Captare fenomeni cosmici ancora inesplorati con uno strumento che può stare su un tavolo: questa la missione innovativa del progetto TANGO, Transducer Antenna for a Noiseless Gravitational Observatory, che vuole realizzare una nuova generazione di rivelatori di onde gravitazionali, con dimensioni dell'ordine di poche decine di centimetri e capaci di operare a temperature prossime allo zero assoluto. Guidato dal ricercatore Matteo Borghesi dell’Università di Milano-Bicocca, il progetto è stato premiato dall’Unione europea con un ERC Starting Grant da 1.499.312 euro che consentirà anche di predisporre una squadra di ricercatori dedicata.
Le onde gravitazionali sono minuscole increspature dello spazio-tempo generate dagli eventi più energetici dell'Universo, come la fusione di buchi neri o stelle di neutroni. Quando raggiungono la Terra, dopo aver viaggiato per milioni o persino miliardi di anni, producono deformazioni incredibilmente piccole. La loro prima osservazione nel 2015 ha confermato una delle più importanti predizioni della relatività generale di Einstein e ha inaugurato una nuova forma di astronomia, capace di osservare fenomeni invisibili ai telescopi tradizionali. Da allora sono stati rivelati centinaia di segnali provenienti da sorgenti astrofisiche note, ma gran parte dello spettro delle onde gravitazionali resta ancora inesplorato.
TANGO nasce proprio per esplorare questa regione ancora sconosciuta, compresa tra 100 kHz e 10 MHz: la cosiddetta banda delle onde gravitazionali ad alta frequenza. In questo intervallo potrebbero emergere segnali associati alla materia oscura, ai buchi neri primordiali o ad altri fenomeni che sfuggono alle teorie attuali.