Dare una seconda vita a uno dei materiali più pericolosi per la salute e l'ambiente. È la sfida raccolta da un gruppo di ricerca dell'Università di Milano-Bicocca che ha dimostrato come l'amianto, dopo un processo di detossificazione, possa essere trasformato in una risorsa per realizzare bioplastiche più sostenibili.
Lo studio, pubblicato con il titolo Upcycling detoxified asbestos cement as depolymerization regulating filler in polylactic acid (PLA) composites, nasce dalla collaborazione tra i Dipartimenti di Scienza dei Materiali e di Scienze dell'ambiente e della terra, insieme allo spin-off Graftonica.
I ricercatori hanno sviluppato un processo che permette di convertire l'amianto in una polvere minerale sicura, poi riutilizzata nella produzione di materiali per la stampa 3D.
La ricerca apre nuove prospettive per l'economia circolare, dimostrando come un rifiuto altamente problematico possa diventare una risorsa capace di ridurre l'impiego di materie prime vergini e, in alcune formulazioni, favorire anche una degradazione controllata delle bioplastiche a fine vita.