Venerdì, 11 giugno 2021

Le aree ferroviarie e le mura antiche: un serbatoio di biodiversità per Milano

castello

Gli ambienti urbani meno interessati da interventi umani sono dei veri e propri scrigni che conservano tesori di biodiversità vegetale. Lo rivela una ricerca congiunta condotta dai team del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università di Milano-Bicocca e del Museo di Storia Naturale di Milano. Lo studio, coordinato dalla professoressa Sandra Citterio e dal ricercatore Rodolfo Gentili di Milano-Bicocca e da Gabriele Galasso del Museo di Storia Naturale di Milano, ha analizzato la distribuzione della biodiversità vegetale urbana nei principali paesaggi della città di Milano: le aree edificate, le principali arterie stradali coi loro viali alberati, le aree verdi e le aree ferroviarie. I risultati di questo lavoro biennale sono stati pubblicati sulla rivista internazionale “Urban Forestry and Urban Greening” (“Urban plant assemblages by land use type in Milan: Floristic, ecological and functional diversities and refugium role of railway areas” – DOI: 10.1016/j.ufug.2021.127175).

La ricerca ha evidenziato come gli ambienti più trascurati e ignorati dagli interventi umani e dalla pianificazione urbanistica spesso ospitano il maggior numero di specie, incluse alcune vere e proprie rarità. In particolare, lo studio sottolinea l’importanza delle aree ferroviarie nel loro complesso (binari morti, adiacenze, vasche di lavaggio dei treni con formazione di pozze temporanee, massicciate, spazi tra i binari, zone a prateria e ad arbusti ecc.) come rifugio urbano per numerose specie, alcune ormai del tutto scomparse dagli altri ambienti cittadini.

a cura di Redazione Centrale, ultimo aggiornamento il 14/06/2021