Anno di corso: 1

Anno di corso: 2

Crediti: 9
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 3
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 3
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 3
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 3
Tipo: A scelta dello studente
Crediti: 10
Tipo: Altro

LABORATORIO 2

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico di regolamento: 
2018/2019
Anno di corso: 
2
Anno accademico di erogazione: 
2019/2020
Tipologia di insegnamento: 
A scelta dello studente
Tipo di attività: 
Opzionale
Docenti: 
CARRINO LUCIANO
Lingua: 
Italiano
Crediti: 
3
Ciclo: 
Secondo Semestre
Ore di attivita' didattica: 
24

Metodi di valutazione

Tipo di esame: 
Orale
Modalita' di verifica dell'apprendimento: 

Elaborazione e presentazione di una relazione scritta sui temi trattati.

Valutazione: 
Giudizio Finale

Obiettivi formativi

Il Laboratorio è organizzato con la collaborazione della KIP International School (International School of Knowledge, Innovation, Policies and Territorial Practices for the United Nations Millennium Platform) e si svolge in sei incontri di quattro ore ciascuno con introduzioni al tema di Luciano Carrino seguite da lavori di gruppo, simulazioni e sintesi finali. Per i partecipanti interessati ad approfondire il tema “sviluppo e cooperazione internazionale”, la KIP International School potrà organizzare uno stage presso una buona esperienza di sviluppo in Italia o di cooperazione internazionale, per il quale non è prevista una borsa specifica.

Il Laboratorio si propone di fornire conoscenze e strumenti di lavoro sul tema della programmazione e gestione dello sviluppo, tenendo conto delle esperienze della cooperazione internazionale e delle riflessioni più recenti sul tema. Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra sviluppo e cooperazione nel contesto della mondializzazione e delle crisi ricorrenti, e alle prospettive più interessanti aperte dall’approccio territoriale dello sviluppo e dalla cooperazione decentrata. Sono esaminati criticamente gli approcci correnti e proposti metodi più efficaci e coerenti con gli obiettivi e valori dell’Agenda verso il 2030 dell’ONU.

In particolare, il Laboratorio intende fornire strumenti concettuali e d’azione per:

- Pensare allo sviluppo: che cos’è, come si può definire, come si può costruire un sapere dello sviluppo a partire dalla critica delle scienze che oggi se ne occupano, come dovrebbe essere lo sviluppo in attuazione dell’Agenda 2030.
- Programmare lo sviluppo: come si può passare dalla programmazione frammentaria attuale (centralista, settorialista, verticale, paternalista e burocratica) a una programmazione decentrata, partecipata, integrata, che riconosce il ruolo attivo di tutti gli attori sociali e che usa procedure trasparenti ed efficaci.
- Realizzare lo sviluppo: come comprendere e affrontare gli ostacoli che si presentano nella realtà stratificata e frammentaria attuale, caratterizzata dalla prevalenza delle dinamiche di esclusione e di violenza, per andare verso azioni che fanno crescere l’alleanza degli attori sociali nella realizzazione di pratiche sempre più coerenti con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
- Conoscere e utilizzare il campo della cooperazione internazionale allo sviluppo; criticarne gli approcci tradizionali frammentari e di scarso impatto; promuoverne l’utilizzazione per favorire il co-sviluppo e per farne un laboratorio dell’innovazione e della formazione degli attori sociali.

Il Laboratorio vuole contribuire a formare dei professionisti capaci di:
- avere una visione integrata dello sviluppo e della cooperazione, coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030, e superare gli approcci frammentari correnti;
- contribuire a guidare processi complessi di programmazione territoriale, integrata e partecipata dello sviluppo facendo convergere le diverse professioni e i diversi settori verso gli obiettivi dell’Agenda 2030;
- gestire i processi contraddittori dello sviluppo attuale cercando di orientarlo progressivamente e realisticamente verso obiettivi e metodi di sviluppo equo e sostenibile; collegare lo sviluppo territoriale di livello locale con quello nazionale e con le opportunità internazionali.

Contenuti

Sono programmati sei incontri durante i quali saranno trattati i seguenti temi:

Crisi e prospettive dello sviluppo e della cooperazione internazionale
Lo sviluppo e la mente
Le emergenze come specchio della realtà quotidiana dello sviluppo
I fattori del cattivo sviluppo e la cooperazione come laboratorio del cambiamento
Buoni e cattivi progetti
Migrazioni, sviluppo e cooperazione.

Programma esteso

Sono programmati sei incontri durante i quali saranno trattati principalmente i seguenti temi che saranno discussi con i partecipanti e adattati alle loro richieste.

1. Crisi e prospettive dello sviluppo e della cooperazione internazionale
L’origine del moderno uso dell’idea di sviluppo delle società umane e della contemporanea nascita dell’idea di aiuto allo sviluppo dei paesi più poveri, dopo la seconda guerra mondiale. Si discutono le diverse visioni dello sviluppo correnti. Le ragioni della crisi dello sviluppo e della cooperazione. Le prospettive alla luce della rivoluzione politica, culturale e tecnica contenuta nell’Agenda ONU verso il 2030.

2. Lo sviluppo e la mente
Lo sviluppo delle società umane è un prodotto della creatività della mente: si studia la relazione del funzionamento della mente con quello dello sviluppo. In particolare si studia cosa siano i bisogni e come la loro analisi sia possibile e possa fondare i processi partecipati di programmazione dello sviluppo; si analizzano i metodi correnti di manipolazione dei bisogni; si analizza la relazione tra gli squilibri dello sviluppo (diseguaglianze, povertà, violenza, degrado ambientale ecc.) e le mentalità correnti. Processi educativi e sviluppo.

3. Le emergenze come specchio della realtà quotidiana dello sviluppo
L’aiuto umanitario per le situazioni di emergenza derivanti da catastrofi o guerre rivela con chiarezza i meccanismi di funzionamento dello sviluppo e della cooperazione. Esame delle metodologie correnti sulla base delle esperienze più note e messa in evidenza delle concezioni che le guidano. Le alternative agli interventi umanitari autoritari, paternalisti e basati sui bisogni dei donatori piuttosto che su quelli delle popolazioni colpite.

4. I fattori del cattivo sviluppo e la cooperazione come laboratorio del cambiamento
Critica dei principali metodi con cui tutte le società producono lo sviluppo squilibrato e pericoloso attuale: centralismo, verticismo, settorialismo, paternalismo e burocratismo. Indicazione delle vie per il cambiamento sulla base delle esperienze degli ultimi venti anni. Le metodologie di analisi dei bisogni e di programmazione partecipata dello sviluppo e della cooperazione.

5. Buoni e cattivi progetti
Come nascono i progetti della cooperazione? Esame critico del ciclo del progetto e del quadro logico per un uso più adeguato di questi strumenti alla realtà che cambia. Dalla frammentazione del progettismo attuale ai progetti inquadrati in processi permanenti di sviluppo. Dall’approccio settoriale all’approccio territoriale. Esame di buoni e cattivi progetti sulla base di criteri coerenti con gli obiettivi e valori dell’Agenda 2030.

6. Migrazioni, sviluppo e cooperazione. Conclusione
Le migrazioni forzate come indicatori del fallimento dello sviluppo e anche della cooperazione. E’ possibile utilizzare la cooperazione per razionalizzare e umanizzare i flussi migratori? Le buone esperienze e le ipotesi di lavoro. Il ruolo strategico delle collettività locali e della cooperazione decentrata.

Conclusione: per un nuovo tipo di professionista dello sviluppo
Le qualità professionali necessarie per gli operatori dello sviluppo; la trans-disciplina dello sviluppo e della cooperazione: come sapere organizzare, orientare e gestire progetti che siano parte di processi (in atto o da stimolare) per rispondere a bisogni complessi come quelli che si manifestano nelle situazioni di povertà, violenza e degrado ambientale? Gli strumenti concettuali e operativi necessari. Le reti e i percorsi pratici in atto. La dimensione internazionale come strumento del cambiamento locale.

Bibliografia consigliata

Agenda ONU 2030: https://sustainabledevelopment.un.org/post2015/transformingourworldl.

Testi Luciano Carrino:

- Lo sviluppo delle società umane, tra natura, passioni e politica, Edizioni Franco Angeli, Milano 2014.

- Perle, pirati e sognatori. Dall’aiuto allo sviluppo alla nuova cooperazione internazionale, Edizioni Franco Angeli, Milano 2016.

- Sviluppo e soggettività, tra autoritarismo e democrazia reperibile gratuitamente sulla Rivista elettronica www.universitasforum.org

- Développement humain et santé mentale: le grand défi pédagogique, pubblicato nella Rivista francese Rhizome n. 45, Octobre 2012 (versione italiana su www.hdrnet.org).

Sulla cooperazione, oltre a visitare i siti web delle Agenzie delle Nazioni Unite, dell’OCSE-DAC e delle numerose organizzazioni non governative, da non mancare è Il sogno dell'abbondanza di Bruno Catenacci, reperibile gratuitamente sul sito www.hdrnet.org.

Sulla cooperazione nelle emergenze da catastrofi naturali si può leggere anche L’industria della solidarietà di Linda Polman, Mondadori, Milano, 2009.

Nosotros la Gente del Volcan di Attilio Aleotti è un buon testo divulgativo su un’esperienza di preparazione alle emergenze che ha anche stimolato l’organizzazione della protezione civile in Colombia. E’ edito dalla Presidenza del Consiglio della Colombia e si può scaricare gratuitamente dal sito http://www.disaster-info.net/infovolcanes/pdf/spa/doc142/doc142.htm.
Sulla cooperazione decentrata si può leggere La Cooperazione Decentrata di Nicolò Leotta, Edizioni Franco Angeli, Milano 2008.
Sui temi dello sviluppo locale è da leggere Le Agenzie di sviluppo economico locale, a cura di Giulia Dario, reperibile sul sito www.hdrnet.org in diverse lingue e va seguito il sito www.ilsleda.org, sempre aggiornato anche su tutti i temi dello sviluppo endogeno.
Sulle innovazioni per lo sviluppo umanizzato si può consultare il sito www.ideassonline.org, molto conosciuto e sempre ricco di novità.
Sul tema della ricerca e la formazione per lo sviluppo umanizzato lavorano il sito www.kipuniversitas.org e la rivista elettronica Universitas Forum (www.universitasforum.org).
Sito della KIP International School: www.kipschool.org
Sulla critica allo sviluppo inteso come crescita economica suggerisco di consultare il Rapporto sullo sviluppo umano 1990 del PNUD, reperibile come tutti gli altri sul suo sito http://www.UNDP.org
Sulla decrescita si può leggere, tra l’altro, di Serge Latouche Per un’abbondanza frugale. Malintesi e controversie sulla decrescita , Bollati Boringhieri, Torino, 2012.
Sul Programma Prodere si può consultare il sito www.hdrnet.org, oppure digitare Prodere su un motore di ricerca. Recentemente l’UNOPS ha pubblicato: Prodere: reflexions on a revolutionary approach to development reperibile sul sito: https://www.unops.org/english/News/UNOPS-in-action/Pages/PRODERE-Reflections-on-a-revolutionary-approach-to-development-.aspx
Sul PDHL a Cuba, buon esempio di programma-quadro, si possono consultare i documenti contenuti nei seguenti siti web:
http://www.universitasforum.org/index.php/ojs/issue/view/5/shoWTOc
http://hdrnet.org/454/1/Jimenez_Guethon.pdf
http://hdrnet.org/20/1/Portieles.eng.cover.pdf
http://hdrnet.org/44/2/rpr_4_8.pdf
http://hdrnet.org/542/2/libroPDHL.pdf

Metodi didattici

Sei incontri di quattro ore ciascuno con introduzioni al tema seguite da lavori di gruppo, simulazioni e sintesi finali.