Dear future, un viaggio nel 2226 per riflettere sulle scelte ambientali di oggi

Mercoledì, 5 Agosto 2026

Un viaggio nel 2226 per convincere le persone a cambiare il presente. A Marina di Bibbona, in provincia di Livorno, un gruppo di turisti viene trasportato simbolicamente nel 2226 per incontrare gli abitanti del futuro e vedere le conseguenze ambientali delle scelte di oggi. È il cuore di Dear Future, il progetto di ricerca promosso per il secondo anno consecutivo dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca.

Attraverso la realtà virtuale e altre modalità narrative immersive, il camping si trasforma in un laboratorio sul campo dedicato al rapporto tra cambiamento climatico, emozioni e responsabilità intergenerazionale. La campagna, avviata all’inizio dell’estate e in programma fino ai primi giorni di settembre, è ancora in corso; ha già coinvolto circa 600 persone negli studi e registrato più di 1.000 presenze alle attività di divulgazione scientifica, con oltre 500 bambini che hanno partecipato ad attività scientifico-educative.

«Ci siamo chiesti - spiega Alessandro Gabbiadini, coordinatore del progetto e docente di Cyberpsicologa - se rappresentare le generazioni future in modo più concreto possa rafforzare il senso di responsabilità e la disponibilità ad adottare comportamenti più sostenibili. La ricerca analizza in particolare il ruolo di emozioni come paura, speranza, impotenza ed efficacia: un messaggio allarmante può accrescere la percezione dell’urgenza, ma anche generare rifiuto o paralisi; uno scenario positivo può invece favorire il coinvolgimento, rischiando però di attenuare la percezione della gravità».

In una prima fase, i partecipanti incontrano simbolicamente alcune persone provenienti dal futuro attraverso brevi racconti accompagnati da immagini. In uno degli scenari, gli abitanti del futuro descrivono un mondo più sostenibile e ringraziano le persone del presente per le decisioni che hanno contribuito a renderlo possibile. In un altro, raccontano invece un futuro segnato dall’aumento delle temperature e dalle conseguenze sociali dell’inazione in campo climatico.

Una seconda parte del progetto utilizza la realtà virtuale immersiva per trasformare il futuro da concetto astratto a pratica esperienziale. Dopo aver indossato un visore, i partecipanti compiono simbolicamente un viaggio nel tempo e raggiungono una città del 2226. Qui incontrano due persone che descrivono il mondo nel quale vivono e, a seconda degli scenari, il racconto può mettere in evidenza le conseguenze ambientali e sociali del cambiamento climatico oppure concentrarsi su altri aspetti.

Durante le attività, i ricercatori analizzano le emozioni positive e negative associate agli scenari, il livello di identificazione con le generazioni future e le intenzioni di adottare comportamenti pro-ambientali, come ridurre l’impiego di plastica monouso o compiere scelte di acquisto più sostenibili.

«Ricostruire questi processi psicologici – osserva il professor Gabbiadini - potrà aiutare a capire come comunicare efficacemente politiche relative a mobilità, consumo energetico o tutela del territorio. Le scuole e i musei potrebbero sviluppare percorsi educativi sul concetto di eredità intergenerazionale. Le strutture turistiche avrebbero l’opportunità di collegare campagne su biodiversità e gestione dei rifiuti alle conseguenze cumulative delle scelte quotidiane. Le azioni del presente acquistano significato quando diventano parte di una trasformazione collettiva».

La scelta di realizzare la ricerca presso il Camping Village Le Esperidi si inserisce nell’ambito di una collaborazione avviata con il Dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca sui temi della sostenibilità ambientale e si svolge in un contesto turistico reale. L’incontro tra esperienza turistica e ricerca scientifica è stato percepito come qualcosa di insolito, capace di interrompere temporaneamente la quotidianità della vacanza e di creare uno spazio di riflessione.