Venerdì, 18 gennaio 2019

Il libro "L'ultimo sapiens" del Prof. Gianfranco Pacchioni presentato da Corrado Augias

copertina libro nera con volto colorato

Il Professor Gianfranco Pacchioni, Pro Rettore alla Ricerca e professore ordinario, ha scritto il suo nuovo libro “L’ultimo sapiens”, presentato da Corrado Augias per Repubblica nella rubrica Racconti.

Oltre alla presentazione di Corrado Augias, potete leggere di seguito una breve intervista che abbiamo realizzato per presentare direttamente con le parole del Prof. Pacchioni il suo ultimo libro.

Come e da dove nasce l'idea o l'esigenza di "fare un viaggio al termine della nostra specie"?
Nasce dalla lettura di Primo Levi, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Nei racconti fantastici raccolti in “Storie naturali” o “Vizio di forma” Levi anticipa con sorprendente lucidità una serie di innovazioni tecnologiche, da internet alla clonazione, dalla realtà virtuale alla genetica e alle neuroscienze. Oltre a raccontare in modo vivace e brillante situazioni comiche e divertenti, in realtà Levi ci lancia dei chiari moniti sui rischi che corre l’Uomo se si lascia sopraffare dalle tecnologie.

Professor Pacchioni, nel suo libro descrive un futuro nel quale saremo molto diversi da come siamo oggi, non migliori o peggiori, ma sicuramente diversi. Allora, secondo Lei, possiamo addirittura immaginare un mondo futuro interamente robotico e non più umano?  
No, non penso questo, ma credo che ci sarà una integrazione sempre più spinta delle due realtà e che questo darà luogo a un ibrido uomo-macchina. Sensori e dispositivi elettronici diverranno sempre più piccoli, leggeri, biocompatibili e integrabili nel nostro organismo, contribuendo a produrre capacità migliorate e aumentate (visive, uditive, tattili, ecc.). Già oggi ci sono 20.000 persone al mondo con microchip impiantati sottopelle usati per funzioni varie come riconoscimento o transazioni commerciali. Ma siamo solo all’inizio.

Secondo Lei i cosiddetti nativi digitali, le nuove generazioni che hanno vissuto da sempre in un mondo iper-tecnologico, e che saranno i futuri uomini di domani, sapranno mantenere il giusto equilibrio tra intelligenza naturale e intelligenza artificiale, o questa linea di demarcazione è già stata superata?
Sicuramente la linea di demarcazione tra intelligenza artificiale e intelligenza umana non è stata superata, e ancora si dibatte sul fatto che possano nascere delle superintelligenze artificiali ma non è detto che questo avverrà. Certo, se queste nascessero per noi Sapiens sarebbero guai, perché di colpo non saremmo più gli essere più intelligenti sulla faccia della terra, cosa che ci ha dato la possibilità di emergere come specie dominante. I nativi digitali sono i più attratti dalle nuove tecnologie, e rischiano di faticare a vederne gli aspetti meno piacevoli. Ma non bisogna nemmeno drammatizzare: è giusto però essere consapevoli che un “umano” di fine secolo potrebbe essere molto diverso da come siamo oggi.

Corrado Augias presenta "L'ultimo sapiens", il nuovo libro del Prof. Gianfranco Pacchioni
a cura di Redazione Centrale, ultimo aggiornamento il 18/01/2019