Le potenzialità dell’idrogeno turchese: il progetto SPIRIT entra nel vivo

Giovedì 26 Febbraio 2026
Milano-Bicocca è fra i partner dell'iniziativa che punta a produrre idrogeno tramite la pirolisi del metano
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dipartimento scienze dei materiali

Entra nel vivo il progetto SPIRIT (Sostenibile Produzione Innovativa e Rivoluzionaria di Idrogeno Turchese), una iniziativa che punta a sviluppare un impianto pilota di produzione di idrogeno turchese e carbonio solido, al fine di validare su scala pre‑industriale questa tecnologia, per passare poi, in una seconda fase, a progettarne una versione industriale, modellata sull’impiego potenziale presso reti di teleriscaldamento.

Il progetto, a cui Milano-Bicocca partecipa insieme a un gruppo di soggetti pubblici e privati, è finanziato con un concorso di risorse dell’Unione Europea, dello Stato italiano e di Regione Lombardia, in applicazione del Regolamento (UE) n. 2021/1060 e s.m.i. articoli 46, 47, 50, per un totale di circa 4 milioni di euro (circa 0.9 milioni a Milano-Bicocca).

La tecnologia di base di tutto il progetto – per cui è stata presentata domanda di brevetto - è stata sviluppata da X-nano, una start-up nata da uno spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Il capofila dell’iniziativa, Pietro Fiorentini, avrà il compito di ingegnerizzare il prototipo ed elaborare le necessità e le specifiche degli utenti finali per predisporre la progettazione di un impianto industriale integrato presso un’installazione tipo.

L’idrogeno turchese è una forma di idrogeno ottenuta tramite pirolisi del metano, un processo che utilizza alte temperature per scomporre il gas naturale in due prodotti: idrogeno gassoso e carbonio solido, senza emissione di C02. Trasformando il carbonio in un solido – e non in anidride carbonica – il processo permette di ridurre le emissioni inquinanti e consente di mantenere costi di produzione bassi rispetto all’idrogeno verde.

La produzione dell’idrogeno turchese tramite pirolisi, inoltre, è meno dispendiosa in termini di consumo energetico (fino a un ottavo rispetto all’idrogeno prodotto tramite elettrolisi) ed è costante, senza risentire delle fluttuazioni legate alle fonti rinnovabili. Il gas naturale, infatti, è una risorsa sempre a disposizione e gode di una distribuzione capillare ampiamente sfruttabile in ottica di utilizzi futuri.

Inoltre, dal processo di pirolisi si ricava anche carbonio solido, del quale si vogliono valutare le possibili applicazioni, in particolare nel settore delle batterie e nella siderurgia. Questo carbonio, infatti, raffinato in materiali ad alto valore aggiunto come la grafite per batterie agli ioni di litio o l’hard carbon per le batterie al sodio, diventa una risorsa strategica alimentando la rivoluzione della mobilità elettrica e rafforzando le filiere critiche. Ed è proprio qui che si innesta il contributo del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca, che svolgerà un ruolo chiave contribuendo con le attività di sintesi, funzionalizzazione e caratterizzazione dei materiali per le applicazioni nelle batterie.

a cura di Redazione Centrale, ultimo aggiornamento il 26/02/2026