Un recente articolo pubblicato su Review of Income and Wealth, realizzato da Matteo Dalle Luche (LMU Monaco), Demetrio Guzzardi (Università della Calabria), Elisa Palagi (Scuola Superiore Sant’Anna), Andrea Roventini (Scuola Superiore Sant’Anna) e Alessandro Santoro (Università degli Studi di Milano-Bicocca) utilizza nuovi dati della Banca d’Italia sulla distribuzione della ricchezza (Distributional Wealth Accounts) per mostrare che in Italia il reddito è ancora più concentrato e il sistema fiscale è ancora più regressivo rispetto a quanto evidenziato dagli studi precedenti degli stessi autori.
In particolare, lo studio trova forti differenze nei rendimenti del capitale, che rendono il sistema fiscale italiano ancora più regressivo per il 7% più ricco della popolazione, con un’aliquota effettiva pari al 32,6% per lo 0,1% più ricco (un lavoratore dipendente della classe media paga circa il 45%). I nuovi risultati mostrano l’urgente necessità di riformare il sistema fiscale italiano aumentando l’imposizione sul 7% più ricco dei contribuenti.
Lo studio ha analizzato possibili soluzioni per correggere la regressività, simulando scenari alternativi di riforma fiscale basati sui modelli di tassazione ottimale, che permettono di considerare le possibili riduzioni del reddito dichiarato dai contribuenti in seguito a un aumento delle aliquote.