Venerdì, 17 novembre 2017

Premio Nazionale di Divulgazione scientifica 2017: in finale Gianfranco Pacchioni

pacchioni

Dopo il lungo lavoro delle giurie che hanno selezionato quest’estate in ciascuna area scientifica le opere da avviare alla fase finale del Premio, il Comitato Scientifico ha individuato gli autori dei libri che si contenderanno i riconoscimenti in palio nella finale del 14 dicembre a Roma (Aula Convegni del CNR, Piazzale Aldo Moro 7, ore 15,00-18,00). E tra i finalisti c’è anche Gianfranco Pacchioni, prorettore alla ricerca dell’Ateneo, che nel volume Scienza, quo vadis?  fa un’analisi della situazione attuale e spiega opportunità e rischi di far ricerca assecondando le logiche del mercato.

Nel corso della manifestazione, gli autori delle 15 opere in gara si affronteranno di volta in volta di fronte al pubblico per conquistare il primo posto in classifica nella propria area e aspirare al titolo più alto in palio: il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2017 – Giancarlo Dosi. Anche per quest’anno, infatti, sarà presente in sala una giuria di 150 persone chiamate ad esprimere in diretta il proprio voto con un voter elettronico

Il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica è organizzato dall’Associazione Italiana del Libro con il patrocino del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dell’AIRI (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale).

L'intervista

Professor Pacchioni, com’è cambiato il modo di far ricerca negli ultimi anni?
Tutto è diventato più rapido, con meno tempo per riflettere, e anche per correggere gli errori. La platea di chi fa ricerca è aumentata sino a limiti impensabili anche solo pochi anni fa, superando ormai i 10 milioni di addetti. Normale che siano esplose anche le pubblicazioni scientifiche, di varia qualità, con la nascita, anche grazie all’open access, di riviste che hanno puri e semplici scopi commerciali e un basso livello qualitativo.

Ogni anno si pubblicano due milioni di articoli scientifici su riviste con peer review: è chiaro come la quantità di informazione prodotta sia di molto superiore a quella che può essere letta e utilizzata. Per la ricerca scientifica è un limite? 
Sicuramente è un problema. Il fatto stesso di essere consapevoli di non poter conoscere tutto quanto è stato fatto, anche solo nel proprio settore di riferimento, è frustrante. Inoltre il rischio di ripetere lavori in qualche modo già esistenti è sempre più forte.  

Come conciliare l’attività di ricerca con eventuali logiche del mercato?
Occorre cambiare i meccanismi di valutazione, puntando sempre più sulla qualità che sulla quantità, e riscoprire gli aspetti fondamentali della buona ricerca scientifica. Che ha bisogno di tempo per discutere, riflettere, capire, e anche per sbagliare. Tutte cose che oggi si stanno perdendo, sotto una pressione estrema che impone di pubblicare sempre e comunque qualsiasi risultato ottenuto.

 

a cura di Redazione Centrale, ultimo aggiornamento il 10/02/2021