Mercurio, uno studio svela il ruolo della grafite nella deformazione della superficie

Venerdì 11 Settembre 2026
La ricerca, pubblicata su «Nature Communications», è stata condotta da un team dell’Università di Padova, dell’INAF-OAPD e dell’Università di Milano-Bicocca
Immagine Ateneo

Mercurio, il pianeta più piccolo del Sistema Solare, si contrae da miliardi di anni. Il raffreddamento del suo interno provoca infatti una lenta contrazione che deforma la superficie, dando origine a imponenti faglie e ai rilievi chiamati lobate scarps, lunghi centinaia di chilometri e alti fino a 2.000 metri.

Un nuovo studioGraphite lubricates Mercury’s global contraction, pubblicato su «Nature Communications» ha individuato nella grafite un possibile elemento chiave di questo processo. La ricerca è stata condotta da un team dell’Università di Padova, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF-OAPD) e dell’Università di Milano-Bicocca.

Per l’Ateneo ha partecipato Andrea Bistacchi, del dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, coautore dello studio. Il lavoro ha combinato l’analisi della topografia di Mercurio con esperimenti di attrito in laboratorio su rocce simili a quelle della crosta del pianeta.

I risultati indicano che livelli ricchi di grafite, presenti fin dalle prime fasi della storia di Mercurio, potrebbero avere continuato a influenzare la tettonica del pianeta fino a oggi, facilitando il movimento lungo le grandi faglie. La grafite avrebbe quindi agito come un “lubrificante” naturale, in assenza dei fluidi che sulla Terra possono favorire lo scorrimento delle faglie.

La scoperta suggerisce inoltre che Mercurio potrebbe essersi contratto più di quanto stimato in precedenza e mostra come condizioni risalenti alle prime fasi di formazione di un pianeta possano influenzarne la superficie anche miliardi di anni dopo.

La ricerca apre nuove prospettive anche in vista dell’inserzione in orbita di Mercurio della sonda BepiColombo di ESA/JAXA, prevista per il prossimo novembre. Lo strumento SIMBIO-SYS potrà contribuire a studiare nel dettaglio le grandi faglie del pianeta, ricostruendone la geometria tridimensionale e analizzandone la composizione mineralogica.

a cura di Redazione Centrale, ultimo aggiornamento il 11/09/2026