Giovedì, 6 giugno, 2019

Milano-Bicocca, 4 laureati su 5 trovano lavoro entro un anno

A un anno dal conseguimento della laurea triennale, il tasso di occupazione è dell’85,2 per cento, superando di oltre 13 punti percentuali la media nazionale (72,1 per cento).  E tra i laureati di secondo livello (corsi magistrali e a ciclo unico) a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari al 79,5 per cento, oltre dieci punti in più del dato nazionale (69,4 per cento) e a cinque anni sale al 91,3 per cento, quasi 6 punti più degli altri atenei presi insieme (85,5 per cento).

I positivi dati del placement dell’Università di Milano-Bicocca – in decisa crescita sia rispetto al panorama nazionale che nei confronti della rilevazione precedente – vengono restituiti dalle nuove indagini del Consorzio interuniversitario Almalaurea contenute nel XXI Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati, presentato oggi alla Università Sapienza di Roma (per info: www.almalaurea.it). Le indagini hanno coinvolto 75 università ad oggi aderenti al Consorzio.

Il Rapporto sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 11.350 laureati dell'Università di Milano Bicocca, concentrandosi sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2017 (rispettivamente 4.109 e 2.503 in tutto) e intervistati a un anno dal titolo, e delle performance dei laureati di secondo livello usciti nel 2013 (2.318) e intervistati dopo cinque anni.

Il 56,3 per cento dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, ha deciso di proseguire il percorso formativo con un corso di secondo livello. Fra i laureati triennali che, invece, hanno scelto di non proseguire gli studi e immettersi direttamente nel mercato del lavoro (il 42,8 per cento del totale), l’85,2 per cento a un anno dal conseguimento della laurea triennale ha già trovato lavoro, con una retribuzione mensile netta di 1.218 euro, mentre il 6,9 per cento è risultato ancora disoccupato.

Un dato superiore a quello nazionale (72,1 per cento), ma anche a quello dello stesso ateneo nella rilevazione dell’anno precedente (82,2). Anche lo stipendio risulta più alto rispetto alla media italiana (1.169 euro) e alla retribuzione di un anno prima (1.192 euro). Il 28,8 per cento degli occupati può contare su un lavoro a tempo indeterminato, mentre il 44,8 su un lavoro non standard, l’8,8 svolge un’attività autonoma. Il lavoro part-time coinvolge il 24,6 per cento degli occupati.

Tra i laureati nei corsi magistrali e a ciclo unico, a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari al 79,5 per cento. Il 25,8 per cento è stato assunto con contratto a tempo indeterminato mentre il 38,6 svolge un lavoro non standard, il 7,3 è impegnato in un’attività autonoma. La retribuzione è in media di 1.245 euro mensili netti. Anche in questo caso si superano i dati nazionali (69,4 per cento di occupati per una retribuzione di 1.232 euro).

Il tasso di occupazione dei laureati magistrali biennali del 2013, intervistati a cinque anni dal titolo, è invece pari al 91,3 per cento (l’85,5 a livello nazionale), con un tasso di disoccupazione del 2,6 per cento e retribuzioni medie di 1.498 euro mensili netti (1.459 euro per la media italiana).

Ma dove vanno a lavorare? Il 67,6 per cento dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 24,3 nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (7,9). Più nello specifico, l’ambito dei servizi assorbe l’86,7 per cento, mentre l’industria accoglie il 12,3 per cento degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

Nella parte del Rapporto che riguarda invece il profilo di chi ha conseguito il titolo, i laureati nel 2018 coinvolti sono stati invece 7.070: 4.378 di primo livello, 1.994 magistrali biennali e 668 a ciclo unico. Il 15,2 per cento dei laureati proviene da fuori regione, mentre la quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 3,3 per cento: il 3,9 tra i triennali e il 2,7 tra i magistrali biennali. È in possesso di un diploma di tipo liceale il 74,5 per cento dei laureati, possiede un diploma tecnico il 22,2 per cento.

L’età media alla laurea è 25,1 anni per il complesso dei laureati (25,8 a livello nazionale), nello specifico di 24,1 anni per i laureati di primo livello e di 26,8 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore. Il 65,8 per cento dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 64 tra i triennali e il 71,2 tra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea è 102,4 su 110: spicca la media del 107,1 per i magistrali biennali.

Quanto ha soddisfatto l’esperienza universitaria appena conclusa? L’88,2 per cento dei laureati è risultato soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’85,8 per cento ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, l’87,4 per cento dei laureati che le ha utilizzate considera le aule adeguate. Più in generale, il 90,5 per cento dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.

Infine, il 59 per cento dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: è il 58 tra i laureati di primo livello e il 60,6 tra i magistrali biennali (valore, quest’ultimo, che cresce al 77,2 per cento considerando anche coloro che l’hanno svolto solo nel triennio). Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) l’8,2 per cento dei laureati: il 6,2 per i triennali e il 12,2 per magistrali biennali (quota, quest’ultima, che sale al 15,4 considerando anche coloro che le hanno compiute solo nel triennio). Il 76,4 per cento dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 75,6 tra i laureati di primo livello e il 76,4 tra i magistrali biennali.

«Crescono ancora i numeri dei laureati triennali e magistrali di Milano-Bicocca che trovano lavoro entro un anno – ha detto il rettore dell’Università di Milano-Bicocca Cristina Messa – un dato che conferma l'alta qualità dell'offerta didattica e dei servizi di orientamento e placement dell'Ateneo.  Gli investimenti fatti in termini di innovazione scientifica e relazioni con il territorio consentono ai nostri studenti di acquisire sempre più competenze e conoscenze che offrono concrete opportunità di occupazione».