Anno di corso: 1

Crediti: 8
Crediti: 8
Crediti: 6
Crediti: 6
Crediti: 3
Tipo: Lingua/Prova Finale
Crediti: 3
Tipo: Lingua/Prova Finale
Crediti: 3
Tipo: Lingua/Prova Finale
Crediti: 3
Tipo: Lingua/Prova Finale
Crediti: 3
Tipo: Altro

Anno di corso: 2

Anno di corso: 3

Crediti: 6
Crediti: 6
Crediti: 6
Crediti: 8
Crediti: 6
Crediti: 6
Crediti: 12
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 8
Tipo: Lingua/Prova Finale

CLINICA DELLA FORMAZIONE

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2017/2018
Anno di corso: 
2
Anno accademico di erogazione: 
2018/2019
Tipo di attività: 
Obbligatorio a scelta
Lingua: 
Italiano
Crediti: 
8
Ciclo: 
Primo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
56
Prerequisiti: 

Una buona capacità di comprendere il piano concettuale e teorico delle discipline in gioco.
Una disponibilità ad un apprendimento esperienziale, a uno sguardo critico, all’autoriflessione e al lavoro di gruppo.

Moduli

Metodi di valutazione

Modalita' di verifica dell'apprendimento: 

A livello generale:
L’esame consisterà in un colloquio orale, che verterà sull’accertamento della conoscenza della bibliografia, con particolare riferimento alle teorie proposte e a una loro declinazione nei contesti del lavoro educativo; sulla capacità di proporre una riflessione personale in merito ai contenuti proposti.

A livello specifico Conoscenza e comprensione
Allo studente verrà richiesto di sapere elaborare la relazione tra sapere pedagogico e sapere psicoanalitico comprendendone i punti di intreccio e i dilemmi che hanno caratterizzato, fin dalle origini il dialogo tra le due discipline.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione
La capacità di sapere connettere i saperi teorici e pratici, di sapere analizzare e prospettare pedagogicamente le attività educative, di sapere prefigurare gli esiti, le conseguenze e i risultati degli interventi anche sul piano dell'etica e della deontologia professionale, verranno accertate tramite una prova orale.

Nota per studenti lavoratori
Ai soli studenti lavoratori che avranno maturato anche una sufficiente esperienza nel campo del lavoro educativo, sarà data la possibilità di produrre un elaborato scritto centrato sull’analisi di un’esperienza professionale significativa riletta attraverso il contributo dei modelli teorici offerti nel corso. Tale elaborato sarà poi oggetto di discussione durante la prova orale.

Valutazione: 
Voto Finale

Obiettivi formativi

La conoscenza degli elementi centrali della teoria clinica della formazione, della relazione e tra sapere pedagogico e sapere psicologico con particolare attenzione al contributo della psicoanalisi
La comprensione dello stretto rapporto tra dimensione educativa e sviluppo della personalità nelle storie di formazione
La comprensione dell'importanza dell'educazione affettiva per la salute individuale e sociale
- la connessione fra saperi teorici e pratici
- la presa di consapevolezza dei delicati aspetti etici e deontologici in gioco nei processi educativi, specialmente per gli aspetti latenti e affettivi.

Contenuti

Prendersi cura del legame educativo.
Il contributo della psicoanalisi allo sviluppo del pensiero e degli affetti nella formazione dell’educatore professionale.

Programma esteso

In un’epoca di frammentazione dei legami e di violenza sommersa nel tessuto sociale all’educatore professionale è richiesto di dotarsi di un sapere profondo, capace di leggere i paradossi della nostra contemporaneità e le forme di disagio latenti nella collettività.
Il malessere della contemporaneità si pone al crocevia tra una dimensione sociale e una individuale e interroga l’educatore sulla sua postura “proto-etica” capace di abitare il legame con l’altro, di riconoscere l’alterità fuori e dentro di sé, per rispondere al disagio e alla sofferenza degli utenti.
Il contributo della psicoanalisi non dota l’educatore di una competenza terapeutica, piuttosto consente di lavorare in chiave formativa sul margine tra interiorità e intersoggettività, per conoscere la propria storia e farne una testimonianza viva nel lavoro educativo.
Infatti, oltre alle competenze tecniche, pratico operative e alla capacità di interrogare i propri modelli teorici, all’educatore è richiesto oggi, più che in altri momenti storici, di assumere consapevolezza della propria vita affettiva per abitare il legame in modo presente e consapevole .
Il corso, a partire da una lettura del contributo della psicoanalisi alle teorie dell’educazione, approfondirà il contributo che lo sguardo psicoanalitico ha offerto alla comprensione del ruolo cruciale delle prime relazioni ambientali nello sviluppo dell’identità, per mettere a fuoco i modelli educativi impliciti che si trasferiscono nella propria storia personale e professionale. Affronterà inoltre le forme nocive di legame per comprendere come un setting educativo, attento alla materialità simbolica del legame, può costituirsi come una seconda opportunità di riconoscimento e di costruzione di sé.
Il setting dell’aula rifletterà sulle condizioni formative che consentono all’educatore di apprendere dai propri affetti.
La consapevolezza degli affetti è un sapere che si esercita e che si acquisisce grazie a uno spazio formativo capace di connettere le teorie di riferimento con un lavoro esperienziale volto a interrogare il gruppo e gli individui sul pensiero del “qui e ora”. Questa qualità di sapere scaturisce da esperienze vive e da un costante lavoro di meta-riflessione sulle teorie proposte.
Il corso inoltre offrirà spazi di riflessione e di lavoro per ragionare, in chiave critica, sul ruolo che gli affetti svolgono nella pratica professionale quotidiana dell’educatore, nei diversi contesti in cui e offrirà delle occasioni formative per sviluppare metodologie di osservazione e di ascolto attente al qui e ora del processo educativo individuale e /o di gruppo
Una attenzione particolare sarà fornita ai dispositivi di cura che consentono agli operatori di pensare di crescere negli affetti, assumendo una consapevolezza incarnata del proprio ruolo professionale mediato da un rapporto riflessivo con la propria storia.

Bibliografia consigliata

1. M.G.Riva (2004) Il lavoro pedagogico come ricerca dei significati e ascolto delle emozioni, Guerini.
2. M.Fabbri (2012), Il transfert, il dono, la cura. FrancoAngeli
3. S.Ulivieri Stiozzi (2013) Sandor Ferenczi "educatore". Eredità pedagogica e sensibilità clinica, FrancoAngeli, Milano.
4. A. Miller (2007), Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sè, Bollati Boringhieri, Torino.
5. M. Recalcati (2015), Le mani della madre. Desiderio, fantasmi ed eredità del materno, Feltrineli, 2015.

Metodi didattici

La metodologia utilizzata nel corso prevede l’alternanza di lezioni frontali, a rielaborazioni di gruppo, lavoro individuale, ricerca d’aula e analisi di casi di esperienze professionali e formative.