Scoperta la prima "galassia fantasma", un alone di materia oscura senza stelle

Mercoledì 07 Gennaio 2026
Rilevata da un ricercatore del dipartimento di Fisica di Milano- Bicocca, in collaborazione con astronomi di Canada e Stati Uniti

Per una volta, cercare qualcosa e non trovarlo si trasforma in una scoperta rivoluzionaria. È quello che è successo al ricercatore del dipartimento di Fisica dell’Università di Milano-Bicocca Alejandro Benitez-Llambay, che, in collaborazione con astronomi di Canada e Stati Uniti, ha osservato nel cuore del cosmo, a 14 milioni di anni luce dalla Terra, Cloud-9, un alone di materia oscura totalmente privo di stelle. Grazie a un’indagine che ha coinvolto i più potenti telescopi del mondo, Cloud-9 si è rivelato il primo candidato certo di RELHIC (Reionization-Limited H I Cloud).

Si tratta di una tipologia di aloni di materia oscura  che, pur essendo esteso per ben 1,4 kiloparsec e contenendo grandi quantità di idrogeno neutro (HI), rimane del tutto privo di stelle. Questi oggetti, previsti dal modello cosmologico chiamato ΛCDM (il quadro teorico che descrive l’evoluzione e la formazione delle strutture nell’universo), finora non erano mai stati osservati. Secondo il modello, questi aloni sarebbero abbastanza massicci da trattenere parte del loro gas ma non abbastanza da superare la pressione termica e innescare la formazione delle stelle. Si creerebbe così quella che viene soprannominata “galassia fallita” o “galassia fantasma”. un oggetto astrofisico previsto dal modello cosmologico ma mai osservato prima.

Il gruppo di ricerca internazionale ー composto anche da Gagandeep S. Anand e Rachael Beaton (Space Telescope Science Institute), Andrew J. Fox  (Aura per Esa), Julio F. Navarro (Università di Victoria, Canada) ed Elena D’Onghia (Università di Wisconsin, Usa) ー ha sfruttato la potenza del telescopio spaziale Hubble, puntandolo su Cloud-9 per otto orbite (circa 13 ore complessive) e scrutando in profondità questa misteriosa nube di idrogeno, situata vicino alla galassia a spirale M94.

La ricerca è stata recentemente pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal Letters.

 

a cura di Redazione Centrale, ultimo aggiornamento il 07/01/2026