PEDAGOGIA INTERCULTURALE E DELLA COOP.

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2017/2018
Anno di corso: 
1
Anno accademico di erogazione: 
2017/2018
Tipo di attività: 
Obbligatorio a scelta
Lingua: 
Italiano
Crediti: 
8
Ciclo: 
Secondo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
56
Prerequisiti: 

Conoscenze generali in Storia della pedagogia e dei fondamenti della Pedagogia generale.

Conoscenza sommaria della Filosofia del Novecento.

Conoscenze in Scienze Umane.

Moduli

Metodi di valutazione

Modalita' di verifica dell'apprendimento: 

Esame orale

Valutazione: 
Voto Finale

Obiettivi formativi

L’insegnamento intende, quindi, affrontare le seguenti tematiche:

1. Conoscenze e saperi generali:

- Istituzioni di Pedagogia e Scienze dell’educazione: il dominio pedagogico; l’“Arcipelago pedagogico” (R. Massa).
- Oggetti e campi di lavoro: educazione, istruzione e formazione; elementi di Pedagogia del lavoro. Esistono una dimensione e un compito pedagogici nel Mondo del lavoro?
- Elementi di storia della Formazione Aziendale in Italia.
- Uno sguardo oltre i nostri confini: globalizzazione e governo/gestione delle differenze. Il Diversity Management.
- La ‘‘Differance’’ (J. Derrida): il paradosso dell’ospitalità e l’incontro con l’Altro.
- Intercultura e Clinica della formazione. La lezione di M. Foucault.
- Tema del corso: l’analogia educazione/teatro, origini/contemporaneità del teatro occidentale, il tema del doppio tra formazione e teatro, autenticità e finzione: la “vita” nell’organizzazione; organizzazione e teatro: etica ed estetica del lavoro.

Finalità generale di tali obiettivi specifici di insegnamento/apprendimento è la promozione negli studenti non solo di una loro consapevolezza critica in merito alle questioni e domande affrontate ma anche della loro capacità tecnica di intervento professionale per risolvere problemi e/o per innovare. Pertanto in sede di valutazione si chiederà allo studente non solo di “sapere” ma anche di “saper applicare” al campo futuro di lavoro le conoscenze acquisite. Si chiederà, cioè, di:

-sapersi orientare nelle principali questioni pedagogiche: passaggi storici, scelte di campo, nodi teoretici ed epistemologici.
-Saper integrare le conoscenze pregresse e quelle acquisite. Leggere le urgenze contemporanee alla luce del sapere pedagogico e di quello organizzativo.
-Saper elaborare, giustificare e difendere le proprie idee in merito alla questione del governo/gestione delle differenze nelle organizzazioni a partire dati della ricerca pedagogica, filosofica, psicologica e sociale.
-Saper applicare le idee maturate a livello pedagogico al contesto del proprio lavoro futuro, cioè essere in grado di prefigurarsi da professionista per risolvere problemi in base al punto di vista acquisito e alle problematiche affrontate.
-E per innovare. Essere in grado di proporre modifiche alle routine del mondo del lavoro grazie alle soluzioni elaborate in modo originale a partire dagli stimoli proposti.
In questo senso ogni studente dovrà dare mostra di saper:
-Esercitare le proprie capacità critiche: saper formulare giudizi personali sulla base delle informazioni acquisite con attenzione alle responsabilità sociali ed etiche.
-Esibire consapevolezza ed esercitare persuasione discorsiva grazie alle proprie capacità linguistiche e al tipo di argomentazioni scelte; saper comunicare in modo chiaro e privo di ambiguità a interlocutori specialisti e non specialisti.
-Dimostrare di aver studiato autonomamente, usando in modo originale i materiali proposti.

Contenuti

La Pedagogia Interculturale studia e promuove le differenze; come sia possibile una convivenza pacifica tra diversi.
Nelle organizzazioni valorizza il capitale umano.

Programma esteso

Che cosa è la Pedagogia? Quali rapporti la legano alla Filosofia e alle Scienze Umane e Sociali? Perché studiare Pedagogia Interculturale per diventare professionisti esperti in Risorse Umane?

Il corso intende esplicitare le questioni fondamentali di ordine epistemologico del dibattito pedagogico - con particolare attenzione a quello italiano - in merito al tema della formazione; la sua storia e il suo sviluppo.

L’analogia tra teatro ed educazione, studiata da Riccardo Massa e dai suoi allievi, riguarda anche il modo di stare nelle organizzazioni. Ruoli, copioni e rituali fanno della “vita” nelle organizzazioni una messa-in-scena non meno complessa della vita quotidiana. Come essere autentici, come lavoratori, quando sappiamo che la vita è teatro e l’educazione – agita e agente – nelle organizzazioni chiede una competenza teatrale o finzionale?
Si affronteranno quasti temi anche a partire da uno sguardo sugli impliciti e latenze – rappresentazioni, fantasie e desideri – legati ai nostri discorsi e alla vita nelle organizzazioni.

Metodologicamente il corso alternerà: spiegazioni, letture, visione di film. a discussioni, momenti di riflessione individuale e di gruppo, simulazioni ed esercitazioni cliniche. Sono previste testimonianze di ospiti relatori in presenza e dialogo serrato con la docente.

Bibliografia consigliata

Prova Finale per frequentanti

In sede d’esame i frequentanti discutono con la docente il Diario delle lezioni, cioè un elaborato (scrittura breve, cartellone o disegno, power-point o altro prodotto multimediale.) che ripercorra originalmente l’itinerario tematico affrontato in aula, correlandolo alle letture di approfondimento suggerite.
Gli studenti frequentanti devono studiare, oltre alle slide delle lezioni e ai materiali usati in aula (disponibili on line), due dei seguenti testi:

• Cappa F, Formazione come teatro, Cortina, Milano, 2016.
• D’Ambrosio M. (a cura di), Cartografie Pedagogiche. Teatro come metodologia trasformativa, Liguari, Napoli, 2016.
• Carpenzano O.-D’Ambrosio M.-Latour L., E-Leaning. Eletric Extended Embodied, ETS, Pisa, 2016
• Piccardo C.-Pellicoro F., L’organizzazione in scena, Cortina, Milano, 2008.
• Borgato R.-Vergani P., Teatro d’impresa, FrancoAngeli, Milano, 2007.
• Mangham I.L.-Overington M.A., Organizzazione come teatro, Cortina, Milano, 1993.

Prova Finalen non-frequentanti

In sede d’esame i non-frequentanti discutono con la docente i testi di approfondimento.
Gli studenti non-frequentanti, oltre a visionare le slide delle lezioni e i materiali usati in aula (disponibili on line), devono studiare due dei seguenti testi:

• Cappa F, Formazione come teatro, Cortina, Milano, 2016.
• D’Ambrosio M. (a cura di), Cartografie Pedagogiche. Teatro come metodologia trasformativa, Liguari, Napoli, 2016.
• Carpenzano O.-D’Ambrosio M.-Latour L., E-Leaning. Eletric Extended Embodied, ETS, Pisa, 2016
• Piccardo C.-Pellicoro F., L’organizzazione in scena, Cortina, Milano, 2008.
• Borgato R.-Vergani P., Teatro d’impresa, FrancoAngeli, Milano, 2007.
• Mangham I.L.-Overington M.A., Organizzazione come teatro, Cortina, Milano, 1993.

Infine, uno dei manuali scelto tra i seguenti:

o CAMBI F., Intercultura: Fondamenti Pedagogici, Carocci, Roma, 2001.
o GIUSTI M., Pedagogia interculturale. Teoria, metodologia, laboratori, Laterza, Roma-Bari, 2004.
o MANTEGAZZA R., Manuale di pedagogia interculturale. Tracce, pratiche e politiche per l'educazione alla differenza, FrancoAngeli, Milano, 2006.
o PORTERA A., Manuale di pedagogia interculturale, Laterza, Roma-Bari, 2013.

Metodi didattici

Lezione frontale,
visione film e commento,
esercitazioni d’aula,
confronto testimoni privilegiati.

Contatti/Altre informazioni

La docente è sempre a disposizione degli studenti in orario di ricevimento per chiarimenti, domande e approfondimenti.