno di corso: 
2
Anno accademico di erogazione: 
2017/2018
Tipo di attività: 
Obbligatorio
Crediti: 
8
Ciclo: 
Secondo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
56
Prerequisiti: 

Il corso prevede una conoscenza dei corsi del I anno, dal momento che un’antropologia del cambiamento è assieme un’antropologia politica, un’antropologia della religione, del simbolico, del rito, di genere applicata a contesti di pianificazione.

Moduli

Metodi di valutazione

Modalita' di verifica dell'apprendimento: 

Lo spazio di comunicazione delle lezione sarà valutato in itinere con commenti e domande scritte ad ogni lezione, attraverso la presentazione di testi nella parte seminariale del corso da parte degli studenti e con un esercizio etnografico “nei campi”. La prova finale orale riprenderà quindi il dialogo e confronto intrattenuto durante le lezioni per una valutazione finale del percorso e della solidità degli strumenti acquisiti nel leggere i processi di modernizzazione e le dinamiche di cambiamento.
Prova finale con esame orale dove gli studenti dovranno proporre una propria elaborazione delle questioni, degli strumenti e dei testi del programma. Il docente valuterà la capacità di analisi nel leggere il cambiamento e di stabilire connessioni con gli altri insegnamenti dell’Area 1 e dell’Area 2.

Valutazione: 
Voto Finale

Obiettivi formativi

Conoscenza e comprensione
Gli studenti acquisiranno strumenti e conoscenze nel “rigore del qualitativo” nell’affrontare i contesti di modernizzazione, regno dei modelli di comprensione quantitativi. La problematizzazione delle ideologie di sviluppo e la critica a modelli epistemologici fondati su una netta dicotomia tra natura/cultura saranno elementi centrali nell’acquisire una comprensione delle dinamiche del cambiamento pianificato, a “casa propria” e altrove.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione
Lo studio di contesti applicati nella gestione delle risorse, le dinamiche di manipolazione, cooptazione, deviazione e selezione delle risorse –simboliche e materiali- da parte delle popolazioni locali all’interno progetti, l’analisi antropologica delle istituzioni e delle culture organizzative sono volte a formare utili capacità per il mestiere dell’antropologo in contesti istituzionali, dello sviluppo e del cambiamento ambientale. Dal momento che il sapere etnografico ha una cruciale componente di apprendistato, pratico oltreché teorico, si dedicherà attenzione, attraverso esercitazioni di campo e “nei campi” di gruppo, all’acquisire in prima persona gli strumenti della ricerca nel leggere il cambiamento economico come dinamica culturale (18 ore).

Per quanto riguarda l’autonomia di giudizio e il rafforzamento delle abilità comunicative, il percorso di studio solleciterà l’analisi personale nel leggere le dinamiche globali nelle loro dimensioni locali, nell’affrontare lo studio etnografico in altre lingue e nel leggere e comunicare questi processi sociali “discontinui” caratterizzati da una molteplicità ed eterogeneità di attori sociali.
La capacità di apprendimento è stimolata attraverso la partecipazione attiva alle lezioni attraverso domande orali o considerazioni scritte sul materiale trattato a lezione, con approccio seminariale e di analisi di gruppo attorno ai principali temi del corso per imparare a cooperare anche nel contesto di apprendimento, la presentazione e discussione dei materiali in programma e l’interazione e l’approfondimento attraverso la piattaforma informatica del corso, in vista della prova finale come dialogo conclusivo del corso.

Contenuti

Titolo del corso: Tempi che cambiano: culture, saperi e l’impensato ambientale

Il corso introduce ed esamina gli strumenti teorici dell'antropologia economica e delle dinamiche dello sviluppo, come studio del cambiamento culturale, intensivo e pianificato: luogo di incontro e scontro tra molteplici concezioni dello spazio, del tempo, dell’appartenenza culturale e dell’ambiente tra gli attori dello sviluppo e le “comunità beneficiarie”.
Le dimensioni economiche in altri contesti culturali e ambientali saranno analizzate nella loro imbricazione (embeddedness) ed interrelazione alle dimensioni sociali e all’economia morale delle popolazioni locali in questi processi di globalizzazione e di incorporazione capitalistica.
Le dinamiche del cambiamento rurale e della gestione delle risorse (acqua, terra, semenze, cibo ad esempio), al centro di forti tensioni e sconvolgimenti del contesto contemporaneo, saranno al centro del percorso di studio, con attenzione alle continuità e alle disgiunture con il periodo coloniale, alle contraddizioni e tensioni tra dinamiche culturali (modelli di sviluppo, sistemi di lavoro, forme di autonomia e vulnerabilità) e dinamiche ambientali (“scarsità” d’acqua, modelli di natura, valori dell’acqua), alle dimensioni del conflitto, della mediazione e della riproduzione culturale, attraverso gli strumenti della prospettiva etnografica.
Un particolare focus sarà dedicato al ruolo dell’antropologia a fronte dei cambiamenti climatici: le percezioni culturali del cambiamento ambientale, le costruzioni culturali dell’atmosfera e il “tempo” e la ridefinizione dei significati dell’umano nell’epoca dell’Antropocene.

Programma esteso

Frequentanti:
1-Olivier De Sardan, JP, 2008, Antropologia e sviluppo, Raffaello Cortina, Milano.
2-Van Aken, M., 2012, La diversità delle acque. Antropologia di un bene molto comune, Altravista, Lungavilla.
3-Van Aken, dispensa su antropologia e cambiamenti climatici, sulla pagina e leaning del corso
4-Raccolta di saggi etnografici di circa 200 pagine, anche in lingua originale, su “Cambiamento ambientale e sviluppo” (disponibile sulla pagina del corso nella piattaforma informatica di Facoltà da fine Marzo 2018; contiene anche i saggi utilizzati, per i frequentanti, per la esercitazione etnografica durante il corso sulla “Natura in città”).

Non-Frequentanti:
1-Olivier De Sardan, JP, 2008, Antropologia e sviluppo, Raffaello Cortina, Milano.
2-Van Aken, M., 2012, La diversità delle acque. Antropologia di un bene molto comune, Altravista, Lungavilla.
3-Van Aken, dispensa su Antropologia e cambiamenti climatici, pagina e leaning del corso
4-Raccolta di saggi etnografici di circa 200 pagine, anche in lingua originale, su “Cambiamento ambientale e sviluppo” (disponibile sulla pagina del corso nella piattaforma informatica di Facoltà da fine Marzo 2018; contiene anche i saggi utilizzati, per i frequentanti, per la esercitazione etnografica durante il corso sulla “Natura in città”).
5-un testo a scelta tra:
-Ghosh A., 2017, Il cambiamento climatico e l’impensabile, Feltrinelli, Milano.
-Hulme, D., 2017, Weathered. Cultures of climate, Sage, London.
- Evans-Pritchard, I Nuer. Un’anarchia ordinata, Milano, Franco Angeli (p.340) (analisi privilegiata p.32-194)

Bibliografia consigliata

Van Aken, M, 2013, La diversità dell’acqua, Altravista, Lungavilla

Metodi didattici

Lezioni frontali ma anche oblique e circolari, studi di caso, partecipazione laboratoriale nelle analisi del testo, ad analisi di produzioni antropologiche audio-visive, utilizzo di Power Point ma soprattutto analisi comuni di testi. Analisi seminariale di “campo” e in “campi” per un esercizio di studio di un sulla “natura in città” per apprendere facendo, per denaturalizzare la costruzione culturale di un luogo e per leggere la relazione tra dinamiche economiche e socializzazioni del luogo e dell’ambiente.